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“In-Chiostro d’inverno: un’ora con…”: un omaggio a Gigi Ghirotti chiude la rassegna della Biblioteca Bertoliana

Lunedì 20 gennaio alle 18, la sala Manoscritti di Palazzo San Giacomo a Vicenza ospiterà l’ultimo appuntamento della rassegna “In-chiostro d’inverno”, dedicata a tre figure emblematiche della cultura vicentina del Novecento, in occasione del cinquantesimo anniversario della loro morte. Dopo aver reso omaggio a Guido Piovene e Piero Nardi, il focus sarà su Gigi Ghirotti, il giornalista e scrittore vicentino scomparso nel 1974.

Nato a Vicenza il 10 dicembre 1920, Ghirotti è ricordato per il suo contributo significativo al panorama giornalistico italiano. La Biblioteca Bertoliana conserva una vasta collezione delle sue opere, comprendente saggi, articoli di giornale e materiali legati a premi giornalistici. Assai celebre la sua inchiesta sulla sanità degli anni ’70, che ha avuto un impatto considerevole, permettendo al pubblico di comprendere le sfide e le sofferenze della malattia attraverso la sua personale esperienza.

inchiostro d'inverno locandinaL’evento vedrà la partecipazione del critico letterario Marco Cavalli e dell’attrice Stefania Carlesso, che esploreranno le diverse sfaccettature della vita e dell’opera di Ghirotti, sottolineando la sua penna incisiva e la sua eredità nel giornalismo. Cavalli, nato a Vicenza nel 1968, è un noto critico e traduttore, con un ampio curriculum che include pubblicazioni su autori come Aldo Busi e opere di traduzione da diversi autori francesi. Carlesso, invece, ha iniziato la sua carriera teatrale in giovane età, lavorando con illustri registi e approfondendo successivamente le sue competenze vocali come speaker radiofonica e lettrice.

Per partecipare all’incontro, è necessario prenotarsi via email o telefono, dando così la possibilità di approfondire la figura di Ghirotti in un contesto culturale vivace e stimolante. Questo evento rappresenta un’importante occasione per rinfrescare la memoria su un protagonista della cultura locale e per riflettere sull’evoluzione del giornalismo italiano, un tema di rilevanza attuale, specialmente in un’epoca segnata dalla disinformazione.

La rassegna “In-chiostro d’inverno” non solo valorizza la memoria di Ghirotti, ma contribuisce anche a mantenere viva la tradizione culturale di Vicenza, celebrando la ricchezza e la varietà della sua storia letteraria. Concludendo questo ciclo di eventi, la Bertoliana si afferma come un luogo di incontro e riflessione, un faro per gli appassionati di cultura e storia locale.

Vittorio Vigolo, il giovane calciatore cornedese ora nel Gibilterra che non ha mai mollato grazie alla sua passione per il calcio

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Vittorio Vigolo è un ragazzo di 25 anni originario di Cornedo Vicentino, che ha fatto carriera nel mondo del calcio. A soli 13 anni si è recato a Milano per intraprendere dei duri allenamenti. E ci è rimasto fino ai 20 anni, dove ha giocato nel Milan, settore giovanile. Ha poi giocato per molte squadre di tutta Italia, ma la carriera non sembrava decollare. Però Vittorio ci ha sempre creduto, ha lavorato sodo e ha fatto tanti sacrifici. Mentre giocava nel Milan studiava Ragioneria e ora sta studiando Scienze Motorie.

“Vivo per il calcio- ci ha detto-. Ora vivo a Marbella e gioco da circa tre anni per il Gibilterra. Quando sono stato chiamato a giocare qui, non ero convinto e ho fatto una scelta sbagliata: sono rimasto a casa e sono andato a giocare nel Cornedo. Poi ho capito che non era la mia strada e che volevo vivere per il calcio. Perciò sono partito per andare a giocare per il Gibilterra”.

Vittorio Vigolo gioca ora nel Gibilterra
Vittorio Vigolo gioca ora nel Gibilterra

Il suo percorso è stato di gioie e di cadute. Di delusioni e di speranze. E non ha mai mollato. Ha giocato in Calabria, Puglia, nelle Marche, in Lombardia, finché poi è approdato in Spagna. Ora vive a Marbella, una località di mare, con il porto e con tanti turisti.

E si è fatto una promessa: “Io vivo per il calcio. Finchè avrò la possibilità di provarci, ci proverò fino alla fine”.

Nell’Europa FC gioca tutte le sue partite nell’Europa Point Stadium e ha contribuito ai successi del club, incluse le qualificazioni ai preliminari di Conference League. Con 8 reti in questa stagione, Vigolo è una pedina fondamentale del tridente offensivo di Michele Di Piedi, oltre ad essere uno dei migliori marcatori del campionato.

In un campionato sicuramente minore, rispetto a quelli prospettati qualche anno fa, Vittorio ha riscoperto la passione per il calcio, dimostrando che le opportunità possono arrivare dove meno te le aspetti.

Per la gioia delle nostre giovani lettrici: Vittorio è attualmente single!

Vittorio Vigolo
Vittorio Vigolo

Cognomi famosi: Trissino, da città greca di Trezene. Gian Giorgio rese noto al mondo Andrea di Pietro della Gondola, per tutti poi Palladio

Come per la famiglia Thiene, anche la famiglia Trissino ha una sua leggenda, dalla quale far risalire il nome. Nel 535 Achille, figlio di Alcastro, dalla città greca di Trezene, si unì all’esercito del generale Belisario nella guerra contro i Goti in Italia. Al termine della guerra, Achille si stabilì nella valle dell’Agno, fondando un villaggio che chiamò Trezene, come la sua città d’origine. Da subito gli abitanti locali, per assonanza, chiamarono il villaggio Trissino. Più realisticamente il villaggio fu fondato dai Cimbri, circa nell’anno 1000. Il primo, storicamente accertato, fu Olderico, figlio di Uguccione che nel 1175, tra i nobili vicentini, ricevette il giuramento di fedeltà dalla città di Bassano.

Nel 1208, Grifolino, figlio di Olderico, costruì palazzo Trissino ora sede della banca Unicredit in contrà Battisti. I 4 figli di Olderico diedero origine ad altrettanti rami della famiglia. Dal ramo Panisacco derivano due rami. Trissino di Riale e Trissino Baston ora estinti. I Trissino Baston fecero costruire il palazzo nella via principale, ora sede del nostro municipio. Gaspare Trissino, nel 1468, sposò Cecilia Bevilacqua, nobile veronese ed ebbe 5 figli. Girolamo, prematuramente scomparso, tre sorelle e Gian Giorgio.

Palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza
Palazzo Trissino Baston, sede del Comune di Vicenza

Cecilia Bevilacqua indirizzò il figlio verso gli studi umanistici, sotto la guida del dotto bizantino Demetrio Calcondila. Con lui imparò l’amore per i classici e per la lingua greca. Gian Giorgio fu poeta, letterato e gran conoscitore della letteratura greca; amante di poesia, di metrica, di numismatica e di poliorcetica.

Nel 1515, venne autorizzato dall’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, per i suoi notevoli meriti letterari, ad aggiungere al suo cognome il predicato “del vello d’oro”. Visse la sua epoca e conobbe personaggi famosi, quali Niccolò Machiavelli, Pietro Bembo, Pietro Aretino. il poeta Rucellai, Ludovico Ariosto e molti altri.

Scrittore notevole, compose la tragedia Sofonisba e il primo poema epico regolare L’italia liberata dai Goti scrisse I Simillimi e molto altro. A Gian Giorgio Trissino si deve anche l’invenzione dell’endecasillabo sciolto.

Villa Trissino a Cricoli
La villa della famiglia Trissino (Foto: WikiMedia Commons)

Oggi il Trissino è conosciuto principalmente per aver reso noto al mondo un oscuro capomastro che stava ristrutturando la sua villa ai Cricoli. Era Andrea di Pietro della Gondola che lo stesso Gian Giorgio volle chiamare Palladio, come l’angelo liberatore e vincitore del suo poema L’Italia liberata dai Goti. Gli fu mecenate e protettore. Lo portò con sé nei suoi innumerevoli viaggi, iniziandolo alla bellezza della cultura greca e romana.

Molto più recentemente un discendente, anche lui di nome Gian Giorgio Trissino del vello d’oro, conte di Trissino e Valdagno Castelvecchio, portò gloria all’Italia, vincendo, primo italiano, una medaglia d’oro ed una d’argento nella olimpiade del 1900, negli sport equestri.

di Adriano Bevilacqua da VicenzaInCentro

Giacomo Puccini e l’incompiuta Turandot

(Articolo di Alessandra Borin su Giacomo Puccini da VicenzaPiù Viva n. 294, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Uno dei più grandi compositori al mondo visse nel privato la passione per le donne, le ruote e i motori: praticamente ideò il primo fuoristrada italiano, ma morì con nessuna delle sue amate accanto.

Vincerò! Vinceròòò! Vinceeeeeeròòòòò! L’iconico motivo cantato dal tenore è oramai diventato quasi un tema pop, ma porta con sé molto più di una semplice esortazione alla vittoria. Andando oltre la parola in sé, una domanda sorge spontanea: cosa si vince?
Siamo a Pechino, il protagonista è Calaf, figlio di Timur, principe errante e senza regno che canta quest’aria alle luci dell’alba, un’alba in cui nessuno ha potuto riposare.
E infatti per indicare questo brano musicale il titolo corretto sarebbe Nessun dorma.
La notte dunque si sta dileguando, e Calaf sta già assaporando la sua vittoria!
Ma vittoria su che cosa? Sarebbe più corretto chiedersi su chi! L’algida e crudele principessa Turandot, di cui si era innamorato ad un solo sguardo, gli aveva posto tre enigmi sicura che egli non avrebbe potuto risolverli: «Popolo di Pekino! La legge è questa: Turandot, la Pura, sposa sarà di chi, di sangue regio, spieghi i tre enigmi ch’ella proporrà. Ma chi affronta il cimento e vinto resta, porga alla scure la superba testa!».
Ma il nostro tenore Calaf non perde la testa e inaspettatamente risolve gli enigmi, ma la sua nobiltà d’animo lo porta a metter in gioco la propria vittoria, egli non vuole sposare la principessa contro la sua volontà, perciò le offre una nuova possibilità: se Turandot riuscirà a indovinare il suo nome prima dell’alba, potrà condannarlo a morte. Calaf è sicuro di sé, nessuno conosce il suo nome («il nome mio nessun saprà»). Turandot ordina che quella notte nessuno dorma a Pechino, si deve trovare il nome; le sue guardie bussano a ogni porta, cercando qualcuno che conosca il principe straniero. Alla fine trovano Timur e Liù, l’anziano padre del principe che per una casualità tutta tipica dell’opera si era ritrovato nella stessa città. Liù, la serva del vecchio re, per paura di lasciarsi sfuggire sotto tortura il nome del suo amato principe Calaf, si uccide con una spada.
Fu alla morte di Liù che la partitura di Turandot intraprese un viaggio per Bruxelles. Infatti, proprio mentre Puccini stava terminando la scrittura dell’opera, gli venne diagnosticato un cancro alla gola.

Puccini
Puccini

La data della prima alla Scala di Milano era stata già stabilita nella primavera del 1925. Il direttore sarebbe stato Arturo Toscanini, il tenore protagonista Ernico Caruso. Mancavano solo le ultime scene, quel lieto fine in cui Turandot dichiara – davanti a suo padre imperatore – che il nome dello straniero è ‘Amore’.
Puccini voleva concludere l’opera, dicono le cronache che fosse il suo unico pensiero quando venne ricoverato all’Institut du Radium di Bruxelles. Il prof. Louis Ledoux eseguì un’operazione sperimentale e invasiva che non ebbe purtroppo successo: il paziente morì in pochi giorni tra febbre, morfina e atroci sofferenze.
Dicono che Puccini rimase cosciente fino alla fine, avrebbe voluto finire Turandot.
Turandot rimase però incompleta e lui morì con la sua Liù il 29 novembre del 1924, 100 anni fa. La fine dell’opera fu commissionata a un altro compositore: Franco Alfano. Ma durante la prima il direttore Arturo Toscanini si interruppe nel momento in cui le note di Puccini avevano finito di uscire dalla sua mente e dal suo cuore dicendo: «Qui finisce l’opera rimasta incompiuta per la morte del Maestro» e scese dal podio.
Puccini resta uno dei più grandi compositori al mondo, genio e vanto per l’Italia. Quest’anno 2024, che oramai volge al termine, ha visto in ogni parte del mondo celebrazioni per il centenario della sua scomparsa che ne hanno sancito la grandezza.

Ma chi era il Puccini uomo? Nato a Lucca, il 22 dicembre 1858, in una famiglia di organisti, restò orfano di padre a cinque anni e sua madre Albina, per farlo studiare, fece molti sacrifici vendendo i terreni e la casa di proprietà, scrisse persino alla Regina Margherita perorando la causa del figlio e ottenendo una borsa di studio.
Ammesso al conservatorio di Milano, soffrì per anni tali ristrettezze economiche da non
riuscire a mangiare regolarmente, finché il suo genio fu compreso dall’editore Ricordi di Milano.
Quando finalmente il trionfo e il successo ebbero la meglio, il Puccini uomo ricomprò la casa paterna a Lucca e divenne uno dei più grandi esploratori della rivoluzione tecnologica tanto osannata dal Futurismo vivendo nel privato la passione per le ruote e i motori.
Il suo primo acquisto fu il ‘bicicletto’ (bicicletta), e in una lettera scrisse di averlo acquistato per smaltire ‘l’indecentissima pancia’ che si ritrovava. Partecipò a numerose competizioni ciclistiche e le cronache lo descrivono così: “tipo forte e simpatico d’uomo, come nella musica, anche nel ciclismo egli semina molti per la strada”.
Puccini, poi, fu tra i primi in Italia a possedere un’automobile: già nel 1901 aveva acquistato per 3.800 lire una De Dion Bouton 5 cavalli targata 33-40 quando ancora il Re d’Italia non ne aveva una. Poi volle una Clement Bayard, una Fiat 60, poi una Isotta Fraschini 14 22 HP e, quindi, una Fiat 501, una Lancia Lambda Cabriolet e poi ancora e ancora. Neppure un grave incidente d’auto fermò la sua smania per i motori.
Vista poi la sua passione per la caccia, pare che abbia domandato al produttore di automobili Vincenzo Lancia un’auto personalizzata con ruote artigliate per potersi muovere su terreni più difficili: praticamente ideò il primo fuoristrada italiano.
Puccini fu tra i primi a possedere un orologio piatto da polso e a commissionare la costruzione di un motoscafo che allora veniva denominato ‘battello automobile’.
Amante dell’avventura anche in campo sentimentale ebbe numerosissime amanti: «Io sono innamorato sempre innamorato come a vent’anni! Il giorno in cui non lo sarò più fatemi il funerale. Ad un artista aspetterebbero speciali diritti.
Se comandassi io – parola d’onore – promuoverei una legge per dare facoltà ai compositori di musica di prendere una nuova moglie ogni 5 anni e mi pare di essere modesto».
Di contro la sua vita matrimoniale fu difficilissima.
Elvira Bonturi, donna più grande di lui già divorziata e con due figli, era detestata da tutti, non amava la musica anzi non le importava nulla del Giacomo compositore, fomentando scenate e litigi frequenti. I superstiziosi pescatori di Torre del Lago dicevano che ‘portava iattura’. Il compositore dovette persino supportarla in un processo penale poiché – per gelosia – la Bonturi indusse una giovane cameriera, Doria Manfredi, al suicidio.
Tale scandalo costrinse Puccini a trasferirsi per qualche tempo in America, per questo alcune prime di sue opere vennero date al Metropolitan di New York.
Ma di tutte le donne amate nessuna accorse al suo capezzale quando quel 29 novembre del 1924 Puccini si aggravò.
Il più grande genio italiano della melodia morì con accanto qualche amico, il figlio Tonio e la partitura incompleta di Turandot.

Il Broccolo Fiolaro torna ad animare Creazzo: al via venerdì la festa che celebra il gustoso ortaggio

Venerdì prossimo 10 gennaio si apre a Creazzo la “Festa del Broccolo Fiolaro”, un evento di tre giorni dedicato a questo celebre ortaggio invernale che ha reso famosa nel mondo la località vicentina. La manifestazione, la prima dell’anno solare – assieme alla rassegna dedicata al ranpussolo – incentrata sui prodotti tipici della provincia di Vicenza, è organizzata dalla Pro Loco di Creazzo, con il patrocinio del Comune e la collaborazione di agricoltori, ristoratori e del locale Gruppo Alpini.

locandina sagra broccolo fiolaroIl ricco programma di eventi avrà inizio -come detto – venerdì alle 10 in piazzetta San Marco, con tre allestimenti: il laboratorio “Semi’nsegni” per le scuole primarie a cura di Campagna Amica di Coldiretti, l’angolo “prodotti della gentilezza” per il progetto “Coltiviamo il Rispetto”, e una mostra di attrezzature d’epoca. La serata di venerdì culminerà con “Vibin Culture” all’azienda agricola Gentilin, dove i giovani potranno gustare assaggi di Broccolo Fiolaro accompagnati dalla musica.

Sabato 11 gennaio sarà dedicato interamente al Broccolo Fiolaro, con trattorie, ristoranti e panifici locali che offriranno piatti e prodotti a base di questo ortaggio. Domenica 12 gennaio, il gran finale si svolgerà presso l’azienda agricola Gentilin, con un saluto del sindaco e l’esibizione del Corpo Bandistico Verdi e delle majorettes. Dalle 17 alle 21 ci sarà un menù degustazione a base di Broccolo Fiolaro di Creazzo De.Co., reso possibile grazie alla collaborazione con i ristoratori locali, intervallato dall’esibizione del Coro Ana.

Questa manifestazione rappresenta un’importante ripartenza per la Pro Loco, dopo quattro anni di stop (l’ultima edizione fu nel 2020), e mira a valorizzare un prodotto che ha storicamente caratterizzato il territorio. Il presidente Attilio Brun sottolinea l’importanza del lavoro svolto da volontari e collaboratori, evidenziando come la coltivazione del Broccolo Fiolaro abbia contribuito al recupero di terreni altrimenti incolti.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Pro Loco via WhatsApp al 3319628356 o via mail a prolococreazzo@gmail.com.

Autonomia, Zaia “Spero ora si possa dialogare con le opposizioni”

VENEZIA (ITALPRESS) – “La Consulta con molta autorevolezza, per la seconda volta si è espressa decidendo l’inamissibilità del referendum e quindi si mette una grande pietra tombale sul grande dibattito sul referendum contro la legge Calderoli, quindi sostanzialmente contro l’autonomia e si inizia a lavorare con serenità e io spero anche con la possibilità di dialogare con le opposizioni”. Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia in una video intervista sull’autonomia differenziata e sul pronunciamento della Corte costituzionale che ieri ha riconosciuto non ammissibile il quesito referendario per l’abrogazione della Legge Calderoli. “Ora si continua a lavorare e io spero che si arrivi quanto prima alla definizione delle prime funzioni nella materia della protezione civile perchè questo ci permetterà di comunicare in maniera concreta con i cittadini e di dimostrare che molte delle cose che si dicono sull’autonomia sono fake news, cose che non stanno in piedi, pure invenzioni e quindi non è la secessione dei ricchi, non è minare l’unità nazionale, ma è migliorare la vita dei cittadini” conclide il governatore veneto.

foto: screenshot video Regione Veneto

(ITALPRESS).

Veneto, Zaia “Confermata efficacia accordo con Banca Intesa”

VENEZIA (ITALPRESS) – “La lettera d’intenti firmata nell’aprile 2022 con Intesa Sanpaolo è stata il primo passo di una collaborazione strategica, nata per promuovere la valorizzazione e la crescita del nostro territorio. Collaborare con un istituto leader in Europa per capitalizzazione e riconosciuto per l’elevata fiducia da parte degli investitori, ha reso le politiche regionali ancora più competitive. Questo accordo, a distanza di tre anni, si conferma una leva rilevante per lo sviluppo economico del nostro territorio, grazie all’avvio di progetti innovativi, sostenibili e inclusivi, anche nelle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. Il bilancio di questa partnership evidenzia come l’interesse comune di rafforzare il legame con il tessuto socioeconomico e ambientale del Veneto stia facendo della nostra regione un ‘brand territorialè riconosciuto e apprezzato sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre, si conferma la nostra adesione agli obiettivi europei del Green Deal, del PNRR e della politica di coesione 2021-2027”. Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha tracciato un bilancio dell’accordo siglato con Intesa Sanpaolo, sottolineandone i risultati tangibili. La collaborazione, orientata alla transizione ecologica, all’innovazione tecnologica, all’economia circolare e all’inclusione sociale, ha permesso di sostenere settori chiave, tra cui l’agroalimentare, che riveste un ruolo cruciale nell’economia veneta. Recentemente Intesa San Paolo è stata confermata, con una capitalizzazione di 69 miliardi di euro, come la prima banca dell’Eurozona. “L’esperienza di Intesa Sanpaolo nel promuovere sostenibilità e innovazione si è rivelata determinante anche a livello locale, con un’effettiva vicinanza alle esigenze di famiglie ed imprese – ha proseguito Zaia -. Dal 2023, l’Istituto ha inoltre esteso il proprio impegno al progetto di valorizzazione del sito UNESCO delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, entrando a far parte dell’Associazione che lo tutela. Il suo ruolo di ‘grande sostenitorè ha dato impulso a iniziative che spaziano dalla mobilità green al turismo slow, oltre a eventi socio-culturali capaci di rafforzare l’identità del territorio”. Questa collaborazione pubblico-privata rappresenta un esempio virtuoso per sostenere la crescita economica e l’innovazione. “I risultati – conclude Zaia – dimostrano l’importanza di fare squadra per promuovere investimenti mirati. Grazie a questa sinergia, stiamo aumentando la competitività del turismo e dell’agroalimentare, ottimizzando al contempo l’uso delle risorse naturali. Il rapporto tra il Veneto e Intesa Sanpaolo è un esempio di visione condivisa che offre stimoli concreti e un rinnovato slancio a settori fondamentali per l’economia regionale e nazionale”.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Padova, scritte contro la Polizia in via Mameli. Indaga la Digos

PADOVA (ITALPRESS) – Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio, nella serata di sabato 18 gennaio, una pattuglia della Questura di Padova, in zona Stazione, verso le ore 21.30, interveniva in questa via Mameli, laterale di via Tommaseo dove era stata vergata su una vetrata, con vernice spray di colore nero, la scritta offensiva e denigratoria contro i poliziotti etichettati “Sbirri petasse”, con chiaro riferimento dispregiativo al significato della parola, che significa “meretrice” o “insetto assassino” da petax. La segnalazione alla Sala Operativa della Questura perveniva attraverso l’applicativo “YOUPOL” grazie ad una cittadina che, avendo notata la scritta denigratoria contro la Polizia, aveva prontamente allertato la Sala Operativa della Questura. Sul posto, oltre agli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico intervenivano anche gli agenti della Digos e della Polizia Scientifica che davano avvio agli accertamenti ed approfondimenti investigativi acquisendo le immagini dai sistemi di video sorveglianza afferenti alla zona di via Tommaseo ed all’area della Stazione Ferroviaria. La Digos ha inviato alla Procura della Repubblica di Padova un’informativa di reato per Vilipendio delle Istituzioni.(ITALPRESS).

Foto: Polizia di Stato Padova

Vicenza, frode fiscale per importazioni dalla Cina per 200 mln di euro

VICENZA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza, al termine di un’articolata indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo per un importo di quasi 90.000 euro disposto dal locale Tribunale in relazione ad una frode fiscale posta in essere attraverso importazioni dalla Cina da parte di società ungheresi che rivendevano beni a varie società inesistenti in Italia, riconducibili a soggetti di nazionalità cinese, in totale evasione d’imposta. In particolare, gli elementi emersi dall’attività investigativa esperita dal personale della Tenenza di Noventa Vicentina (comprendente, tra l’altro, varie perquisizioni locali, mirati accertamenti bancari e indagini tecniche) hanno consentito di corroborare le responsabilità di tre soggetti indagati in concorso per l’emissione di fatture per operazioni “soggettivamente” inesistenti (e per l’omessa dichiarazione della conseguente IVA dovuta) da parte di una delle società “cartiere” italiane avente sede fittizia in un casolare diroccato nelle campagne di Noventa Vicentina e intestata ad una “testa di legno”, un panettiere bengalese del tutto all’oscuro della frode in essere. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vicenza, condividendo le prospettazioni accusatorie, ha emesso il citato decreto di sequestro preventivo nei confronti del principale indagato, soggetto di etnia cinese residente a Roma. L’operazione, sviluppatasi nell’ambito del contrasto alle frodi fiscali e condotta trasversalmente, tanto sotto il profilo amministrativo-tributario quanto sotto quello penale, si è conclusa con il sequestro di ingenti disponibilità finanziarie e un appartamento sito nel centro di Roma, di proprietà dell’amministratore di fatto.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza

Lega “Totale sintonia Salvini-Zaia, squadra che vince non si cambia”

ROMA (ITALPRESS) – “Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l’intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia”. E’ quanto si legge in una nota della Lega.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).