sabato, Novembre 7, 2026
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Elezioni Israele, ambasciatore in Italia Jonathan Peled: “Prevedo alta affluenza alle urne, probabile un testa a testa”

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(Adnkronos) – ”Il tema centrale delle elezioni è l’operato e la leadership del primo ministro Netanyahu. Prevedo un’affluenza alle urne piuttosto elevata” e ”direi che tra la popolazione israeliana c’è un forte desiderio di cambiamento”. Ma ”il vero dilemma” è ”votare per qualcuno di cui si è sentito parlare, ma che è privo di un trascorso politico, oppure scegliere chi ha già fatto parte del governo per molti anni?”. Così l’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled ha parlato con i giornalisti delle prossime elezioni che si terranno il 27 ottobre in Israele. ”Sarei davvero sorpreso se una delle due parti ottenesse una vittoria schiacciante. Mi stupirebbe sia un trionfo netto per il governo di Netanyahu, sia un successo travolgente per l’opposizione”, ha dichiarato. 

”Molti ritengono che, dopo quattro anni di questo governo e soprattutto dopo il 7 ottobre, sia giunto un momento cruciale in cui gli israeliani devono decidere se confermare l’attuale esecutivo per un secondo mandato o se, invece, desiderino un cambiamento”, ha notato Peled. ”Sarebbe davvero imprudente da parte mia fare previsioni. Da un lato, direi che tra la popolazione israeliana esiste un forte desiderio di cambiamento. La domanda è: fino a che punto? Che portata avrà questo cambiamento? Uno dei problemi che riscontriamo è che molti giovani elettori, al voto per la prima volta, non conoscono i vari candidati o le diverse compagini di governo”, ha aggiunto. 

”Per certi versi, è più facile votare per qualcuno che si conosce già, piuttosto che per una figura sconosciuta. Si prenda, ad esempio, l’ex Capo di Stato Maggiore, il generale Eisenkot. E’ una figura molto stimata e rispettata in Israele, ma la sua esperienza politica è praticamente nulla. Di conseguenza, un giovane di 18 o 19 anni, che si reca alle urne per la prima volta, si trova di fronte a un dilemma”, prosegue Peled. ”Votare per qualcuno di cui si è sentito parlare, ma che è privo di un trascorso politico, oppure scegliere chi ha già fatto parte del governo per molti anni?”, si è chiesto l’ambasciatore, ritenendo che ”sarà una sfida molto combattuta”. 

 

L’ambasciatore israeliano in Italia ha votato oggi presso la sede diplomatica a Roma nel giorno dell’apertura dei seggi all’estero in vista delle elezioni parlamentari che si terranno in Israele il 27 ottobre. ”Oggi per noi è una giornata speciale: nelle 130 missioni diplomatiche che Israele ha in tutto il mondo si sta votando”, ha detto Peled incontrando i giornalisti. ”Ci sono circa 4.950 persone, tra diplomatici, personale delle missioni commerciali e i coniugi dei nostri diplomatici, che hanno diritto al voto. In totale, nel mondo, abbiamo poco meno di 5.000 aventi diritto che possono votare oggi. Dato che ci troviamo fuori dai confini israeliani, le operazioni di voto si svolgono con 12 giorni di anticipo rispetto alle elezioni in Israele, previste per il 27 ottobre”, ha spiegato l’ambasciatore. 

Entrando nel dettaglio, Peled ha spiegato che ”il voto viene inserito in una doppia busta, poiché dovrà essere spedito in Israele tramite corrieri come Dhl o FedEx”. Successivamente ”il 27 ottobre, al momento dello scrutinio, queste circa cinquemila buste verranno aggiunte al conteggio finale”. In totale ”gli aventi diritto al voto saranno 7.000.331”, ”su una popolazione di circa 10 milioni di abitanti”, ha ricordato Peled, spiegando ”verranno allestiti 12mila seggi elettorali” in Israele. 

 

”Tutti i partiti, forse fatta eccezione per quelli arabi – concordano pienamente sulle esigenze di sicurezza di Israele. Dunque, non ci saranno grandi differenze, a prescindere da chi verrà eletto, per quanto riguarda la politica di sicurezza e difesa” ha detto. ”Hamas rimarrà Hamas, Hezbollah rimarrà Hezbollah e le minacce iraniane resteranno tali. Noi dovremo continuare a difenderci nel miglior modo possibile. Di conseguenza, si può dire che queste elezioni riguardino, per molti aspetti, il futuro interno dello Stato di Israele, piuttosto che la sua politica di difesa”, ha spiegato. 

Tra i temi in agenda, ad esempio, ”questioni come il livello di partecipazione della popolazione ultra-ortodossa al servizio militare. O ancora, come gestire la cooperazione con l’Autorità Palestinese”, ha spieato Peled. 

”In Israele si fanno sempre più insistenti le voci, provenienti anche dall’ufficio del presidente, che auspicano una coalizione ampia, magari un governo di unità nazionale” aggiunge. ”Credo che la maggior parte degli israeliani preferirebbe evitare un’ulteriore campagna elettorale o un vincitore che ottenga solo un margine risicato”, ha detto Peled. ”Forse dovremmo adottare il sistema elettorale ‘alla Meloni’, che prevede un premio di maggioranza se si supera il 42% dei voti”, ha aggiunto l’ambasciatore spiegando che il sistema elettorale israeliano non prevede un premio di maggioranza. 

”Al momento siamo una società piuttosto polarizzata, perché stiamo ancora vivendo il trauma delle conseguenze del 7 ottobre. Siamo ancora in un processo di guarigione. Ma uno dei modi per guarire è cercare di ridurre la polarizzazione e unire le forze”, ha spiegato Peled. ”Per fare un esempio: se Eisenkot emergesse come una figura molto popolare e forte, e lui e Netanyahu riuscissero a trovare un accordo per formare un governo ampio, allora non avrebbero più bisogno di molti dei partiti minori. Il che significa che, meno partiti ci sono, meno concessioni bisogna fare alle varie formazioni minori. Quando invece hai bisogno dei partiti piccoli per raggiungere la maggioranza, sei inevitabilmente esposto a pressioni”, ha notato l’ambasciatore. 

”Ritengo che tutti i nostri amici e i Paesi occidentali si aspettino un governo stabile, che mantenga buone relazioni con loro e che, in sostanza, rispecchi il desiderio, condiviso da tutti noi, di raggiungere la sicurezza e la pace nella regione”. 

 

”Ogni Stato ha il diritto di negare l’ingresso a determinati cittadini per svariati motivi. Non posso dirvi quali siano le ragioni specifiche, ma posso confermare che ci è stato chiesto di esaminare il caso” ha detto l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled commentando la revoca del visto alla giornalista italiana di Radio Popolare Martina Stefanoni che stava per recarsi in Israele per seguire il voto per la sua testata. 

”Ne siamo venuti a conoscenza e stiamo approfondendo la questione. In ultima analisi, si tratta di una decisione del ministero dell’Interno; ogni cittadino straniero che entra in Israele deve passare attraverso i controlli di immigrazione e dogana, esattamente come avviene in qualsiasi altro Paese”, ha detto Peled. ”Come ministero degli Esteri, abbiamo chiesto al ministero dell’Interno di chiarire le motivazioni alla base della decisione di non concedere il visto”, ha proseguito l’ambasciatore spiegando di ”non conoscere ancora i dettagli”. 

Tuttavia, conclude, ”è un diritto di ogni Paese negare o meno l’ingresso a un cittadino straniero per diverse ragioni: ad esempio, per precedenti penali o perché la persona desta sospetti. Non so quale sia il caso specifico, ma spero che a breve avremo maggiori informazioni”.  

 

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internazionale/esteri

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Malattie rare, Aifa approva la rimborsabilità della prima terapia per il deficit di lipasi acida

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L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità in Italia di sebelipase alfa per il trattamento del deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL-D). La terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine è indicata per pazienti di tutte le età ed è il primo trattamento disponibile nel Paese per questa malattia metabolica genetica ultra-rara e progressiva causata da un difetto dell’enzima che permette di metabolizzare colesterolo e trigliceridi. Questo mancato funzionamento porta all’accumulo di lipidi nel fegato e in altri organi e causare così diversi danni. Sebelipase alfa secondo gli esperti “rappresenta una terapia enzimatica salvavita in età neonatale e pediatrica”. Se ne è parlato nel corso dell’incontro con la stampa organizzato da Alexion, biofarmaceutica del gruppo AstraZeneca.

Marchini (Sanpellegrino): “Imbottigliamo natura, abbiamo cura dei territori”

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(Adnkronos) – “Noi imbottigliamo natura. Questo esprime la rotta del nostro percorso di sostenibilità. Abbiamo marchi come acqua Sanpellegrino, acqua Panna e acqua Levissima, che giocano un ruolo chiave sia in Italia sia nell’export, perché siamo ambasciatori del Made in Italy. Per noi sostenibilità significa essenzialmente responsabilità: prenderci cura dei territori dove operiamo. Territori con cui abbiamo un legame fortissimo, anche di interdipendenza, perché imbottigliare natura significa imbottigliarla all’origine. Il nostro non è un business delocalizzabile, quindi va da sé che abbiamo un fortissimo legame e un forte senso di responsabilità nella tutela della casa della nostra acqua, dei nostri territori”. Lo afferma Fabiana Marchini, Head Sustainability & Corporate Affairs Sanpellegrino, intervennedo oggi a Roma all’Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’. 

“Essere legati al territorio, fare sostenibilità nei nostri territori – spiega Marchini – significa partire dall’ascolto delle esigenze ed essere in grado di rispondere, cioè avere la consapevolezza che insieme dobbiamo affrontare le sfide che ci aspettano. Sono sfide di contrasto al peggioramento climatico avendo cura dei territori, degli ecosistemi e della biodiversità, preoccuparci di avere un comportamento estremamente responsabile nei confronti delle risorse naturali. L’acqua è essenzialmente natura. Il programma, ‘Fonte’ è una parola madre, perché evoca le sorgenti, ma è anche una acronimo – Futuro, origine, natura, territorio ed ecosistemi – che spiega lo scopo del nostro programma, come vogliamo lavorare per avere territori sempre più resilienti. Il progetto – continua – nasce essenzialmente dalla consapevolezza che dobbiamo fare la nostra parte. Negli ultimi 5 anni abbiamo investito 30 mln di euro per la tutela degli ecosistemi nei territori dove operiamo, per la valorizzazione della biodiversità e per la protezione della risorsa idrica”.  

“Abbiamo sviluppato un progetto in Valtellina – illustra Marchini – per riqualificare e ripristinare alcune aree naturali danneggiate dalla tempesta Vaia nel 2018. Abbiamo bonificato il territorio, riforestato, generando benefici in termini di assorbimento di Co2 e di incremento della capacità di ricarica della falda: con la riforestazione abbiamo evitato il ruscellamento delle acque superficiali. Nell’arco di 10 anni, darà un beneficio idrico di un milione di metri cubi, contribuendo quindi alla rigenerazione della risorsa idrica. Stiamo realizzando un progetto importante nella Bergamasca, dove si trova Acqua San Pellegrino. In Val Seriana – prosegue – realizzeremo un impianto di depurazione per l’acqua pubblica che garantisce a 300mila abitanti, un approvvigionamento idrico costante. L’impianto, del valore di 11 milioni di euro, sarà donato alla comunità e genererà un beneficio idrico di 4 milioni di metri cubi all’anno. Nella valle del Medio Brenta, a San Giorgio in Bosco, abbiamo realizzato 2 bacini artificiali per la ricarica della falda superficiale del Brenta. Il progetto dà beneficio alla comunità e alle attività agricole, che in estate soffrono la scarsità d’acqua. Infine, nel Mugello – conclude – inauguriamo la riapertura dell’Oasi del Gabbianello, un’ex oasi del Wwf che si trovava in stato di abbandono e degrado. L’abbiamo totalmente riqualificata, consolidando le sponde dell’area umida, realizzando interventi di riforestazione e valorizzando la biodiversità. Abbiamo inoltre restituito alla comunità uno spazio importante per la comunità stessa”. 

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economia

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Morti sospette in ambulanza, slitta il processo a Luca Spada. Ira dei familiari della vittima: “Inorriditi da selfie con le bare”

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(Adnkronos) – È stato rinviato al prossimo 22 ottobre il processo a Luca Spada, il 28enne di Meldola, ex autista della Croce Rossa, accusato di aver ucciso l’85enne Deanna Mambelli, deceduta il 25 novembre 2025 durante il trasporto in ambulanza dall’ospedale di Forlì a una clinica privata per una riabilitazione post-intervento. Al centro dell’udienza di stamane davanti alla Corte d’Assise di Forlì, spiega all’Adnkronos l’avvocato Massimiliano Starni, legale dei familiari della vittima, la questione della validità della prima autopsia giudiziaria: “Oltre ad esserci costituiti parte civile e aver proceduto con le questioni preliminari, è stata proposta la questione della nullità della prima autopsia giudiziaria, quella cioè su cui è fondato il processo nella sostanza”, dal momento che “la difesa dell’imputato sostiene che a Spada non sia stato consentito di partecipare, mentre la procura e noi sosteniamo esattamente il contrario”. 

Il nodo riguarda il fatto che il 28enne ha partecipato all’autopsia giudiziaria eseguita il giorno successivo alla prima, dopo che erano emersi gli elementi che lo avevano reso indiziato. “Nella prima fase, non potendo egli essere indagato per un mero sospetto -chiarisce Starni- la legge prevede che in un caso di morte viene eseguita l’autopsia e se emergono degli indizi contro qualcuno viene ripetuta, consentendo all’indiziato di partecipare”. Tutto è rinviato, quindi, al prossimo 22 ottobre, quando i giudici dovranno pronunciarsi nel merito. “Sono convinto che l’autopsia verrà dichiarata utilizzabile -afferma il legale- e sono assolutamente certo che a quel punto inizierà il processo, con i primi testimoni. Sono molto sereno”. 

Stamane i familiari dell’85enne, presenti in aula, hanno incontrato per la prima volta Spada. “Erano sconvolti -confida Starni-. Un po’ per la complessità dell’udienza, un po’ per la quantità di persone presenti, ma soprattutto perché era la prima volta che si trovavano di fronte al presunto killer. I loro sguardi non si sono mai incrociati. Spada ha tenuto lo sguardo basso per tutta la durata dell’udienza. Ma comunque non è facile”. A pesare anche le immagini e i contenuti circolati sui media. “I familiari della signora Deanna sono inorriditi -commenta il legale-. Anche perché che sia l’autore degli omicidi o no, anche se noi, avendo letto il fascicolo, abbiamo la certezza matematica che lo sia, farsi dei selfie con le bare o con le riesumazioni dei cadaveri è una cosa un po’ particolare”. 

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cronaca

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Roma: al I Municipio torna l’Ottobrata Testaccina, giornata gratuita tra tradizione poesia, concerti e cena sociale

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(Adnkronos) – Al via la nuova edizione dell’Ottobrata Testaccina. Sabato 17 ottobre il Rione Testaccio ospiterà l’Ottobrata Testaccina, la grande festa di quartiere gratuita dedicata alla tradizione romana, alla cultura popolare e alla socialità. L’evento è sostenuto dal Municipio Roma I Centro e si inserisce nel programma Ottobre in Centro, che promuove iniziative culturali e partecipative in tutta la città. L’evento rientra, inoltre, nel programma di Testaccio in Festa. L’obiettivo dell’iniziativa è rievocare le storiche ottobrate romane, le celebrazioni legate alla fine della vendemmia che fin dal XVII secolo animavano Roma con momenti di festa e convivialità. Tra le mete più amate dai romani dell’epoca c’era proprio l’area che oggi corrisponde al Rione Testaccio, nota per le sue “catacombe del vino”: grotte scavate nel monte che offrivano condizioni ideali per la conservazione del vino, protagonista indiscusso delle ottobrate.  

Dal 2019 le associazioni testaccine hanno riportato in vita questa tradizione con una giornata interamente dedicata al quartiere e alla sua memoria popolare. Oggi l’Ottobrata Testaccina si presenta con un respiro più ampio, grazie al sostegno istituzionale e a un programma ancora più ricco. Piazza Testaccio sarà il cuore dell’evento, animata da attività per tutte le età. La giornata si apre alle ore 10 con le attività sportive curate da Ready Go: mini volley, ginnastica artistica e kung fu, pensate per bambini e ragazzi. In contemporanea, dalle 10 alle 12, la Casa dei Cocci propone una passeggiata culturale per le vie del rione. Nel pomeriggio, dalle ore 16, spazio a giochi e animazione per bambini. Alle ore 17.45 la V edizione di “Testaccio in Rima”, il festival di poesia romanesca, con la premiazione delle opere migliori, presentata da Tiziana Fornari. Alle ore 18.30 il Centro Anziani San Saba porta in piazza un’esibizione di tango. Alle ore 20.15 il saluto delle autorità, seguito alle 20.30 dalla cena sociale gratuita, momento conviviale aperto a tutto il quartiere.  

 

 

La serata si chiude alle ore 21.00 con “Incanto Romano”, il concerto dedicato a “Roma attraverso le sue canzoni, tra tradizione e contemporaneità”, con Tiziana Fornari e Virginia Fabbri alle voci, Andrea Silvestri alla chitarra, Paolo Lozzi alla fisarmonica, Andrea Scordia al basso e Filippo Anastasi alla batteria. In chiusura ci sarà il karaoke aperto a tutti i partecipanti. “Sostenere l’Ottobrata Testaccina significa investire nel valore dei rioni e dei quartieri e nelle energie delle associazioni e delle persone che ogni giorno contribuiscono a renderli vivi. Testaccio conserva una storia e un’identità forti, che meritano di essere valorizzate attraverso occasioni di incontro e partecipazione. Con iniziative come questa vogliamo rafforzare il legame tra cittadini e territorio, promuovendo una socialità autentica e una dimensione di comunità che rappresenta una ricchezza per tutto il centro storico”, ha dichiarato Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio Roma I Centro. 

“L’Ottobrata Testaccina è un esempio concreto di come la cultura possa nascere nei quartieri, dalle storie e dalle tradizioni delle comunità che li abitano. Recuperare lo spirito delle antiche ottobrate romane significa custodire una memoria collettiva e, allo stesso tempo, renderla viva e attuale attraverso la musica, la poesia e le espressioni della cultura popolare. Vogliamo sostenere iniziative capaci di valorizzare l’identità dei nostri territori e di rendere la cultura un’esperienza condivisa, accessibile e partecipata”,, ha commentato Giulia Silvia Ghia, assessora alla Cultura del Municipio Roma I Centro. 

“Una festa del rione è anche un’importante occasione di inclusione, perché crea spazi in cui le persone possono incontrarsi, conoscersi e sentirsi parte della stessa comunità. L’Ottobrata Testaccina, con le sue attività gratuite e aperte a tutti, mette al centro le relazioni, lo scambio tra generazioni e la partecipazione attiva. Il nostro impegno è promuovere iniziative che contrastino l’isolamento e rafforzino i legami sociali, affinché nessuno si senta escluso dalla vita del proprio quartiere”, ha dichiarato Claudia Santoloce, assessora alle Politiche Sociali del Municipio.  

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cronaca

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Engineering presenta la piattaforma per la cybersicurezza nell’era Ai

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Durante la seconda giornata del Digital Innovation Forum di Cernobbio, Engineering, tra i leader nei processi di digitalizzazione per aziende e Pubblica Amministrazione, ha lanciato EngSure, la nuova piattaforma agentica di cybersecurity che utilizza l’Intelligenza Artificiale per rafforzare la difesa degli asset digitali delle organizzazioni e proteggere l’ecosistema AI lungo tutto il suo ciclo di vita.

A Milano il primo Investor Day di Cdp: 150 investitori a confronto su prospettive di crescita

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Cassa Depositi e Prestiti – Cdp ha organizzato a Milano, negli spazi di Sda Bocconi, il suo primo Investor Day, chiamando a raccolta oltre 150 investitori e rappresentanti della comunità finanziaria nazionale e internazionale. L’obiettivo è rafforzare il dialogo con i mercati e favorire la collaborazione tra capitali pubblici e privati a sostegno della crescita sostenibile e di lungo periodo del Paese. Nata dalla volontà di approfondire le sfide strategiche per lo sviluppo dell’economia italiana e le opportunità di investimento, l’iniziativa ha messo al centro del confronto l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività, la transizione energetica, le infrastrutture, la competitività tecnologica e il ruolo della finanza.

Tumore al pancreas, agenzia europea dà via libera a nuovo farmaco

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(Adnkronos) –
Via libera dell’Agenzia europea del farmaco Ema al daraxonrasib per il tumore al pancreas metastatico. Il farmaco più atteso dalla comunità dei pazienti – numerose le storie di cronaca che raccontano di viaggi della speranza verso gli Usa per poter ricevere la terapia, approvata in agosto dalla Fda – ha ricevuto il parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’Ema, che ne ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) nell’Unione europea. Daraxonrasib (Rasonque*), ricorda l’ente regolatorio Ue, è un trattamento orale destinato ad adulti affetti da adenocarcinoma pancreatico metastatico e già sottoposti ad almeno un trattamento precedente.  

Il parere espresso dal Chmp – spiega l’Ema – rappresenta una tappa intermedia nel percorso che porterà il Rasonque a essere disponibile per i pazienti. Sarà ora trasmesso alla Commissione europea, che accelererà l’iter decisionale per il rilascio di un’Aic valida in tutta l’Unione europea. Una volta ottenuta l’autorizzazione, le decisioni in merito a prezzo e rimborso saranno demandate ai singoli Stati membri, che valuteranno il ruolo o l’impiego del farmaco all’interno del proprio sistema sanitario nazionale. 

“Per le persone affette da adenocarcinoma pancreatico metastatico la cui malattia è peggiorata dopo un trattamento pregresso – si legge in una nota dell’Ema – le opzioni terapeutiche sono limitate e la prognosi è infausta. Data la gravità della patologia, la limitata efficacia e la notevole tossicità della chemioterapia standard, sussiste la necessità di disporre di migliori opzioni terapeutiche per questi pazienti. La raccomandazione giunge al termine di una revisione a fasi dei dati relativi a Rasonque; il farmaco era stato infatti individuato, nell’ambito del progetto ‘Cancer Medicines Pathfinder’ dell’Ema, come una terapia ad alta priorità in grado di rispondere a un bisogno medico non ancora soddisfatto. La revisione a fasi ha consentito al Chmp di avviare la valutazione con diversi mesi di anticipo rispetto alla prevista presentazione della domanda completa. 

Nel corso del processo, iniziato all’inizio di luglio 2026, il comitato ha esaminato i dati (relativi a qualità, aspetti non clinici e clinici) per fasi, man mano che venivano trasmessi dall’azienda. Tale approccio ha ridotto i tempi di valutazione a meno di 150 giorni, garantendo al contempo il rispetto degli standard di qualità, sicurezza ed efficacia. Per confronto, una procedura di valutazione standard può richiedere fino a 210 giorni effettivi e, solitamente, una durata complessiva di circa 1 anno, includendo i tempi necessari all’azienda per rispondere agli eventuali quesiti”. 

“L’esperienza maturata con la revisione a fasi di Rasonque – sottolinea l’agenzia regolatoria europea – contribuirà a definire l’attuazione e un più ampio ricorso a tale modalità di valutazione nel quadro della nuova normativa farmaceutica dell’Ue. In questo contesto, la revisione a fasi si configura come uno strumento volto a rendere la valutazione dei farmaci più agile e snella, favorendo, in ultima analisi, un accesso più rapido dei pazienti a terapie promettenti”. 

Guardando al futuro, dunque, “l’Ema, in accordo con il Chmp, prenderà in considerazione l’inclusione di altri farmaci in fase di sviluppo in un processo di revisione graduale, qualora tale approccio risulti fattibile e idoneo ad accelerare la valutazione. La decisione sarà presa caso per caso, valutando se il farmaco sia in grado di rispondere a un bisogno medico non soddisfatto e se rivesta un interesse significativo per la salute pubblica, in particolare in termini di innovazione terapeutica”.  

 

Il principio attivo di Rasonque, daraxonrasib – descrive l’Ema – è un inibitore di Ras. Le proteine Ras sono coinvolte nei processi di crescita e sopravvivenza cellulare. Nell’adenocarcinoma pancreatico alcune mutazioni del gene Ras mantengono tali proteine costantemente attive, determinando una proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Il daraxonrasib agisce legandosi a una proteina chiamata ciclofillina A, formando un complesso che si aggancia alle proteine Ras e ne blocca l’attività. Ciò determina la morte delle cellule tumorali e rallenta la crescita del cancro. 

Il Rasonque è stato studiato nell’ambito di una sperimentazione multinazionale di fase 3, in aperto, che ha coinvolto 500 pazienti affetti da adenocarcinoma pancreatico metastatico, la cui malattia era peggiorata in seguito a un precedente trattamento sistemico. Di questi pazienti, il 92% presentava una mutazione Ras G12 confermata, categoria che include le mutazioni Ras più comuni associate a questa patologia. I pazienti trattati con Rasonque hanno registrato una sopravvivenza mediana di 12,4 mesi, rispetto ai 6,7 mesi di coloro che sono stati sottoposti a chemioterapia. Inoltre, il tempo mediano trascorso senza un peggioramento della malattia è stato di 7,2 mesi con Rasonque, contro i 3,6 mesi con la chemioterapia. Gli effetti indesiderati più comuni riscontrati con Rasonque sono stati diarrea, eruzioni cutanee, stomatite (infiammazione della mucosa orale), nausea e vomito. 

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A Welfair nasce il progetto per una guida nazionale alla prevenzione

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(Adnkronos) – Un altro risultato tangibile dei lavori odierni di Welfair arriva dalla plenaria delle Società scientifiche dove sono state poste le basi per la realizzazione di una guida nazionale alla prevenzione, uno strumento oggi assente in Italia che “rappresenta una delle sfide centrali per la sostenibilità futura del Ssn”. Infatti, come spiegato da Dario Leosco, presidente della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), “in Italia una persona su tre dopo i 45 anni convive con più patologie croniche mentre l’allungamento della vita comporta un aumento degli anni trascorsi in condizioni di salute precarie con conseguenze per i cittadini e per la spesa sanitaria. Decisiva può essere la costruzione di una guida nazionale alla prevenzione, oggi assente, capace di orientare medici e cittadini attraverso percorsi personalizzati per età, genere, condizioni di salute e fattori di rischio. Da qui, oggi, parte un percorso che insieme ci porterà a redigerla. L’obiettivo è mettere a disposizione uno strumento condiviso per programmare interventi ed esami preventivi lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia alla quarta età, promuovendo al tempo stesso una maggiore integrazione della prevenzione tra le prestazioni fondamentali del Ssn”. 

L’iniziativa – informa una nota – nasce dalla necessità di affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e della crescente diffusione delle patologie croniche attraverso un cambio di approccio che sposti progressivamente l’attenzione dalla cura della malattia alla tutela della salute lungo tutto l’arco della vita. L’obiettivo è costruire uno strumento condiviso dalle società scientifiche, capace di orientare medici di medicina generale e cittadini nella programmazione degli interventi preventivi attraverso percorsi personalizzati in base all’età, al genere, alle condizioni di salute e ai fattori di rischio individuali. Secondo quanto emerso stamane – si legge – la prevenzione deve cominciare già in età pediatrica intervenendo sui fattori di rischio che possono compromettere la salute negli anni successivi, dall’obesità allo stress cronico, e rafforzando le coperture vaccinali. Con l’avanzare dell’età, l’attenzione deve estendersi alla prevenzione delle patologie croniche, della disabilità e della fragilità fisica e cognitiva, considerando anche il ruolo dell’isolamento sociale come fattore di rischio per il declino cognitivo e le malattie cardiovascolari. 

Il progetto – conclude la nota – punta inoltre a riconoscere la prevenzione come un investimento strategico per la sostenibilità del sistema sanitario, capace di ridurre nel tempo l’incidenza delle malattie croniche, le ospedalizzazioni e le condizioni di disabilità, con benefici sia per la qualità della vita dei cittadini sia per la tenuta economica del Ssn. Da qui anche l’appello ai decisori pubblici affinché la prevenzione venga progressivamente integrata tra le prestazioni fondamentali del Servizio sanitario nazionale, accanto a diagnosi, cura e riabilitazione. 

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cronaca

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Yemen, media: “Colpito palazzo presidenziale a Aden, uccise 2 guardie del premier”

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(Adnkronos) – Il palazzo della presidenza del governo yemenita in esilio, e riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato preso di mira con cinque missili dagli Houthi, che controllano ampie parti dello Yemen tra cui la capitale Sana’a. Secondo al-Arabiya, tutti i ministri ed il premier Shaya al-Zindani sono salvi, mentre sono rimaste uccise due guardie del capo del governo. Si contano anche sei feriti. 

Fonti yemenite a Sky News Arabia hanno confermato che ci sono vittime nell’attacco missilistico contro il palazzo presidenziale di Aden, città roccaforte del governo in esilio, aggiungendo che tutte le strade che conducono al palazzo al-Maashiq sono state chiuse.  

Gli Houthi hanno rivendicato l’attacco, sostenendo di preso di mira il quartier generale, sito all’interno della presidenza, che supervisiona le operazioni militari saudite contro il gruppo filo-iraniano. L’attacco “fa parte della strategia dichiarata per colpire le loro forze (saudite, ndr) ovunque si trovino”, hanno dichiarato gli Houthi. 

I ribelli da giorni hanno preso di mira le forze saudite. Dal primo ottobre l’aeroporto internazionale King Khalid, situato a nord di Riad, “è stato oggetto di 20 attacchi” da parte degli Houthi e
questi attacchi
tra il 7 e l’11 ottobre “hanno provocato 17 morti e 333 feriti”, riferisce Il portavoce della coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen, Turki al-Maliki, che oggi ha tenuto una conferenza stampa a Riad per illustrare gli ultimi sviluppi del conflitto in corso. Gli attacchi degli Houthi contro gli aeroporti sauditi “rappresentano una minaccia per la sicurezza regionale”, ha spiegato aggiungendo le forze della coalizione hanno distrutto depositi di missili balistici delle milizie Houthi situati nelle montagne intorno a Sana’a, la capitale dello Yemen. Complessivamente la coalizione “ha distrutto 127 depositi delle milizie Houthi nelle aree montuose”. 

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