venerdì, Novembre 6, 2026
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Luca Barbareschi: “In Italia se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna”

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(Adnkronos) – “Mi sono sempre svalutato perché purtroppo, per come sono fatto io, sono il re dell’autosabotaggio”. Così Luca Barbareschi confessa la difficoltà di accettare i propri successi. L’attore ospite a ‘Ciao Maschio’, nella puntata in onda domani sabato 17 ottobre, spiega che davanti al successo “la prima cosa che penso è di non meritarmelo”. E quando la De Girolamo richiama la sindrome dell’impostore, lui conferma. 

Nel corso dell’intervista, Nunzia De Girolamo torna sulle parole di Gabriele Salvatores, chiedendo a Barbareschi se davvero, come sosteneva il regista, abbia usato tutto e tutti per la propria carriera. “Questa è stata una cosa di cui Gabriele mi ha chiesto scusa, perché mi ha molto ferito. Io non ho mai usato tutto e tutti, non ho mai usato le persone”, risponde l’attore. Poi aggiunge: “Questa frase secondo me l’ha detta in un momento di confusione sua e io accetto le sue scuse”. 

Il confronto si sposta sul rapporto tra spettacolo e politica. “Mi ha definito topo di ministero”, racconta Barbareschi riferendosi a Salvatores. E replica: “Chi non è stato topo di ministero in questo Paese scagli la prima pietra, perché è un Paese dove se non hai un rapporto con la politica non puoi neanche spostare un gesso dalla lavagna”. 

Nel corso dell’intervista, c’è spazio anche per il rapporto con Lucrezia Lante della Rovere. “Mi sono innamorato, punto, e tuttora le voglio un gran bene. Sono stato un po’ il suo pigmalione”. Di quella relazione ricorda una frase di Lucrezia: “Il limite della mia sofferenza è più basso del tuo”. Nunzia De Girolamo gli domanda se si siano lasciati pur amandosi. “No, no, mi ha lasciato lei”, precisa Barbareschi. 

Nunzia De Girolamo gli domanda con chi lavorerebbe oggi come regista. Barbareschi risponde ripercorrendo le proprie esperienze: “Io ho un curriculum che non ha nessuno, lo dico con un po’ di arroganza, in Europa”. Dall’informatica al teatro, fino alla produzione televisiva negli Stati Uniti, l’attore elenca i risultati della propria carriera: “Io ho fatto un’azienda di informatica quotata in Borsa, l’ho venduta. Ho preso quattro ingegneri che oggi sono nei posti chiave in Europa, avevano 22-23 anni”. E aggiunge: “Ho comprato un teatro e l’ho rimesso a nuovo con i miei soldi. Ho fatto 1500 ore in America di produzione e 200 ore come host”. 

Barbareschi rivendica anche di non aver scelto i propri collaboratori sulla base delle loro posizioni politiche: “Io non ho mai fatto un distinguo politico con nessuno di quelli che hanno lavorato con me”. Quando Nunzia De Girolamo gli chiede degli screzi con Sergio Rubini, Barbareschi risponde: “Sergio è un talento naturale strepitoso”.  

Poi racconta un episodio legato a Roman Polanski: “L’avevo messo anche nei film di Polanski. Aveva già preparato i bozzetti per il personaggio di Rubini. Ma Sergio è fatto così: davanti all’ostacolo, scarta. E non è mai venuto”, aggiunge. A commuoverlo è poi un videomessaggio di Simone Annichiarico, che riporta l’intervista al ricordo di Walter Chiari: “Walter per me è stato un pezzo della mia vita. Io non volevo fare l’attore, io volevo fare Walter Chiari, che era un’altra cosa”. 

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spettacoli

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Verona, “Bulbetto o scherzetto” apre le prenotazioni: tulipani gratis nelle otto Circoscrizioni

Da oggi si possono prenotare i sacchettini di bulbi di tulipano da ritirare gratuitamente sabato 31 ottobre. Il Comune coinvolge tutte le otto Circoscrizioni: prenotazioni fino al 28 ottobre o a esaurimento. Il ritiro dei sacchettini riservati è garantito soltanto nella fascia del mattino.

A Verona “Bulbetto o scherzetto” torna a unire Halloween e cura del verde. Da venerdì 16 ottobre sono aperte le prenotazioni per i bulbi di tulipano che il Comune distribuirà gratuitamente sabato 31 ottobre 2026. L’iniziativa dell’assessorato al Decentramento coinvolge le otto Circoscrizioni e permette ai cittadini di portare i tulipani nei giardini e nei vasi, in attesa della fioritura primaverile.

Ogni sacchettino contiene tre bulbi. La prenotazione online dei sacchettini resta disponibile fino a esaurimento e comunque non oltre il 28 ottobre. Il Comune indica di stampare il PDF prodotto dal sistema e portarlo al ritiro.

Chi prenota ha la disponibilità del proprio sacchettino garantita dalle 9.30 alle 13 del 31 ottobre. Dopo le 13 le confezioni riservate ma non ritirate tornano a disposizione degli altri cittadini. Anche chi non ha prenotato può presentarsi dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 16, fino a esaurimento delle scorte.

Gli otto punti di ritiro dei bulbi

La distribuzione nelle Circoscrizioni si svolgerà sabato 31 ottobre nei seguenti luoghi:

  • 1ª Circoscrizione: nuova sede in via Leoncino 6, in centro storico.
  • 2ª Circoscrizione: sala consiliare in via Villa 25, a Ponte Crencano.
  • 3ª Circoscrizione: Casetta StepsPoint in via Licata 30, a Borgo Nuovo.
  • 4ª Circoscrizione: sala consiliare “Della Pace” in via Tevere 38, alle Golosine.
  • 5ª Circoscrizione: sala consiliare in via Benedetti 26/b, a Borgo Roma.
  • 6ª Circoscrizione: piazzetta davanti alla sede in via Zagata 2, a Borgo Venezia.
  • 7ª Circoscrizione: sede in piazza del Popolo 15, a San Michele.
  • 8ª Circoscrizione: sala del Centro Culturale in piazza delle Penne Nere 2, a Montorio.

L’assessore Federico Benini presenta l’iniziativa come un’occasione da condividere con i più piccoli per promuovere la cultura del verde. Durante la consegna saranno fornite le indicazioni per piantare e coltivare i tulipani. La locandina comunale ricorda che il periodo indicato per mettere a dimora i bulbi va da settembre a dicembre, con preferenza per ottobre e novembre, mentre la fioritura è attesa tra marzo e maggio.

Autovelox a Verona dal 19 al 25 ottobre: sei strade controllate e orari dell’ufficio mobile

Da lunedì 19 ottobre autovelox e telelaser saranno impiegati in sei strade di Verona. Resta attiva la postazione fissa sulla Tangenziale Nord prima di Santa Lucia. L’Ufficio Mobile di Prossimità sarà nei mercati e nei parchi: sospeso sabato pomeriggio e per l’intera domenica.

Riprendono da lunedì 19 ottobre i controlli settimanali della Polizia locale sulla velocità dei veicoli. Per la settimana fino a domenica 25 ottobre il Comune di Verona indica sei strade nelle quali saranno in servizio le pattuglie dotate di autovelox e telelaser. Il calendario affianca le verifiche stradali agli appuntamenti dell’Ufficio Mobile di Prossimità, che raggiungerà mercati e aree verdi della città.

Le strade interessate sono via Binelunghe, Strada Bresciana, via Palazzina, via Basso Acquar, via Montorio e via da Legnago. La comunicazione della Polizia locale individua le vie del programma settimanale, senza indicare gli orari delle singole pattuglie o associare una strada a una specifica giornata.

Resta inoltre attiva la postazione fissa di controllo in Tangenziale Nord, prima dell’uscita di Santa Lucia. Sulla stessa infrastruttura, tra Porta Nuova e Verona Nord, dal 19 al 22 ottobre sono previsti anche restringimenti di carreggiata per le ispezioni ai ponti: i due interventi hanno finalità e modalità differenti.

Ufficio Mobile di Prossimità: il calendario della settimana

Il programma dell’Ump prevede una prima presenza al mattino nei quartieri e, dal lunedì al venerdì, un secondo appuntamento fisso in piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13. Queste le tappe annunciate dal Comune:

  • Lunedì 19 ottobre: parco San Giacomo dalle 7.30 alle 9.15, quindi piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13.
  • Martedì 20 ottobre: mercato di Borgo Venezia dalle 7.30 alle 9.15, poi piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13.
  • Mercoledì 21 ottobre: mercato di piazza Vittorio Veneto dalle 7.30 alle 9.15 e piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13.
  • Giovedì 22 ottobre: mercato in via D. Mercante dalle 7.30 alle 9.15 e piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13.
  • Venerdì 23 ottobre: mercato in Corso Porta Nuova e piazza Arditi dalle 7.30 alle 9.15, seguito da piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13.
  • Sabato 24 ottobre: mercato dello Stadio dalle 7.30 alle 15.30. Il servizio sarà sospeso dalle 16 alle 19.
  • Domenica 25 ottobre: servizio sospeso per l’intera giornata.

Le sospensioni del fine settimana riguardano l’Ufficio Mobile di Prossimità. Il programma dei controlli della velocità resta quello settimanale comunicato dalla Polizia locale sulle sei strade indicate e sulla postazione fissa della Tangenziale Nord.

Verona, 960mila euro per strade e marciapiedi: a Santa Lucia conclusa via Santa Elisabetta

La Giunta approva tre progetti per strade e percorsi pedonali nelle Circoscrizioni 1ª, 5ª, 6ª, 7ª e 8ª. A Cadidavid previsti nuovi marciapiedi in via Forte Tomba. Intanto a Santa Lucia è terminata la riqualificazione di via Santa Elisabetta, con 26 cipressi e sei posti auto in più.

A Verona arrivano 960mila euro per strade e marciapiedi. La Giunta comunale ha approvato i progetti di tre interventi di manutenzione e nuova realizzazione che interessano cinque Circoscrizioni. In un distinto aggiornamento, il Comune annuncia anche la conclusione dei lavori in via Santa Elisabetta, a Santa Lucia: un intervento già realizzato, diverso dai progetti appena approvati.

Il primo stanziamento riguarda le Circoscrizioni 1ª e 6ª: 400mila euro complessivi, dei quali 315.300 per lavori a base d’asta. Sono previsti rifacimenti e completamenti di alcuni tratti di strade e marciapiedi. La copertura deriva dall’avanzo di amministrazione 2024, con ripartizione sui bilanci 2026 e 2027.

Alle Circoscrizioni 7ª e 8ª è destinato un investimento di 410mila euro, con 323.335 euro per lavori a base d’asta. Anche questo progetto riguarda la manutenzione di tratti stradali e pedonali deteriorati ed è finanziato dall’avanzo di amministrazione 2024, distribuito sui due bilanci.

Il terzo intervento interessa Cadidavid, nella 5ª Circoscrizione: nuovi marciapiedi in alcuni tratti di via Forte Tomba, per aumentare la sicurezza dei pedoni lungo un’arteria molto trafficata. Il quadro economico è di 150mila euro, dei quali 115.856 per lavori a base d’asta. Metà della spesa sarà coperta dal contributo di sostenibilità 2026 e metà dall’avanzo di amministrazione 2025. I tre progetti hanno ottenuto il parere favorevole unanime dei rispettivi Consigli di circoscrizione; la nota comunale non indica date di apertura dei cantieri.

A Santa Lucia marciapiede rifatto e 26 nuovi cipressi

In via Santa Elisabetta la riqualificazione ha riguardato il tratto dalla chiesa all’ingresso del campo da calcio di Santa Lucia. Il marciapiede sul lato nord è stato demolito e ricostruito integralmente. Sono stati inoltre riasfaltati tratti della strada e rinnovata la segnaletica orizzontale e verticale per definire le aree di sosta.

Una nuova aiuola ospita 26 cipressi, mentre i parcheggi liberi sono passati da 28 a 34. L’assessore alle Strade e ai Giardini Federico Benini sottolinea che il percorso conduce al campo sportivo e al cimitero ed è attraversato ogni giorno da numerosi pedoni.

Alla conclusione dei lavori erano presenti alcuni consiglieri di maggioranza. Lorenzo Didonè ha ricordato l’attesa per la sistemazione del viale del cimitero; Fabio Segattini ha richiamato le precedenti condizioni dei marciapiedi. Paola Poli ha evidenziato la scelta delle nuove alberature e Francesco Casella il lavoro svolto sul territorio. Le valutazioni dei consiglieri accompagnano gli interventi materiali descritti dal Comune: percorso pedonale, carreggiata, verde e spazi di sosta.

Giustizia, Ostellari: “Il 98% di chi impara un mestiere in carcere non delinque più”

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(Adnkronos) – “Il 98% di chi impara un mestiere all’interno di questo percorso di esecuzione penale, poi quando esce non delinque più». Lo ha dichiarato Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, illustrando un progetto nazionale da circa 280 milioni di euro dedicato al lavoro e alla rieducazione di detenuti e minori. «È un progetto unico nel suo genere che consente a quelle persone di poter cambiare vita», ha spiegato, sottolineando il duplice obiettivo dell’iniziativa: dare attuazione al principio rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione e contribuire alla creazione di comunità più sicure. 

Nel dettaglio, Ostellari ha indicato 144 milioni di euro per i detenuti all’interno degli istituti penitenziari, 75 milioni per chi si trova in misura alternativa e 30 milioni destinati ai minori. Le risorse sono finalizzate a offrire strumenti concreti di reinserimento, dalla formazione professionale all’apprendimento di un mestiere durante il percorso di esecuzione penale. 

Nel suo intervento, il sottosegretario ha affrontato anche il rapporto tra meritocrazia, efficienza della giustizia e crescita economica. «La giustizia, se funziona ed è efficiente, pesa due punti di Pil», ha affermato, ricordando la riduzione dei tempi dei procedimenti civili, passati secondo i dati citati da sei anni nel 2022 a tre anni e mezzo, e di quelli penali, diminuiti del 33%. «Chi investe, chi crede nel Paese lo fa con una prospettiva anche positiva per il futuro», ha aggiunto. 

Infine, un riconoscimento a Meritocrazia Italia, in occasione del suo ottavo congresso nazionale. «Continuare con quello che stanno facendo: è una realtà positiva, formata peraltro da tantissimi giovani che si mettono a disposizione come cittadini attivi. Di questo credo che l’Italia abbia bisogno», ha concluso Ostellari. 

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politica

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Dolomiti Superski, arrivano rimborsi e sconti: quando spettano e come fare domanda

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(Adnkronos) – E’ partita la piattaforma per rimborsi e buoni sconto da parte dei 12 Consorzi di valle aderenti al Dolomiti Superski. I clienti aventi diritto potranno scegliere tra un rimborso del 20% e un buono sconto del 30%. Per l’iniziativa i dodici Consorzi di valle aderenti al Dolomiti Superski mettono complessivamente a disposizione risorse per 30 milioni di euro. A seguito dell’accoglimento degli impegni presentati da Dolomiti Superski e dai dodici Consorzi di valle aderenti, nell’ambito del procedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), prende il via la fase operativa del sistema di rimborsi e buoni sconto. Le misure economiche sono messe a disposizione dai dodici Consorzi di valle, ciascuno con risorse dedicate al proprio comprensorio. Da questa data i clienti aventi diritto potranno presentare la propria richiesta online attraverso la piattaforma dedicata, accessibile dalla pagina Benefits di Dolomiti Superski. 

L’iniziativa riguarda i clienti che nelle stagioni invernali 2022/23, 2023/24 o 2024/25 hanno acquistato uno skipass di uno dei 12 comprensori sciistici aderenti al circuito Dolomiti Superski, con validità da 1 a 31 giorni. La stagione 2025/26 non rientra nell’iniziativa.I Skipass che possono rientrare sono: giornalieri e plurigiornalieri – skipass di singolo comprensorio con validità fino a un massimo di 31 giorni consecutivi; tariffe scontate o promozionali sono comprese se riferite a uno dei 12 comprensori e con validità da 1 a 31 giorni; alcune formule specifiche possono rientrare anche skipass a data aperta, Dolomiti SkiMyWay giornalieri per singolo comprensorio e giornalieri Telepass per singolo comprensorio. 

Non rientrano tutte le tipologie di skipass Dolomiti Superski, gli stagionali di singolo comprensorio, Superski Family, Superdays, Valle Silver, Ikon Pass, tessere a valore, skipass di mezza giornata e skipass gratuiti, bloccati o rimborsati. Una volta verificata l’idoneità dell’acquisto effettuato, sarà possibile scegliere tra due forme di beneficio. La scelta effettuata al momento della richiesta sarà definitiva. 1) Bonifico pari al 20% dell’importo riconosciuto, accreditato sul conto indicato dal richiedente. 2) Buono pari al 30% dell’importo riconosciuto, utilizzabile per uno o più acquisti futuri di skipass di singolo comprensorio. 

Accesso online alla piattaforma dedicata attraverso la pagina Benefits. Verifica dell’acquisto: per verificare l’acquisto potrà essere richiesto il numero dello skipass oppure la relativa prova di pagamento. Scelta del beneficio: una volta completata la verifica, sarà possibile scegliere tra rimborso del 20% e buono sconto del 30%; nel caso del buono andrà indicato anche il comprensorio di utilizzo. Conferma della richiesta dopo l’invio definitivo non sarà più possibile modificare la tipologia di beneficio scelta o il comprensorio associato al buono. 

Il buono sconto non è nominativo, è trasferibile e potrà essere utilizzato fino al termine della stagione invernale 2028/29. Potrà essere speso presso i punti vendita del comprensorio selezionato oppure online; per ciascun acquisto online sarà possibile utilizzare fino a tre codici sconto. I benefici saranno assegnati fino a esaurimento delle risorse disponibili. I fondi, messi a disposizione dai dodici Consorzi di valle aderenti, sono suddivisi in distinti plafond per ciascun comprensorio e per tipologia di beneficio. La piattaforma consentirà di verificarne la disponibilità al momento della richiesta. I fondi destinati ai buoni sconto saranno distribuiti in tre tranche annuali nelle stagioni 2026/27, 2027/28 e 2028/29. 

Nell’iniziativa rientrano i 12 comprensori sciistici Dolomiti Superski: Cortina d’Ampezzo, Plan de Corones, Alta Badia, Val Gardena/Alpe di Siusi, Val di Fassa/Carezza, Arabba/Marmolada, 3 Cime Dolomiti, Val di Fiemme/Obereggen, San Martino di Castrozza/Passo Rolle, Rio Pusteria/Bressanone, Alpe Lusia/San Pellegrino e Civetta. Sono invece esclusi i comprensori di Skirama Adamello Brenta; Val di Sole: Folgarida-Marilleva, Pejo, Tonale-Ponte di Legno Val Rendena: Madonna di Campiglio, Pinzolo. Inoltre: Andalo-Fai della Paganella, Monte Bondone, Alpe Cimbra-Folgaria-Lavarone, Brentonicoski, Funivie Lagorai (Passo Brocon). 

Se non si dispone del numero della tessera, si può richiedere, tramite il portale, la verifica della documentazione da parte del servizio clienti. Si dovranno inserire tutti i dati disponibili relativi all’acquisto e caricare una documentazione che permetta di verificarlo, ad esempio: ricevuta; scontrino; prova di pagamento; altra documentazione relativa allo skipass. In questo caso, l’importo viene riservato provvisoriamente fino alla valutazione della documentazione. Se la richiesta viene respinta o i documenti mancanti non vengono inviati entro 15 giorni, l’importo torna disponibile. In questo caso è possibile presentare una nuova domanda, in base ai fondi ancora disponibili. 

Il buono sconto può essere utilizzato per acquistare un nuovo skipass di singolo comprensorio, con validità compresa tra 1 e 31 giorni, nel comprensorio selezionato al momento della richiesta. Il credito sconto può essere utilizzato anche per l’acquisto di skipass combinati, ove disponibili. Tuttavia, il credito sconto verrà calcolato esclusivamente sulla quota relativa allo skipass del singolo comprensorio sciistico e non sulla quota Dolomiti Superski. 

Può essere applicato anche agli skipass acquistati con una tariffa scontata o agevolata. Il buono sconto può essere utilizzato: presso i punti vendita del comprensorio selezionato, presentando il buono sconto; online, durante l’acquisto dello skipass. Per utilizzarlo online, inserire il codice riportato sul buono sconto nell’ultimo passaggio della procedura di acquisto. E’ possibile inserire fino a tre codici sconto per ogni acquisto online. Se il valore disponibile sul buono sconto è superiore al costo del nuovo acquisto, il credito residuo non viene perso. La parte non utilizzata rimane disponibile sullo stesso buono sconto e può essere impiegata per acquisti successivi, entro la stagione invernale 2028/29. 

La richiesta potrebbe non essere accolta nei seguenti casi. Acquisto non ammissibile: lo skipass acquistato non rientra tra le tipologie ammesse all’iniziativa (skipass di comprensorio giornalieri e plurigiornalieri) oppure l’acquisto è stato effettuato al di fuori del periodo previsto, compreso tra le stagioni 2022/23 e 2024/25. Acquisto annullato o già rimborsato: l’acquisto risulta annullato, stornato o già rimborsato. Richiesta duplicata: per il medesimo acquisto risulta già presentata o approvata un’altra richiesta. Non è possibile ottenere più volte il beneficio per lo stesso acquisto. 

Acquisto non verificabile: i dati inseriti non consentono di identificare l’acquisto o non corrispondono alle informazioni presenti nei sistemi. Documentazione mancante, incompleta o non idonea: i documenti allegati non consentono di verificare l’acquisto o il relativo pagamento, risultano illeggibili, incompleti oppure non corrispondono ai dati inseriti nella richiesta. Mancata integrazione della documentazione: non sono state fornite le informazioni o i documenti aggiuntivi richiesti entro il termine previsto di 15 giorni. Esaurimento dei fondi disponibili: le risorse destinate all’erogazione del beneficio richiesto risultano esaurite. 

Se dalla documentazione non è possibile identificare con certezza la tipologia di skipass acquistata, l’importo riconosciuto viene calcolato forfettariamente. In questo caso, non sarà possibile richiedere il rimborso del 20%, ma verrà riconosciuto esclusivamente il buono sconto del 30%. Il calcolo tiene conto di una percentuale di vendite vallive specifica per ciascun comprensorio. Per questo motivo, a parità di importo documentato, l’importo riconosciuto può variare in base al comprensorio. 

L’iniziativa prevede complessivamente 30.000.000 euro, i quali sono ripartiti in: 12.000.000 euro per i rimborsi del 20%; 18.000.000 euro per i buoni sconto del 30%. Le risorse sono suddivise in distinti plafond e in quote differenti per ciascuno dei 12 comprensori sciistici di Dolomiti Superski. I fondi per i buoni sconto del 30% sono distribuiti in tre tranche annuali nelle stagioni 2026/27, 2027/28 e 2028/29. I benefici vengono assegnati fino a esaurimento dei fondi disponibili. L’invio della domanda non costituisce di per sé garanzia di ottenimento del beneficio. 

In caso di acquisti collettivi di soli skipass effettuati tramite, a titolo esemplificativo gruppi organizzati, associazioni sportive, federazioni o altre organizzazioni, la richiesta del beneficio può essere presentata anche dal soggetto che ha effettuato l’acquisto per conto dei propri associati, tesserati o altri beneficiari. In questo caso, dovrà essere fornita la prova dell’acquisto cumulativo degli skipass vallivi da parte del richiedente e questi dovrà impegnarsi a trasferire integralmente i benefici eventualmente riconosciuti agli effettivi aventi diritto, secondo le rispettive spettanze, assumendosi ogni responsabilità in ordine alla loro corretta attribuzione mediante specifica dichiarazione in fase di richiesta. Questa possibilità è prevista esclusivamente per gli acquisti collettivi di soli skipass e non si applica agli acquisti effettuati nell’ambito di pacchetti comprendenti ulteriori beni o servizi. 

La richiesta deve essere presentata direttamente dal cliente finale che ha utilizzato lo skipass. Le richieste presentate direttamente da tour operator vengono respinte. In caso di acquisto tramite tour operator, il cliente dovrà richiedere al tour operator una dichiarazione che attesti l’acquisto dello skipass e allegare inoltre una prova del pagamento effettuato al tour operator. Qualora la prova del pagamento non fosse disponibile, potrà essere presentata, in via eccezionale, una conferma dell’acquisto dei servizi ricevuta dal tour operator, ad esempio un’e-mail di conferma. Non è sufficiente presentare esclusivamente una prova di pagamento relativa all’intero pacchetto turistico, qualora questa non consenta di documentare l’acquisto dello skipass da parte del cliente. 

(di Sabrina Rosci) 

 

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economia

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Roma Tor Vergata in orbita nella Iss con esperimento Scampi

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(Adnkronos) – Un piccolo ecosistema acquatico con alghe, gamberetti e batteri, custodito e isolato in un cubo di qualche centimetro di lato: l’esperimento Scampi (Saltwater Crustaceans, Algae, and Microbial Population Investigation) è dalla mattina del 16 ottobre a bordo della Stazione Spaziale Internazionale in orbita 400km sopra la Terra.Partito dal Kennedy Space Center (KSC) in Florida il 13 ottobre diretto alla ISS – Stazione Spaziale Internazionale, Scampi si occupa di studiare l’effetto della microgravità su un ecosistema chiuso composto da produttori, consumatori e decompositori. 

L’esperimento è ospitato nell’ICE Cubes Facility dello Space Applications Services, a bordo del modulo Columbus della Stazione Spaziale Internazionale, e opererà autonomamente per 90 giorni. Una telecamera di bordo trasmetterà immagini e video durante tutta la missione. Successivamente, l’ecosistema verrà riportato sulla Terra per analisi genetiche e microbiche, i cui risultati sono attesi nel 2027. Al progetto supportato dall’ESA Academy Experiments programme impegnata nel fornire agli studenti universitari una esperienza reale nelle scienze spaziali, partecipa Gabriele Rigano, studente del dottorato nazionale in Space Science and Technology, e afferente al laboratorio di Astrobiologia e Biologia Molecolare dei Cianobatteri di Daniela Billi, docente di Microbiologia ambientale del dipartimento di Biologia dell’università di Roma Tor Vergata. 

“Il mio ruolo nel progetto Scampi – spiega Gabriele Rigano – è stato contribuire alla pianificazione delle analisi da condurre sull’ecosistema quando sarà riportato a Terra, in particolare mi occuperò dei dati di sequenziamento del DNA genomico per ricostruire la dinamica della popolazione microbica e algale. Le informazioni che otterremo saranno innovative perché questo è il primo esperimento di biologia spaziale condotto non su organismi isolati, ma su ecosistema che si autosostiene, approfondendo così la nostra conoscenza sui sistemi bio-rigenerativi, di grande interesse per rendere le future missioni umane di lunga durata più sostenibili e autonome”. 

 

Dopo anni di intenso lavoro ingegneristico e di apprendimento profondo nell’ambito dell’ESA Academy Experiments Programme, l’esperimento Scampi lanciato verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a bordo della missione SpaceX CRS-35 segna una tappa fondamentale per i 51 studenti universitari che hanno ideato, progettato, costruito e testato il payload dell’esperimento Scampi. Il progetto ha riunito studenti di istituzioni di tutta Europa e degli Stati Uniti per indagare come si comporta un ecosistema acquatico chiuso nell’ambiente unico della microgravità. 

La missione rappresenta il culmine di un impegnativo percorso di sviluppo guidato dagli studenti, che da una proposta innovativa è arrivato a un esperimento pronto al volo. Con il supporto di ESA Academy e dei suoi partner, il team ha completato le revisioni, i test e le attività di qualifica necessari per il lancio, acquisendo al tempo stesso un’esperienza concreta di un vero progetto spaziale. Scampi è un cosiddetto «late-load payload» (payload a caricamento tardivo) che trasporta organismi viventi. Per preservare la salute dell’ecosistema biologico, le ultime attività di rinnovo e preparazione sono state svolte al Kennedy Space Center, in Florida, nei giorni precedenti il lancio. 

Sotto la supervisione dell’Esa Payload Integration Manager, il team di studenti ha rinnovato l’ecosistema acquatico sigillato, ha eseguito le ispezioni finali degli acquari, ha verificato lo stato di salute delle componenti biologiche e ha confermato che il payload fosse nella sua configurazione di volo nominale. Una volta completate queste attività, il payload è stato consegnato ai referenti Nasa per l’integrazione sul lanciatore e il trasporto verso la ISS. All’arrivo sulla ISS, un astronauta installerà il payload nell’ICE Cubes Facility, un servizio commerciale di Space Application Services che offre accesso alla Stazione Spaziale Internazionale, situato all’interno del modulo europeo Columbus. 

 

L’ecosistema dell’esperimento contiene gamberetti, alghe e popolazioni microbiche, ospitati in un habitat chiuso progettato appositamente per studiare come funzionano i sistemi ecologici quando vengono sottratti alla gravità terrestre. A bordo della Stazione Spaziale Internazionale, un gruppo di giovani ricercatori e studenti monitorerà l’evoluzione dell’ecosistema e raccoglierà dati scientifici su come la microgravità influenza le interazioni tra le sue componenti viventi e non viventi. 

L’esperimento mira a migliorare la comprensione dei sistemi ecologici chiusi, che un giorno potrebbero svolgere un ruolo chiave nel sostenere gli astronauti nelle missioni di lunga durata oltre l’orbita terrestre bassa. I dati raccolti contribuiranno alla ricerca su futuri sistemi di supporto vitale in grado di sostenere l’esplorazione umana della Luna, di Marte e oltre. La missione non termina tuttavia con la conclusione delle operazioni a bordo della ISS. Al termine della campagna scientifica, il payload tornerà sulla Terra, dove le componenti dell’ecosistema saranno sottoposte ad analisi di laboratorio approfondite. 

Gli studenti eseguiranno indagini genetiche e biologiche sui campioni rientrati per determinare in che modo l’esposizione prolungata alla microgravità abbia influenzato le popolazioni di gamberetti, alghe e microrganismi. Confrontando i campioni di volo con le loro controparti a terra, il team spera di ottenere nuove conoscenze su come gli ecosistemi viventi si adattano all’ambiente spaziale. 

Scampi – si legge in una nota -” dimostra ciò che gli studenti possono realizzare quando hanno l’opportunità di sviluppare e far volare un vero esperimento scientifico. Il programma ha riunito competenze multidisciplinari, tra cui biologia, ecologia e ingegneria, offrendo agli studenti un’esperienza diretta delle sfide tecniche, operative e programmatiche che caratterizzano il volo spaziale umano”. Per l’Italia hanno partecipato, oltre a Roma Tor Vergata, università di Trento,Torino e Pavia, con il Politecnico di Torino che ha coordinato il progetto con l’École Polytechnique. 

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economia

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Mourinho ordina le pizze da ‘Remo’: così il Real Madrid ha festeggiato il trionfo contro la Roma

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(Adnkronos) –
Un post partita speciale per lo Special One. Dopo il trionfo di Champions League contro la Roma, rimontata sul 4-3 all’Olimpico, José Mourinho ha concesso al suo Real Madrid una cena a base di
pizza, ordinata al ristorante Remo, storico locale di Testaccio. 

Tre dipendenti della pizzeria, Vincenzo, Alessandro e Mirco, hanno quindi provveduto a consegnare la cena al quartier generale dei Blancos, dopo essere stati contattati da un membro dello staff di Mourinho, amico e cliente affezionato del ristorante. Inevitabile, al momento della consegna, un selfie con l’allenatore portoghese, che prima e durante la partita è stato omaggiato dai suoi ex tifosi con cori e striscioni. 

 

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sport

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Ricerca e innovazione, i giovani protagonisti del congresso degli oftalmologi universitari

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(Adnkronos) – Ricerca scientifica, innovazione tecnologica e, soprattutto, formazione delle nuove generazioni di oftalmologi. Sono questi i temi al centro del XXII Congresso nazionale della Società degli oftalmologi universitari italiani (Sou), in corso dal 15 al 17 ottobre presso l’Auditorium del Rettorato dell’università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara. Il congresso, informa una nota, riunisce la comunità accademica italiana dell’oftalmologia – professori, ricercatori, direttori delle scuole di specializzazione e medici in formazione – in una fase di profonda trasformazione della disciplina. Intelligenza artificiale, imaging avanzato, medicina di precisione, terapie geniche e cellulari, neuroprotezione e nuove tecniche chirurgiche stanno infatti modificando rapidamente le possibilità di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie oculari. A caratterizzare questa edizione è soprattutto la scelta di mettere i giovani al centro, non soltanto come destinatari della formazione, ma come protagonisti del confronto scientifico. Gli specializzandi provenienti dalle diverse scuole italiane di Oftalmologia presentano e discutono i principali temi della disciplina insieme a professori, ricercatori e direttori delle Scuole di specializzazione. Un modello che trasforma il congresso in un confronto diretto tra generazioni e lega strettamente formazione, ricerca e pratica clinica.  

Hanno rivolto un videomessaggio ai partecipanti Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della Ricerca; Orazio Schillaci, ministro della Salute; e Robert Giovanni Nisticò, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco. Sono intervenuti Liborio Stuppia, magnifico rettore dell’università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara; Nathan Levialdi Ghiron, magnifico rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata; Mauro Palmieri, direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti; Nicoletta Verì, assessore alla Salute della Regione Abruzzo; Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo. “Non più soltanto correggere un difetto o curare una patologia, ma proteggere nel tempo la vista e la qualità della visione. Questa è la sfida della longevità ed è anche la nuova frontiera della medicina: non curare un organo, ma prendersi cura della persona nella sua interezza. La ricerca sta accelerando, cambia la medicina, crescono le tecnologie e deve cambiare anche la formazione”, ha dichiarato la ministra Bernini. “È fondamentale promuovere un autentico dialogo tra generazioni, valorizzando il patrimonio di esperienze e conoscenza dei professionisti più esperti, favorendo il contributo di idee, competenze e sensibilità innovative portate dai giovani – ha sottolineato Schillaci – Garantire percorsi formativi di alto livello vuol dire investire sul futuro del servizio sanitario e sulla capacità di offrire ai cittadini cure sempre più sicure, appropriate ed efficaci”. 

Alla cerimonia inaugurale era inoltre presente Rodolfo Mastropasqua, ordinario di Oftalmologia presso l’università degli Studi ‘Gabriele d’Annunzio’ di Chieti-Pescara e segretario della Sou. Sul fronte della prevenzione, il congresso si inserisce inoltre in una fase di crescente attenzione istituzionale alla salute visiva. Marta Schifone, componente della Commissione Affari sociali della Camera e prima firmataria di una risoluzione per la promozione di un Piano nazionale di prevenzione visiva, approvata il 7 ottobre scorso dalla stessa commissione, ha evidenziato che “molte patologie oculari possono avere un decorso lento e graduale e, in alcuni casi, svilupparsi senza sintomi evidenti. Quando il problema si manifesta, il danno può essere ormai irreversibile. Per questo è fondamentale promuovere screening regolari e uniformi su tutto il territorio nazionale, a partire da minori, anziani e persone più fragili. Prevenire significa tutelare la salute, l’autonomia e la qualità della vita delle persone, ma anche ridurre i costi sanitari e sociali delle patologie diagnosticate troppo tardi”.  

“L’università ha una responsabilità particolare: non deve soltanto trasferire e applicare le conoscenze disponibili, ma contribuire a produrre quelle che renderanno migliori le cure di domani – ha affermato Carlo Nucci, presidente della Sou e professore ordinario di Oftalmologia dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata – Con questo congresso abbiamo voluto mettere al centro i nostri giovani. Gli specializzandi e i giovani ricercatori rappresentano il futuro dell’oftalmologia italiana e devono essere formati non soltanto all’eccellenza clinica e chirurgica, ma anche alla ricerca, all’innovazione e alla capacità di interpretare criticamente un progresso scientifico e tecnologico che procede oggi con una velocità straordinaria”. Particolare rilievo assume la sessione ‘Giovani ricercatori in Oftalmologia: Best Papers 2024-2026’, dedicata alle migliori pubblicazioni scientifiche realizzate dai giovani ricercatori italiani, per valorizzare la produzione scientifica delle nuove generazioni e ribadire il legame inscindibile tra formazione specialistica e ricerca.  

Tra le trasformazioni al centro del congresso c’è l’evoluzione della tomografia a coerenza ottica (Oct) e dell’angiografia Oct (Oct-A), tecnologie di imaging che permettono di studiare con definizione sempre maggiore la retina, il nervo ottico e la microcircolazione oculare. A queste tecnologie diagnostiche si affianca il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale, con algoritmi in grado di analizzare grandi quantità di immagini e dati clinici e con potenziali applicazioni nello screening, nella diagnosi precoce, nella stratificazione del rischio e nel monitoraggio delle patologie oculari. L’innovazione riguarda anche le terapie. Nelle malattie della retina, come la degenerazione maculare legata all’età e l’edema maculare diabetico, le nuove strategie puntano ad aumentare l’efficacia e la durata dei trattamenti, riducendo il numero delle somministrazioni e il conseguente carico assistenziale per pazienti, familiari e strutture sanitarie. Nuove prospettive arrivano inoltre dalle terapie geniche, che dalla cura di alcune rare distrofie retiniche ereditarie stanno aprendo la strada a un approccio sempre più personalizzato alle malattie oculari. L’innovazione in oftalmologia ha anche una ricaduta sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Con l’invecchiamento della popolazione, la prevenzione e il trattamento delle patologie oculari croniche assumono infatti un valore non soltanto clinico, ma anche sociale ed economico. 

“Investire nella ricerca e nella qualità della formazione specialistica universitaria significa investire nel futuro del Servizio sanitario nazionale – ha rimarcato Nucci – Una diagnosi più precoce, una terapia più efficace, la possibilità di rallentare la progressione di una malattia o di ridurre il numero di trattamenti necessari possono tradursi non soltanto in una migliore qualità di vita per il paziente, ma anche in un utilizzo più efficiente e sostenibile delle risorse sanitarie”. Tra i momenti di maggiore rilievo scientifico del congresso, la Sou Medal Lecture 2026 è stata conferita al professor Anthony Khawaja dell’University College London e Consultant Ophthalmic Surgeon al Moorfields Eye Hospital di Londra, per il contributo scientifico allo studio del glaucoma e, in particolare, per le sue ricerche sui fattori di rischio e sui determinanti della malattia. I suoi studi contribuiscono allo sviluppo di approcci sempre più orientati alla prevenzione, alla stratificazione individuale del rischio e alla diagnosi precoce. La presenza di Khawaja rappresenta inoltre un’importante occasione di confronto tra la comunità accademica oftalmologica italiana e la ricerca internazionale. 

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Zelensky allarma l’Europa: “20 milioni di profughi se l’Ucraina cade”

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(Adnkronos) – Volodymyr Zelensky lancia un nuovo allarme sul rischio di un’espansione della guerra russa e chiede all’Europa di continuare a sostenere Kiev, avvertendo che, in caso di sconfitta dell’Ucraina, milioni di persone potrebbero essere costrette a lasciare il Paese. “Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti, 20 milioni di ucraini verranno in Europa”, afferma il presidente ucraino nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, dopo aver partecipato ai lavori del Consiglio europeo. “Perché ci distruggeranno, ci spingeranno fuori – continua – per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese”. 

Zelensky contesta quindi le intenzioni del presidente russo Vladimir Putin, che, secondo il leader ucraino, non si limiterebbe a perseguire obiettivi territoriali nel Donbass. “Dice di volere l’est dell’Ucraina, dice di volere il Donbass. E allora perché l’invasione è iniziata con l’attacco a Kiev, la capitale? Un Paese non esiste senza capitale. Ci vuole annichilire, ci vuole distruggere, non rispetta la nostra sovranità né la nostra integrità territoriale”, dichiara, sostenendo che Putin “pensa davvero che non siamo una nazione, né un Paese”. I russi, aggiunge, “sono venuti sulla nostra terra per ammazzarci” e, per il presidente russo, “non è mai abbastanza”. 

Da qui la domanda su quali confini Mosca intenda rispettare: “Sta già testando i droni sui Paesi” europei. “Sull’Ucraina sono arrivati migliaia di droni. Migliaia. E gli americani dicono che è difficile parlare con Zelensky, che è più facile parlare con Putin”, conclude.  

 

Il presidente ucraino afferma di percepire un sostegno crescente da parte dei partner europei, nonostante l’avanzata di forze politiche che chiedono di ridurre gli aiuti a Kiev. “Percepisco il pieno sostegno dell’Europa, soprattutto nell’ultimo mese”, dichiara, rispondendo a una domanda sull’ascesa dei partiti europei di destra e sulle possibili ripercussioni sul supporto all’Ucraina. 

“L’Europa è molto unita, è consapevole di tutti i rischi e aiuta. Questo influisce sul rapporto con l’America, perché l’Europa si unisce per l’Ucraina: sono rischi non solo per l’Ucraina, ma enormi rischi per l’Europa”, sottolinea Zelensky, richiamando le violazioni dello spazio aereo europeo da parte di droni in Romania, Polonia e Germania, oltre agli episodi segnalati in Moldova e Bulgaria e all’attacco sventato all’aeroporto di Lipsia. 

“Oggi non si fa solo una guerra di terra, violando anche lo spazio aereo di altri Paesi. Quei Paesi sono stati attaccati, non in massa, ma come test di come l’Europa avrebbe risposto. L’Europa comprende che finché l’Ucraina resiste, ci sarà meno escalation con la Russia. Oggi tutti lo capiscono al cento per cento: non sentirlo significa non analizzare affatto la situazione”, conclude il leader ucraino. 

 

Sul fronte della difesa aerea, Zelensky assicura che, sulla base delle necessità comunicate da Kiev, le disponibilità europee di intercettori Patriot Pac-2 e Pac-3 sarebbero sufficienti ad affrontare l’inverno. “In Europa ci sono abbastanza intercettori Pac-2 e Pac-3 perché l’Ucraina superi questo inverno? Sì. In base ai numeri che ho comunicato, relativi a ciò che ci serve per questo inverno, l’Europa li ha”, afferma, precisando che si tratta del “minimo indispensabile” e che le necessità ucraine non presuppongono l’impiego di due intercettori per ogni missile russo, come avviene normalmente in determinate circostanze. 

Il presidente sottolinea l’importanza della collaborazione con l’Europa e con “i nostri partner americani”. Kiev riceve questi missili dagli Stati Uniti attraverso il programma di acquisto congiunto in ambito Nato, Purl, finanziato dai Paesi europei. “La maggior parte dei missili Pac-2 e Pac-3 viene ora inviata in Medio Oriente: è un segreto di Pulcinella che oggi non siamo una destinazione prioritaria per questi missili. Ciononostante, siamo molto grati per tutti i missili che riusciamo a ottenere tramite Purl”, dichiara. 

L’Ucraina raccoglie inoltre forniture da diversi Paesi europei e partner internazionali. “E li mettiamo insieme: uno qui, due là, cinque qui, dieci là. Organizziamo tutto e li portiamo in Ucraina per proteggere la nostra gente”, spiega Zelensky, che non indica ancora quantità precise per i prossimi aiuti europei. “Gli europei sosterranno Kiev? Sì. Con quali numeri? Al momento non lo so, ma so alcune cose su alcuni Paesi”. 

Il presidente guarda anche alla produzione congiunta di sistemi di difesa. “Mi aspetto che insieme agli europei produrremo il nostro sistema antibalistico, Freya, che coinvolge decine di Paesi e supereremo questa barriera: produrremo un sistema antibalistico nostro, più rapido e meno costoso da produrre, che condivideremo senz’altro con tutti i nostri partner europei, e non solo, anche con chi ha bisogno di queste capacità difensive, di questa sicurezza”. 

 

Nel corso della conferenza stampa a Bruxelles, Zelensky interviene anche sui rapporti con Donald Trump dopo l’accordo sul gasolio tra Stati Uniti e Russia. “Guardate, a me sembra strano”, afferma il presidente ucraino, che conferma la prosecuzione dei contatti con i negoziatori americani. “Stiamo parlando con i negoziatori americani, so che organizzeranno un incontro. Continueremo a vivere, a combattere e, molto importante, a preservare la nostra dignità”, conclude. 

A una domanda sulla possibilità che Trump stia utilizzando il leader ucraino come capro espiatorio per le difficoltà interne degli Stati Uniti, Zelensky risponde inizialmente con un cenno d’assenso quasi impercettibile e un sorriso, senza aggiungere spiegazioni. “Questa è la mia risposta”, dice poi, lasciando intendere di non voler approfondire pubblicamente la questione. 

 

Infine, il presidente ucraino torna sul dossier dei beni russi congelati detenuti nell’Unione europea, il cui possibile utilizzo è al centro del confronto tra i Paesi membri. “Sui beni congelati il nostro segnale è questo: la cosa più importante è che la Russia non abbia la possibilità di influire su questi beni in futuro”, dichiara Zelensky. 

Il leader ucraino sostiene che Mosca punti a recuperare le risorse e auspica che Kiev possa beneficiarne prima che ciò avvenga. “Sappiamo infatti, molto chiaramente, che vuole riprenderseli. È uno degli obiettivi della Russia, e l’Ucraina vorrebbe ricevere questi fondi, in una determinata forma, prima che Mosca riesca a farlo”, conclude. 

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