venerdì, Novembre 6, 2026
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Ia, Patrizio (Meritocrazia Italia): “Nelle aziende sopra i 50 dipendenti almeno il 60% della forza lavoro sia umana”

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(Adnkronos) – Meritocrazia Italia presenta una proposta per la salvaguardia del capitale umano nell’era dell’Intelligenza artificiale, chiedendo alle imprese con più di 50 dipendenti di mantenere una forza lavoro umana pari ad almeno il 60% del totale, limitando al 40% la quota sostituibile attraverso sistemi tecnologici e di Ia. L’obiettivo, spiega Paolo Patrizio, capo di Gabinetto MI, è “riportare l’uomo al centro del progresso” e prevenire gli squilibri economici e sociali legati alla sostituzione del lavoro umano. La perdita di occupazione, sottolinea Patrizio, non riguarda soltanto il singolo lavoratore, ma produce conseguenze a cascata su welfare, pensioni, consumi, famiglie e coesione sociale. “L’imprenditore non può essere spinto semplicemente dall’ottica di massimizzare i profitti abbattendo i costi”, è la posizione dell’associazione, che invita a interrogarsi sul modello di società da costruire e sul ruolo del profitto nelle scelte politiche ed economiche. 

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politica

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De Giorgi (Imi):”L’80% dei melanomi è legato all’esposizione solare, non basta la crema al mare”

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(Adnkronos) – “La prevenzione del melanoma si basa sull’eliminazione dei fattori di rischio. Purtroppo, per molti, il fattore rischio principale è l’esposizione solare. Noi sappiamo che l’80% dei melanomi è legato all’esposizione solare. La gente mette ancora la crema solo al mare, non la mette all’aperto, quando fa attività sportiva, quando magari fa attività ludiche, anche quindi non solo sportive, ma anche una classica passeggiata. Sono questi i momenti in cui bisogna proteggersi. Un altro argomento molto importante è la prevenzione nel mondo del lavoro. Non è ancora entrata proprio nelle varie aziende l’idea di proteggere i lavoratori outdoor dalla radiazione solare. Invece, per legge, già dovrebbero esserci degli spazi ombreggiati per il pranzo, per fare una pausa durante il lavoro per evitare appunto questa esposizione. E anche al mare il costume, diciamo, non è quasi più sufficiente. Sarebbe meglio una maglietta a protezione dai raggi ultravioletti: permette una protezione molto più sicura”. Così Vincenzo De Giorgi, segretario dell’Intergruppo melanoma italiano, partecipando oggi a Bologna alla prima giornata del Congresso nazionale Imi che si conclude il 18 ottobre. 

“Bisogna lavorare molto di più sui ragazzini, sui bambini, far loro capire quanto è importante la protezione, quanto è importante la diagnosi precoce – rimarca De Giorgi – Tra i fattori di rischio ci sono poi la familiarità, cioè avere un familiare che ha avuto il melanoma, avere un numero di nevi superiore a 50 e l’essersi esposti molto al sole da bambini e adolescenti”, conclude. 

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cronaca

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Di Giacomo (Imi): “Ricerca su melanoma per nuove strategie di cura in resistenti”

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(Adnkronos) – “La ricerca, in questo momento, si sta focalizzando su un aspetto importante: comprendere quei meccanismi che rendono i pazienti resistenti ai trattamenti che abbiamo a disposizione e identificare dei biomarcatori che ci aiutino effettivamente a selezionare meglio i pazienti e risparmiare tossicità inutili ai pazienti che non ne avranno benefici. Un altro aspetto assolutamente importante riguarda l’innovazione terapeutica, cioè identificare nuove strategie terapeutiche di combinazione per aumentare quella quota di pazienti effettivamente lungosopravviventi e potenzialmente guariti dai nostri trattamenti”. Così Anna Maria Di Giacomo, consigliere dell’Intergruppo melanoma italiano (Imi), intervenendo oggi a Bologna al Congresso nazionale Imi, in corso fino al 18 ottobre. 

“La ricerca, all’interno di Imi, che è un gruppo caratterizzato da una grande multidisciplinarità – spiega Di Giacomo – ha l’obiettivo di proporre studi anche con trattamenti innovativi, in particolare, in pazienti più complessi, in cui abbiamo decisamente più necessità di avere un trattamento migliore. La ricerca nel melanoma ha consentito negli ultimi vent’anni di migliorare la sopravvivenza dei nostri pazienti: più del 50% diventano lungosopravviventi, cioè dopo un trattamento sono vivi a 10 anni e in molti casi liberi da malattia e non ricevono trattamenti. L’altro 50% di pazienti, purtroppo, non risponde o diventa resistente. La ricerca indipendente ha l’obiettivo di raccogliere dati relativi alla real life che ci portino a migliorare anche l’utilizzo dei farmaci dopo la loro approvazione. Diventa quindi molto importante anche raccogliere dati relativi alla qualità di vita perché – puntualizza – le nostre terapie migliorano la sopravvivenza, migliorano l’outcome, ma impattano anche in modo molto positivo sulla qualità di vita. I pazienti affetti da melanoma sono spesso più giovani: garantire non soltanto una sopravvivenza a lungo termine, ma una qualità di vita eccellente è un obiettivo assolutamente importante della nostra ricerca”. 

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cronaca

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Melanoma, Massi (Imi): “Digitalizzazione e Ai per diagnosi sempre più accurate”

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(Adnkronos) – Il congresso “è per noi l’occasione di confrontarci in ottica multidisciplinare sulle principali sfide nella prevenzione, nella diagnosi, nei nuovi trattamenti. Abbiamo bisogno di focalizzare l’attenzione su come riuscire a diffondere la digitalizzazione come strumento chiave nella diagnosi” del melanoma. “La digitalizzazione dei preparati è il primo importante passaggio che consente di applicare algoritmi di intelligenza artificiale”. Così Daniela Massi, presidente Imi, all’apertura del 32esimo Congresso nazionale dell’Intergruppo melanoma italiano, oggi a Bologna. Personalizzare la prevenzione e i trattamenti, rafforzare la collaborazione tra specialisti e rendere accessibili le nuove tecnologie diagnostiche sono i temi principali dell’evento che riunisce per 3 giorni gli esperti della neoplasia cutanea.  

“L’obiettivo – spiega Massi – è lavorare in sinergia con le altre società scientifiche e coinvolgere anche le associazioni dei pazienti, per poter dare dei contributi utili per le nostre istituzioni e costruire insieme il futuro della lotta al melanoma. La sfida – sottolinea – non è soltanto tecnologica, ma riguarda anche la sostenibilità, l’organizzazione e la cultura sanitaria”. 

“È fondamentale che vi sia una rimborsabilità e quindi un inserimento nel nomenclatore tariffario dei test Ngs anche per la diagnosi e la prognosi dei tumori melanocitari atipici”. I test Ngs, Next Generation Sequencing “consentono di identificare alterazioni genetiche rilevanti per orientare le scelte terapeutiche – spiega – La loro applicazione, tuttavia, non riguarda soltanto l’impiego a fine predittivo, cioè per stratificare i pazienti in un’ottica di trattamento, ma può contribuire anche a chiarire i casi diagnostici più complessi”. 

La richiesta, inoltrata da Imi al ministero della Salute, si inserisce nel più ampio confronto sull’introduzione delle nuove tecnologie in sanità e sulla loro sostenibilità, insieme alla digitalizzazione dei preparati anatomopatologici e all’applicazione degli algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è favorire diagnosi più accurate e percorsi terapeutici sempre più personalizzati, garantendo ai pazienti l’accesso agli strumenti innovativi. 

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cronaca

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Sciopero autotrasportatori, le immagini dalla Calabria dei camion fermi in strada

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Da oggi e fino al 20 ottobre gli autotrasportatori sono in protesta contro il caro carburante. A promuovere l’agitazione la Fedralog, Federazione regionale della logistica, insieme alle federazioni omologhe di Puglia, Sicilia e Basilicata. Dalle prime ore del mattino sono circa venti i presìdi dei tir attivi in tutte le province della Calabria: tra gli altri, il porto di Gioia Tauro, la raffineria di Vibo Valentia, lo svincolo autostradale di Falerna e l’area dell’aeroporto di Lamezia Terme, dove è stato registrato il video.

Sciopero contro il caro carburanti: “Proseguiremo fino a quando non si svuoteranno i magazzini”

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Proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti anche a Palermo. “Le tariffe dei carburanti non sono adeguate al nostro tenore di vita. Non possiamo andare avanti così, non c’è margine di guadagno – commenta Michele uno dei lavoratori in sciopero -. Al momento la protesta è prevista fino al 22 ottobre ma se non ci mettiamo d’accordo proseguiremo a oltranza fino a quando non si svuoteranno i magazzini e nemmeno i camioncini avranno la forza di consegnare perché non ci saranno più merci. Quando si svuoteranno tutti i magazzini diventerà uno sciopero al 100%”.

Mandalà (Imi): “Oltre il 50% dei pazienti con melanoma vivo a 10 anni dalla diagnosi”

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(Adnkronos) – “Circa 10 anni fa la sopravvivenza mediana dei pazienti con melanoma metastatico era di circa 6 mesi; oggi più del 50% dei pazienti è vivo a 10 anni dalla diagnosi, spesso senza malattia e, in una buona percentuale dei casi, senza terapia”. A fare la differenza sono state due strategie adottate, “da una parte le terapie mirate sulla base della profilazione genomica e, dall’altra, l’immunoterapia. Ma tante altre terapie sono all’orizzonte, anche vicino, tra cui le strategie vaccinali in combinazione con l’immunoterapia, le terapie cellulari e le terapie epigenetiche. Il melanoma, ancora una volta, rappresenta un archetipo di nuove terapie ed è la patologia su cui le nuove terapie vengono testate per essere estese anche ad altre patologie”. Lo ha detto Mario Mandalà, past president dell’Intergruppo melanoma italiano, al Congresso nazionale Imi che si apre oggi a Bologna. 

Queste nuove terapie, “nella loro complessità, ci hanno insegnato una volta di più l’importanza del rapporto tra medico e paziente – sottolinea Mandalà – La relazione tra medico e paziente è fondamentale sotto tanti punti di vista: per migliorare la compliance, i trattamenti e l’aderenza alle terapie; per poter affrontare meglio, ad esempio, le tossicità sia acute sia croniche; ma anche per poterci occupare, insieme ai nostri pazienti, dei problemi dei lungosopravviventi. Abbiamo una quota di pazienti, anche con malattia avanzata, che ormai guarisce: sono vivi a 10 anni e di loro ci dobbiamo occupare. Questo è molto importante soprattutto nella popolazione, ad esempio sotto i 40 anni, perché il melanoma è il terzo tumore solido per incidenza in questa fascia d’età. Dove c’è una prospettiva di vita molto lunga – chiarisce – occuparsi dei nostri pazienti non riguarda soltanto la terapia, ma anche gli effetti delle terapie e la possibilità di costruire una vita dopo la paura e dopo aver temuto di morire. Questa è una cosa che stiamo scoprendo con i nostri pazienti”. 

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Melanoma, Patuzzo (Imi): “Chirurgia sempre meno invasiva e attenta a qualità di vita”

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(Adnkronos) – L’approccio chirurgico al melanoma “è cambiato molto grazie all’avvento delle nuove terapie e anche alla tecnologia. È una chirurgia sempre meno invasiva e sempre più rispettosa della qualità di vita del paziente. Nei nostri reparti vediamo ormai l’80% dei pazienti che guarisce con un trattamento minimo, iniziale, anche perché la diagnosi è più precoce, quindi le terapie sono proprio limitate all’asportazione del melanoma, alla radicalizzazione” e al prelievo “del linfonodo sentinella”. Lo ha detto Roberto Patuzzo, consigliere dell’Intergruppo melanoma italiano (Imi), in occasione del congresso nazionale che si apre oggi a Bologna. 

“In alcune situazioni più avanzate – spiega Patuzzo – abbiamo una chirurgia mininvasiva come la laparoscopia o, addirittura, la robotica, nei casi più avanzati come il melanoma metastatico a livello retroperitoneale, intraaddominale, che permette una chirurgia mirata con un decorso post-operatorio molto favorevole. Circa il 20% dei pazienti ha un melanoma più avanzato che subisce nell’arco della vita, più trattamenti. Sono pazienti lungosopravviventi, che aumentano sempre di più e che vengono sottoposti a più trattamenti che però riescono a controllare la malattia con una qualità di vita ottima”. 

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Turismo, Aurigemma (Consiglio regione Lazio): “”Tre giorni per raccontare al mondo eccellenze del

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L’iniziativa ‘In Lazio-be excellence. Lazio tourism market’, in programma fino al 18 ottobre, mette al centro le cinque province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, attraverso un percorso che unisce incontri professionali, opportunità commerciali ed esperienze dirette alla scoperta delle identità e delle peculiarità del territorio.

Infortuni, la cultura della sicurezza sul lavoro come valore condiviso: confronto all’Università Vanvitelli

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(Adnkronos) – Diffondere una cultura della sicurezza che metta al centro la persona, andando oltre il mero adempimento normativo. È questo l’obiettivo del convegno ‘Prima delle norme, le persone. La cultura della Sicurezza sul Lavoro come valore condiviso’, in programma martedì 20 ottobre, alle ore 11.00, presso il Rettorato dell’Università degli studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, in viale Ellittico 31, a Caserta. L’iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, della pubblica amministrazione e del mondo accademico per promuovere una riflessione condivisa sul valore della prevenzione e della tutela della salute nei luoghi di lavoro. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del rettore dell’Ateneo, Gianfranco Nicoletti, della prefetta di Caserta, Lucia Volpe, del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni, e del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, Domenico Airoma. 

La prima sessione, dedicata al tema ‘La Pubblica amministrazione e la sicurezza sul lavoro: il ruolo peculiare dei Vigili del Fuoco, dell’Inail, dell’Asl e della Direzione Provinciale del Lavoro”, vedrà gli interventi di Michele Mazzaro, direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Campania, Adele Pomponio, direttrice regionale Inail Campania, Ugo Trama, della direzione generale Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema sanitario regionale Campano, e Paolo Gargiulo, della direzione generale Lavoro e Formazione Professionale della Regione Campania. 

La seconda sessione affronterà il tema ‘La cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro’ con gli interventi di Anna Ida Capone, sostituta procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Giovanna Rotriquenz, dirigente responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione dell’Asl Caserta e consulente di Ateneo per la salute e la sicurezza sul lavoro, e Gianfranco De Matteis, delegato del rettore per l’Edilizia e presidente della Commissione Sicurezza di Ateneo. A moderare l’incontro sarà la giornalista e scrittrice Nadia Verdile. 

 

“La sicurezza sul lavoro rappresenta certamente un obbligo giuridico e un dovere organizzativo, ma prima ancora è un valore etico e sociale”, sottolinea il rettore Gianfranco Nicoletti.  

“Nessuna norma, per quanto avanzata, può risultare realmente efficace senza una diffusa cultura della prevenzione, della responsabilità e del rispetto della persona. L’università è chiamata a ricoprire un ruolo fondamentale nella formazione delle nuove generazioni, affinché la sicurezza diventi un patrimonio condiviso e una consapevolezza radicata, fondata sul valore della vita umana oltre che sul rispetto delle regole”, aggiunge. 

L’iniziativa si propone di consolidare il dialogo tra istituzioni, operatori del settore e mondo della formazione, promuovendo un approccio alla sicurezza che riconosca nelle persone il primo e più importante valore da tutelare. 

 

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cronaca

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