martedì, Settembre 15, 2026
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Cina, il parco nazionale del Panda Gigante santuario della biodiversità

Il Parco Nazionale del Panda Gigante della Cina protegge circa 1.340 panda giganti selvatici e funge anche da santuario per oltre 8.000 altre specie rare e simpatriche. Durante la Global Panda Partners Conference 2025 (GPP), appena conclusa, i principali esperti hanno riconosciuto l’approccio scientifico della Cina alla conservazione dei panda. (XINHUA/ITALPRESS)
(Fonte video: Xinhua)
mec/abr/

Cina: la tradizione del tie-dye Bai rivive nel villaggio di Zhoucheng (1)

DALI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una foto aerea scattata con drone mostra una scena in una tintoria nel villaggio di Zhoucheng, nella prefettura autonoma Dali Bai, nella provincia dello Yunnan, nel sud-ovest della Cina, il 21 novembre 2025. Conosciuto come la patria della tecnica tie-dye del gruppo etnico Bai, il villaggio di Zhoucheng ospita oltre 200 famiglie impegnate nel settore del tie-dye, con un numero di addetti superiore a 4.000. Come tecnica popolare tradizionale del gruppo etnico Bai, il tie-dye vanta una storia di oltre mille anni ed è stato inserito nel primo elenco del patrimonio culturale immateriale nazionale della Cina nel 2006.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Motori Magazine – 23/11/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Jeep Recon 2026: l’elettrico diventa off-road
– Renault, il nuovo Trafic elettrico punta su spazio e tecnologia
– Smartphone alla guida, sempre più rischi per la sicurezza stradale
tvi/mrv

Ornella Vanoni, Sacchi “Troveremo le formule giuste per ricordarla”

MILANO (ITALPRESS) – “Abbiamo parlato col sindaco per capire subito come ricordarla, ma non è questo il momento per dire che cosa, come e in quale luogo sarà ricordata. Troveremo le formule giuste”. Così l’assessore comunale alla cultura Tommaso Sacchi ha ricordato Ornella Vanoni all’apertura della camera ardente, a Milano, in onore dell’artista scomparsa lo scorso 21 novembre.
“La cosa bella di Ornella era la capacità di toccare temi che riguardano la vita della città. Distante dai palazzi della politica, ma profonda conoscitrice di Milano. Magari leggeva una notizia sul giornale, mi chiamava e commentava con senso critico e intelligente e mai per partito preso”, ha aggiunto.
xh7/abr/mca1

Cina: turisti ammirano i paesaggi invernali del Lago dell’Ovest a Hangzhou (3)

HANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I turisti posano per delle foto nell’area panoramica del Lago dell’Ovest a Hangzhou, nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, il 23 novembre 2025. Il tempo a Hangzhou è stato bello negli ultimi giorni. Molti turisti si alzano presto al mattino per visitare il Lago dell’Ovest e godersi il meraviglioso paesaggio invernale.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: turisti ammirano i paesaggi invernali del Lago dell’Ovest a Hangzhou (2)

HANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I turisti si godono il paesaggio in barca nell’area panoramica del Lago dell’Ovest a Hangzhou, nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, il 23 novembre 2025. Il tempo a Hangzhou è stato bello negli ultimi giorni. Molti turisti si alzano presto al mattino per visitare il Lago dell’Ovest e ammirare il meraviglioso paesaggio invernale.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Cina: turisti ammirano i paesaggi invernali del Lago dell’Ovest a Hangzhou (1)

HANGZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – I turisti ammirano il paesaggio all’alba nell’area panoramica del Lago dell’Ovest a Hangzhou, nella provincia di Zhejiang, nella Cina orientale, il 23 novembre 2025. Il tempo a Hangzhou è stato bello negli ultimi giorni. Molti turisti si alzano presto al mattino per visitare il Lago dell’Ovest e godersi il meraviglioso paesaggio invernale.

-Foto Xinhua-

(ITALPRESS).

Aggressioni alle forze dell’ordine, Piantedosi “Non deve più succedere”

ROMA (ITALPRESS) – “Purtroppo succede sempre di più, troppo spesso, colgo l’occasione per ringraziarli per essere un baluardo di democrazia. Ma dovremmo lavorare tutti perché non succeda più”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in una intervista al Tg1, commenta le aggressioni alle forze dell’ordine, sempre più frequenti negli ultimi tempi.

“Da quando c’è stato il conflitto israelo palestinese queste manifestazioni si sono intensificate, qualcuno ha voluto trasferire sul territorio nazionale questa situazione internazionale come motivo di polemica nei confronti del nostro governo, forse perché non ci sono altri motivi e quindi succede tutto questo”, ha aggiunto Piantedosi nell’intervista al TG1.

“Noi abbiamo registrato una recrudescenza di queste manifestazioni soprattutto in relazione al conflitto israelo-palestinese. Qualcuno ha immaginato che anche questo conflitto internazionale dovesse essere qualcosa da contestare alle politiche del Governo Meloni, probabilmente perché non c’è altro da contestare alle politiche del Governo”, ha aggiunto Piantedosi.

IL MINISTRO SUI DISORDINI DI VIRTUS-MACCABI

“Tutte le proposte che erano arrivate erano inattuabili perché avrebbero trasferito il problema altrove. L’esperienza ci insegna che questo si verifica sempre quando giocano squadre sportive israeliane. Credo che tutto questo celasse un pregiudizio ideologico nei confronti dello Stato di Israele, non fare giocare una squadra israeliana a Bologna. Non c’era una seria alternativa e non potevamo cedere a coloro i quali minacciavano di fare quello che poi hanno fatto”. Così il ministro dell’Interno ha commentato invece i disordini di venerdì sera durante la manifestazione di protesta contro la partita di basket Virtus-Maccabi Tel Aviv.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Teatro San Marco Vicenza: accomodati nella storia, ma connessi al futuro

(Articolo di Federica Zanini sul Teatro San Marco di Vicenza da VicenzaPiù Viva n. 302, sul web per gli abbonati).

La caccia al tesoro implica di uscire dalla comfort zone per esplorare mappe e luoghi estranei. Eppure a volte il vero gioiello lo abbiamo in casa, nascosto o dimenticato. Il Teatro San Marco di Vicenza è in effetti nascosto in un cortile di contra’ San Francesco, ma negli ultimi anni è tutto fuorché dimenticato. Almeno da chi apprezza la sua essenza sospesa tra passato e futuro e soprattutto la sua programmazione, vivace e variegata. Sicuramente però c’è chi non ne ha mai varcato la soglia.

Interno del Teatro San Marco
Interno del Teatro San Marco

Una soglia che è già stupore. Ad accogliermi, un foyer elegante nel suo stile originale di inizio ‘900 ma non pomposo e la giovialità del direttore artistico, Manuel Bendoni. L’incontro mi regala il lusso di esplorare anche angoli, forse i più intensi, del teatro più “privati”. Come l’avvolgente sala riservata agli artisti e i camerini, mantenuti nello stile originario, tra specchi dorati, seggioline antiche e poster liberty. Le compagnie apprezzano molto quest’aria un po’ retrò ma ancora vibrante e si sentono a casa. Che alla fine è l’intento del Teatro San Marco.  Uno spazio parrocchiale che ha sempre voluto essere un riferimento per le famiglie e per chi ama la cultura e la condivisione.

Non per niente, quando, nei primi anni Trenta, il parroco, intenzionato a creare uno spazio per l’incontro e le feste, puntò agli ex orti, lì dietro la canonica, e ne acquistò dei lotti grazie al sostegno economico del Marchese Roi, finì col chiamarla Casa della dottrina cristiana. Era il 1934 e lo scorso anno sono stati festeggiati 90 anni di questa bolla di storia vicentina.

Oggi il TSM è ancora della parrocchia -cui la società Keylink, che lo gestisce, paga l’affitto- ma senza una particolare connotazione religiosa e soprattutto senza nessuna ingerenza. Per quanto riguarda la programmazione, fatta di teatro ma anche danza e concerti (l’acustica è ottima), Manuel Bendoni è lasciato totalmente libero di applicare il suo non-metodo. Sì, perché nelle scelte, oltre a professionalità, esperienza e sensibilità, per lui gioca molto anche la curiosità. Qualcosa di visto o sentito in giro e parte il pungolo… improvviso.

Manuel Bendoni, il direttore artistico
Manuel Bendoni, il direttore artistico

Come quello che lo ha portato, senza preavviso, a dirigere il San Marco. Dopo una carriera da ballerino prima e da responsabile dell’animazione nei grandi villaggi turistici poi, Manuel -di origini toscane, ma approdato a Vicenza a soli 30 giorni di vita- lo vedeva dalla finestra di casa. Una presenza quasi scontata nel suo panorama, poi la lampadina: perché non vedere se posso dare il mio contributo? E da circa due anni sta facendo molto di più, firmando il nuovo corso di un teatro delizioso, dal grande potenziale nonostante le vicende alterne.

Un anno dopo l’inaugurazione della sala, nel 1935, il San Marco diventa infatti cinema, fino agli anni 2000. La cabina di proiezione è intatta, con i due proiettori ancora lì, in attesa dei visitatori dei tour su richiesta. L’attività teatrale vive i suoi anni migliori tra i 60 e i 70, con grandi nomi in locandina. Segue un periodo meno brillante, in cui lo spazio si limita ad accogliere compagnie amatoriali e scuole. Dopo l’era Covid, con Venturini (presidente di Keylink) e Bendoni ecco la rinascita dell’araba fenice. Dalle fertili ceneri, un “nuovo” San Marco, custode della propria storia, ma pronto a scrivere un futuro di spettacoli scelti tra performance sperimentali, concerti cult, spunti di riflessione, occasioni di svago e omaggi alla propria terra. Il San Marco è oggi un teatro territoriale per il territorio, ma dalle visioni senza confini e dal forte impegno sociale.

Teatro San Marco
Teatro San Marco

Appena svelata non con la solita conferenza stampa ma con una serata “in famiglia” a teatro, la stagione 2025-2026 promette ancora una volta emozioni per tutti i gusti e le età. Tra gli spettacoli più attesi, diversi concerti  -Vicenza suona Buena Vista Social Club del 18 ottobre e Caro Lucio (Dalla) del 14 novembre stanno galoppando verso il sold out- , cabaret nostrano (Marco e Pippo, 7 e 8 novembre) e non (Paolino Boffi, 27 ottobre), stand up comedy (Pota Boyz e Antonio Ornano, rispettivamente il 24 e 30 gennaio), teatro impegnato -con grandi interpreti come Giorgia Trasselli e Giorgio Marchesi- e commedie brillanti, performance di danza introspettiva e omaggi al mondo delle fiabe, ma anche ai Queen, a Giorgio Gaber, a Micheal Jordan e tanti altri.

Insomma, il consiglio è di riavvolgere la mappa di tesori lontani e aprire lo scrigno che avete sotto casa: www.tsmvicenza.it.