venerdì, Novembre 6, 2026
Home Blog Pagina 326

Guerriglia a Milano, parlano i negozianti: “Abbiamo paura che ci riconoscano e vengano a cercarci”

0

(Adnkronos) – C’è paura e tensione tra le vie del centro di Milano. I negozi mostrano le cicatrici della due giorni di scontri e saccheggi: vetrine spaccate, entrate sbarrate con muri di legno improvvisati, saracinesche abbassate. Qualcuno ha deciso di non aprire. “Abbiamo paura” dice un ambulante di via Torino all’Adnkronos a microfoni spenti. Sono pochi quelli che parlano: “Non voglio parlare. Questi mi riconoscono e poi vengono qua…” aggiunge. Non è l’unico a ripeterlo, in corso Vittorio Emanuele la situazione è analoga: “Siamo sempre qui, tutti i giorni. Dicono che andranno avanti tutta la settimana”. Le strade sono piene, turisti e abitanti si susseguono, sguardi si incrociano, ma la tensione nell’aria si taglia con un coltello. C’è chi ha tenuto aperto sia il sabato sia la domenica e ha assistito a tutto. “Ho visto decine di ragazzini incappucciati correre per via Torino. Abbiamo fatto entrare delle persone che scappavano e abbiamo abbassato la saracinesca. Saremo stati una quarantina in negozio ad aspettare” dicono gli addetti del negozio ‘Just in Case’, a poche decine di metri dal Duomo di Milano. 

“La situazione è diventata pericolosa subito, c’era un delirio. Sabato chiudere in fretta non è stato possibile, quindi un gruppo di ragazzi molto giovani è entrato, ha preso e distrutto. I danni non sono stati eccessivi” riferisce il responsabile dell’attività Mr Vape di via Torino. Il negozio oggi era aperto, ma i dipendenti non sono tranquilli: “I ragazzi che lavorano sono giustamente preoccupati, hanno paura. Dopo quello che hanno fatto qui vicino è pericoloso. Siamo più attenti del solito e se vediamo appena un movimento siamo pronti a chiudere”. C’è anche chi è per una linea inflessibile: “Devono intervenire in maniera dura. Quelli che sono stati portati ieri in questura che poi dopo 15 ore sono usciti come se non fosse successo niente, oggi dovrebbero essere a riparare e a fare 100 ore di lavoro a settimana nelle attività che hanno spaccato” incalza Arkady, proprietario di una panineria tra le vie centrali di Milano. “Io ho una piccola attività commerciale: ieri ho fatto entrare i miei clienti mentre vedevo le famiglie e i turisti che scappavano. Ma questi sono un branco di vigliacchi, non serve il termine maranza, sono sciacalli”.  

Dietro le saracinesche e le vetrine “c’è gente che si alza tutte le mattine per tirare a campare”, anche loro colpiti dal caro vita “e che non c’entra nulla con quanto è successo ieri”. “I celerini sono degli eroi, chi ci difende sono degli eroi. Dovrebbero essere i cittadini fuori a combattere questa roba qua. Puoi protestare e dire la tua in maniera civile, ma la tua libertà finisce quando rompi le palle” conclude Arkady. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Francia, analisi Arcadia: Le Pen batte Macron su Instagram, leader Rn aumenta follower e like

0

(Adnkronos) – Le proteste studentesche, le violenze e gli scontri che attraversano la Francia fanno da sfondo a un confronto social che premia Marine
Le Pen e penalizza Emmanuel Macron. Nell’ultimo mese, dal 21 settembre al 18 ottobre, l’account Instagram della leader del Rassemblement National registra un aumento dell’engagement del 41%, mentre quello del presidente francese perde il 18%. È quanto evidenzia un’analisi di Domenico
Giordano per Arcadia. 

Il divario emerge anche sul fronte dei follower: Le Pen ne guadagna 81.762 (+363%), mentre Macron ne perde 52.876 (-3,39%). Quanto ai like, la leader del Rassemblement National cresce del 49%, raggiungendo quota 1,7 milioni, mentre il presidente registra un calo del 18%, pur mantenendo 2,5 milioni di like. 

 

I dati fotografano una dinamica opposta tra i due profili, in una fase segnata da tensioni sociali e scontri. La crescita dell’interazione online, precisa la lettura dei numeri, non dimostra da sola un aumento del consenso elettorale, ma segnala una diversa capacità di mobilitare l’attenzione degli utenti. 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis: “Preoccupata per giovani fermati, viviamo in Stato di diritto non di polizia”

0

(Adnkronos) –
Ilaria Salis preoccupata per i giovani fermati dopo la guerriglia di Milano. “Esprimo preoccupazione per la situazione delle persone fermate e trattenute – non è chiaro dove – in relazione ai fatti di Milano, tra cui numerosi minorenni con background migratorio. Anche qualora alcuni dei giovani fermati avessero commesso dei reati – circostanza che dovrà essere accertata nelle sedi competenti – ciò non li priverebbe in alcun modo dei loro diritti fondamentali, che devono essere garantiti e rispettati senza eccezioni”, ha scritto sui social l’eurodeputata di Avs.  

“La storia recente del nostro Paese ci insegna, purtroppo, che in situazioni di forte tensione si sono verificati episodi gravissimi di violenza. Di qui, la mia preoccupazione. Che spero risulterà infondata. Di fronte a una destra autoritaria, animata da uno spirito di vendetta intriso di classismo e razzismo, è necessario ribadire con forza un principio irrinunciabile: viviamo in uno Stato di diritto, non in uno Stato di polizia – prosegue Salis -. Il garantismo e il rispetto dei diritti fondamentali costituiscono le fondamenta di una società democratica e civile. Devono valere sempre, per tutte e tutti. Soprattutto in questi momenti”. 

“Da Strasburgo, sto cercando di mettermi in contatto con le autorità competenti per comprendere meglio la situazione e contribuire, per quanto possibile, a una sua risoluzione tranquilla. Ringrazio il team legale auto-organizzato che sta offrendo assistenza alle persone coinvolte”, conclude. 

—

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guerriglia Milano, Salvini in Duomo per ringraziare forze dell’ordine – Video

0

Dopo il weekend di guerriglia urbana in centro a Milano, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, si è presentato in piazza Duomo, presidiata in vista di un terzo pomeriggio di scontri, per portare solidarietà alle forze dell’ordine. “Sono venuto a salutare poliziotti e carabinieri e a ringraziarli per quello che hanno fatto”, ha detto Salvini, prima di risalire in auto e andare via.

Casa a Verona, Ceni presenta le misure per giovani lavoratori e recupero degli alloggi sfitti

La casa a Verona resta al centro delle politiche sociali: ai contributi per i giovani lavoratori si affiancano il recupero degli appartamenti inutilizzati e le Agenzie sociali per l’abitare. L’assessora Luisa Ceni ha presentato gli interventi al confronto sulla crisi abitativa organizzato da City Vision.

La strategia comunale mette insieme sostegno economico e incremento dell’offerta. Nel quadro degli interventi illustrato da Ceni e riportato da Verona News, l’obiettivo comprende anche chi lavora ma non riesce a sostenere i canoni di mercato. È la fascia di redditi intermedi esclusa dall’edilizia pubblica e in difficoltà nell’accesso alla locazione privata.

Casa a Verona: recuperare gli appartamenti inutilizzati

Il Comune ha avviato collaborazioni con Ipab, Agec ed enti del Terzo settore per rimettere a disposizione abitazioni ferme anche per necessità di riqualificazione. Un protocollo consente ai soggetti sociali di ristrutturare appartamenti Agec sfitti; sono inoltre previsti finanziamenti straordinari per il recupero del patrimonio inutilizzato.

Le due Agenzie sociali per l’abitare operano negli Ambiti territoriali Verona e Est Veronese. Favoriscono l’incontro fra domanda e offerta e affiancano i Comuni nella costruzione di strumenti per ampliare l’accesso agli alloggi pubblici e privati.

Il contributo per i giovani: importi e requisiti

La misura Verona Abita Giovane prevede da 150 a 200 euro mensili, secondo l’Isee, fino a 2.400 euro. Il pagamento avviene in due tranche semestrali a copertura di dodici mensilità.

La pagina comunale richiede un’età non superiore a 35 anni, residenza anagrafica a Verona e un rapporto di lavoro attivo. L’Isee del nucleo, anche costituendo, non deve superare 40mila euro. Il contratto deve essere a canone concordato, con decorrenza nel 2026; sono ammessi contratti transitori di almeno dodici mesi.

Per il primo versamento occorrono contratto registrato, trasferimento della residenza nel nuovo alloggio entro sessanta giorni dalla firma e attestazione Isee valida. Informazioni e assistenza sono disponibili al numero comunale 045 8078360.

Spagna, tempesta Adam su Valencia e Alicante: 900mila in lockdown e centinaia di salvataggi

0

(Adnkronos) – La tempesta Adam si abbatte sulla Comunità Valenciana, in Spagna, con precipitazioni eccezionali, allagamenti e località isolate. In alcune aree sono stati registrati accumuli fino a 700 litri di pioggia per metro quadrato in 24 ore. Le autorità hanno disposto restrizioni agli spostamenti in numerosi comuni, mentre proseguono le operazioni di soccorso e le scuole restano chiuse per circa 100mila studenti. 

Circa 900mila persone sono interessate dall’ordinanza di lockdown approvata dalla Generalitat, il governo regionale valenciano, per 145 comuni a sud di Valencia e a nord di Alicante, le aree più colpite dal maltempo. Secondo i dati diffusi dai servizi meteorologici locali, a Forna sono stati registrati 720 litri per metro quadrato e a Pego 693. Come spiega El País, le intense precipitazioni hanno isolato diverse località, rendendo difficili gli interventi dei soccorritori. 

A Oliva sono in corso salvataggi in barca, mentre almeno 15 elicotteri sono impegnati lungo la costa a nord di Alicante, come ha riferito il ministro delle Emergenze, Juan Carlos Valderrama. 

 

Il primo ministro Pedro Sanchez ha chiesto alla popolazione delle zone colpite di evitare “ogni spostamento e di rimanere ai piani superiori” degli edifici. Si tratta di una “situazione eccezionale ed estremamente difficile” con “il rischio rimane elevato”, ha dichiarato il presidente della Generalitat valenciana Juanfran Parez Llorca, esortando la popolazione a “seguire scrupolosamente tutte le raccomandazioni emanate dai servizi di emergenza”. 

”Non è la prima volta che accade, ma nella climatologia della regione di Safor, l’unico precedente è il 3 novembre 1987, quindi dobbiamo considerarla una tempesta straordinaria”, ha spiegato l’Agenzia meteorologica statale spagnola.  

 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, niente Bonus Pool: Jannik deve rinunciare a 4 milioni

0

(Adnkronos) –
L’infortunio costa caro a Jannik Sinner. Il tennista azzurro, costretto a saltare il resto della stagione a causa del problema al ginocchio che lo tiene lontano dai campi dalla finale vinta a Wimbledon contro Alexander Zverev, destinato a sorprassarlo al numero 1 del ranking Atp, vede anche diminuire i suoi guadagni, almeno per quello che riguarda i premi. 

Sinner infatti non potrà godere del Bonus Pool, il premio, pari a circa 21,5 milioni di euro, che distribuisce l’Atp ogni anno tra i top 30 del ranking, in base ai risultati ottenuti nei Masters 1000. Il bonus tiene però conto soltanto dei tornei considerati ‘obbligatori’ e per accedervi un giocatore deve partecipare ad almeno cinque di questi. E proprio questa norma non permette a Sinner di intascare i circa 4,5 milioni di dollari che gli spetterebbero. 

Sinner è stato costretto a saltare tutti i Masters 1000 in programma nella seconda parte di stagione, e del conteggio non fa parte Montecarlo, che non è tra quelli obbligatori. L’azzurro ha quindi saltato il 50% degli eventi obbligatori e così non è riuscito a godere del bonus. 

 

L’infortunio è costato in totale a Sinner circa 17 milioni di, potenziali, premi. Dopo aver rinunciato a Cincinnati, US Open e Pechino, l’azzurro non ha partecipato al Masters 1000 di Shanghai e ha annunciato il suo forfait anche dal torneo di Parigi, oltre che alle Atp FInals e al Six Kings Slam, il ricchissimo torneo-esibizione in programma in Arabia Saudita posticipato a dicembre a causa della guerra in Medio Oriente. 

A Vienna, lo scorso anno, Sinner conquistò oltre 500mila euro grazie al trionfo contro Zverev in finale. Ancora più soldi erano arrivati a Parigi, dove battendo Auger-Aliassime all’ultimo atto del Masters 1000 riuscì a incassare quasi un milione (946mila per la precisione). Sinner vinse poi le Atp Finals senza perdere nemmeno una partita, conquistandosi un totale di 4 milioni e mezzo di euro. 

Discorso a parte riguarda il Six Kings Slam. Il torneo arabo prevede già un bonus di partecipazione di 1,5 milioni e grazie al suo trionfo su Alcaraz in finale riuscì a portare a casa più di 5 milioni di euro. Ai premi raccolti sul campo si era poi aggiunto proprio il Bonus Pool, che gli aveva permesso di intascare 4 milioni. 

 

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

La sliding door del dr. Severino, da medico a paziente nel romanzo ‘Non solo medico’ di Paolo Sardelli

0

(Adnkronos) – Il dottor Renato Severino è un anziano primario chirurgo prossimo alla pensione, provato da una vita trascorsa negli ospedali e da un sistema sanitario nel quale le esigenze amministrative ed economiche sembrano avere progressivamente preso il sopravvento sulla centralità del paziente. Un giorno Severino torna a casa sfinito dopo l’ennesima giornata di conflitti e frustrazioni. Il rinvio di un intervento chirurgico, le proteste dei familiari, la carenza di risorse e il confronto con una direzione generale costretta a ragionare in termini di tagli, bilanci e riorganizzazioni gli restituiscono l’immagine di un servizio sanitario fragile, nel quale chi cura e chi viene curato rischiano entrambi di essere travolti. Renato si addormenta sul divano e precipita in un sogno angoscioso. Nel sogno si ritrova improvvisamente dall’altra parte: non è più il primario autorevole, abituato a decidere e a essere riconosciuto, ma un paziente sconosciuto, immobile e incapace di comunicare. È ricoverato proprio nell’ospedale in cui ha lavorato, ma nessuno lo riconosce. Per il personale sanitario è soltanto il paziente del letto numero 51. E’ la ‘sliding door’ che vive Renato Severino, protagonista del romanzo ‘Non solo medico’ (Edizioni Progetto Cultura) firmato dal medico chirurgo Paolo Sardelli, che uscirà il 24 ottobre e i cui diritti di autore sono devoluti interamente a Medici senza frontiere, con una presentazione a Roma.  

‘Non solo medico’ non è soltanto un romanzo sulle criticità del Servizio sanitario nazionale. “La crisi della sanità costituisce il luogo concreto nel quale si manifesta una questione più universale: che cosa accade a una persona quando il sistema, il ruolo e lo sguardo degli altri smettono di riconoscerla? Il libro racconta tre promesse mancate – un servizio sanitario realmente centrato sul paziente, una scuola chirurgica capace di formare e un sistema professionale fondato sul merito – ma racconta soprattutto il tentativo di ricomporre un’identità ferita. Alla disintegrazione dell’Io prodotta dall’invisibilità, Renato oppone la memoria, gli affetti, la dignità, la spiritualità e la possibilità di cambiare. Il messaggio conclusivo non è la rinuncia alla medicina né una condanna indistinta del servizio sanitario – racconta Sardelli – È un invito a trasformare il modo di abitarlo, ricordando che il medico non può curare davvero se viene svuotato della propria umanità e che il paziente non deve mai essere ridotto a un numero. Dietro ogni ruolo e ogni corpo malato esiste un individuo irripetibile con una storia, degli affetti, delle paure e una vita interiore che chiedono di essere riconosciuti. Il titolo racchiude pertanto il significato più profondo dell’opera: Renato è medico, ma non è soltanto medico. È figlio, marito, padre, nonno, uomo fragile e inquieto. Ed è proprio riscoprendo questa ricchezza umana e affettiva che può tornare a sentirsi vivo”. 

—

cultura

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo, scuole chiuse a Genova e allerta arancione e gialla per temporali giovedì 20 ottobre: le regioni interessate

0

(Adnkronos) – Domani, martedì 20 ottobre, si preannuncia una giornata difficile dal punto di vista meteorologico: la Protezione civile, considerati i temporali in arrivo, ha diramato allerta meteo arancione e gialla su una serie di regioni e molti comuni hanno già deciso di tenere le scuole chiuse per motivi di sicurezza e in via precauzionale, a partire da quello di Genova. Ecco, di seguito, l’elenco area per area, che resta in aggiornamento.  

La situazione più difficile è quella che si registra in Liguria, dove per domani è stata diramata allerta meteo arancione per temporali. Il comune di Genova ha comunicato che terrà chiuse le scuole di ogni ordine e grado il 20 ottobre con apposita ordinanza. Scuole chiuse anche a Bogliasco.  

Stessa decisione è stata presa dai comuni di Savona (sospese le attività didattiche di ogni ordine e grado, chiusi i plessi in aree esondabili), Albissola Marina e Albissola Superiore, Bergeggi, Carcare, Cosseria, Dego, Finale Ligure, Vado Ligure, dove le scuole resteranno chiuse per tutta la giornata di domani.  

Se per la Liguria è stata diramata allerta meteo arancione per temporali, per altre regioni sempre per domani martedì 20 ottobre è stata dichiarata allerta gialla dalla Protezione civile. Come si legge nell’ultimo bollettino pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento, ordinaria criticità per temporali è stata dichiarata per Emilia Romagna (Montagna piacentino-parmense, Bassa collina piacentino-parmense, Montagna emiliana centrale, Collina emiliana centrale, Pianura piacentino-parmense, Alta collina piacentino-parmense, Montagna bolognese), Lazio (Bacino Medio Tevere, Bacino del Liri, Bacini Costieri Sud, Aniene, Bacini di Roma, Appennino di Rieti, Bacini Costieri Nord), Liguria (Bacini Liguri Marittimi di Levante, Bacini Liguri Padani di Levante), Sardegna (Iglesiente, Campidano, Bacini Flumendosa – Flumineddu, Logudoro), Toscana (Bisenzio e Ombrone Pt, Ombrone Gr-Costa, Serchio-Garfagnana-Lima, Ombrone Gr-Medio, Serchio-Costa, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, Fiora e Albegna, Etruria, Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Arno-Costa, Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Lunigiana, Reno, Serchio-Lucca, Versilia) e Umbria (Medio Tevere, Chiascio – Topino, Alto Tevere, Trasimeno – Nestore, Nera – Corno, Chiani – Paglia).  

 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata ginecologia universitaria, Nappi (Agui): “Non normalizzare dolore endometriosi”

0

(Adnkronos) – “L’endometriosi è una patologia cronica che interessa oltre il 10% delle donne in età fertile e che presenta tempi di diagnosi troppo lunghi, intorno agli 8 anni. Per questo è fondamentale aumentare la consapevolezza tra le donne e gli operatori sanitari, riconoscere tempestivamente i sintomi e costruire percorsi di diagnosi e cura più omogenei sul territorio nazionale per ridurre l’impatto della patologia e preservare la fertilità”. Così Luigi Nappi, presidente nazionale Agui – Associazione ginecologi universitari italiani, riassume il messaggio al centro della prima Giornata nazionale della Ginecologia universitaria, promossa da Agui, che si celebra il 21 ottobre e che ha per tema ‘Endometriosi. Riconoscere prima. Curare meglio’.  

“Per troppo tempo molte donne hanno imparato a convivere con un dolore considerato quasi inevitabile – spiega Nappi – Non deve essere così. Un dolore pelvico che compromette lo studio, il lavoro, le relazioni o la quotidianità merita di essere ascoltato e valutato. È fondamentale che cresca la consapevolezza sia da parte degli operatori sanitari sia da parte delle donne – afferma il presidente Agui – Non tutti i medici hanno ancora piena consapevolezza che il dolore non debba essere accettato come una condizione inevitabile. Quando una ragazza fa un uso eccessivo di analgesici, si sottrae frequentemente agli impegni scolastici, rinuncia alla palestra o modifica le proprie abitudini a causa del dolore, bisogna accendere un campanello d’allarme. È importante intervenire tempestivamente, sia per tutelare la qualità della vita e la fertilità, sia per prevenire, per quanto possibile, l’evoluzione della malattia verso gli stadi più avanzati”.  

La patologia si caratterizza per la presenza di tessuto di tipo endometriale in sedi diverse da quella fisiologica della cavità uterina. Può anche essere asintomatica, ma quando si manifesta, il dolore pelvico rappresenta uno dei principali segnali di allarme. “Con questa prima Giornata nazionale – prosegue Nappi – vogliamo portare la ginecologia universitaria ancora più vicino alle donne, mettendo ricerca, competenza e informazione scientifica al servizio della loro salute”. Per questo Agui ha predisposto, oltre a un decalogo per riconoscere e gestire l’endometriosi, un Help desk gratuito, sul proprio portale, al quale è possibile inviare quesiti e ricevere informazioni e orientamento da parte degli esperti.  

 

Tra i 10 punti individuati da Agui, “il primo è abolire il silenzio sul dolore – illustra Nappi – Nonostante i cambiamenti culturali, la donna è ancora spesso portata a soffrire in silenzio e persiste una percentuale di operatori sanitari che tende a considerarlo una conseguenza naturale del ciclo mestruale. Non è così: il dolore importante non deve essere normalizzato. Il secondo punto – continua – riguarda la possibilità di intervenire precocemente e valutare un trattamento adeguato, che può essere farmacologico e/o chirurgico a seconda della situazione clinica. Il terzo aspetto, data la complessità della patologia, riguarda la presa in carico multidisciplinare”.  

Nelle 10 raccomandazioni individuate ci sono inoltre: riconoscere anche i sintomi intestinali e urinari ciclici; considerare che la malattia può manifestarsi già durante l’adolescenza; annotare i sintomi e il loro rapporto con il ciclo e richiedere una valutazione ginecologica competente. 

“L’endometriosi viene classificata in 4 stadi – chiarisce il presidente Agui – Attualmente, nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), sono comprese le forme più gravi, corrispondenti al terzo e al quarto. Sarebbe importante estendere il riconoscimento anche al primo e al secondo stadio, per intervenire prima e prevenire, per quanto possibile, lo sviluppo delle forme più avanzate con conseguenze importanti sulla fertilità. In un Paese come l’Italia, che affronta una grave crisi della natalità, tutelare la salute riproduttiva delle donne è una priorità. A questo si aggiunge il risparmio economico: prevenire le complicanze di una malattia cronica significa ridurre i costi per il sistema sanitario e per la società nel suo complesso”. 

 

Rispetto al passato, oggi la diagnosi è possibile anche senza la laparoscopia e “può basarsi sulla valutazione clinica, sulla sintomatologia e sugli esami di imaging, come l’ecografia eseguita da operatori esperti – evidenzia Nappi – Si stanno inoltre studiando strumenti innovativi, tra cui i test salivari, che potrebbero contribuire a identificare la malattia attraverso l’associazione di un test e di un algoritmo basato su un questionario. Su questo fronte è stato finanziato un progetto ministeriale che coinvolge le università di Cagliari, Foggia, Roma e Milano. Una volta identificata la malattia, in alcune situazioni può essere indicata la terapia ormonale, compresa quella con contraccettivi estroprogestinici, ma il trattamento deve essere personalizzato”. 

Recentemente Agui ha partecipato alla tappa di Cagliari di ‘Fism for People’, iniziativa promossa dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane per portare la prevenzione sempre più vicino ai cittadini attraverso un modello di sanità di prossimità.  

“La divulgazione è sempre importantissima – osserva il presidente Agui – La divulgazione è metà terapia, metà diagnosi: è conoscenza, una forma di educazione rivolta non soltanto ai cittadini, ma anche agli stessi professionisti sanitari. Questi incontri pubblici – conclude – consentono di mantenere alta l’attenzione su temi che rischiano di essere sottovalutati nella pratica quotidiana e di raggiungere anche le persone che non arrivano direttamente negli studi medici. La divulgazione diventa così uno strumento per intercettare bisogni, diffondere consapevolezza e favorire il riconoscimento precoce dei sintomi e promuovere salute”. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)