venerdì, Novembre 6, 2026
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Ucraina, Crosetto alla Bbc: “Limite a sistemi satellitari per Kiev? Grave errore di Trump”

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(Adnkronos) – La decisione degli Usa di Donald Trump di limitare l’accesso dell’Ucraina ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence utilizzate per difendersi dagli attacchi russi è stato un “errore completo, un grave errore”. A dirlo è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista alla Bbc. Come riporta l’emittente britannica, per il ministro la mossa da parte dell’amministrazione del presidente statunitense “non ha assolutamente senso” ma anzi rischia di prolungare l’invasione russa su vasta scala anziché contribuire a portare la pace. 

“La pace arriverà quando Putin sarà convinto che ci sia una situazione di stallo, che non possa avanzare ulteriormente”, spiega Crosetto. Se il presidente russo, continua il ministro, “vede delle debolezze da parte ucraina e se gli Stati Uniti privano l’Ucraina delle risorse, questo crea debolezza, allora crederà di poter vincere. Quindi continuerà la guerra: penso che sia completamente sbagliato”.  

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, ricorda Bbc, è stato fin dall’inizio un forte alleato dell’Ucraina, inviando aiuti sia militari che umanitari. Crosetto dal canto suo ha promesso che il sostegno militare italiano continuerà “finché questo governo sarà in carica”, pur avvertendo che ottenere l’approvazione del Parlamento italiano per ulteriori forniture sarà “più difficile” con l’avvicinarsi delle elezioni. 

 

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internazionale/esteri

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Palazzo (Regione Lazio): “”‘In Lazio-be excellence. Lazio tourism market’ accende riflettori su

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Per Elena Palazzo si deve puntare sulla qualità dell’offerta, costruire nuove relazioni commerciali e far conoscere anche le destinazioni meno note, dai borghi alle aree interne, dalle coste ai percorsi enogastronomici e sportivi. Le dichiarazioni dell’assessore Turismo, Ambiente e Sport della Regione Lazio, in occasione della presentazione della prima edizione di ‘In Lazio-be excellence. Lazio tourism market’, la manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze turistiche, culturali e territoriali del Lazio.

Conte: “Meloni mi vuole evitare come competitor, su Renzi garanzie le deve dare il Pd”

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(Adnkronos) – “Il tostapane l’ho già comprato, anzi, a casa ne ho due con tutte le garanzie non ancora scadute. C’è un equivoco: non è Renzi che mi deve dare una garanzia, perché che può dire di sé? Il tema è al Partito democratico, a Schlein, al Nazareno, che ritengono assolutamente determinante che ci sia anche Renzi in questo progetto”. Lo ha sottolineato il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ospite di ‘Myrta Confidential’, il nuovo programma di Myrta Merlino, in onda ogni venerdì in prima serata alle 21.00 su San Marino Rtv sul canale 550, diretta da Roberto Sergio, capoprogetto Paolo Alberti. 

“Obiettivamente -ha aggiunto l’ex premier come si può rivedere nel video – Renzi per le sue vicende storiche, politiche, ha dimostrato non solo con me, con Letta, di saper cogliere l’attimo di opportunità che ha per smarcare e per lavorare in altro modo. In questa legislatura non è un mistero che per i primi due anni ha avuto una buona intesa con la maggioranza su tanti passaggi e tanti voti. Poi, a un certo punto, ha scartato. Quindi per evitare che possa continuamente scartare secondo le opportunità del momento, ho chiesto garanzie a chi ritiene che sia indispensabile la sua presenza. Su questo, però, ce la vedremo riservatamente”. 

Nell’intervista Conte ha poi toccato anche altri temi. Sulla legge elettorale, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha affermato che il leader 5 stelle con il nuovo sistema di voto nel 2018 non sarebbe potuto approdare a Palazzo Chigi, “credo che mi voglia evitare come competitor, il suo è un attacco un po’ scomposto”.  

Conte ha poi toccato il tema del Covid: “hanno indagato in lungo e in largo tutte le Procure. Adesso in commissione stanno rastrellando di tutto per cercare di trovare qualcosa, sono anni che stanno indagando e non hanno trovato uno spillo. Ben venga questo che è stato costruito come un plotone di esecuzione, perchè sta dimostrando che loro sono miserevoli, anziché ricostruire quello che è successo a memoria futura per ricavare delle lezioni che a loro non interessano. E ci stanno restituendo anche l’onore degli attacchi che ci hanno fatto”. 

Infine il leader M5S è tornato a parlare del centrosinistra e della chat WhatsApp con gli altri leader della coalizione, definendola una “‘chat costituzionale’. E anche per questo ho proposto ‘Alleanza per la Costituzione’ come nome per la coalizione. ‘Campo largo’ come nome non mi ha mai sfiorato”. 

 

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politica

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Real Madrid contro Tebas: “Paragone con Goebbels intollerabile”. Il club chiede le dimissioni

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(Adnkronos) –
È guerra aperta tra il Real Madrid e Javier Tebas. Le parole del presidente della Liga hanno fatto scoppiare il finimondo in Spagna dopo il paragone delle strategie comunicative della dirigenza madridista ai metodi utilizzati da Joseph Goebbels, il famigerato ministro della Propaganda della Germania nazista. Un’uscita che ha provocato l’immediata e durissima reazione del club di Florentino Pérez, che in un comunicato, ha definito le parole del numero uno della Liga “intollerabili”, “gravissime” e incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre, chiedendo le “dimissioni immediate” del dirigente.  

Tebas ha criticato la comunicazione del Real Madrid e della Televisione interna al club merengues, sostenendo che alcuni meccanismi adottati ricorderebbero tecniche di propaganda riconducibili a Goebbels. Secondo il presidente della Liga, si tratterebbe di strategie basate sulla ripetizione sistematica di determinati messaggi, sulla costruzione di un nemico e sulla subordinazione dei fatti a una precisa narrazione. Tebas ha poi provato a chiarire la sua posizione con un lungo post pubblicato su X in cui il numero uno della Liga ha precisato di non aver mai accostato il Real Madrid al nazismo come ideologia, ma di essersi limitato a una critica puramente tecnica sui metodi di comunicazione usati dal club e da Real Madrid Tv. “Non credo alla notizia secondo cui il Consiglio Superiore dello Sport starebbe pensando di agire d’ufficio per le mie dichiarazioni. Se si conferma, spero lo faccia iniziando a leggere ciò che ho scritto e rivedendo alcuni precedenti”, ha spiegato Tebas che poi ha ricordato quali sono state le sue parole: “Quel metodo ricorda meccanismi di propaganda sfruttati da Goebbels, ministro della Propaganda della Germania nazista: ripetizione sistematica, costruzione di un nemico e subordinazione dei fatti al racconto. Il paragone è con quelle tecniche di propaganda, non con un’ideologia né, ovviamente, con la passione madridista’”. 

Una spiegazione che però non ha calmato le acque nella casa blanca. Per la società guidata da Fiorentino Pérez, tirare in ballo il regime nazista per attaccare il club e la sua TV resta un gesto “moralmente ripugnante e istituzionalmente indegno” e si tratterebbe solo dell’ultimo capitolo di una vera e propria campagna che Tebas porterebbe avanti da tempo contro la società. Un caso che si inserisce in quello legato a Negreira (per i presunti pagamenti del Barcellona all’ex vicepresidente degli arbitri). Secondo i blancos, Tebas starebbe usando la sua posizione per spostare l’attenzione e screditare chi, come il Real, continua a chiedere riforme radicali nel sistema arbitrale spagnolo. Nel comunicato del Real si legge che, anche tenendo conto della precisazione successiva di Tebas, il paragone resta “profondamente offensivo” e per il club non ci sono attenuanti: Tebas ha perso ogni neutralità e non è più idoneo a guidare il calcio spagnolo. Per questo il Real ne chiede l’immediata rimozione da presidente della Liga e da vicepresidente della Federcalcio, invocando un azzeramento totale dei vertici del calcio iberico. “Javier Tebas deve dimettersi immediatamente dalla carica di presidente della Liga e da quella di vicepresidente della Federazione calcistica spagnola”. Il club rivendica inoltre di essersi rivolto direttamente alla Uefa affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e ribadisce la necessità di una profonda riforma del sistema arbitrale. 

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sport

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Inflazione a Verona al 4,5% a settembre: casa ed energia trainano i rincari delle famiglie

A settembre l’inflazione a Verona sale al 4,5% annuo, sopra il 4,2% nazionale. Casa ed energia crescono del 13,1%, i trasporti del 7,6%. Federconsumatori chiede interventi su fisco e bollette per difendere il potere d’acquisto; i dati comunali mostrano un aumento mensile complessivo dello 0,2%.

L’inflazione a Verona accelera a settembre 2026: i prezzi al consumo aumentano del 4,5% rispetto a settembre 2025, contro il 3,8% registrato ad agosto. Il dato supera di tre decimi la media italiana, salita dal 3,3% al 4,2%. È il quadro richiamato da Federconsumatori Verona nella nota sui rincari, con la richiesta di rafforzare le misure a sostegno delle famiglie.

Il bollettino dell’Ufficio comunale di statistica conferma i valori locali. Rispetto ad agosto, l’indice generale cresce dello 0,2%: l’aumento mensile rallenta quindi rispetto al precedente 0,8%, mentre il confronto su dodici mesi evidenzia un’accelerazione. Si tratta di due misure diverse, che descrivono rispettivamente il movimento più recente dei prezzi e la distanza dai livelli dell’anno precedente.

Inflazione a Verona: casa e trasporti pesano sui bilanci

La divisione che comprende abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili segna il rialzo annuo maggiore, 13,1%, con un aumento del 2,3% sul mese precedente. Seguono i trasporti, in crescita del 7,6% su base annua e dello 0,2% mensile. Per alimentari e bevande analcoliche le variazioni sono rispettivamente del 2,3% e dello 0,5%.

Il dato medio degli alimentari nasconde differenze tra prodotti. La nota dell’associazione segnala rincari annui del 27,1% per le bacche fresche, del 23,4% per gli ortaggi a frutto e del 19% per quelli a foglia o a stelo. Segnala anche diminuzioni: burro e altre materie grasse del latte scendono del 14,5%, gli agrumi freschi del 13,8%. Sono confronti annuali, da distinguere dagli aumenti mensili riportati nelle altre tabelle.

Federconsumatori collega la pressione sui bilanci familiari alle tensioni internazionali e ai costi energetici. L’associazione teme ulteriori difficoltà con l’inverno e sostiene che stipendi e pensioni non abbiano recuperato il potere d’acquisto perso. Si tratta della sua valutazione sulle prospettive dei consumi, distinta dai dati già rilevati.

Tra le richieste al Governo figurano accise mobili, una rimodulazione dell’IVA sui beni essenziali, un bonus energia più consistente e accessibile a una platea più ampia e un fondo contro la povertà energetica e alimentare. L’associazione sollecita inoltre controlli sulle filiere, misure fiscali per i redditi bassi e medi e una tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche. Le proposte sono rivolte alla prossima legge di bilancio.

Riparare invece di sostituire: il nuovo valore della tecnologia

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(Adnkronos) – In occasione dell’International Repair Day, che si celebra sabato 17 ottobre e giunge quest’anno alla decima edizione, torna al centro dell’attenzione il tema della durata dei prodotti, della manutenzione e del riuso. Nel 2025 l’iniziativa ha coinvolto oltre 3.500 eventi in 50 Paesi; il tema scelto per il 2026, “Repair brings us together”, mette al centro anche il valore sociale della condivisione delle competenze. 

Quello che per anni è rimasto ai margini dell’economia dell’elettronica sta assumendo una dimensione molto più ampia: ambientale, industriale, economica e sempre più normativa. Dietro cacciaviti, ricambi e laboratori c’è ormai una questione globale che riguarda il ciclo di vita dei dispositivi, il costo delle sostituzioni, la disponibilità dei componenti e la quantità crescente di rifiuti elettronici prodotti ogni anno. 

Secondo il Global E-waste Monitor di ITU e UNITAR, nel 2022 il mondo ha generato 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici. Soltanto il 22,3% è stato documentato come correttamente raccolto e riciclato e, senza un cambio di traiettoria, nel 2030 si potrebbe arrivare a 82 milioni di tonnellate. Tra le cause indicate dal rapporto figurano anche cicli di vita più brevi dei prodotti e possibilità di riparazione ancora limitate. 

In Europa il diritto alla riparazione è diventato una regola
 

L’International Repair Day 2026 cade in un momento particolare per l’Europa. Dal 31 luglio 2026 sono entrate nella fase applicativa le nuove norme europee sul diritto alla riparazione. Per i prodotti tecnicamente riparabili secondo la normativa europea, il consumatore può chiedere al produttore un intervento gratuito o a un prezzo ragionevole e in tempi ragionevoli. Se, durante il periodo di responsabilità legale, sceglie la riparazione anziché la sostituzione, la garanzia viene estesa di almeno dodici mesi. La normativa punta inoltre a rendere più accessibili informazioni sui servizi di assistenza e ricambi a prezzi ragionevoli. Nel 2027 dovrebbe diventare operativa una piattaforma europea destinata a facilitare l’incontro tra consumatori e riparatori. La Commissione stima che le nuove regole possano generare 4,8 miliardi di euro di crescita e investimenti nell’UE. 

A spiegare la dimensione del fenomeno arrivano anche i dati pubblicati da Eurostat il 14 ottobre. Nel 2024 nell’Unione europea sono stati immessi sul mercato 32,4 chilogrammi di apparecchiature elettriche ed elettroniche per abitante, mentre i rifiuti elettronici raccolti si sono fermati a 12,3 chilogrammi pro capite. Dal 2015 la quantità di apparecchiature immesse sul mercato è aumentata del 79%. 

La riparazione vale miliardi
 

Nell’analisi d’impatto che ha accompagnato la normativa europea, la Commissione ha stimato che il pacchetto di misure possa produrre nell’arco di quindici anni 176,5 miliardi di euro di risparmi per i consumatori, pari in media a circa 25 euro l’anno per consumatore. La stessa valutazione prevede 4,8 miliardi di euro di crescita e investimenti e un saldo positivo di circa 8.900 posti di lavoro. Si tratta di proiezioni legate agli effetti attesi della normativa, non di risultati già realizzati. 

Il significato economico è rilevante perché la riparazione non elimina necessariamente valore: lo sposta. Una parte della spesa che sarebbe destinata all’acquisto anticipato di un nuovo prodotto può trasferirsi verso laboratori, componentistica, logistica, diagnostica, ricondizionamento e mercato dell’usato. Secondo la valutazione europea, la diminuzione delle vendite di alcuni prodotti nuovi sarebbe accompagnata da una crescita dell’attività e dell’occupazione nel settore delle riparazioni, mentre i risparmi dei consumatori potrebbero essere reimmessi nell’economia. 

Esiste poi il valore fisico contenuto negli oggetti. I rifiuti elettronici generati nel mondo nel 2022 incorporavano metalli per circa 91 miliardi di dollari, tra cui 19 miliardi di rame, 15 miliardi di oro e 16 miliardi di ferro. Attraverso i sistemi documentati di riciclo sono state recuperate materie prime secondarie per circa 28 miliardi di dollari. 

Il caso Acer: quando il post-vendita diventa infrastruttura
 

Secondo i dati diffusi dall’azienda, Enfinitec, società del gruppo Acer specializzata nei servizi post-vendita, gestisce nell’area EMEA oltre 1,8 milioni di riparazioni al mese, attraverso sette centri specializzati e più di 100 partner. La rete comprende strutture in Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Repubblica Ceca e dispone complessivamente di circa 50.000 metri quadrati di infrastrutture. A queste si aggiungono dieci contact center internazionali, operativi in 28 Paesi e in grado di assistere gli utenti in 22 lingue attraverso telefono, e-mail, chat e servizi cloud. 

Le attività comprendono manutenzione, gestione dei ricambi, logistica, recupero e ricondizionamento di prodotti Acer e di altri marchi, fino ad apparecchi domestici e mezzi per la mobilità come eScooter ed eBike. Uno dei nodi principali della rete è l’hub logistico di Wrocław, in Polonia, dove viene centralizzata la disponibilità dei componenti. Un elemento meno visibile rispetto al lancio di un nuovo dispositivo, ma determinante per decidere se un prodotto verrà riparato oppure sostituito: avere il ricambio necessario disponibile in tempi compatibili con le esigenze del cliente. Acer indica per la propria rete tempi medi di riparazione inferiori a cinque giorni. 

 

 

 

 

È anche un cambio di prospettiva sul significato del post-vendita. L’assistenza non interviene più soltanto quando un prodotto si rompe, ma può diventare parte di una catena che comprende manutenzione, riparazione, seconda vita e, infine, recupero delle risorse. “Prolungare la vita utile dei prodotti tecnologici è un elemento importante di un modello di consumo più sostenibile”, afferma Massimiliano Rossi, Vicepresidente PBU e Assistenza presso Acer EMEA. “Rendere gli articoli più facili da riparare e aggiornare, garantire la disponibilità di ricambi e servizi di assistenza e favorire il ricondizionamento significa prolungarne la vita utile, ridurre gli sprechi e valorizzare le risorse già impiegate per produrli. È questo l’approccio con cui Acer promuove un modello di economia circolare, che coinvolge l’intero ciclo di vita dei prodotti”. 

Francia, sapere quanto è riparabile prima dell’acquisto
 

Tra i Paesi europei, la Francia ha introdotto uno degli strumenti più riconoscibili, infatti su diverse categorie di prodotto è obbligatorio mostrare un indice di riparabilità da zero a dieci, visibile accanto al prezzo al momento dell’acquisto. Nel calcolo entrano elementi come documentazione, possibilità di smontaggio, disponibilità e prezzo dei ricambi. Per alcune categorie il sistema ha iniziato inoltre a evolvere verso un più ampio indice di durabilità, che considera non soltanto la possibilità di intervenire sul prodotto, ma anche affidabilità e aspettativa di vita. Il principio è spostare la decisione ancora più a monte: non chiedersi soltanto se un dispositivo rotto possa essere aggiustato, ma permettere al consumatore di conoscere già al momento dell’acquisto quanto sarà semplice mantenerlo in funzione. 

Negli Stati Uniti il diritto cambia da Stato a Stato
 

Negli Stati Uniti il percorso è differente perché non esiste un’unica disciplina federale generale paragonabile al modello europeo per tutta l’elettronica di consumo. Le iniziative più significative sono arrivate dai singoli Stati. 

New York ha introdotto il Digital Fair Repair Act, mentre California, Minnesota e Oregon hanno adottato proprie normative. L’Oregon ha affrontato anche il tema del cosiddetto parts pairing, cioè l’associazione digitale tra un componente e uno specifico dispositivo, una pratica che in determinate condizioni può rendere più difficile utilizzare ricambi compatibili. 

Il problema illustra bene quanto la riparabilità contemporanea non dipenda più soltanto dalla possibilità di raggiungere fisicamente una vite o una batteria. Un componente può essere perfettamente funzionante dal punto di vista hardware e avere comunque bisogno di procedure software, calibrazioni o autorizzazioni digitali. 

Canada, quando la riparazione incontra il software
 

Anche il Canada ha affrontato questa sovrapposizione tra hardware e software. Nel novembre 2024 è diventata legge una modifica al Copyright Act che consente, nelle condizioni previste dalla normativa, di aggirare una misura tecnologica di protezione quando l’operazione viene effettuata esclusivamente per diagnosticare, mantenere o riparare determinati prodotti. È un passaggio significativo perché riconosce che aprire un involucro e sostituire un pezzo può non essere più sufficiente. Per rendere realmente riparabile un dispositivo può essere necessario poter interagire anche con il codice che ne governa il funzionamento. 

La tutela non procede ovunque alla stessa velocità. In molti Paesi non esiste ancora un diritto generale alla riparazione paragonabile a quello europeo e il tema resta affidato a norme settoriali o a proposte ancora in discussione. In Brasile, ad esempio, nel 2026 sono stati presentati progetti di legge specifici per introdurre obblighi di durabilità e diritto alla riparazione per smartphone, tablet, notebook e altri dispositivi elettronici portatili. Le proposte risultano però ancora in iter parlamentare. 

Il risultato è un panorama globale nel quale disponibilità dei ricambi, accesso ai manuali, libertà di utilizzare riparatori indipendenti e possibilità di superare blocchi software possono cambiare sensibilmente da un mercato all’altro. Ma la riparabilità non dipende soltanto dalle norme: comincia già nel momento in cui un prodotto viene progettato.  

Contano quindi l’accessibilità dei componenti, la possibilità di sostituire le parti soggette a usura, la disponibilità della documentazione tecnica, il prezzo dei ricambi e la durata del loro approvvigionamento. È su questo terreno che Acer colloca alcune delle proprie gamme professionali, come TravelMate e Veriton, progettate, secondo l’azienda, con viti standard e strutture interne accessibili per facilitare manutenzione e sostituzione dei componenti. A questo si affiancano ricambi originali, servizi di assistenza dedicati e guide per la manutenzione. Quando invece un dispositivo esce dalla sua prima vita commerciale, la rete Enfinitec può indirizzarlo, quando le condizioni lo consentono, verso il ricondizionamento, la rimessa in servizio o programmi di donazione. Soltanto successivamente entra in gioco il recupero delle risorse. 

 

 

 

 

Il caso Enfinitec mostra come il post-vendita stia evolvendo da semplice servizio di assistenza a una vera infrastruttura industriale, nella quale logistica, disponibilità dei ricambi, manutenzione, ricondizionamento e recupero dei prodotti diventano parti dello stesso ciclo. Per Acer, questo significa estendere il rapporto con il dispositivo ben oltre il momento della vendita, intervenendo sulle fasi successive della sua vita utile e cercando di ridurre la sostituzione anticipata quando un prodotto può ancora essere mantenuto, riparato o rimesso in circolazione. Il tema assume un rilievo ulteriore considerando che ogni anno nel mondo vengono generate decine di milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, contenenti materie prime per miliardi di dollari. Riparazione, riuso e ricondizionamento diventano così non soltanto strumenti per ridurre l’impatto ambientale, ma attività capaci di conservare più a lungo il valore economico già incorporato nei prodotti. 

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tecnologia

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Ex Ilva, azienda chiede aumento cassa integrazione con altri 4.172 dipendenti: coinvolti Taranto, Genova e Novi

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(Adnkronos) – Ex Ilva aumenta la cassa integrazione straordinaria: Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha chiesto di estendere la misura dagli attuali 4.450 lavoratori fino a un massimo di 8.622, con validità fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe o rinnovi. La richiesta riguarda altri 4.172 dipendenti e coinvolge quasi tutti gli stabilimenti del gruppo. La comunicazione è stata trasmessa ai sindacati, ai ministeri competenti e alle Regioni interessate.  

La decisione arriva in una fase delicata per il futuro dell’acciaieria e dell’intero comparto siderurgico italiano, dopo lo stop imposto all’area a caldo dello stabilimento di Taranto. L’ampliamento della cassa integrazione è stato motivato dai commissari con la necessità di adeguare l’organizzazione aziendale alle conseguenze del provvedimento giudiziario. 

La richiesta presentata da Acciaierie d’Italia interessa soprattutto il sito pugliese, ma avrà conseguenze anche negli stabilimenti del Nord Italia. In particolare si prevedono fino a 6.964 lavoratori in cig a Taranto (su un totale di 7.875), 870 a Genova (su un totale di 917), 515 a Novi (su un totale di 542). La richiesta coinvolge anche le altre sedi del gruppo, tra cui Racconigi, Marghera, Paderno e Legnaro.  

Complessivamente, Acciaierie d’Italia conta 9.626 dipendenti, secondo i dati riportati nella comunicazione. 

L’azienda precisa che il numero di 8.622 rappresenta il massimo medio delle sospensioni contemporanee richieste, non necessariamente il numero di persone che resteranno sempre in cassa integrazione nello stesso momento. Sono inoltre previste 1.004 unità in servizio per garantire la custodia degli impianti, gli adempimenti amministrativi e ambientali e le attività necessarie alla continuità operativa.  

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economia

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Salute, Gatti (Bayer): ‘Menopausa naturale ma non va sopportata, parlarne con il medico””

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“I sintomi della menopausa come vampate o sonno disturbato possono incidere sulla salute cardiovascolare delle donne e avere anche conseguenze importanti sugli ambiti della loro vita. Il 62,4% delle donne racconta di aver rinunciato ad almeno un’attività o di averla comunque svolta peggio. C’è anche un tema di salute perché comunque le vampate moderate o severe possono essere associate ad un aumentato rischio cardiovascolare. Quindi qui il messaggio importante è quello di non considerare questi sintomi semplicemente come qualcosa da sopportare perché l’hanno sopportato le nostre nonne, le nostre mamme prima di noi, ma parlarne con il proprio medico. Parlarne significa aumentare la consapevolezza e normalizzare i cambiamenti. In Bayer da sempre siamo impegnati nella salute delle donne. Esistono in questo momento diversi approcci che devono essere valutati dal medico sulla base dei sintomi, della storia clinica, delle esigenze, ma anche proprio dalle preferenze di ogni donna. Vogliamo contribuire attraverso l’innovazione e la ricerca a far sì che le donne possano affrontare questa lunga fase della loro vita con soluzioni personalizzate”. Così Simona Gatti, Direttore Medico di Bayer Italia, commentando i dati della survey AstraRicerche per Bayer Italia diffusi in occasione della Giornata mondiale della menopausa.

Verona, il bozzetto di Salazzari entra alla GAM: il 22 ottobre la presentazione al pubblico

Il bozzetto di Salazzari per il Ponte della Vittoria entra nel patrimonio della Galleria d’Arte Moderna Achille Forti. Giovedì 22 ottobre, alle 17, la Sala Scacchi ospiterà la presentazione dell’opera donata al museo e di un nuovo volume dedicato allo scultore veronese.

Il bozzetto di Salazzari e il concorso del 1936

L’opera, Il condottiero che guida la Vittoria, è collegata al concorso nazionale bandito nel 1936 per due gruppi scultorei destinati al ponte. La donazione alla Galleria Achille Forti offre l’occasione per ricostruire il passaggio dalla raccolta privata alla collezione pubblica.

Insieme al bozzetto sarà presentato il secondo volume monografico sull’artista: Mario Salazzari. Vita e materia la scultura come resistenza, curato da Camilla Bertoni e Gabriella Bologna, pubblicato da Scripta Edizioni e promosso dall’Associazione Mario Salazzari.

All’incontro interverranno le due curatrici, Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar. Il percorso dedicato allo scultore, nato nel 1904 e morto nel 1993, partirà dagli anni Venti e seguirà una produzione intrecciata alla storia novecentesca e alla vita della città.

Ingresso libero alla Sala Scacchi

La conferenza si svolgerà a Palazzo della Ragione, in cortile Mercato Vecchio. L’accesso è libero fino all’esaurimento dei posti; è consigliato arrivare con un breve anticipo. Per gli interessati è previsto un attestato, con registrazione della presenza sia all’inizio sia alla fine dell’appuntamento.

La giornata rientra nei Giovedì a Palazzo e nel ciclo Conversazioni di archeologia, arte e scienza dei Musei Civici, avviato il 6 ottobre. Il programma coinvolge anche il Museo degli Affreschi e quello di Storia Naturale, con incontri che proseguiranno fino alla primavera 2027.

Il calendario autunnale prevede il 3 novembre una conferenza di Laura Moretti sul rapporto tra pittura e spazio sonoro nel Rinascimento. Il 17 novembre Alessandro Martoni presenterà Verona Illustrata. A dicembre seguiranno il convegno per i 150 anni dell’Esposizione Preistorica Veronese e l’incontro sul resto umano Quinzano 1.

Salute, Gatti (Bayer): “Menopausa, non sopportare i sintomi ma parlarne con il medico”

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(Adnkronos) – “Il messaggio importante è quello di non considerare questi sintomi semplicemente come qualcosa da sopportare perché l’hanno sopportato le nostre nonne o le nostre mamme prima di noi, ma parlarne con il proprio medico. Parlarne significa aumentare la consapevolezza e normalizzare i cambiamenti che accompagnano questa fase della vita”. 

Così Simona Gatti, Direttore Medico di Bayer Italia, commentando i dati della nuova survey realizzata da AstraRicerche per Bayer Italia, diffusi in occasione della Giornata mondiale della menopausa. I dati evidenziano un forte paradosso: sebbene il 70,6% delle donne percepisca una maggiore apertura sul tema, il tabù resiste nei comportamenti e il 38,1% delle intervistate nasconde ancora i propri disturbi. 

I sintomi più diffusi, come vampate di calore e insonnia, non sono solo un fastidio passeggero ma un potenziale rischio per l’organismo. “Possono incidere sulla salute cardiovascolare delle donne — spiega Gatti — perché le vampate moderate o severe possono essere associate a un aumentato rischio per il cuore”. L’impatto si riflette pesantemente anche sulla quotidianità: il 62,4% delle donne che soffrono di questi disturbi ha dovuto rinunciare a un’attività o l’ha svolta peggio, con ripercussioni evidenti anche sulla concentrazione sul posto di lavoro. 

“In Bayer da sempre siamo impegnati nella salute delle donne attraverso un’informazione chiara e scientificamente corretta, per favorire un dialogo aperto con il medico”, conclude il direttore medico di Bayer Italia, ricordando che oggi esistono diversi approcci terapeutici che lo specialista può valutare e personalizzare sulla base della storia clinica e delle preferenze di ogni singola donna. 

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cronaca

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