venerdì, Novembre 6, 2026
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Iran, Pasdaran: “Petroliera con 2 milioni di barili greggio urta mina a Hormuz, nave in fiamme”

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(Adnkronos) – Una superpetroliera sarebbe stata colpita dall’esplosione di una mina nello Stretto di Hormuz. E’ quanto sostengono media iraniani, che citano informazioni diffuse dai Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Segnalato un incendio a bordo della nave. Secondo quanto riportato, la petroliera trasportava più di due milioni di barili di greggio. Per i Pasdaran avrebbe tentato una rotta non autorizzata per il transito nello Stretto di Hormuz con il supporto delle forze americane. Nessun riscontro al momento per la versione fornita dai Pasdaran. 

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internazionale/esteri

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Serie A, oggi Roma-Genoa: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – La Roma torna protagonista in Serie A. Oggi, sabato 17 ottobre, i giallorossi affrontano il Genoa – in diretta tv e streaming – all’Olimpico nella settima giornata di campionato. La squadra di Gasperini è reduce dalla remuntada subita in Champions League dal Real Madrid, che si è imposto per 4-3, mentre nell’ultimo turno di Serie A aveva pareggiato 0-0 con il Como al Sinigaglia. Quella di De Rossi invece aveva trovato la prima vittoria stagionale battendo al Ferraris la Fiorentina per 2-1. 

 

La sfida tra Roma e Genoa è in programma oggi, sabato 17 ottobre, alle ore 20.45. Ecco le probabili formazioni: 

Roma (3-4-2-1): Gollini; Mancini, Ndicka, Balerdi; Lulli, De Roon, Pisilli, Wesley; Soulé, Rodrigo Mora; Castro. All. Gasperini. 

Genoa (4-2-3-1): Bijlow; Ehizibue, Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Frendrup, Traoré, Ellertsson, Messias, El Shaarawy; Osmajic. All. De Rossi. 

 

Roma-Genoa sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv, ma anche su SkySport. Il match si potrà seguire inoltre in streaming sull’app SkyGo, su NOW r dulla piattaforma web di Dazn. 

 

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sport

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Serie A, oggi Venezia-Napoli: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo il Napoli. Oggi, sabato 17 ottobre, gli azzurri sfidano il Venezia – in diretta tv e streaming – al Penzo nella settima giornata di Serie A. La squadra di Allegri è reduce dalla sconfitta in Champions League contro il Villarreal, che si è imposto per 3-1, mentre in campionato aveva battuto il Frosinone 3-0. Il Venezia invece, che ha accolto Davide Nicola in panchina dopo l’esonero di Giovanni Stroppa, aveva perso a Bergamo contro l’Atalanta per 3-1. 

 

La sfida tra Venezia e Napoli è in programma oggi, sabato 17 ottobre, alle ore 15. Ecco la probabile formazione: 

Venezia (3-5-2): Stankovic; Schingtienne, Moreno, Juan Jesus; Hainaut, Kike Perez, Sohm, Basic, Haps; Adams, Yeboah. All. Nicola.  

Napoli (3-4-2-1): Meret; Beukema, Rrahmani, Badiashile; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Politano, Lang; Hojlund. All. Allegri.  

 

Venezia-Napoli sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali Dazn, visibili tramite smart tv. Il match sarà disponibile anche in streaming sull’app e sulla piattaforma web di Dazn. 

 

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sport

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Perché Kiev non può farsi scaricare dagli Usa – Notizie dall’Ucraina podcast, Adnkronos

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Quello che è successo questa settimana sull’asse Washington Kiev può essere considerato importante per una serie di motivi, ma c’è n’è uno su tutti: aver dimostrato che l’Ucraina, nonostante gli aiuti politici e finanziari dell’Europa, nonostante i miracoli fatti per dotarsi di un’industria bellica avanzata, nei droni e non solo, oggi non può assolutamente fare a meno degli Stati Uniti.   
Nell’ordine: Trump ha chiesto all’Ucraina di smettere di colpire le raffinerie russe e ha invocato l’uscita di scena di Zelensky, lasciando intravedere la possibilità che Washington stacchi la spina. E nel giro di poche ore si sono materializzati due segnali che hanno mostrato cosa accadrebbe se davvero Trump scaricasse l’Ucraina. Il primo: l’accesso alle comunicazioni satellitari Starlink è stato limitato e ciò ha rallentato i droni. Il secondo: Zelensky ha rivelato che non stavano più arrivando dai partner allerte di intelligence che di solito consentono alla contraerea di intercettare i missili balistici lanciati dalla Russia.

Ascolta “Notizie dall’Ucraina” ogni giorno su podcast.adnkronos.com (https://podcast.adnkronos.com/show/notizie-ucraina/) e su tutte le piattaforme di streaming.

Serie A, oggi Bologna-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla

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(Adnkronos) – L’Inter torna in campo in Serie A. Oggi, sabato 17 ottobre, i nerazzurri affrontano il Bologna al Dall’Ara nella settima giornata di campionato. La squadra di Chivu è reduce dal ko di San Siro contro il Bruges, in Champions League, mentre i rossoblù hanno agguantato nell’ultimo turno il primo successo della stagione contro il Lecce.  

Ecco le probabili formazioni di Bologna-Inter, in campo alle 18:  

Bologna (3-4-3) Skorupski; Darmian, Heggem, Theate; Zortea, Ferguson, Pobega, Miranda; Bernardeschi, Piccoli, Cambiaghi. All. Palladino 

Inter (3-5-2) Provedel; Bisseck, Pavard, Carlos Augusto; Diouf, Barella, Stankovic, Sucic, Dimarco; Pio Esposito, Thuram. All. Chivu 

La partita di campionato tra Bologna e Inter sarà visibile in diretta tv su Dazn e in streaming sull’app di Dazn.  

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sport

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Ora solare tra sonnolenza, risvegli anticipati e irritabilità: i possibili effetti dello spostamento di lancette

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(Adnkronos) – Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre torna l’ora solare. “Sonno, luce naturale e abitudini regolari aiutano ad affrontare il cambiamento, senza trasformare un adattamento fisiologico in una malattia. Un’ora in più sul quadrante non significa automaticamente un’ora di riposo in più. Le lancette si spostano in un attimo, il nostro organismo può avere bisogno di qualche giorno. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre gli orologi andranno riportati dalle 3 alle 2: un piccolo cambiamento che può farsi sentire sul sonno e sulle attività quotidiane. Il nostro orologio biologico risponde alla luce e alla regolarità delle abitudini. Il cambiamento dell’orario può provocare temporaneamente sonnolenza, risvegli anticipati, irritabilità e difficoltà di concentrazione. Per molte persone il passaggio autunnale è più tollerabile di quello primaverile, ma chi ha già un sonno fragile può avvertire maggiormente lo spostamento”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università degli Studi di Milano – La Statale, past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International. 

“Occorre però distinguere il cambio dell’ora dall’avanzare dell’autunno. Spostare le lancette non riduce le ore di luce disponibili: ne modifica la distribuzione rispetto ai nostri orari. Le giornate si stanno già accorciando per ragioni stagionali. Confondere i due fenomeni porta ad attribuire al cambio dell’ora qualsiasi stanchezza o malessere. La risposta parte dalle abitudini quotidiane – indica Pregliasco – mantenere regolari gli orari del riposo e dei pasti, cercare occasioni per stare all’aperto nelle ore di luce e continuare a muoversi. La sera è utile ridurre gli stimoli, evitare pasti troppo abbondanti e limitare caffeina e alcol. Nei bambini può aiutare accompagnare gradualmente il cambiamento, preservando i rituali che precedono il sonno. Anche a tavola serve concretezza. Un’alimentazione varia ed equilibrata sostiene la salute durante tutto l’anno. Non bisogna però attribuire a un singolo alimento la capacità di rimettere a posto l’orologio biologico: il cambio dell’ora non è, di per sé, una ragione per ricorrere a integratori o prodotti per dormire. L’attenzione deve riguardare anche la sicurezza. La sonnolenza, soprattutto alla guida o durante attività che richiedono concentrazione, è un segnale da non ignorare. Se insonnia, stanchezza o alterazioni dell’umore persistono o interferiscono con la vita quotidiana, è opportuno evitare di liquidarle come una semplice conseguenza dell’ora solare e confrontarsi con il medico. Niente allarmismi, dunque, ma rispetto per il sonno. Dormire bene – conclude – è una componente della prevenzione, non il tempo che avanza dopo tutti gli altri impegni”. 

 

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cronaca

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Telefonata tra il Papa e Putin, Leone XIV: “Serve una tregua per la città di Oleshky”. Lo zar dà la colpa a Kiev

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(Adnkronos) – Un colloquio “costruttivo e improntato al rispetto reciproco”. Il Cremlino definisce così la telefonata tra Papa Leone XIV e il presidente russo Vladimir Putin, avvenuta venerdì pomeriggio. Al Pontefice che ha chiesto una tregua nella città di Oleshky per consentire aiuti umanitari, lo zar ha illustrato con una “spiegazione esaustiva” quella che il Cremlino ritiene essere la responsabilità di Kiev per la situazione umanitaria nella città. 

E in serata ha fatto inoltre sapere che le forze armate russe continueranno a colpire le infrastrutture energetiche in Ucraina. “I comandanti dei battaglioni devono continuare a svolgere i compiti nel rigoroso rispetto degli obiettivi dell’operazione militare speciale. Naturalmente, è necessario proseguire con gli attacchi di massa contro le installazioni difensive e i centri logistici nemici”, ha affermato durante una visita a un posto di comando. 

“Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha espresso viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, chiedendo una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile”, ha fatto sapere il Vaticano. “Il Santo Padre ha infine ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace”, ha spiegato la nota. Il colloquio telefonico tra il Papa, dal Gemelli, e Putin non è un unicum. Il Pontefice e il presidente russo si erano già sentiti il 4 giugno 2025. La telefonata di ieri ha fatto seguito alle missioni a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, ‘ministro degli Esteri vaticano’ ad agosto, e del cardinal Matteo Zuppi a fine settembre. 

Putin ha ringraziato il Pontefice per la disponibilità a contribuire alla risoluzione del conflitto in Ucraina nel corso di un colloquio telefonico durante il quale ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra la Russia e il Vaticano, ha riferito il Cremlino. E ha quindi illustrato a Leone XIV con una “spiegazione esaustiva” quella che il Cremlino ritiene essere la responsabilità di Kiev per la situazione umanitaria nella città. 

Il presidente russo ha espresso sostegno all’iniziativa del Vaticano mirata a creare le condizioni necessarie per garantire la sicurezza della popolazione di Oleshky e consentire l’arrivo di rifornimenti essenziali. 

Putin – che ha espresso “sinceri auguri di salute e pronta guarigione” al Papa dopo il recente intervento chirurgico – non è disposto a negoziare la creazione di una zona di sicurezza nell’est dell’Ucraina, dichiarando che la questione non sarà oggetto di negoziati. 

Il Papa, ricoverato al Gemelli da martedì scorso per l’asportazione di un tumore al polmone, come riferiscono i medici in un bollettino, è in “costante miglioramento”. Ieri, dopo quattro giorni, il Vaticano ha diffuso alcune immagini rassicuranti che mostrano il Pontefice mentre presiede messa al decimo piano del Gemelli. Domenica il Papa guiderà l’Angelus: ancora non si sa se dal Gemelli – come già accaduto con Wojtyla e Bergoglio – o da piazza S. Pietro. Il portavoce del Vaticano, Matteo Bruni, ha spiegato che al momento resta confermato il decorso post operatorio quantificato dai medici in “una settimana”.  

Quanto al viaggio in America Latina, programmato dal 6 novembre prossimo, la macchina organizzativa procede tanto che oggi il Vaticano ha diffuso la lista delle testate giornalistiche ammesse al volo papale. La circostanza comunque non costituisce una certezza sul viaggio che il viaggio si farà . C’è stato un precedente, legato al viaggio di Papa Francesco nel Sud Sudan, poi rinviato . Oggi, il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ai margini di un evento a Roma, interpellato dai media su che cosa intendesse giovedì , in caso di necessità, per ‘rimodulazione del pontificato’, ha risposto: “Almeno rispetto a questo prossimo viaggio”. 

Parolin ha inoltre fatto sapere che è stato il Papa a prendere “l’iniziativa per perorare la causa di questa città che è assediata”, riferendosi alla telefonata con Putin. Sulla risposta di Mosca il segretario di Stato si è detto fiducioso: “Io spero che di fronte a una richiesta del Santo Padre il presidente Putin accetti di mettere in atto quello che il Papa gli ha chiesto. Io penso di sì”. Sul significato della disponibilità del presidente russo al colloquio, il porporato, come riporta il Sir, ha preferito non sbilanciarsi, precisando di fare “solo delle illazioni”: il suo, ha aggiunto, è “un auspicio”, che possa esserci “davvero una realizzazione di quanto il Papa ha chiesto”.  

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internazionale/esteri

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Ora solare, impatto +24% consumi energetici: ecco come alleggerire la bolletta

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(Adnkronos) – Nel prossimo fine settimana torneremo a spostare le lancette un’ora indietro, dando ufficialmente l’arrivederci all’ora legale e il benvenuto all’ora solare. Se da un lato guadagneremo un’ora di sonno, dall’altro l’accorciarsi delle giornate e il cambio di abitudini stagionali portano con sé un impatto diretto sui consumi energetici domestici. Secondo i dati elaborati da Pulsee luce e gas, il periodo di ora solare mostra consumi energetici complessivamente più elevati del 24,1% rispetto ai mesi di ora legale. La differenza è particolarmente evidente per la voce legata al bucato (+80,6%), spinta dal maggior utilizzo dell’asciugatrice e di cicli di lavaggio più frequenti, e per l’illuminazione ed elettronica (+63,7%), complice il buio serale anticipato e la maggiore permanenza in casa. Si riscontrano consumi superiori anche per i dispositivi in standby (+4,7%) e per la gestione della climatizzazione e ventilazione Hvac (+6,4%). 

Trasformare la consapevolezza di queste dinamiche stagionali in un vantaggio tangibile è possibile. In un periodo dell’anno caratterizzato da consumi fisiologicamente più alti, adottare un approccio coscienzioso ed efficaci pratiche quotidiane diventa una necessità per tutelare il proprio bilancio. Ecco qualche consiglio di Pulsee luce e gas per alleggerire la bolletta con l’arrivo dell’ora solare.  

1) Gestione intelligente di lavatrice e asciugatrice. I consumi legati al bucato registrano la crescita più alta (+80,6%) durante i mesi in ora solare. Per ottimizzare l’uso dell’asciugatrice, è consigliabile impostare la centrifuga della lavatrice ad alti giri per ridurre l’umidità residua nei capi. E’ inoltre opportuno concentrare i bucati sempre a pieno carico e prediligere cicli a basse temperature (30-40°C), riducendo notevolmente l’assorbimento energetico. Resta fondamentale prestare attenzione ai propri elettrodomestici, scegliendo i modelli più efficienti. 

2) Illuminazione ed elettronica a prova di serate in casa. Con il buio anticipato e più tempo trascorso tra le pareti domestiche, i consumi legati ai dispositivi elettronici crescono del 63,7%. Sostituire le vecchie lampadine con soluzioni a led riduce i consumi fino all’85%. Regolare la luminosità di monitor e tv in base alla luce ambientale e spegnere i dispositivi inutilizzati durante le pause evita inutili dispersioni di energia. 

3)Tagliare i consumi fantasma (standby). Nei mesi invernali crescono anche i consumi in standby (+4,7%). Collegare la postazione TV, le console e la scrivania di lavoro a una multipresa con interruttore consente di interrompere l’alimentazione a tutti i dispositivi con un solo gesto alla fine della giornata, azzerando i costi passivi della notte.  

4) Efficienza per riscaldamento e climatizzazione. L’avvio dei riscaldamenti porta a una crescita dei consumi legati alla climatizzazione e ventilazione (Hvac +6,4%). Effettuare la pulizia dei filtri degli impianti e lo spurgo dei radiatori garantisce la massima efficienza. Mantenere le porte chiuse tra gli ambienti ed evitare di coprire i termosifoni permette di diffondere il calore in modo omogeneo senza costringere l’impianto a sovralavorare. 

5) Prendere il controllo con la tecnologia di Energimetro. Per trasformare le buone abitudini in un risparmio concreto è fondamentale avere piena visibilità dell’energia utilizzata. Tramite il servizio Energimetro sull’app Pulsee, è possibile monitorare in tempo reale l’assorbimento dei singoli elettrodomestici e seguire i suggerimenti dell’assistente virtuale Elio per ottimizzare i consumi e tagliare gli sprechi, ottenendo un risparmio che può arrivare fino al 10% annuo. Energimetro inoltre monitora gli elettrodomestici, consigliando quali sostituire per massimizzare l’efficienza e ridurre i consumi. 

Pochi e semplici gesti, uniti alla tecnologia, permettono di affrontare il cambio di stagione e i mesi più freddi con maggiore serenità e controllo. La risposta risiede in strumenti tecnologici che mettono il consumatore al centro, permettendogli di proteggere attivamente le proprie finanze e l’ambiente.  

“Con strumenti concreti come Energimetro aiutiamo le persone a prendere decisioni più consapevoli sui consumi energetici. Grazie alla tecnologia e al monitoraggio in tempo reale, trasformiamo i dati in un supporto quotidiano per risparmiare e adottare abitudini più sostenibili, offrendo alle famiglie una guida pratica per ottimizzare la spesa, soprattutto nei mesi autunnali e invernali, quando i consumi domestici aumentano”, commenta Alicia Lubrani, amministratore delegato di Pulsee luce e gas. 

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economia

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Trump e la confessione: “Mi trucco pochissimo, faccio da solo: non voglio sembrare morto”

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(Adnkronos) – “Mi trucco pochissimo, lo faccio da solo”. Donald Trump confessa in diretta quello che tutti, più o meno, sanno da sempre. Il presidente degli Stati Uniti sale sul palco di Dalton, in Georgia, per un comizio in vista delle elezioni di midterm di inizio novembre. “Se non metti un po’ di makeup, sembri una persona morta. Non voglio avere quell’aspetto”, dice il presidente evidenziando la propria sobrietà rispetto alle abitudini di John Osshoff, senatore democratico della Georgia. 

 

“John Osshoff ha spesso più soldi in makeup di qualsiasi uomo o donna nella storia del Senato. Le donne non sono contente di questo, ha speso una fortuna”, dice Trump scaldando la folla in uno dei passaggi più curiosi del solito comizio-fiume, che dura ben più di un’ora e offre il consueto repertorio tra economia e successi in politica estera, gag per ridicolizzare avversari dei candidati repubblicani e attacchi contro i ‘fake news media’.  

La battuta sul makeup, con la ‘confessione’, rappresenta una novità almeno parziale. Il tradizionale colorito del presidente, spesso tendente all’arancione, ha sempre lasciato poco spazio ai dubbi sull’impiego di prodotti cosmetici alla Casa Bianca. 

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Uso di droga per prolungare i rapporti sessuali, ecco il chemsex: “Fenomeno ancora troppo sommerso”

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(Adnkronos) – Il chemsex, ovvero l’utilizzo intenzionale di sostanze psicoattive per facilitare o prolungare i rapporti sessuali, è un fenomeno “ancora troppo poco indagato”, la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse “non sufficientemente strutturata” e resta “una scarsa integrazione tra Servizi per le Dipendenze e centri specialistici”. È un quadro che presenta significative criticità quello emerso dalla survey nazionale FeDerSerD sulle patologie infettive correlate al consumo di sostanze, presentata a Napoli nell’ambito del XV Congresso nazionale della Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze. L’indagine, realizzata tra maggio e luglio 2026 attraverso 390 questionari compilati da professionisti dei SerD di tutta Italia, prevalentemente medici, mette in evidenza un sistema che ha consolidato importanti competenze nello screening delle patologie infettive, ma che presenta ancora lacune nella capacità di intercettare i nuovi comportamenti a rischio e garantire percorsi integrati di prevenzione e cura. 

Il dato più significativo riguarda proprio la difficoltà di costruire reti e percorsi di assistenza su questi temi: “Il 68,5% dei SerD non dispone di collaborazioni formalizzate con i centri territoriali specializzati nelle infezioni sessualmente trasmesse (Ist). A questo si aggiunge un’altra criticità: soltanto il 36,7% dei servizi adotta un’anamnesi sessuale o un counselling strutturato, mentre oltre il 56% ne è sprovvisto – si legge in una nota di FeDerSerD – Numeri che evidenziano una criticità su cui soffermarsi, soprattutto considerando che le persone con disturbi da uso di sostanze possono essere esposte a molteplici fattori di rischio infettivologico e necessitano di interventi di prevenzione, diagnosi e trattamento personalizzati”. 

“I risultati della survey ci restituiscono un messaggio molto chiaro: non possiamo più considerare la salute sessuale e la prevenzione delle infezioni come aspetti secondari nel trattamento delle dipendenze – sottolinea Daniele Pini, dirigente medico, membro del Direttivo nazionale FeDerSerD e presidente FeDerSerD Piemonte e Valle d’Aosta – In questo panorama permangono alcuni aspetti da approfondire, tra cui proprio quella che riguarda le infezioni sessualmente trasmesse: un tema che meriterebbe oggi maggiore attenzione da parte dei servizi. Naturalmente, bisogna anche tenere conto delle difficoltà già note, legate anche alla carenza di personale e alle limitate risorse disponibili, che spesso costituiscono una problematica non irrilevante. La survey è stata utile proprio perché ci ha permesso di concentrarci non soltanto sugli aspetti positivi della situazione generale, ma anche sui punti critici sui quali è necessario intervenire”.  

Particolarmente significativo il quadro che emerge sul chemsex, “un fenomeno che pone problematiche complesse sul piano delle dipendenze, della salute sessuale, del rischio infettivo e del benessere psicologico”. Secondo la survey FeDerSerD, “solo circa un quarto dei servizi approfondisce il fenomeno, mentre il 37,4% non lo indaga affatto. Una situazione che rischia di ostacolare l’identificazione precoce dei comportamenti a rischio e l’accesso a interventi mirati. Tra le principali difficoltà segnalate emergono la carenza di formazione specifica degli operatori, lo stigma che ancora accompagna determinati comportamenti sessuali e l’insufficienza di reti assistenziali dedicate, anche in collaborazione con il terzo settore”.  

“Il chemsex è sicuramente un fenomeno sommerso, che riguarda una parte della popolazione relativamente ristretta. Tuttavia, i servizi per le dipendenze hanno la necessità di aumentare l’attenzione su questa problematica. Dalla survey è emerso che i servizi per le dipendenze, in generale, non affrontano ancora il chemsex in modo prioritario, né lo indagano sistematicamente durante i colloqui con i pazienti. Un primo passo sarebbe quindi quello di approfondire maggiormente l’argomento nel corso della presa in carico, per capire se ci troviamo di fronte a un’emergenza di dimensioni rilevanti e se siano necessari interventi specifici, soprattutto sul piano della prevenzione e della cura”. 

Anche la survey ha contribuito a far emergere questa situazione. “Si tratta di aspetti relativamente nuovi per i servizi per le dipendenze – spiega Pini – tradizionalmente abituati a confrontarsi con problematiche più consolidate, come l’Hiv. Oggi, però, l’epidemiologia sta cambiando profondamente, anche per quanto riguarda le infezioni correlate alle dipendenze. Stiamo assistendo ad un progressivo cambiamento: non ci sono più soltanto le infezioni tradizionalmente associate alla trasmissione per via endovenosa, perché spesso è la trasmissione sessuale ad essere diventata più frequente. Il chemsex rappresenta, in questo quadro, una problematica specifica che merita un’attenzione particolare”.  

Le difficoltà di integrazione emergono anche nella gestione delle infezioni virali. L’indagine evidenzia infatti “come lo screening per l’epatite C sia ormai ampiamente diffuso nella pratica dei SerD, ma come solo il 5,6% dei servizi è nelle condizioni organizzative di gestire direttamente il trattamento farmacologico antivirale. Nella grande maggioranza dei casi – sottolinea la Federazione – i pazienti vengono indirizzati verso centri specialistici esterni, con il rischio che il percorso assistenziale si interrompa tra la diagnosi e l’avvio effettivo delle cure. Una criticità legata a ostacoli organizzativi, distanza dai centri specialistici, difficoltà di adesione ai trattamenti e stigma sociale, ancora oggi troppo spesso presente”. Da qui la necessità, rimarcata da FeDerSerD, di rafforzare strategie di prossimità, test rapidi e modelli di ‘test and treat’, per rendere più tempestivo e accessibile il trattamento. 

La survey conferma quindi il ruolo centrale dei Servizi per le Dipendenze “non soltanto nel trattamento delle dipendenze patologiche, ma anche nella tutela complessiva della salute di una popolazione particolarmente vulnerabile. L’obiettivo è superare le disomogeneità territoriali, rafforzare la formazione degli operatori e sviluppare percorsi di presa in carico multidisciplinari, con una maggiore integrazione tra servizi territoriali e strutture specialistiche”. 

I risultati della ricerca sono stati illustrati da Liliana Praticò, dell’Unità operativa complessa Dipendenze dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel corso della sessione congressuale dedicata alle patologie infettive correlate alle dipendenze. Ai lavori ha partecipato anche Tullio Prestileo, dell’ospedale Civico di Palermo e membro del Comitato scientifico nazionale FeDerSerD, con un approfondimento sui percorsi integrati dalla prevenzione alla presa in carico. “La sfida è innanzitutto garantire una maggiore omogeneità degli interventi a livello nazionale – illustra Pini – Purtroppo, questo aspetto ha ancora necessità di tempo per essere raggiunto. Infatti, accanto a situazioni nelle quali sono stati realizzati importanti interventi di best practice, permangono ancora contesti caratterizzati da difficoltà organizzative. È un problema che dobbiamo continuare a segnalare. Un’altra sfida consiste nel valorizzare il ruolo dei SerD come servizi territoriali inseriti a pieno titolo nel sistema sanitario, fondamentali per intercettare le problematiche di salute delle persone fragili. La tutela della salute deve andare oltre la dipendenza da sostanze o da comportamenti e prevedere un’assistenza il più possibile ampia e complessiva. Dobbiamo quindi mettere i SerD nelle condizioni di raggiungere un numero maggiore di persone e rispondere ai loro bisogni. La dipendenza – conclude Pini – rappresenta il motivo iniziale dell’accesso al servizio, ma dietro quel problema c’è una persona nella sua interezza, con esigenze di salute che devono essere considerate nel loro insieme”.  

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