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Pedopornografia online, 12 arresti e e migliaia di file sequestrati

VENEZIA (ITALPRESS) – Nell’ambito di un’articolata operazione di contrasto alla pedopornografia denominata “Viper 2”, la Polizia di Stato ha arrestato 12 persone per detenzione di ingente materiale pedopornografico. Denunciate altre 14 e sequestrati numerosi dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file pedopornografici.
L’operazione è stata condotta dagli investigatori della Polizia di Stato del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia e dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) del Servizio Polizia Postale, e ha preso avvio da una precedente attività del COSC di Venezia “Viper”, che aveva già portato lo scorso anno all’esecuzione di 60 perquisizioni e all’arresto di 28 persone appartenenti a vaste community internazionali di pedofili.
Nel corso della lunga e complessa indagine, condotta in modalità sotto copertura su una nota piattaforma di messaggistica, sono stati monitorati circa 130 spazi virtuali all’interno dei quali erano presenti utenti pedofili da tutto il mondo che scambiavano migliaia di foto e video di abusi su minori, per lo più in tenera età. Gli utenti esteri presenti nelle chat sono stati segnalati dal CNCPO agli Stati interessati attraverso i canali di cooperazione internazionale di Polizia.
Per l’esecuzione dei 26 decreti di perquisizione, emessi dalla Procura lagunare, sono stati coinvolti circa 200 agenti della Polizia Postale in 18 Province.
L’operazione si è estesa anche nelle Province di Lecce, Sassari (1 arresto), Siracusa (1 arresto), Massa, Pisa (2 arresti), Bergamo, Milano (3 arresti), Monza Brianza, Isernia (1 arresto), Caserta, Reggio Calabria, Roma (1 arresto ed 1 denunciato), Alessandria (1 arresto), Cuneo, Novara, Venezia (1 arresto), Vicenza e Treviso (1 arresto).
Gli indagati, di varie estrazioni sociali e tutti di sesso maschile, hanno un’età compresa tra 22 e 69 anni. Tra di loro vi è anche un uomo che millantava di avere conoscenze tra gli esperti nel campo della protezione dei minori online, circostanza sfruttata come alibi per accumulare materiale pedopornografico e permanere nei gruppi di pedofili.

– Foto: Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Granchio Blu, Corazzari “Sistema Veneto nel contrasto a specie aliena”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Sono due i progetti che il Veneto mette in campo quest’anno per affrontare l’invasione del Granchio Blu. Il primo del valore di 1,5 milioni di Euro finanziato con i fondi Feampa 2021-2027 rilancerà a partire da marzo 2025 un’azione di cattura grazie ai pescatori delle aree lagunari venete di quegli esemplari che non possono esser commercializzati; tra le finalità c’è quella di indagare la fattibilità tecnico- economica sulle filiere di riutilizzo a fini commerciali degli scarti in un’ottica di economia circolare. Il secondo progetto, già approvato dalla Giunta regionale, del valore di ulteriori 1,5 milioni di Euro, riunisce le risorse economiche e le conoscenze di ARPAV, Veneto Agricoltura, Università di Padova e Università di Venezia ed è finalizzato alla mappatura ambientale del Granchio blu mirata alla gestione della specie invasiva e alla sostenibilità socio-economica della pesca e dell’acquacoltura venete. Quello che abbiamo presentato oggi è un primo esempio concreto di attività gestionale avviata in modo complementare alle attività di studio e ricerca, un “Sistema Veneto” con cui la Regione intende affrontare l’emergenza in stretta collaborazione con l’azione del commissario Caterino”.
L’assessore regionale alla Pesca, Cristiano Corazzari, è intervenuto così oggi a Mestre nel corso della giornata di presentazione degli “Studi e monitoraggi sull’invasione del Granchio blu in Veneto finalizzati al contrasto alla diffusione della specie” organizzata dalla Regione del Veneto con la partecipazione del commissario straordinario all’emergenza Granchio blu Enrico Caterino e in collaborazione con ARPAV, Veneto Agricoltura, Università di Padova e Università di Venezia.
La giornata è stata l’occasione per tracciare in bilancio del progetto del 2023 realizzato dalla Regione con Veneto Agricoltura e Arpav e finanziato per 180mila euro che ha portato i primi dati scientifici sull’invasione della specie aliena. Ed è stato presentato il progetto di “Mappatura ambientale ed eco-fisiologica del Granchio blu nelle acque interne, marittime interne e marittime del Veneto mirata alla gestione di questa specie invasiva e alla sostenibilità socio-economica della pesca e acquacoltura venete” avviato con DGR n.1335 del 14 novembre 2024. Si tratta di un progetto, del valore complessivo di 1,5 milioni di Euro, finanziato dalla Regione con 750.000 Euro, da Fondazione CARIPARO con 350.000 Euro, da Veneto Agricoltura con 250.000 Euro, e dalle spese di personale sostenute da ciascun ente coinvolto per ulteriori 150.000 Euro.
Sono quattro gli ambiti di indagine. Il primo riguarda la mappatura della distribuzione del granchio sia nelle lagune che nelle acque marine: saranno identificate dimensioni, prede e predatori del granchio. Il secondo comprende il monitoraggio di lagune, coste e zone deltizie per indagare gli impatti che ha avuto la diffusione della specie sui diversi habitat e verrà realizzato grazie all’aiuto dei pescatori. Il terzo ambito concerne lo sviluppo di modelli di previsione della distribuzione della popolazione e della distribuzione spaziale del granchio in funzione dei cambiamenti ambientali e delle strategie di contenimento: saranno raccolti i dati ambientali anche alla luce dei cambiamenti climatici e delle misure di contenimento messe in atto. L’ultimo ambito comprende lo sviluppo di linee guida per le imprese di acquacoltura e di pesca: saranno coinvolti i principali portatori di interesse analizzando l’aspetto socio-economico e identificando efficaci e condivise azioni di mitigazione e di buone pratiche. Tutte le conoscenze e le informazioni confluiranno in un’unica banca dati gestita e coordinata da ARPAV. Il Progetto è pensato per fornire dati e informazioni in modo univoco capaci di garantire una base solida di conoscenze e il supporto al lavoro del Commissario Nazionale per l’emergenza Granchio Blu.
“Il progetto presentato oggi – aggiunge Corazzari- nasce sulla base della la convinzione che solo unendo le forze in un’unica strategia che coinvolga i più importanti poli di ricerca del Veneto, ARPAV, Veneto Agricoltura, Università di Padova e Università di Venezia si possano ottenere risultati nelle strategie di contenimento del Granchio Blu. Per questo ringrazio i responsabili dei quattro Enti che in sinergia hanno accettato di supportare la Regione del Veneto con una base importante di informazioni scientifiche, le quali contribuiranno a definire sempre più efficaci strategie gestionali da mettere in campo. Un ringraziamento particolare lo estendo a Cariparo che ha deciso di sostenere il progetto di monitoraggio con un contributo fondamentale, che dimostra la particolare attenzione della Fondazione per il territorio e la volontà di affrontare concretamente le difficoltà che si presentano”.
“Il Granchio blu – prosegue Corazzari- è elencato tra le 100 peggiori specie invasive che hanno colonizzato il Mediterraneo per via del suo facile adattamento alle diverse condizioni ambientali anche estreme. Come dicono i numeri l’esplosione demografica di questa specie non è uguale per tutti i tratti di costa, ma ha una portata e degli effetti devastanti soprattutto nelle fasce costiere basse e sabbiose, con importanti gli apporti d’acqua dolce e nelle le aree lagunari salmastre, caratteristiche ambientali dominanti nell’Alto Adriatico. Nel 2023 nelle sole aree lagunari del Veneto sono state rimosse 1000 tonnellate di esemplari, e 1900 nel 2024”.
“La Regione del Veneto fin dall’inizio dello scoppio dell’emergenza si è attivata al fianco dei pescatori anche nell’ambito del Distretto della Pesca dell’Alto Adriatico, chiedendo al Governo la dichiarazione dello stato di calamità, la nomina di un Commissario straordinario e un Piano per la gestione dell’emergenza – ricorda l’assessore-. Oggi le tre richieste sono state accolte ed è stato avviato in tempi brevi il Piano Nazionale di intervento, attivando fin da subito un tavolo tecnico di ascolto e collaborazione con i territori più colpiti, al quale hanno preso parte i rappresentanti delle imprese della pesca e dell’acquacoltura, le organizzazioni professionali di categoria, gli enti di ricerca, i Comuni, la Regione. Ritengo sia un metodo di lavoro particolarmente proficuo, e che sia la via giusta per proseguire l’impegno nel contrasto alla specie”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Inaugurata la nuova fermata ferroviaria “Venezia Mestre Gazzera”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Quello di oggi è un importante tassello di un più ampio progetto del valore complessivo di 58,25 milioni di euro, oltre 46 milioni dei quali finanziati dalla Regione, con un contributo di Rete Ferroviaria Italiana di 10,25 milioni di euro e del Comune di Venezia di 2 milioni, che ha interessato il “Nodo della Gazzera”, un’area fortemente urbanizzata nell’omonimo quartiere qui a Mestre. Grazie all’azione sinergica e coordinata di Regione del Veneto, Comune di Venezia, RFI e Veneto Strade, l’intervento consentirà di migliorare gli spostamenti quotidiani di cittadini e pendolari. E se oggi entra in servizio la nuova fermata di Venezia Mestre Gazzera lungo la Venezia-Udine, entro il 2025 sarà completata anche la vicina fermata ferroviaria di via Olimpia, lungo la Venezia-Trieste. Il progetto sarà, quindi, ultimato con la realizzazione del raccordo viario per snellire il traffico veicolare da e verso Mestre. Obiettivo: garantire il collegamento ferroviario interurbano da e verso Treviso oltre che quello urbano tra la terraferma e Venezia, favorendo, al contempo, l’interscambio gomma-ferro. Un ulteriore passo avanti per rendere il nostro sistema di trasporto sempre più sostenibile e integrato”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, oggi a Mestre in occasione della cerimonia di inaugurazione della nuova fermata ferroviaria “Venezia Mestre Gazzera” sulla linea ferroviaria Venezia-Udine.
Con lui, oltre al Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Vice Direttore Generale Operation RFI, Commissario Straordinario di Governo per il Collegamento ferroviario con l’aeroporto Marco Polo di Venezia e del Potenziamento della linea Venezia-Trieste, Vincenzo Macello, il Direttore della Divisione Business Regionale e Sviluppo Intermodale di Trenitalia, Maria Annunziata Giaconia, la Vicepresidente e Assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Elisa De Berti che ha dichiarato: “Un risultato reso possibile grazie alla sinergia tra più enti per l’efficientamento della rete infrastrutturale sia su ferro che su gomma. Un obiettivo che stiamo perseguendo da diversi anni per rendere ancora più capillare e interconnesso il trasporto ferroviario regionale”.
“La nuova fermata – ha aggiunto la Vicepresidente- rappresenta un esempio di attenzione alla sostenibilità e alla cura dei dettagli. Situata nell’area urbana di Venezia-Mestre, è dotata di due banchine accessibili tramite un sottopasso pedonale che collega le due aree di accesso principali. Il sottopasso è attrezzato con tre ascensori per garantire l’accessibilità a tutti gli utenti, inclusi quelli con mobilità ridotta. Le aree esterne della fermata sono state progettate per offrire il massimo comfort e praticità ai viaggiatori. Sono disponibili 6 posti auto dedicati alle persone con disabilità, uno stallo per autobus, 3 parcheggi per taxi e 208 posti a lunga sosta. Inoltre, la fermata è provvista di servizi igienici ad uso esclusivo dell’utenza, situati nelle vicinanze del primo fronte di fermata. Prosegue l’azione regionale per rendere il trasporto più efficiente, accessibile e integrato rispondendo così alle necessità di quanti ogni giorno scelgono di percorrere la rete infrastrutturale per i loro spostamenti”.

foto: ufficio stampa Regione Veneto

(ITALPRESS).

Treviso, frode fiscale da € 12 milioni nel settore edile. 4 denunce

TREVISO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Treviso hanno scoperto una rilevante frode fiscale nel settore edile trevigiano, realizzata mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti per circa 12,6 milioni di euro, nonchè attraverso l’indebita compensazione di ingenti crediti I.V.A. fittizi pari a oltre 2,5 milioni di euro. Pertanto, i 4 amministratori delle 2 società coinvolte sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica per reati tributari, in concorso con un commercialista di Venezia. A seguito delle contestazioni fiscali mosse dai finanzieri del Gruppo di Treviso e dei conseguenti avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate, è stata ottenuta la restituzione delle imposte evase, con sanzioni e interessi, per 3,8 milioni di euro.
Le attività investigative hanno avuto origine da mirate attività di controllo, intraprese agli inizi del 2023, che hanno riguardato due imprese che avevano fruito di significativi crediti d’imposta derivanti da operazioni immobiliari e da investimenti in ricerca e sviluppo, ritenuti sospetti in ragione delle modalità con cui si erano formati. In particolare, nel corso delle verifiche fiscali era emersa la contabilizzazione di una fattura per 8 milioni di euro per l’acquisto, mediante stipula di un contratto preliminare di compravendita, di una porzione di un polo commerciale in costruzione con sede in Lombardia, operazione immobiliare che, pur non perfezionatasi con un
contratto definitivo, non era stata rettificata in contabilità. E’ stato così che i finanzieri hanno ricostruito la miriade di operazioni contabili artatamente realizzate per occultare l’origine di tale credito, le quali, a loro volta, secondo veri e propri schemi di alchimia contabile, avevano permesso di ripartire il credito I.V.A. tra le due imprese in modo da poterlo più agevolmente utilizzare in compensazione di debiti erariali.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza

Sequestrati 6,5 kg di eroina all’aeroporto di Venezia

VENEZIA (ITALPRESS) – E’ stato individuato all’aeroporto di Venezia un passeggero proveniente da Laos, anziano ed insospettabile, che nelle due valigie nascondeva 6 chili e mezzo di eroina confezionati come snack per bambini. Nell’ambito dei controlli effettuati sui passeggeri, i finanzieri della Guardia di Finanza congiuntamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio presso l’aerostazione Marco Polo di Tessera hanno fermato un passeggero di nazionalità sudcoreana proveniente da Laos con 2 valigie al seguito.
Una volta atterrato all’aeroporto questi, approfittando del notevole flusso di turisti presenti all’interno dell’aerostazione, sperava di confondersi con un numeroso gruppo di stranieri presenti in sala arrivi per evitare il
controllo doganale. In realtà, il collaudato dispositivo di controllo composto da finanzieri e doganieri che operano presso lo scalo veneziano, lo aveva già individuato come viaggiatore
“a rischio”.
Una volta iniziato il controllo dei documenti, le evasive risposte circa lo scopo e la durata della sua permanenza a
Venezia, hanno indotto ad approfondire il controllo, permettendo di rinvenire, occultati e perfettamente sigillati all’interno di dolciumi vari, sostanza stupefacente per un peso complessivo di chilogrammi 6,5 circa. Lo stupefacente rinvenuto è stato sopposto a sequestro e il passeggero è stato arrestato.

foto: ufficio stampa Guardia di Finanza

(ITALPRESS).

Accessibilità al Teatro Olimpico

(Articolo dell’ing. Fabio Gasparini sul Teatro Olimpico da Vicenza In Centro, n. 8, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).

Il teatro Olimpico fu edificato tra il 1580 ed il 1585 dagli Accademici che ottennero dal Comune di ristrutturare le vecchie prigioni situate nel lato nord del complesso militare già padovano, poi scaligero ed infine Veneziano detto del Territorio. Il progetto del Palladio elevò il vecchio edificio carcerario lungo tutto il lato allineato con il muro merlato, lo ingrandì sul lato verso il cortile (ora giardino) e utilizzò la bassa ala prospiciente il fiume per ricavarne i due saloni dell’Odeo e Antiodeo. Sarebbe stato difficile far coesistere nel vasto cortile i nobili Accademici ed i loro invitati con le truppe venete ed i loro carri di armi e
munizioni da immagazzinare nel Palazzo del Territorio.
L’area/giardino che noi ora vediamo fu quindi divisa da un muro rettilineo che partiva dalla mura merlata alla immediata sinistra del portone delle armi, tagliava la aiuola e raggiungeva il Palazzo subito a destra della porticina ora usata dai turisti; a nord il Teatro, a sud l’Armamentario. Come entravano gli spettatori? Dal portone più piccolo esistente pochi passi oltre, sempre lungo la mura merlata; appena dentro la loro zona di cortile gli spettatori piegavano a sinistra, entravano da una porta (ora sovrastata da un bassorilievo marmoreo) e si trovavano in un atrio triangolare; da lì salivano delle rampe di scale che li portavano dietro alle colonne sovrastanti l’emiciclo; in origine quindi gli spettatori entravano a teatro dall’alto, con ammirata sorpresa; scendevano lungo le gradinate ai loro posti. Quanti furono gli spettatori alla prima dell’Edipo Re del marzo 1585? Il letterato vicentino Filippo Pigafetta scrisse il giorno dopo una lunga e dettagliata lettera ad un nobile amico in cui affermò la presenza di 3000 spettatori!
Naturalmente una frottola, erano forse meno di 1200. Negli anni ‘70 del secolo scorso, al tempo dei veri “Spettacoli classici” presenziavano circa 700/800 abbonati, seduti su tutti i gradoni, i sottostanti sui piedi dei sovrastanti. Oggi si usano i gradoni alternati e la capienza ufficiale è di circa 400 posti. Ai primi del 900 furono aperte le due porticine alle estremità del primo gradone inferiore, ora usate per visitatori e spettatori. La porticina in fondo al giardino rimane in uso per i visitatori e, come in antico, per attori e musici verso i camerini. Ricordiamo che il Teatro fu sempre agibile e funzionante dal 1585 ad oggi (con la parentesi della Seconda Guerra), prima come teatro privato per spettacoli teatrali, conferenze e gare di scherma tra Nobili; poi all’inizio del 1800 le armi sparirono, il muro divisorio fu abbattuto ed il teatro continuò per spettacoli, concerti e accoglienza in città dei visitatori illustri.

“Aggiungi un posto a tavola” festeggia 50 anni e va in scena al Teatro Comunale di Vicenza

Continuano le proposte di musical fuori abbonamento al Teatro Comunale di Vicenza e il prossimo evento promette di essere un autentico trionfo. Si tratta di “Aggiungi un posto a tavola”, la celebre commedia musicale di Garinei e Giovannini, che torna in scena in un’edizione speciale per festeggiare i suoi cinquant’anni. Gli spettatori potranno assistere a questo classico del teatro leggero italiano venerdì 31 gennaio alle 20.45, sabato 1° febbraio con due repliche alle 16.00 e alle 20.45, e domenica 2 febbraio alle 17.00.

Questa nuova produzione, curata da Alessandro Longobardi per Viola Produzioni, ha debuttato con grande successo al Teatro Brancaccio di Roma a fine novembre scorso. Il cast di prim’ordine include Giovanni Scifoni nel ruolo di Don Silvestro e Lorella Cuccarini (vista a Vicenza anche la scorsa stagione con Rapunzel) come special guest nel ruolo di Consolazione. La regia, fedele all’originale di Garinei e Giovannini, è affidata a Marco Simeoli, il quale si propone di rendere questa edizione un’esperienza indimenticabile per il pubblico di tutte le generazioni.

“Aggiungi un posto a tavola” vanta un record di oltre 15 milioni di spettatori in tutto il mondo e ha avuto 32 edizioni in dieci lingue, con quasi 1.800 repliche in Italia. La sua musica, firmata da Armando Trovajoli, unita al libretto di Garinei, Giovannini e Jaja Fiastri, ha contribuito a mantenere vivo il fascino di questo evergreen del teatro italiano. L’edizione del Cinquantenario porta sul palco anche un cast di talenti, tra cui Sofia Panizzi (Clementina) e Francesco Zaccaro (Toto), affiancati da un ensemble di 16 talentuosi attori-ballerini.

Le scenografie e i costumi, ispirati ai progetti originali, sono curati da Gabriele Moreschi e Francesca Grossi, mentre la direzione musicale è affidata a Maurizio Abeni. Le coreografie, riprese dalla storica collaboratrice di Gino Landi, Cristina Arrò, aggiungono un ulteriore valore a questo spettacolo.

Aggiungi un posto a Tavola al Teatro Comunale di Vicenza
Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini, protagonisti di Aggiungi un porto a tavola

La trama di “Aggiungi un posto a tavola” si basa su “After me the deluge” (Dopo di me il diluvio), un romanzo umoristico di David Forrest. Racconta le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che si trova a dover costruire un’arca per affrontare un imminente secondo diluvio universale, incarico ricevuto nientemeno che da Dio. Nonostante le difficoltà, tra cui l’ostilità del sindaco Crispino e l’arrivo di Consolazione, una donna dal passato burrascoso che creerà non poco scompiglio, Don Silvestro riesce a completare l’arca, ma si troverà a dover scegliere tra la sicurezza e la responsabilità verso i suoi concittadini.

Il messaggio universale di pace e armonia che pervade la storia ha reso questo musical un inno all’amore, alla solidarietà e alla comunità. La narrazione culmina in un finale toccante, dove il gesto altruista di Don Silvestro di abbandonare l’arca per stare vicino ai suoi fedeli porta a un epilogo di perdono e serenità.

Per quanto riguarda la disponibilità dei biglietti per le quattro repliche al Teatro Comunale di Vicenza, si segnala che restano pochissimi posti disponibili. I biglietti possono essere acquistati presso la biglietteria del teatro, aperta dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 18.15, oppure telefonicamente al numero 0444 324442 nelle stesse fasce orarie. È possibile anche acquistare i biglietti online sul sito ufficiale del teatro.

I prezzi variano a seconda del settore: 49 euro per il settore A e 41 euro per il settore B. Inoltre, è possibile utilizzare la Carta del Docente per l’acquisto dei biglietti per gli spettacoli fuori abbonamento.

In conclusione, “Aggiungi un posto a tavola” rappresenta non solo un’opportunità di rivivere un grande classico, ma anche un’occasione per riflettere su valori importanti attraverso la magia del musical. Non perdere l’occasione di assistere a questo straordinario spettacolo al Teatro Comunale di Vicenza.

Mario Mirko Vucetich, l’architetto-artista naturalizzato vicentino

(Articolo di Francesca Sanson da Vicenza In Centro n. 8, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).

Dalmata, ma naturalizzato “vicentino” Mario Mirko Vucetich, di professione architetto ci regala, grazie alla donazione di Maurizio Breganze e nipoti, un’ecclettica profusione delle sue creazioni e ideazioni realizzate nell’epoca del Liberty, del Modernismo e del Futurismo.
Provetto architetto ha lasciato in eredità ville magnifiche, disegni magistrali e si badi bene che ogni progetto tecnico ed esecutivo è realizzato a mano libera.
Disegni per gli sviluppi delle sue concezioni, sculture in gesso, in terracotta e in bronzo ci accompagnano nella visita. L’esposizione, aperta sino a settembre 2024 nelle sale ipogee di Palazzo Chiericati, non può essere ignorata! Di lui Bolzano Vicentino detiene il “Monumento ai caduti di tutte le guerre”, esemplare sintesi, densa di pathos, che ben si discosta dalle tematiche consuete adottate per realizzare monumenti “ai caduti”: l’abbraccio di due persone, che, sopravvissute, si ritrovano, dopo il disastro bellico, è intenso e coinvolgente.

Un'opera di Vucetich in esposizione a Marostica lo scorso autunno
Un’opera di Vucetich in esposizione a Marostica lo scorso autunno.

Prevale e comunica il senso di conforto nel ritrovare un essere umano scampato al disastro, nessun’arma, nessun elmetto, come siamo soliti a vedere in tali manufatti. “Il Primo sonno”, scultura in pietra di Vicenza, presentata alla Biennale del 1942 e tutt’ora presente nei Giardini della Biennale, resta pure essa un’evocazione sottile e affascinante sul significato emotivo che l’artista ha sintetizzato nella Pietra. “Il Cristo di Buchenwald” e la “Pietà del perdono” sculture anch’ esse che coinvolgono e commuovono, per i tratti dei volti, per la sinuosità delle forme. Nulla di queste sculture rimanda a quanto lo spettatore potrebbe supporre di vedere, leggendo i titoli delle opere: tutto è vita e liricità.
Mario Mirko Vucetich, più grande dei “ragazzi” che formarono “Gli amici della gaia gioventù”, resta un virtuale proseguo a quanto questi giovani ragazzi negli anni ’30 e ’50 del secolo scorso hanno proferito in cultura, passione ed entusiasmo con le proprie opere. Vucetich, dotato di perizia tecnica e incessante curiosità sperimentale, è difficilmente circoscrivibile nelle categorie artistiche del secolo scorso e proprio questo suo tratto lo rende “vivo” ancora oggi. A lui si deve la” Partita a scacchi con i personaggi viventi”, ideata nel 1954 e messa in scena nel 1955 a Marostica, evento che ancora oggi si realizza secondo la concezione di Vucetich. Vicenza non può che essere orgogliosa di accogliere l’abilità e il sapere di questo poliedrico artista del ‘900.

Hugo Pratt, la storia del fumettista veneziano: l’intervista a Sergio Brancato, sociologo, scrittore e sceneggiatore

Prosegue l’approfondimento sul mondo del cinema e del fumetto con la storia e l’analisi di uno dei migliori fumettisti di sempre: Hugo Pratt.

Hugo Pratt: la biografia

Hugo Pratt è stato un fumettista e scrittore italiano, considerato uno dei più grandi maestri del fumetto mondiale. Cresciuto a Venezia, Pratt ha vissuto un’infanzia cosmopolita che ha profondamente influenzato la sua poetica. Durante la giovinezza trascorsa in Etiopia, ha sviluppato una sensibilità narrativa e visiva unica, frutto dell’esposizione a culture diverse e alle letture di grandi classici come Kipling e Zane Grey.

Dopo aver collaborato con importanti riviste di fumetti in Italia e in Argentina, Pratt ha dato vita a personaggi iconici come Sgt. Kirk, Ernie Pike e, soprattutto, Corto Maltese, il marinaio romantico e disincantato che lo ha consacrato come pioniere del graphic novel. Le sue opere si distinguono per un tratto elegante e sintetico, un raffinato uso del bianco e nero e una narrativa capace di fondere storia, mito e realismo magico.

Corto Maltese
Un’ illustrazione dedicata a Corto Maltese © Fred Antonio

Corto Maltese, apparso per la prima volta in Una ballata del mare salato (1967), è diventato un simbolo di libertà e avventura, incarnando i temi universali cari a Pratt: la ricerca dell’identità, il confronto tra culture e il fascino dell’ignoto.

Intervista a Sergio Brancato: l’analisi del fumettista

Per approfondire il linguaggio, lo stile e l’eredità artistica di Hugo Pratt abbiamo intervistato Sergio Brancato, professore ordinario di Sociologia dei Media e Sociologia della Comunicazione e Storia dei Media dell’Università di Napoli Federico II.

Come descriverebbe il linguaggio narrativo utilizzato da Hugo Pratt nei suoi fumetti? Quali elementi lo rendono distintivo rispetto ad altri autori della sua epoca?

Occorre distinguere due fasi. Nella prima, Pratt è uno dei tanti disegnatori epigoni di Milton Caniff (il maestro americano della linea scura , ovvero di una visione espressionista del medium disegnato) che lavora con sceneggiatori quali Alberto Ongaro o il grande Héctor Oesterheld. Nascono qui personaggi seriali di successo come Asso di Picche, Sgt. Kirk, Ernie Pike e Ticonderoga. Nella seconda fase, Pratt inizia a scrivere le storie da solo, liberando il suo talento di contastorie, nutrito da innumerevoli letture. Questa evoluzione lo conduce a una straordinaria libertà grafica, culminata in Una ballata del mare salato (1967), dove sperimenta tecniche visive derivate dall’acquerello e un realismo magico innovativo per il fumetto dell’epoca. Secondo il critico Luca Raffaelli, è con questa opera che nasce il graphic novel, ben prima del Contratto con Dio di Will Eisner.

In che modo il rapporto tra testo e immagine viene utilizzato da Pratt per costruire l’immaginario narrativo e trasmettere emozioni?

Pratt scriveva poco e disegnava molto, lasciando che il flusso dell’ispirazione guidasse la narrazione. La sua capacità di fondere scrittura e disegno raggiungeva momenti di rara intensità, come nelle lunghe sequenze silenziose – ad esempio, il finale di Corte sconta detta arcana. Qui Pratt si distacca dagli standard seriali del fumetto per abbracciare una sensibilità narrativa in grado di coinvolgere profondamente il lettore.

Quali sono le caratteristiche principali dello stile visivo di Hugo Pratt? Come si è evoluto nel corso della sua carriera?

Con la maturità, Pratt si è affrancato dal desiderio di essere Caniff, approdando a uno stile personale, insieme sintetico e poetico. La sua capacità di evocare emozioni attraverso un uso sobrio del segno è cresciuta nel tempo, rendendo il mondo di Corto Maltese sempre più astratto e informale, allontanandosi da ogni tentazione naturalistica.

In che misura la tecnica del “bianco e nero” adottata da Pratt è riuscita a valorizzare il racconto e l’atmosfera delle sue opere?

Il bianco e nero è fondamentale nel lavoro di Pratt. Come molti altri autori influenzati da Caniff, Pratt utilizza una linea sporca che accentua il carattere espressionista delle sue opere, contrapponendosi alla limpida ligne claire di Hergé. Questa tecnica conferisce profondità emotiva e un senso di mistero alle sue storie.

Tintin di Hergè

Quali influenze culturali, paesaggistiche o storiche del Veneto e di Venezia emergono nei lavori di Hugo Pratt?

Del Veneto, poco; ma Venezia è onnipresente. Spesso le sue trame si aprono o si chiudono nella città lagunare, che per Pratt rappresentava più un paradigma dell’anima che una semplice ispirazione. Venezia, con la sua natura sospesa tra terra, cielo e acqua, è un luogo che riflette l’identità cosmopolita e nostalgica dell’autore.

In che modo Venezia ha influenzato il mondo creativo e immaginifico di Pratt?

Crescere a Venezia, una città al confine tra mondi, ha permesso a Pratt di sviluppare il suo cosmopolitismo. Non è un caso che qui nasca Il Milione di Marco Polo, il libro che ha fondato l’immaginario dell’Occidente moderno, e che Pratt abbia assorbito questa eredità per dare vita a personaggi e storie senza tempo.

Quali influenze figurative hanno contribuito a formare il linguaggio artistico di Pratt?

Milton Caniff è stato il riferimento principale, ma Pratt aveva un solido background artistico e una passione per autori come Frederic Remington, che ha definito l’iconografia della frontiera americana. Anche il cinema ha avuto un grande impatto, come dimostrano le inquadrature di Ernie Pike, ispirate a film come Corea in fiamme di Samuel Fuller.

Ernie Pike Hugo Pratt
Ernie Pike © Ferran Cornella

Ci sono stati artisti, scrittori o fumettisti che hanno influenzato la costruzione di personaggi come Corto Maltese?

Corto Maltese è, come scriveva Umberto Eco, la trasfigurazione autobiografica di Pratt: un romantico gentiluomo di ventura, giramondo e amante dei classici della letteratura. Sebbene Pratt avesse una straordinaria erudizione, era un narratore naturale, capace di sintetizzare l’arte e la letteratura in storie avvincenti e universali.

Hugo Pratt viene spesso considerato uno degli autori che hanno trasformato il fumetto in un medium di alto valore culturale. Quali aspetti del suo lavoro hanno contribuito a questo cambiamento di percezione?

Pratt ha saputo raccontare storie universali in un momento in cui il fumetto stava superando i pregiudizi delle vecchie generazioni. Con le sue opere, ha legittimato il fumetto come forma di letteratura disegnata, capace di dialogare con l’alta cultura e le nuove sensibilità.

In che modo le opere di Hugo Pratt possono essere lette e apprezzate dalle nuove generazioni?

Pratt durerà finché le sue storie riusciranno a intercettare la sensibilità collettiva. La profondità dei temi trattati e l’universalità dei suoi personaggi continuano a rendere le sue opere attuali e capaci di affascinare nuovi lettori.

Ci sono aspetti del suo stile o dei suoi temi che hanno influenzato artisti e fumettisti contemporanei?

Senza dubbio. Pratt, come ogni grande innovatore, ha lasciato un retaggio inevitabile, influenzando generazioni di autori e ridefinendo i confini del linguaggio del fumetto.


Le puntate di Veneto cinema e fumetto

 

La compagnia di circo contemporaneo Madame Rebiné presenta il nuovo spettacolo “La Burla” al Teatro Comunale di Vicenza, domenica 26 gennaio

Il Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza ospita domenica prossima 26 gennaio con inizio alle 17 un nuovo appuntamento della stagione 2024-2025 di circo contemporaneo: la compagnia italo-francese Madame Rebiné, che già il pubblico vicentino aveva apprezzato nel 2023 per lo spettacolo “Il Gran Ventriloquini”, proporrà il suo ultimo lavoro “La Burla”, “commedia circense” adatta al pubblico tutte le età, che racconta la storia di un piccolo negozio di giocattoli di quartiere costretto a chiudere per lasciare spazio alle grandi catene.

La burla al ridotto del teatro comunale di Vicenza
Appuntamento domenica pomeriggio con “La Burla”, spettacolo di circo contemporaneo della compagnia italo-francese Madame Rebiné

Gli spettatori potranno seguire la vicenda dei tre anziani gestori del negozio, simpatici e testardi, alle prese con il calo degli incassi, la poca affluenza dei clienti e i cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, un mondo in cui cambia tutto troppo velocemente per le loro gambe stanche. È una storia semplice, poetica e divertente, raccontata attraverso la magia del circo, che trova il suo habitat naturale nel gioco e nella fragilità della vita, in uno spettacolo che utilizza tecniche non verbali come la manipolazione degli oggetti, gli hula hoop, il trapezio fisso, la bici acrobatica e il teatro d’ombra. Una storia che potrebbe essere quella di ognuno di noi, ma che è arricchita da un’atmosfera in bilico tra poesia e comicità, con momenti d’interazione clownesca e numeri di nouvelle magie.

Come spesso accade delle produzioni della compagnia Madame Rebiné, si ride e si sorride, ma oltre al divertimento lo spettacolo propone un tema di riflessione e interesse sociale.

Orari e biglietti

Lo spettacolo La Burla è in programma domenica 26 gennaio alle 17.00. Durata 50 minuti

Sono ancora disponibili biglietti acquistabili direttamente in biglietteria del Teatro Comunale aperta dal martedì al sabato, esclusi i festivi, dalle 15.00 alle 18.15, oppure al telefono, chiamando lo 0444 324442 nei giorni di apertura della biglietteria dalle 16.00 alle 18.00; oppure online su www.tcvi.it.

Costo: 16 euro l’intero e 12 euro il ridotto over 65 e il ridotto under 30 per gli spettacoli al Ridotto, mentre per gli spettacoli in Sala Maggiore i prezzi sono 25 euro l’intero, 20 euro il ridotto over 65, 15 euro il ridotto under 30; per gli studenti universitari in possesso della VI-University Card è previsto un biglietto unico a 7 euro. È possibile comprare i biglietti e gli abbonamenti anche tramite con la Carta del docente.