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Terzo Mandato, Zaia “No lezione da chi è in Parlamento da 30 anni”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Sul terzo mandato non accetto lezione da bocche sfamate da 30 anni in Parlamento”. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha criticato duramente il limite dei due mandati per governatori e sindaci durante il punto stampa a Palazzo Balbi. Zaia ha definito la norma “un’anomalia tutta italiana”, evidenziando che altre cariche istituzionali, come il presidente del Consiglio o il presidente della Repubblica, non sono soggette a tali vincoli. “Non perdo sonno, ma trovo assurdo che questa regola non sia uniforme per tutti”, ha dichiarato, puntando il dito contro “centri di potere” e atteggiamenti che denigrano gli elettori. “La mia priorità sono i Veneti e le Venete – ha anche ribadito -. La Lega viene dopo i cittadini, ma prima del centrodestra. A questo proposito, rispondendo alle ambizioni di Fratelli d’Italia, che punterebbe a conquistare la guida del Veneto, Zaia ha dichiarato: “E’ legittimo, ma se ci diranno che non abbiamo amministrato bene, le strade si separano”. Il governatore del Veneto, che ha ribadito la propria contrarietà ad un candidato deciso dall’alto, ha escluso ipotesi di corse solitarie. “Deciderò il mio futuro quando tutto sarà definito”.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).

Grotta di S. Bernardino a Mossano

(Articolo di Lucio Panozzo sulla grotta di S. Bernardino da Vicenza In Centro n. 12, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).

A Mossano esiste la grotta dove S. Bernardino da Siena visse per un paio d’anni in preghiera. Si trovava in missione nelle nostre terre, dove i suoi sforzi risolsero alcune situazioni che secondo il suo giudizio dovevano essere cambiate. Tra le buone azioni possiamo senz’altro citare la costituzione del Monte dei Pegni, buona finché durò, nel senso che il santo intendeva farla funzionare senza che i beneficiari pagassero gli interessi. Quando l’istituzione restò in mutande, la percentuale di interesse fu fatta pagare ai beneficiari, ma nel frattempo gli Ebrei erano stati cacciati, come da richiesta del santo. Il Monte dei pegni era sorto proprio per contrastare l’azione dei banchi degli Ebrei, che prestavano denaro.
L’interesse non è mai stato esagerato come quello richiesto da alcune famiglie nobili vicentine che praticavano anch’esse l’usura e, in ogni caso, gli Ebrei si tenevano su livelli di percentuale concordati col Comune. Ma, come detto, essi furono cacciati, però le famiglie nobili di cui sopra continuarono a prosperare senza che nessuno osasse protestare. Altra scelta del santo, purtroppo sempre contro gli Ebrei, un affresco fatto fare appositamente su sua richiesta nella antica Pieve di Nanto (Santa Maria Annunciata), rappresentante il martirio del cosiddetto san Simonino da Trento, il bambino che, secondo l’opinione pubblica, era stato ucciso dagli Ebrei per recuperarne il sangue e usarlo per i loro riti (ricordo che Vicenza ebbe un altro di questi santi ora non più riconosciuti dalla chiesa cattolica, Lorenzino Sossio, 1485, di Valrovina, Marostica, che subì la stessa sorte del primo). L’antro di S. Bernardino da Siena ebbe fama anche per altre due situazioni: il ritrovo di importantissime vestigia riguardanti l’Uomo di Neanderthal e un fatto increscioso durante la guerra di Cambrai, quando truppe tedesche di passaggio gasarono circa 1500 persone che si erano rifugiate lì per salvarsi. Fu usata una gran quantità di legna verde mista a legna stagionata posta all’entrata e incendiata. In qualche modo fu creata una corrente che portava dentro il fumo e che non diede possibilità di salvezza a quelle povere persone.
Dopo molti anni, un signore del luogo con villa e proprietà terriere (Pigafetta o Camerini?) ordinò di trasportare i miseri resti (ossa) nei suoi terreni coltivati, che servirono da concimante. La grotta detta di S. Bernardino si può visitare informandosi sulle aperture programmate, seguendo l’itinerario dei molini e delle grotte. A metà strada il ristorante “da Sagraro” placherà la fame dei gitanti e, prima della grotta del santo, tanto per alleviare lo spirito dalle fatiche e dai racconti truci, si potrà visitare la Grotta delle Tette, che rallegrerà l’animo di molti.

Vincenzo Scamozzi, grande architetto vicentino

(Articolo di Fabio Gasparini su Vincenzo Scamozzi da Vicenza In Centro n. 12, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).

Giandomenico era un noto imprenditore edile della città, quindi il ragazzo ebbe vita agiata, possibilità di studiare e imparare presto le basi dell’architettura. A soli 26 anni, nel 1574, progettò la Rocca Pisana di Lonigo, capolavoro di razionale eleganza. Da subito la Rocca soffrì il confronto con la Rotonda palladiana e ne fu oscurata; recenti gli studi del prof. Barbieri chiariscono come i due edifici siano diversi: villa agibile e di stile rigoroso la Rocca, splendida dimora degli Dei (disse Goethe) la Rotonda. Successivamente Scamozzi lavorò molto a Vicenza dove progettò e realizzò palazzo Trissino al Duomo (ora Unicredit), palazzo Trissino-Baston (ora Municipio), palazzo Valmarana-Salvi (sul Corso Palladio, angolo S.Corona).
Lavorò poi a Venezia, dove completò la Libreria di S.Marco iniziata dal Sansovino e realizzò le Procuratie Nuove in Piazza S.Marco nel 1582. Molte sue opere sorgono nel territorio della Serenissima, ricordiamo: la villa Molin a Padova; il complesso di villa Duodo a Monselice con sette cappelle votive che la precedono; la chiesa di Palmanova, la città-fortezza allora in costruzione. Scamozzi viaggiò molto per approfondire le sue conoscenze: fu a Roma, a Praga, a Parigi dove disegnò accuratamente le architetture gotiche in un taccuino pervenutoci. Progettò e realizzò a Sabbioneta per Vespasiano Gonzaga un teatro di corte, coperto come l’Olimpico ma più razionale per l’accesso al palco di attori e scenografie. Progettò il Duomo di Salisburgo, realizzato poi solo in parte secondo il suo disegno. Palladio aveva 40 anni più di Scamozzi; i due ovviamente lavorarono assieme in città, forse nei ruoli di Maestro e Discepolo e Scamozzi completò di sua mano tre lavori del Maestro: il teatro Olimpico con le meravigliose prospettive delle sette vie di Tebe, la Rotonda con una cupola ribassata (non più emisferica) e gli annessi rustici. il palazzo Bonin-Longare per la facciata posteriore. Come furono i rapporti tra i due grandi architetti? La critica ha formulato ipotesi varie, anche di latente rivalità; fu Scamozzi che vendette a Inigo Jones (architetto inglese a Vicenza nel 1614) circa 100 disegni originali palladiani da allora conservati a Londra. Scamozzi scrisse un trattato: “Idea di Architettura universale” previsto in 10 volumi; prima di morire, nel 1616, pubblicò i primi 6. Non ebbe eredi e prescrisse nel testamento un lascito per studenti bisognosi dedicati all’architettura, purché i vincitori assumessero il suo cognome; il più illustre tra questi fu Ottavio Bertotti Scamozzi. Nella chiesa di S.Lorenzo, sulla controfacciata, un busto ed una lapide lo ricordano.
ing. Fabio Gasparini

Cognomi famosi: Da Porto

(Articolo di Adriano Bevilacqua da Vicenza In Centro n. 12, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).

Fu nell’anno 1532 che Ippolito Da Porto, capitano dell’imperatore Carlo V, nella guerra contro Federico duca di Sassonia, guidando una compagnia di lancieri, catturò il duca Federico e lo consegno prigioniero al suo imperatore. Carlo V, grato per questa impresa, in Bologna, il 14/12/1532, elevò il castello di Vivaro, Valvegna, Val Leogra e Dueville, a contea, assegnandola ai Da Porto con il titolo trasmissibile alla discendenza maschile, di conti Palatini ed un premio di 400 scudi d’oro annui. Ippolito non fu l’unico personaggio famoso della famiglia Da Porto. Questa famiglia, forse proveniente dal porto di Gruaro e forse dal Portogallo, fin dal X secolo faceva parte del Comitato vicentino in qualità di vassalli del vescovo. Moltissimi ed illustri i discendenti della famiglia. Politici per la Serenissima o condottieri imperiali. Iseppo Da Porto fu un importante politico a Venezia. Gianbattista Da Porto fu prefetto generale della Repubblica di Venezia e fu anche governatore di Candia. Un ramo della famiglia si trasferì in Sicilia, a Messina, con Nicolò Da Porto nel XVI secolo. Con il titolo di baroni, possedettero i feudi di Bigini, Sommatino, Tripi e Regalmuti. Un Gaspare, nel 1625, ottenne il titolo di conte di Sommatino. A Vicenza, furono i Da Porto tra i maggiori committenti dell’architetto Andrea Palladio. Sulla strada che dal corso principale arriva fino alla cinta di pie de muro, la famiglia costruì ben 7 palazzi, tanto che la via fu chiamata in loro onore, contrà Porti. Manca lo spazio, anche solo per elencare tutti i palazzi e le ville fatte costruire dai Da Porto.
Sicuramente il personaggio più conosciuto fu Luigi Da Porto. Luigi di Bernardino ed Elisabetta Sovergnan, nacque a Vicenza nel 1495. Rimasto orfano in tenera età, fu allevato dal nonno paterno Gabriele e avviato agli studi letterari.
Intraprese poi la carriera militare. Nel 1509, fu messo al comando di una compagnia di cavalleria leggera della Serenissima. Nella battaglia del 21/06/1515, vicino al Natisone, per un colpo di lancia, fu ferito al collo. La ferita, che lo lasciò zoppo, lo convinse a ritirarsi nella villa di proprietà della famiglia a Mont’Orso (l’odierna Montorso)
Quì si dedicò alla poesia ed alla prosa. Fu pubblicato un volume, con numerose rime e prose raccolte in un libro postumo, dedicato al cardinale Pietro Bembo. In questo troviamo L’historia novellamente ritrovata di due amanti.
L’amore tra Giulietta e Romeo, rinarrata dopo 80 anni, da William Shakespeare. Sicuramente, la vista delle due rocche scaligere di Montecchio, che poteva scorgere durante l’ozio forzato nella villa di Montorso, gli furono di ispirazione, almeno per il cognome di Romeo, nel raccontare la triste vicenda dei due amanti.

Adriano Bevilacqua

Vo’ on the Folks: la World Music torna a Brendola con la XXIX edizione

La Sala della Comunità di Brendola si prepara ad accogliere la XXIX edizione di Vo’ on the Folks, il festival internazionale dedicato alla world music, in programma dall’8 febbraio al 22 marzo 2025. Quattro serate, a cadenza quindicinale, offriranno un viaggio musicale attraverso Zimbabwe, Ungheria, Grecia, Romania, Spagna, Irlanda e Italia.

Vo on the folks XXIX edition

Il festival prenderà il via sabato 8 febbraio con gli Insingizi, trio vocale proveniente da Bulawayo, Zimbabwe, noto per l’interpretazione dello stile ‘mboube’, il canto degli operai zulu reso celebre da Paul Simon in “Graceland”. Le loro esibizioni, caratterizzate da voci potenti e percussioni coinvolgenti, promettono di trasportare il pubblico nelle profondità della tradizione africana.

Ester Formosa & Elva Lutza attesi al Vo on the Folks l'8 marzo 2025
Ester Formosa & Elva Lutza attesi al Vo on the Folks l’8 marzo 2025

Sabato 22 febbraio sarà la volta dell’artista ungherese Veronika Varga, che insieme al Mortissa Quartet e alla cantante transilvana Ilka Kisgyörgy, offrirà un intreccio tra il rebetiko greco degli anni ’30-’40 e le sonorità dell’Europa centrale e orientale. Un incontro musicale che promette raffinatezza e intensità emotiva.

L'artista ungherese Veronika Varga in scena il 22 febbraio a Brendola con il Mortissa Quartet
L’artista ungherese Veronika Varga in scena il 22 febbraio a Brendola con il Mortissa Quartet

L’8 marzo, la cantante e attrice barcellonese Ester Formosa si esibirà con i musicisti sardi Elva Lutza, presentando un progetto che fonde la canzone ispano-americana e catalana con la tradizione sarda, arricchita da improvvisazioni e influenze cantautorali. Un connubio che celebra la diversità culturale del Mediterraneo.

Gli irlandesi Goitse chiudono il 22 marzo la XXIX edizione di Vo' on the Folks
Gli irlandesi Goitse chiudono il 22 marzo la XXIX edizione di Vo’ on the Folks

Il festival si concluderà il 22 marzo con i Goitse, band irlandese acclamata a livello internazionale per la loro interpretazione della musica tradizionale celtica. Con numerosi riconoscimenti alle spalle, tra cui “Traditional Group of the Year” da Live Ireland, il gruppo promette una serata all’insegna delle melodie irlandesi più autentiche.

Il direttore artistico Paolo Sgevano sottolinea: “Anche quest’anno le musiche dei diversi continenti saranno ben rappresentate all’interno di un viaggio che inizierà dallo sconfinato patrimonio dell’Africa australe e spazierà tra le diverse tradizioni europee, per concludersi sull’isola di Smeraldo”.

Vo’ on the Folks, organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Brendola e la Banca delle Terre Venete, si conferma come un appuntamento imperdibile per gli appassionati di world music, offrendo una piattaforma per la riscoperta e la valorizzazione di tradizioni musicali da tutto il mondo.

Informazioni e prenotazioni: Sala della Comunità – via Carbonara, 28 – Brendola (Vicenza) – tel. 0444 401132. www.saladellacomunita.com – info@saladellacomunita.com. Ingresso singolo spettacolo: INTERO 15 euro – RIDOTTO (soci Sala e ragazzi fino a 14 anni) 14 euro.

Villa Guiccioli: tra storia e architettura

(Articolo di Jonathan Gabrieletto da Vicenza In Centro n. 9, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).

Sulle pendici del colle Ambellicopoli, a poca distanza dal centro di Vicenza, sorge Villa Guiccioli, un complesso storico-architettonico che vanta un ricco passato e un fascino indiscutibile. Immersa in un suggestivo parco naturale, la villa rappresenta un’importante testimonianza del periodo Neoclassico e custodisce al suo interno il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Le prime notizie documentate risalgono al 1788, quando la proprietà della villa era in mano alle Contesse Bombarda di Verona. L’aspetto attuale si deve però al Marchese Ignazio Guiccioli, che nel 1799 acquisì il complesso e commissionò all’architetto veneziano Giannantonio Selva un importante progetto di ristrutturazione. Selva, celebre per il suo stile neoclassico, impresse un’impronta indelebile, donando alla villa l’armonia e l’eleganza che la contraddistinguono ancora oggi. All’interno, la villa sfoggia raffinati affreschi e decorazioni, opera di rinomati artisti dell’epoca. Villa Guiccioli è un’esemplare espressione del Neoclassicismo vicentino. L’architettura della villa si basa su linee essenziali e geometrie rigorose, ispirate ai modelli dell’antichità greco-romana. La simmetria, la cura dei dettagli e l’utilizzo di materiali pregiati come il marmo bianco contribuiscono a creare un’atmosfera di sobria eleganza. Oltre alla villa, il complesso comprende un vasto parco, disegnato dallo stesso Selva, ricco di alberi secolari e sentieri ombrosi che offre un’oasi di pace e tranquillità, ideale per passeggiate e momenti di relax. Nel corso del XIX secolo, Villa Guiccioli divenne teatro di eventi storici di grande rilievo, in particolare durante le battaglie del 1848 per l’indipendenza italiana. Proprio per questo motivo, oggi la villa ospita il Museo del Risorgimento e della Resistenza, che conserva una ricca collezione di cimeli, documenti e testimonianze relative al Risorgimento italiano e alla Resistenza vicentina. Il museo, allestito all’interno della villa, offre un percorso espositivo che ripercorre le vicende storiche che hanno segnato l’Italia dall’Unità alla Seconda Guerra Mondiale. Tra i reperti più significativi, si trovano armi, bandiere, oggetti di uso quotidiano e documenti originali che raccontano le vicende dei protagonisti di quell’epoca. Con la sua storia affascinante, la sua architettura raffinata e il prezioso museo al suo interno, Villa Guiccioli rappresenta un luogo di grande interesse culturale e storico per Vicenza.
Un vero e proprio gioiello da scoprire, immerso nella bellezza del paesaggio vicentino, che invita a un viaggio nel tempo e a una riflessione sul passato d’Italia.
Jonathan Gabrieletto

Al Castello di Thiene un mondo di fiabe e magie

Il Castello di Thiene, storico edificio risalente al XV secolo, posto al centro  dell’omonima città della pedemontana vicentina, nel mese di febbraio dedicherà ai più piccoli e alle loro famiglie ben due fine settimana all’insegna del divertimento e della magia.

Si comincia sabato 8 e domenica 9 febbraio quando le sue sale affrescate e decorate, improvvisamente si trasformeranno in ghiaccio per ospitare le avventure dei protagonisti di una delle fiabe preferite dai bimbi: Frozen. Nel regno incantato di Arendelle, Anna, Kristoff e Olaf devono affrontare un nuovo intricato imprevisto: la povera Elsa non riesce più a fare gli incantesimi e Olaf rischia quindi di sciogliersi per sempre! Ad aiutarli dovranno essere proprio i giovani partecipanti, dai 2 anni in su, che saranno coinvolti da giochi, laboratori e attività a cura della performer Maria Teresa D’Uggento organizzati da Feshion Eventi in collaborazione con “L’Atelier di Giulia Eventi”. Riusciranno in nostri piccoli eroi ad aiutare i protagonisti in un’avventura sensazionale tra giochi, magie, laboratori e tanta musica?

Dal freddo mondo dei ghiacci, sabato 21 e domenica 22, ci si sposterà nel “Paese delle Meraviglie” di Alice, pieno dei bizzarri personaggi usciti dalla mente di Lewis Carroll: Bianconiglio, lo Stregatto, il Cappellaio, la Regina. Le stanze del Castello ospiteranno, infatti, uno spettacolo interattivo itinerante, in cui i bambini, incontreranno i loro personaggi preferiti, senza barriere e senza palcoscenico. Di scena in scena, rincoreranno Alice attraverso luci, musiche e allestimenti gli attori li catapulteranno in un magico viaggio. Un’avventura stupefacente, creata dal Jar Creative Group in questo strano Mondo, dove, tra un sorriso e una tazza di tè, potranno emozionarsi e riscoprire il vero valore del tempo.

Le avventure al Castello di Thiene, tuttavia, non finiscono qui. Dal 5 al 7 settembre 2025, tornerà, infatti,  per il settimo anno consecutivo la Scuola di Magia Italiana: un weekend di puro divertimento tra laboratori artistici e culturali, attività all’aria aperta e spettacoli organizzati dallo staff di Caraval Spettacoli.

In occasione degli eventi il Castello rimarrà chiuso al pubblico. Rimarrà, tuttavia, visitabile tutto l’anno, ogni fine settimana, con il supporto di strumenti multimediali di avanguardia grazie all’ APP dedicata e le installazioni di specchi magici, che uniscono realtà aumentata, intelligenza artificiale, sound design e recitazione. Ogni terza domenica del mese, inoltre, sono organizzate visite speciali a luoghi della villa solitamente non aperti al pubblico.

La partecipazione ai laboratori richiede la prenotazione obbligatoria

Per informazioni
info@castellodithiene.com
www.castellodithiene.com

Orari apertura

Aperto tutti i sabati e domeniche
Autunno/inverno (20.10.2024 – 09.03.2025)
Orario 10.00 — 16.00.
Primavera/estate (10.03.2025- 19.10.2025)
Orario 10.00 — 18.00.

Aperture straordinarie
21 aprile; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto 2025

Come proteggere la tua casa con una porta d’ingresso sicura

La sicurezza della tua casa non inizia con tecnologie avanzate o sistemi di allarme sofisticati, ma con l’elemento più semplice: la porta d’ingresso.

È la prima barriera che ti protegge dal mondo esterno e, spesso, è anche quella più trascurata. Pensa un attimo: cosa dice la tua porta sulla tua sicurezza? Forse ha un aspetto piacevole, ma è davvero pronta a difendere la tua casa?

In questo articolo, esploreremo come una semplice scelta, ben informata, può trasformare la porta d’ingresso in uno scudo affidabile per la tua abitazione. Che tu viva in città o in una zona più isolata, conoscere e applicare le giuste misure di sicurezza può fare la differenza tra una casa vulnerabile e un rifugio sicuro per te e la tua famiglia.

Perché è importante la sicurezza della porta d’ingresso?

Immagina di avere una casa perfettamente arredata, ma con una porta fragile, facilmente forzabile in pochi secondi. La porta d’ingresso non è solo un elemento di design – è la barriera tra il mondo esterno e il tuo spazio privato.

Gli studi dimostrano che la maggior parte delle effrazioni avviene attraverso la porta principale, evidenziando l’importanza di un sistema di chiusura solido. Una porta di qualità non solo ti protegge da eventuali intrusioni, ma ti offre anche una serenità interiore, sapendo di aver preso tutte le misure necessarie per proteggere la tua famiglia e i tuoi beni.

Gli elementi essenziali di una porta d’ingresso sicura

Per assicurarti che la tua porta sia davvero sicura, devi considerare la qualità dei materiali e il design. Una porta robusta, realizzata in legno massello o acciaio, offre una resistenza superiore rispetto alle porte in materiali più leggeri.

Anche la struttura della porta è altrettanto importante. Se non è ben incassata nel telaio o se quest’ultimo è fatto di materiali deboli, anche il sistema di chiusura più avanzato può diventare inefficace. L’installazione eseguita da professionisti rappresenta un altro tassello fondamentale della sicurezza, poiché anche le serrature più sofisticate possono risultare inefficaci se montate in modo errato.

Soluzioni moderne per le serrature

Il mondo delle serrature si è evoluto significativamente, offrendo opzioni adatte a diverse esigenze e preferenze. Sebbene le serrature classiche, come quelle con maniglia o chiavistello, siano ancora popolari per la loro semplicità, le soluzioni moderne stanno diventando sempre più attraenti.

Le serrature a più punti di chiusura sono riconosciute per l’elevato livello di sicurezza che garantiscono. Questi sistemi bloccano la porta in più punti contemporaneamente, rendendola più difficile da forzare. Inoltre, le serrature elettroniche, che funzionano tramite codici, impronte digitali o applicazioni mobili, offrono un ulteriore livello di comfort e sicurezza. Tuttavia, è importante considerare che questi sistemi richiedono una manutenzione regolare e possono essere più soggetti a guasti tecnici rispetto a quelli tradizionali.

Come mantenere e riparare un sistema di chiusura efficiente

Anche i migliori sistemi di chiusura necessitano di manutenzione periodica per funzionare al meglio. Ad esempio, una serratura che si blocca o una porta che non si chiude correttamente può rapidamente diventare una vulnerabilità. In questi casi, rivolgersi a un fabbro professionista è essenziale (se abiti in zona, un fabbro Vicenza potrebbe essere una scelta utile per risolvere questi problemi in modo efficace).

Questi specialisti possono diagnosticare il problema e riparare o sostituire i componenti difettosi senza compromettere la sicurezza della tua abitazione. Inoltre, in situazioni come un trasloco in una nuova casa o la perdita delle chiavi, cambiare le serrature è una misura precauzionale che può offrirti maggiore tranquillità.

Ulteriori misure per una casa più sicura

Anche se una porta sicura è fondamentale, altre misure di sicurezza contribuiscono alla protezione generale dell’abitazione. Ad esempio, l’illuminazione esterna può scoraggiare i potenziali intrusi, specialmente se attivata da sensori di movimento.

I sistemi di videosorveglianza rappresentano un’ottima opzione per monitorare il perimetro della casa. Inoltre, è sempre buona abitudine seguire semplici routine, come controllare che la porta sia chiusa a chiave prima di uscire di casa o durante la notte.

La scelta giusta per le tue esigenze

Le soluzioni di sicurezza devono essere adattate al tuo stile di vita e al budget disponibile. Prima di prendere una decisione, valuta tutte le opzioni e consulta uno specialista che possa aiutarti a individuare la soluzione migliore per la tua abitazione. A volte può essere più efficace investire in un sistema di sicurezza completo piuttosto che sostituire solo alcuni elementi. Scegliere una porta di qualità e un sistema di chiusura performante non è solo una decisione pratica, ma anche un investimento nel tuo comfort e nella tua tranquillità a lungo termine.

In conclusione, proteggere la tua casa inizia con una porta d’ingresso robusta e ben attrezzata. La scelta di materiali di qualità, un’installazione accurata e una manutenzione periodica sono passi fondamentali per garantire una sicurezza ottimale. Inoltre, non sottovalutare l’importanza di consultare uno specialista per assicurarti di prendere le decisioni migliori per la sicurezza della tua casa.

Con le giuste misure, puoi goderti una casa protetta e la serenità che deriva dal sapere che la tua famiglia e i tuoi beni sono al sicuro. Fai della sicurezza della tua casa una priorità e scoprirai quanto questa scelta sia fondamentale per il tuo benessere!

La OTO sul palco del Comunale di Vicenza a raccontare in musica le inquietudini degli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale

Lunedì 3 febbraio il Teatro Comunale di Vicenza ospiterà un nuovo appuntamento della stagione sinfonica della OTO, con un programma curato da Alexander Lonquich, che svolgerà il doppio ruolo di direttore e solista al pianoforte. Il concerto si inserisce in un contesto storico particolarmente tumultuoso: gli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, un periodo segnato da tensioni e conflitti che hanno influenzato profondamente anche il panorama artistico.

Il programma si apre con “Young Apollo”, una composizione di Benjamin Britten scritta nell’estate del 1939 su commissione della Canadian Broadcasting Corporation. Il brano, una sorta di fanfara per pianoforte e orchestra d’archi, riflette le preoccupazioni di Britten, che, allarmato dalla situazione in Europa, si era trasferito in Nord America insieme al compagno Peter Pears.

Il secondo brano è “Die vier Temperamente” di Paul Hindemith, che, costretto a lasciare la Germania a causa della crescente oppressione nazista, presentò la sua opera orchestrale alla Symphony Hall di Boston nel 1940. Hindemith, un tempo figura centrale della scena musicale della Repubblica di Weimar, vide la sua musica etichettata come “degenerata” dal regime, costringendolo a reinventarsi oltreoceano.

In programma anche la Seconda Sinfonia di Arthur Honegger, commissionata nel 1937 e completata solo nel 1941 a causa degli eventi bellici. Il lavoro, caratterizzato da un’atmosfera cupa, riflette il clima di paura dell’epoca, ma si conclude con un’illuminazione musicale rappresentata da tromba e violini.

A chiudere la serata sarà il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi di Dmitrij Šostakovič, datato 1933. Questo pezzo, ricco di citazioni e auto-citazioni, combina gioia e ironia, attingendo dalle esperienze dell’autore nel balletto e nel cinema.

Alexander Lonquich, noto pianista e direttore di fama internazionale, celebra quest’anno il decennale come direttore principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico. La sua carriera include collaborazioni con importanti orchestre e registrazioni significative, come l’integrale dei Concerti per pianoforte di Beethoven.

Con questo concerto, Lonquich continua a dimostrare il suo talento e la sua versatilità, proponendo un programma che invita a riflettere sul potere della musica in tempi di crisi.

Il concerto inizia alle 20:45. I biglietti, da 10 a 23 Euro, si possono acquistare sul circuito online del Teatro Comunale (www.tcvi.it) e alla sede della OTO in Vicolo Cieco Retrone (0444 326598).

“Buon compleanno… al Museo!”: i Musei Civici di Vicenza aprono alle feste dei bambini

Presentata l’iniziativa “Buon Compleanno… al Museo”,  un’esperienza unica e indimenticabile per festeggiare tra storia, arte, archeologia e natura

Il compleanno come lo festeggio? Ebbene, un’idea alternativa agli animatori, ai pagliacci, alla ludoteca o al cinema è quella di festeggiare al museo: un’esperienza unica e indimenticabile, che riuscirà a coinvolgere i bambini tra scoperte, giochi e divertenti rompicapo. Le sale espositive infatti offrono occasioni di vivere con la fantasia meravigliose avventure fatte di storia, arte, archeologia e natura. L’offerta “Buon Compleanno… al Museo”, già sperimentata in altri luoghi d’arte italiani, arriva anche nella città del Palladio: i Musei civici di Vicenza infatti aprono le porte del Museo Civico di Palazzo Chiericati, del Museo Naturalistico Archeologico e del Museo del Risorgimento e della Resistenza. A curare le attività delle feste di compleanno è la cooperativa Scatola Cultura che gestisce la didattica nei musei civici.

buon compleanno al museo bambini in visita al museo
Bambini in visita al museo: ora può diventare un modo originale di festeggiare il compleanno

Ma in pratica come si svolge la festa di compleanno nel Museo? Tutte le proposte prevedono una prima parte alla scoperta del museo che ospita l’evento, a cui segue una piccola attività laboratoriale cui partecipano tutti i bambini invitati. Si torna poi alla tradizione con il taglio della torta e l’apertura dei regali.

L’assessore alla cultura, al turismo e all’attrattività della città Ilaria Fantin sottolinea l’originalità dell’iniziativa: “Buon Compleanno al Museo, proposta in molti luoghi d’arte italiani, è studiata per far vivere ai bambini l’esperienza unica di trascorrere qualche ora speciale giocando con l’arte e la storia. Il progetto entra nella serie di attività per famiglie che abbiamo introdotto all’interno dei musei civici, coniugando la parte ludica alla formazione, grazie alla presenza di operatori formati e competenti”.

Le varie proposte

Ogni museo naturalmente ha le sue proposte, in base alle collezioni esposte.

Proprio per questo il più ricco di alternative è il Museo Naturalistico Archeologico, con le sue raccolte di reperti da una parte e di fossili dall’altra, che incuriosiscono i ragazzini e sono pertinenti a quanto contenuto nei libri di scuola. Per chi festeggia lì il compleanno le proposte sono tre: “C’era una volta… l’uomo preistorico”, “Compleanno con Dino e le creature scomparse… a caccia di fossili in museo” e “I mitici antichi Romani!”.

Al Museo Civico di Palazzo Chiericati le proposte sono due: “A caccia di animali fantastici” e “Detective al Museo”.

Al Museo del Risorgimento e della Resistenza, allargandosi fino al parco di Villa Guiccioli, si potrà partecipare a “Verde, bianco e rosso: evviva la bandiera tricolore!”.

Le iniziative possono essere prenotate nei giorni di apertura dei musei dal martedì alla domenica (dal giovedì alla domenica per il Museo del Risorgimento e della Resistenza), dalle 14.30 alle 18 per una durata di 2 ore e 30 e un massimo di 25 bambini dai 5 agli 11 anni e due adulti.

I costi variano da 150 euro per un massimo di 10 bambini con un educatore oppure 200 euro da 11 a 25 bambini con 2 educatori. Alla quota dovrà essere aggiunto il biglietto del museo per ogni bambino (2 euro). Al Museo del Risorgimento e della Resistenza l’ingresso è sempre gratuito.

Prenotazioni: info@scatolacultura.it

Qui il comunicato ufficiale del Comune di Vicenza