venerdì, Novembre 6, 2026
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Selvaggia Lucarelli: “Fedez? Una falena, ma rimane il personaggio più affascinante”

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(Adnkronos) –
Selvaggia Lucarelli senza freni. L’opinionista, ospite di Giulia Salemi nella nuova puntata del podcast ‘Non lo faccio x moda’, è tornata a parlare pubblicamente di Fedez, definendolo il personaggio “con la storia più affascinante” tra quelli che ha seguito nel corso degli anni. “Non affascinante perché mi affascina, ma perché è un personaggio complesso. Se vogliamo dire, interessante da raccontare perché ha un sacco di ombre e contraddizioni”, dice Lucarelli, “è un personaggio che non nega il suo lato oscuro, ma lo ammette però intervallando questa sua ammissione invece a negazione pura dei suoi difetti”.  

La giornalista ha ricordato di avergli attribuito l’appellativo di ‘falena’ perché “vive nell’ombra ma cerca luce”. E riguardo al Pandoro-gate, Lucarelli ha sottolineato: “A me non è piaciuta Chiara Ferragni e non mi piaceva il suo modo di fare l’influencer. Lei di allarmi ne ha sentiti tutti, non è scivolata senza accorgersi che il terreno era bagnato. Quando si è fatta male è perché non ha ascoltato”.  

Parlando della Chiara Ferragni di oggi, Lucarelli ha sottolineato che l’imprenditrice digitale abbia perso “l’aura che la circondava. L’aura dell’inaccessibilità e quella dell’influencer inarrivabile”. Una condizione in cui, secondo l’opinionista, anche la stessa Ferragni si ritrova: “Ora la vedo in questo tentativo di spacciarsi per ragazza semplice. La ragazza che ingrassa, che appare senza trucco e che risponde alle interviste”.  

Lucarelli, in conclusione, ha commentato la prima edizione di Ballando con le stelle senza la sua presenza al tavolo dei giurati: “Il pubblico di Ballando ha fatto molta fatica a digerirmi, perché è un pubblico agè e quindi difficilmente comprendeva la mia ironia. Per tanti anni nessuno mi avrebbe rimpianto se fossi andata via”. E su Milly Carlucci la giornalista ha detto che nonostante la collaborazione professionale si sia conclusa, i rapporti sono rimasti ottimi, anche se ammette di non averla sentita a telefono. 

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spettacoli

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Ucraina, Trump e il Cremlino contro Zelensky: “Impossibile trattare con lui”

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Donald Trump e il Cremlino contro Volodymyr Zelensky. Mentre il presidente ucraino incontra i leader dei paesi Ue a Bruxelles, dove si chiude oggi il Consiglio europeo, arrivano le critiche dagli Stati Uniti e dalla Russia. Da giorni, Trump punta il dito contro Zelensky: è ‘colpa’ soprattutto del leader ucraino, dice il presidente degli Stati Uniti, se la guerra con la Russia non è ancora terminata. “E’ ora di un nuovo presidente in Ucraina”, ha detto Trump la scorsa settimana, rinnovando le accuse a Kiev per i raid contro le raffinerie russe. Ora, in un’intervista a Newsmax, il presidente degli Stati Uniti dichiara di “non essere un grande fan” del presidente ucraino aggiungendo che, a suo avviso, negoziare con lui è più difficile che farlo con il presidente russo Vladimir Putin. “Zelensky non è una persona con cui sia facile trattare per noi”, dice Trump trasformando di fatto il presidente ucraino nel principale ostacolo ad una soluzione negoziale. 

 

“Trovo che sia più difficile trattare con Zelensky che con Putin. Come sapete, Putin odia Zelensky e Zelensky odia Putin. E quando c’è questo odio, è molto difficile arrivare a una soluzione”, afferma ancora, accendendo nuovamente i riflettori sulla necessità di tenere elezioni presidenziali in Ucraina: “Credo che servano delle elezioni, perché nessuno mi dice che gli ucraini siano soddisfatti di vedersi piovere missili sui propri condomini”, dice Trump, senza evidenziare che lo stesso Zelensky ha dato totale disponibilità a organizzare elezioni in presenza di una tregua di 2 mesi. Interpellato in merito ai nuovi attacchi dell’Ucraina, Trump ribadisce che questi raid stanno facendo salire i prezzi globali dell’energia. “Se mi dite che Zelensky sta colpendo di nuovo le raffinerie, l’unico risultato è un aumento del prezzo mondiale del petrolio. Beh, credo che sia una vergogna. Ci sono molti altri obiettivi… Ci sono un altri obiettivi che si possono colpire”, dice, ignorando il reale peso della crisi dello Stretto di Hormuz, connessa alla guerra iniziata dagli Usa contro l’Iran. 

 

L’affondo di Trump diventa un assist per Mosca, che si accoda al presidente americano. “È inequivocabile che Zelensky non voglia assumersi responsabilità e perseguire una soluzione pacifica. E su questo punto siamo pienamente d’accordo con il presidente Trump”, si inserisce il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che “è impossibile, per quanto lo si desideri, discutere di qualsiasi cosa con l’attuale leadership ucraina”. A battere sullo stesso tasto provvede nelle stesse ore anche Kirill Dmitriev, numero 1 del Fondo russo per gli investimenti diretti e inviato speciale del Cremlino per la cooperazione economica. “Gli sforzi per ristabilire la pace si accelereranno man mano che il ruolo di Zelensky diminuirà”, dice, evidenziando che “la cooperazione economica tra Stati Uniti e Russia – rinvigorita dall’accordo sulla fornitura di diesel russo a Washington – continuerà anche a beneficio dei paesi e dell’intero mondo”. A chiudere il cerchio ecco Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri: “Non è Mosca a obbligare Zelenskyj a indire le elezioni, ma la Costituzione e il popolo”. 

 

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internazionale/esteri

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Panifici nel Veronese, 202 imprese: in Veneto resta difficile assumere nuovi panettieri

I panifici nel Veronese sono 202, in una regione che conta 1.243 imprese e 6.057 addetti. Per la Giornata mondiale del pane, Confartigianato richiama il problema del ricambio professionale: nel 2025 risultava difficile reperire personale per il 58% degli ingressi programmati tra i panettieri veneti.

La provincia di Verona occupa il quarto posto nella distribuzione regionale delle attività di panificazione. La precedono Venezia, con 261 imprese, Treviso con 225 e Padova con 220. Seguono Vicenza, che ne conta 197, Rovigo con 71 e Belluno con 67. È il quadro della panificazione veneta delineato dai dati di Confartigianato diffusi in occasione della ricorrenza del 16 ottobre.

Panifici nel Veronese e ricerca di personale in Veneto

La consistenza delle imprese si accompagna a una difficoltà nel trovare nuove professionalità. Nel 2025, per i panettieri, erano stati programmati 380 ingressi lavorativi in Veneto: il 58% risultava di difficile reperimento. Sono dati regionali riferiti alla programmazione di quell’anno, non un elenco di posti oggi disponibili né una percentuale attribuibile alla sola provincia di Verona.

La criticità riguarda anche un comparto vicino: per le professioni della pasta gli ingressi programmati erano 600, con difficoltà di reperimento nel 63% dei casi. Le due rilevazioni descrivono quindi una domanda di competenze che incontra ostacoli in più attività della trasformazione alimentare.

Ruggero Garlani, presidente dei Panificatori di Confartigianato Imprese Veneto, mette al centro la preparazione necessaria al mestiere: conoscenza degli ingredienti, rispetto dei tempi di lavorazione e abilità manuale concorrono alla qualità del prodotto. La campagna per la Giornata mondiale del pane richiama il valore di questo sapere artigianale.

Per chi affronta l’ingresso nel lavoro, anche la conoscenza del contratto e della busta paga conta. A Verona gli incontri gratuiti di orientamento all’ex Macello dedicano quattro appuntamenti di novembre a contratti, retribuzioni e previdenza: un percorso generale rivolto a giovani e adulti, distinto dalla formazione tecnica del panificatore.

Roma, Gasperini: “Koné tornerà prima della sosta, Dybala ci sarà a Napoli”

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Come stanno Manu Koné e Paulo Dybala? Gli infortuni del centrocampista francese e dell’attaccante argentino, usciti per problemi fisici contro il Real Madrid, tengono in ansia la Roma. A fare chiarezza sulle loro condizioni ci ha pensato Gian Piero Gasperini, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida casalinga contro il Genoa, valida per la settima giornata di Serie A. 

“Koné ha fatto la risonanza magnetica, ha una lesione di primo grado: non si tratta di un infortunio particolarmente significativo, ma ci vuole il tempo necessario”, ha detto l’allenatore giallorosso, “speriamo di poterlo recuperare con il Sassuolo prima della sosta. Per Dybala non ci sono situazioni particolari, è un affaticamento sul gemello del polpaccio: speriamo di recuperarlo la prossima settimana”. 

 

Se confermate le previsioni di Gasperini, Manu Koné sarà costretto a saltare non solo la sfida contro il Genoa, ma anche quella di Champions League contro lo Slovan Bratislava. In campionato sarà assente contro Napoli, Cagliari e Udinese, provando a strappare una convocazione contro il Manchester United nella trasferta europea dell’Old Trafford per poi tornare in campo, almeno a partita in corso, contro il Sassuolo. 

Dybala invece dovrebbe saltare ‘soltanto’ il match contro i rossoblù di De Rossi e quello di Champions con gli sloveni, per poi tornare a disposizione di Gasperini per la trasferta del Maradona. 

 

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sport

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Papa Leone XIV, il bollettino del 16 ottobre: “Costante miglioramento condizioni generali. L’Angelus ci sarà”

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(Adnkronos) – Continua il ricovero al Policlinico Gemelli di Papa Leone XIV, operato nei giorni scorsi per un tumore maligno al polmone. Stando all’ultimo bollettino medico di oggi, venerdì 16 ottobre, si sottolinea un “costante miglioramento delle condizioni generali”. Dal Vaticano fanno anche sapere che il Santo Padre oggi ha presieduto la messa all’interno del nosocomio, durante la quale ha anche “distribuito la comunione”, e che domenica ci sarà l’Angelus. Il pontefice è di “buon umore”, ha infine sottolineato il portavoce Vaticano, Matteo Bruni.  

“Il Santo Padre questa mattina ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle condizioni generali”, hanno fatto sapere i dottori Luigi Carbone e Stefano Margaritora in un aggiornamento sulla salute del Papa ricoverato al Gemelli. “Sono proseguite le sedute di fisioterapia respiratoria. Il recupero post operatorio permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia”, spiegano nello specifico. 

 

IN AGGIORNAMENTO 

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cronaca

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Il valore concreto della sostenibilità: voce alle aziende al IV Adn Q&A

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Torna a Palazzo dell’Informazione a Roma l’appuntamento con Adn Q&A, giunto alla quarta edizione e intitolato ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’. Il panel di chiusura della giornata di lavori interamente dedicata alla sostenibilità, alle sue declinazioni, alle sfide che comporta ma anche alle opportunità che offre, ha dato voce alle aziende.

Ue, il giorno di Zelensky al Consiglio europeo

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In corso la seconda giornata del vertice: sul tavolo Ucraina, attacchi ibridi, Medio Oriente e migrazione. Ieri stallo su Ets e bilancio dopo 14 ore di negoziati. (Videonews di Otto Lanzavecchia)

Sanremo, 13enne cosparge di benzina e dà fuoco a clochard

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(Adnkronos) – Un ragazzino di 13 anni ha dato fuoco a uomo di circa 40 anni, senza fissa dimora. E’ successo nella notte tra il 7 e l’8 ottobre a Sanremo, in provincia di Imperia, nella zona di porto Vecchio. Il giovane, di origini tunisine, avrebbe prima cosparso benzina sulle gambe dell’uomo, che stava dormendo, e poi appiccato il fuoco.  

L’uomo, che ha riportato ustioni alle gambe, è stato ricoverato due giorni all’ospedale Borea di Sanremo e poi dimesso. A individuare il giovane le immagini delle telecamere di sorveglianza del porto. Le indagini su quanto accaduto e sulle cause, sono affidate ai carabinieri. Il tredicenne, a causa dell’età, non è imputabile.  

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cronaca

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Banda della minicar a Roma, la procura dei Minori apre fascicolo: gli interrogatori fissati il 20 ottobre

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(Adnkronos) – La procura per i Minorenni, dopo aver ricevuto gli atti dalla procura di Roma, ha aperto un fascicolo nei confronti dei due ragazzi accusati delle aggressioni avvenute tra il 4 e 5 ottobre in minicar a Roma, fra cui quella all’attore Davide
Iacopini (che resta in prognosi riservata). I reati per cui si procede sono di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso.  

La procura guidata dalla procuratrice Giovanna Lebboroni ha fissato gli interrogatori per i due giovani per il 20
ottobre. Gli autori, rei confessi, di sedici e diciassette anni, quest’ultimo figlio di un carabiniere, sono stati individuati dopo le indagini dei militari dell’Arma e della polizia locale, coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani, e denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni. 

Una volta ricevuti gli atti, la procura minorile, dopo l’apertura del fascicolo, potrebbe decidere di disporre eventuali misure cautelari o chiedere di condurre ulteriori accertamenti. 

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cronaca

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Ucraina, da ufficiale russo a spia di Kiev: la storia di Stupnikov ‘il disertore’

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(Adnkronos) –
L’ufficiale russo Lev Stupnikov, diplomato all’Accademia militare del corpo di segnalazione Budyonny di San Pietroburgo, ha fornito informazioni alle forze ucraine che hanno portato all’uccisione di più di 300 soldati russi, prima di passare la linea del fronte per combattere al fianco del Corpo dei volontari russi, nel luglio del 2024. Non è l’unico. Sono migliaia i russi con cui gli ucraini comunicano, dai militari al fronte alle casalinghe che risiedono vicino al campo di battaglia, scrive il Wall Street Journal che oggi racconta la storia di Stupnikov. Ma anche quella del crescente malcontento fra i russi. Obiettivo degli ucraini non è solo quello di fermare l’invasione delle forze di Mosca ma anche costruire un esercito di voltagabbana russi, addestrati e determinati, per poter un giorno dare il via a una rivolta armata in Russia e contribuire alla fine del regime di Putin.  

Una storia, quella della diserzione di Stupnikov, che inizia con l’invio di messaggi con le coordinate per localizzare un convoglio di 120-150 soldati russi impegnato in preparativi per una offensiva contro Vuhledar, un mese dopo essere stato reclutato dagli ucraini, all’inizio del 2024. Ha scattato una foto, senza farsi notare. Ha inviato un messaggio al suo contatto filo ucraino che, a sua volta, gli ha chiesto di confermare che aveva abbandonato la postazione, per evitare che fosse colpito. 

Gli ucraini hanno in quell’occasione ucciso 68 militari russi, fra cui dieci ufficiali, incluso il colonnello Gusein Musayev, comandante della 36esima brigata di fucilieri (la leggendaria unità russa che si era avvicinata a Kiev la notte dell’inizio dell’invasione ma che dopo mesi di guerra era popolata in larga misura da violenti e non addestrati ex detenuti) da lungo obiettivo delle forze ucraine, e feriti altri 60. 

“Siamo russi (russky). La nostra patria storica è la Russia”, era il leitmotif con cui era cresciuta e da cui si era presto distaccata, dopo il suo arrivo in Russia. La madre, abbandonata dal marito, non voleva che suo figlio prestasse servizio. Respinto alla scuola per piloti a 17 anni, per il suo rifiuto a comperare l’ammissione, si era presto reso conto che il pagamento era la normalità anche all’Accademia, dove per ottenere un permesso, prendere vacanze più lunghe o scegliere la base di destinazione dopo il diploma era necessario foraggiare qualcuno.  

Nel febbraio del 2022, l’atmosfera al campus era cambiata dall’oggi al domani, con i pochi ‘dissidenti’ costretti al silenzio. A coloro che avevano chiesto di lasciare l’Accademia, non viene data risposta per mesi. Stupnikov è attento a nascondere le sue opinioni. A giugno, si diploma. Viene mandato alla sua base nell’estremo oriente russo. A novembre del 2023, viene inviato al fronte. Al villaggio di Mykilske, con la 36esima brigata di fucilieri motorizzati, come capo segnalatore di un battaglione incaricato di catturare Vuhledar, nel Donbass. Il suo compito era assicurare la comunicazione fra i comandanti e le loro unità, e il flusso di informazioni dai droni da ricognizioni e le telecamere per la sorveglianza. 

“Sono pronto a lavorare con te e ad arrendermi”, gli ha scritto Stupnikov quella sera stessa. A questo primo contatto, hanno fatto seguito appuntamenti settimanali, con aggiornamento delle informazioni sui militari russi. Unica condizione dell’ufficiale: nessun pagamento. Dopo la prima operazione, nei dintorni di Vuhledad, Stupnikov si è liberato del suo telefono. E ha continuato a collaborare con gli ucraini, per esempio sabotando telecamere di sorveglianza o batterie su droni da ricognizione. A giugno, era rimasto l’unico ufficiale della sua unità ancora in vita. Sempre più impaurito di essere scoperto. A luglio, dopo aver rischiato di essere ucciso, per aver dato agli ucraini per errore le coordinate della cantina in cui si trovava, riceve da Karpenko l’appuntamento alle porte di Mykilske, oltre la linea del fronte, per l’esfiltrazione. Una camminata di 40 minuti guidato da un drone di Kiev. Fino a quando non ha udito le anatre, il segnale del suo arrivo al bordo dello stagno dell’appuntamento. Parola d’ordine: “negozio di arachidi”.  

Dopo la perquisizione, la telefonata alla madre, a Omsk. “Sono arrivato dove dovevo arrivare”. Dopo un paio di giorni di isolamento, l’incontro con Denis Kapustin, il comandante del corpo dei volontari russi, l’unità delle forze ucraine composta da russi che si oppongono al regime di Putin. Agli ucraini, Stupnikov ha dato il suo smartphone con le password di diversi canali di comunicazione russi che le forze di Kiev avrebbero usato per mesi per accedere ai feed in tempo reale di una decina di droni e telecamere di sorveglianza russe. L’ufficiale ha accettato l’offerta di Kapustin, di rimanere con la sua unità fino alla fine della guerra. La moglie Liza decide di rimanere in Russia, la madre Tatiana e la sorella, figlia di secondo letto della madre, Alisa, hanno lasciato la Russia nel febbraio del 2025 per stabilirsi in Moldova, dopo essere entrate a piedi in Ucraina.  

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