sabato, Novembre 7, 2026
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A Welfair nasce il progetto per una guida nazionale alla prevenzione

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(Adnkronos) – Un altro risultato tangibile dei lavori odierni di Welfair arriva dalla plenaria delle Società scientifiche dove sono state poste le basi per la realizzazione di una guida nazionale alla prevenzione, uno strumento oggi assente in Italia che “rappresenta una delle sfide centrali per la sostenibilità futura del Ssn”. Infatti, come spiegato da Dario Leosco, presidente della Società italiana di geriatria e gerontologia (Sigg), “in Italia una persona su tre dopo i 45 anni convive con più patologie croniche mentre l’allungamento della vita comporta un aumento degli anni trascorsi in condizioni di salute precarie con conseguenze per i cittadini e per la spesa sanitaria. Decisiva può essere la costruzione di una guida nazionale alla prevenzione, oggi assente, capace di orientare medici e cittadini attraverso percorsi personalizzati per età, genere, condizioni di salute e fattori di rischio. Da qui, oggi, parte un percorso che insieme ci porterà a redigerla. L’obiettivo è mettere a disposizione uno strumento condiviso per programmare interventi ed esami preventivi lungo tutto l’arco della vita, dall’infanzia alla quarta età, promuovendo al tempo stesso una maggiore integrazione della prevenzione tra le prestazioni fondamentali del Ssn”. 

L’iniziativa – informa una nota – nasce dalla necessità di affrontare le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione e della crescente diffusione delle patologie croniche attraverso un cambio di approccio che sposti progressivamente l’attenzione dalla cura della malattia alla tutela della salute lungo tutto l’arco della vita. L’obiettivo è costruire uno strumento condiviso dalle società scientifiche, capace di orientare medici di medicina generale e cittadini nella programmazione degli interventi preventivi attraverso percorsi personalizzati in base all’età, al genere, alle condizioni di salute e ai fattori di rischio individuali. Secondo quanto emerso stamane – si legge – la prevenzione deve cominciare già in età pediatrica intervenendo sui fattori di rischio che possono compromettere la salute negli anni successivi, dall’obesità allo stress cronico, e rafforzando le coperture vaccinali. Con l’avanzare dell’età, l’attenzione deve estendersi alla prevenzione delle patologie croniche, della disabilità e della fragilità fisica e cognitiva, considerando anche il ruolo dell’isolamento sociale come fattore di rischio per il declino cognitivo e le malattie cardiovascolari. 

Il progetto – conclude la nota – punta inoltre a riconoscere la prevenzione come un investimento strategico per la sostenibilità del sistema sanitario, capace di ridurre nel tempo l’incidenza delle malattie croniche, le ospedalizzazioni e le condizioni di disabilità, con benefici sia per la qualità della vita dei cittadini sia per la tenuta economica del Ssn. Da qui anche l’appello ai decisori pubblici affinché la prevenzione venga progressivamente integrata tra le prestazioni fondamentali del Servizio sanitario nazionale, accanto a diagnosi, cura e riabilitazione. 

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cronaca

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Yemen, media: “Colpito palazzo presidenziale a Aden, uccise 2 guardie del premier”

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(Adnkronos) – Il palazzo della presidenza del governo yemenita in esilio, e riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato preso di mira con cinque missili dagli Houthi, che controllano ampie parti dello Yemen tra cui la capitale Sana’a. Secondo al-Arabiya, tutti i ministri ed il premier Shaya al-Zindani sono salvi, mentre sono rimaste uccise due guardie del capo del governo. Si contano anche sei feriti. 

Fonti yemenite a Sky News Arabia hanno confermato che ci sono vittime nell’attacco missilistico contro il palazzo presidenziale di Aden, città roccaforte del governo in esilio, aggiungendo che tutte le strade che conducono al palazzo al-Maashiq sono state chiuse.  

Gli Houthi hanno rivendicato l’attacco, sostenendo di preso di mira il quartier generale, sito all’interno della presidenza, che supervisiona le operazioni militari saudite contro il gruppo filo-iraniano. L’attacco “fa parte della strategia dichiarata per colpire le loro forze (saudite, ndr) ovunque si trovino”, hanno dichiarato gli Houthi. 

I ribelli da giorni hanno preso di mira le forze saudite. Dal primo ottobre l’aeroporto internazionale King Khalid, situato a nord di Riad, “è stato oggetto di 20 attacchi” da parte degli Houthi e
questi attacchi
tra il 7 e l’11 ottobre “hanno provocato 17 morti e 333 feriti”, riferisce Il portavoce della coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen, Turki al-Maliki, che oggi ha tenuto una conferenza stampa a Riad per illustrare gli ultimi sviluppi del conflitto in corso. Gli attacchi degli Houthi contro gli aeroporti sauditi “rappresentano una minaccia per la sicurezza regionale”, ha spiegato aggiungendo le forze della coalizione hanno distrutto depositi di missili balistici delle milizie Houthi situati nelle montagne intorno a Sana’a, la capitale dello Yemen. Complessivamente la coalizione “ha distrutto 127 depositi delle milizie Houthi nelle aree montuose”. 

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internazionale/esteri

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Firenze, incidente nel cantiere dell’Alta Velocità: un morto e un ferito

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(Adnkronos) – E’ di un operaio morto e un altro ferito il bilancio di un incidente sul lavoro accaduto oggi, giovedì 15 ottobre, a Firenze nel cantiere della nuova stazione per l’Alta Velocità, la stazione Foster, in via Onofrio Zeffirini. Stanno intervenendo i tecnici della Asl e la polizia municipale. 

A dare l’allarme i colleghi dei due operai. Ancora non si conosce la dinamica dell’incidente. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118. Per uno dei due operai coinvolti il medico non ha potuto fare altro se non constatare il decesso. 

“Dalle prime informazioni che abbiamo raccolto la vittima è un giovane lavoratore, 31 anni” afferma in una nota Filca-Cisl Toscana, spiegando che era un dipendente dell’azienda appaltatrice. “La dinamica dell’incidente e le cause sono ancora da chiarire. Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone colpite da questa morte sul lavoro. Sarà necessario fare piena luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente. Una cosa però è certa: sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli e responsabilità lungo tutta la catena degli appalti”.  

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cronaca

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Deficit di lipasi acida lisosomiale, Aifa approva rimborso per sebelipase alfa

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(Adnkronos) – L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di sebelipase alfa, una terapia enzimatica sostitutiva a lungo termine indicata per il trattamento di pazienti di tutte le età affetti da deficit di lipasi acida lisosomiale (Lal‑D). Sebelipase alfa – informa Alexion, AstraZeneca Rare Disease in una nota – è il primo trattamento approvato e disponibile in Italia per i pazienti affetti da Lal-D, una malattia metabolica genetica ultra-rara e progressiva che evolve gradualmente e può causare danno multiorgano, fino a determinare una potenziale morte prematura. 

“La Lal-D è una malattia metabolica genetica rara causata da un difetto dell’enzima che permette di metabolizzare colesterolo e trigliceridi. Questo mancato funzionamento porta all’accumulo di lipidi nel fegato e in altri organi”, spiega Umberto Vespasiani Gentilucci, professore ordinario di Medicina interna dell’università Campus Bio-Medico di Roma e responsabile dell’Unità Malattie autoimmuni e metaboliche del fegato della Fondazione Policlinico universitario Campus Bio-Medico. “Si tratta di una patologia con un quadro clinico molto eterogeneo – continua – con una variabilità che la rende difficile da riconoscere e che viene infatti spesso confusa con condizioni molto più comuni, come le ipercolesterolemie familiari o altre epatopatie. La sfida principale è quindi legata alla diagnosi differenziale. Sia nel bambino sia nell’adulto, è fondamentale sensibilizzare i clinici a riconoscere gli elementi caratterizzanti e i segni di allarme che debbono far sospettare la presenza di questa condizione, contribuendo così a ridurre un ritardo diagnostico che ancora oggi può superare i 10 anni”. 

“Per i bambini con Lal-D il tempo rappresenta un fattore determinante – aggiunge Lorenzo D’Antiga, professore e direttore del Dipartimento Materno infantile e pediatrico Asst Papa Giovanni XXIII Bergamo – Nella forma neonatale rapidamente progressiva, chiamata anche sindrome di Wolman, in assenza di trattamento, circa l’89% dei pazienti non supera il primo anno di vita. Esiste anche un secondo fenotipo meno severo che si manifesta in età pediatrica con un’evoluzione più lenta e molto variabile. In questo caso, si presenta con segni di interessamento epatico, come l’ingrossamento del fegato e della milza, alterazioni degli enzimi epatici e alti livelli di colesterolo, che tuttavia non sempre vengono immediatamente ricondotti a questa patologia rara. Oggi la diagnosi di Lal-D – chiarisce lo specialista – può essere confermata attraverso il test su goccia di sangue (Dried Blood Spot), analogo a quelli impiegati nei programmi di screening, ma il vero nodo resta però il sospetto clinico. Se la malattia non viene presa in considerazione e non si riconoscono i suoi campanelli d’allarme, il rischio è che bambini con segni apparentemente comuni arrivino alla diagnosi dopo anni, quando parte del danno epatico potrebbe essere già irreversibile”. 

“La disponibilità di sebelipase alfa può cambiare radicalmente la prospettiva delle persone che convivono con la Lal-D in Italia – sottolinea Albina Tummolo, esperta di malattie metaboliche ereditarie presso l’ospedale Giovanni XXIII di Bari – Per la prima volta disponiamo di una terapia che agisce direttamente sulla causa della malattia, consentendo di ridurre l’accumulo patologico di lipidi e di intervenire prima che il danno d’organo diventi irreversibile. Dagli studi clinici a supporto abbiamo visto come questa terapia enzimatica sostitutiva abbia migliorato significativamente la sopravvivenza dei pazienti, con effetti positivi sui marcatori di danno epatico e delle alterazioni lipidiche. Diagnosi precoce e trattamento tempestivo possono oggi tradursi quindi in una prognosi notevolmente migliore e in una qualità di vita pressoché normale per molti pazienti e le loro famiglie”. 

“Per la comunità delle persone che convivono con la Lal-D e per le loro famiglie, la rimborsabilità di questa nuova opzione terapeutica rappresenta un traguardo di straordinaria importanza”, commenta Manuela Vaccarotto, vicepresidente Aismme, Associazione italiana sostegno malattie metaboliche ereditarie Aps. “Per anni la rarità della malattia e le difficoltà diagnostiche hanno reso il percorso dei pazienti complesso e spesso segnato da lunghi ritardi. Oggi – puntualizza – possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia, consapevoli che una diagnosi tempestiva e l’accesso a una terapia specifica possono cambiare concretamente la storia della malattia e la qualità di vita delle persone che ne sono affette. Come Aismme continueremo a impegnarci per promuovere informazione, consapevolezza e diagnosi precoce”. 

“L’approvazione della rimborsabilità di sebelipase alfa rappresenta un passo fondamentale per la comunità della Lal-D in Italia e conferma il valore dell’innovazione nelle malattie rare – afferma Luca Bardoscia, Medical Director Alexion, AstraZeneca Rare Disease – Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei pazienti una terapia che agisce sulla causa della malattia e che ha dimostrato di poter modificare significativamente lo scenario terapeutico della Lal-D. In Alexion continuiamo a lavorare al fianco di clinici, pazienti, caregiver, associazioni di pazienti e istituzioni con l’obiettivo di sottolineare l’importanza di una diagnosi sempre più precoce e offrire alle persone con malattie rare nuove opzioni di cura con benefici clinici significativi”. 

Sebelipase alfa, approvato nell’Unione europea nel 2015 – ricorda la nota – è una terapia enzimatica sostitutiva innovativa progettata per agire sulla causa alla base della Lal-D, sostituendo efficacemente l’attività dell’enzima carente. L’approvazione europea si è basata sui dati di due studi clinici e su uno studio di estensione in aperto che hanno coinvolto pazienti affetti da Lal-D in età infantile, pediatrica e adulta. I risultati hanno mostrato un beneficio significativo in termini di sopravvivenza (67%, ovvero 6 su 9) nei pazienti con forma infantile di Lal‑D oltre i 12 mesi, rispetto a 0 su 21 pazienti di una coorte storica non trattata. Nei pazienti pediatrici con forma infantile trattati con sebelipase alfa sono stati inoltre osservati miglioramenti dei parametri epatici, compreso l’enzima Alt, nonché un aumento del peso corporeo nelle prime settimane di trattamento. 

Nei pazienti pediatrici e adulti con Lal-D, il trattamento ha determinato la normalizzazione dei livelli di Alt, una riduzione del contenuto di grasso nel fegato e di altri indicatori di danno epatico rispetto al placebo, oltre a miglioramenti significativi nell’accumulo lipidico misurati attraverso i livelli di colesterolo Ldl e Hdl. Nei pazienti che hanno ricevuto sebelipase alfa durante il periodo in doppio cieco e che hanno successivamente proseguito nello studio di estensione in aperto, le riduzioni dei livelli di Alt sono state mantenute e sono stati osservati ulteriori miglioramenti in altri parametri di malattia, come il colesterolo Ldl e i livelli elevati di colesterolo Hdl.  

Gli eventi avversi più comuni emersi dal trattamento sono stati ipersensibilità, edema palpebrale, tachicardia, difficoltà respiratoria, vomito, dolore addominale, diarrea, febbre, affaticamento, capogiri ed eruzione cutanea. Le richieste di rimborsabilità sono attualmente in valutazione da parte di altri Paesi dell’Ue. 

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cronaca

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A Welfair il primo toolkit per ospedali più sostenibili

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(Adnkronos) – La seconda giornata di lavori a Welfair – La fiera del fare Sanità è stata caratterizzata dalla presentazione del primo toolkit per la sostenibilità ambientale degli ospedali italiani. Il documento è stato elaborato dal Gruppo di lavoro di B-Sanità R.o.s.a. (Rete italiana ospedali per la sostenibilità ambientale), coordinato da Lorenzo Sommella, direttore sanitario e Green Ambassador della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, e raccoglie 18 pratiche già adottate in alcune strutture sanitarie italiane ma replicabili in tutta la sanità nazionale per ridurre l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza nella gestione delle risorse. Gli interventi riguardano il consumo energetico, la gestione dei rifiuti, i gas anestetici, l’utilizzo di acqua, cibo e plastica, oltre agli strumenti di governance e alla mobilità sostenibile. Al progetto hanno contribuito esperienze di importanti realtà ospedaliere tra cui il Policlinico Gemelli, l’Istituto europeo di oncologia, Humanitas, ospedale Galeazzi e la Fondazione policlinico universitario Campus Bio-Medico. Un lavoro frutto di un anno di incontri a cavallo tra l’edizione 2025 e 2026 di Welfair. 

Per Sommella, “non deve esistere una dicotomia tra la sostenibilità economica e quella ambientale. Abbiamo pensato che fosse questo il momento di avere il coraggio di dire che alle preoccupazioni che derivano da una gestione quotidiana spesso difficile dei nostri presidi sanitari va aggiunta quella di dover ottimizzare i consumi energetici, ridurre la produzione di rifiuti, contrastare l’invadenza della plastica, promuovere percorsi clinici ispirati al modello less is better. Una sfida particolarmente rilevante per un settore che contribuisce per circa il 5% alle emissioni globali di CO₂ e che per garantire le cure impiega quotidianamente grandi quantità di energia, acqua, farmaci e materiali monouso”. 

Ad aprire i lavori è stata Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti del Comune di Roma: “La sanità – ha detto – non può non parlare alla sostenibilità alla prevenzione e alla salute in un progetto di One Health. Sappiamo benissimo che la sanità ha un impatto importante sulla gestione dei rifiuti, sull’inquinamento ambientale e quindi mettere in campo delle azioni specifiche rispetto a questi temi è fondamentale. Gli ospedali sono delle piccole città e come tutte le città consumano energia, consumano acqua, producono rifiuti, hanno il ciclo di vita delle città e quindi prendere dei casi studio per noi è fondamentale. Quindi quello che emerge da questo appuntamento è sicuramente un elemento che va all’interno del nostro piano dei rifiuti di Roma”. 

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cronaca

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Roma in ansia per gli infortuni di Dybala e Koné, le condizioni dei calciatori giallorossi

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(Adnkronos) –
Roma in ansia per gli infortuni di Manu Koné e Paulo Dybala. L’attaccante argentino, uscito al termine del primo tempo della sfida di Champions contro il Real Madrid, si sottoporrà ad alcuni accertamenti nelle prossime ore per stabilire l’entità del problema muscolare. Dopo la partita, il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini ha parlato solo di un “risentimento muscolare”, senza dare altre coordinate. Più preoccupanti, invece, le condizioni del centrocampista francese, costretto a lasciare il campo al 17’ in lacrime. Gasperini per lui ha parlato di uno stiramento al flessore della coscia, la cui entità sarà chiarita dagli esami strumentali di domani, venerdì 16 ottobre.  

Per quanto riguarda Koné, attendere qualche ora in più permetterà, in caso di versamento muscolare, di ottenere risultati più precisi. Per il giocatore si tratta di un problema che riporta alla mente quanto accaduto nella scorsa stagione, quando un infortunio al bicipite femorale destro, seguito da una ricaduta a marzo contro il Bologna in Europa League, lo aveva tenuto lontano dal campo per oltre due mesi. 

Nel caso di Dybala, l’obiettivo dello staff medico dei capitolini sarà capire se invece l’argentino potrà essere a disposizione già per la gara di campionato di sabato 17 ottobre contro il Genoa oppure se sarà più utile concedergli un turno di riposo in vista dei prossimi appuntamenti. Dall’inizio della stagione, l’argentino era sempre partito dal primo minuto, sia in campionato sia in Champions League, disputando nella maggior parte dei casi quasi tutti i 90 minuti. 

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sport

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Cybersecurity, Bisio (Engineering): “Aziende non competitive senza adeguati livelli di sicurezza”

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(Adnkronos) – “In questi ultimi tempi è cresciuta molto la consapevolezza sulle nuove minacce cibernetiche. Si stanno innalzando sulla cosiddetta detection delle vulnerabilità, tipicamente aziende, anche grandi, che avevano migliaia di vulnerabilità, ora ne hanno centinaia di migliaia. Ora gli attaccanti hanno cambiato strategia, usano anche gli Lm e l’intelligenza artificiale di conseguenza anche la difesa deve ricorrere all’AI. Tanti investimenti stanno andando sulla security, non c’è competitività di un’azienda senza adeguati livelli di sicurezza”. Così Aldo Bisio, ceo di Engineering, al Digital Innovation Forum 2026 di Cernobbio in provincia di Como. Per Engineering è stata anche l’occasione per presentare EngSure, la nuova piattaforma agentica di cybersecurity che utilizza l’intelligenza artificiale per rafforzare la difesa degli asset digitali delle organizzazioni e proteggere l’ecosistema ai lungo tutto il suo ciclo di vita. 

“La diffusione dell’Ai agentica – spiega Bisio – sta cambiando profondamente anche la natura degli attacchi informatici. Non basta più difendere il perimetro delle organizzazioni: occorre proteggere e sorvegliare gli agenti, verificare i dati su cui apprendono e controllare il modo in cui prendono decisioni. Per questo abbiamo investito nello sviluppo di EngSure, la nostra piattaforma di cybersicurezza che mette a disposizione di imprese e Pubbliche Amministrazioni strumenti per presidiare l’intera filiera dell’Ai, dal dato fino al controllo del comportamento degli agenti. Un ecosistema di difesa e governo pensato per individuare continuamente le vulnerabilità, garantire autenticità e tracciabilità dei dati e definire i guardrail necessari a utilizzare l’Ai in modo più sicuro e affidabile”. 

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economia

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Numisfero a Verona, arrivano gli orologi vintage: ingresso gratuito alla fiera di dicembre

Gli orologi vintage entrano nel programma di Numisfero, in calendario a Veronafiere dal 10 al 12 dicembre. La collaborazione con Orologiko porta nel padiglione 4 uno spazio dedicato agli esemplari da polso, accanto a monete, francobolli e cartoline. L’ingresso sarà gratuito, con registrazione.

La novità della prima edizione è la Vintage Watches Area. Come riporta VeronaTomorrow nell’annuncio della collaborazione con Orologiko, si tratta di uno spazio commerciale per l’orologeria da collezione, inserito nello stesso percorso degli altri settori della manifestazione.

L’area seguirà i giorni e gli orari della fiera e sarà accessibile senza un biglietto aggiuntivo. L’accordo amplia così la proposta per appassionati e operatori, mettendo in relazione il lavoro sui meccanismi, la storia degli oggetti e le diverse specializzazioni del collezionismo.

Orologi vintage e incontri tra appassionati

Orologiko deriva dalla comunità online nata nel 2006. L’associazione di promozione sociale, presieduta da Glauco Peraino, organizza esposizioni, raduni e seminari. Tra le sue attività figurano anche iniziative educative gratuite per bambini, pensate per avvicinarli alla conoscenza degli orologi.

Numisfero è organizzata da Axcolta con Abafil Milano. Accanto all’esposizione è prevista un’Arena Convegni, destinata al confronto tra pubblico, esperti e professionisti. Il programma dettagliato degli incontri sarà comunicato dagli organizzatori nelle prossime settimane.

Date, orari e registrazione

Il calendario ufficiale di Numisfero indica l’apertura giovedì 10 dicembre dalle 12 alle 18, venerdì 11 dalle 9.30 alle 18 e sabato 12 dalle 9.30 alle 15. La sede è il quartiere fieristico di viale del Lavoro 8. L’accesso gratuito richiede comunque la registrazione del pubblico.

Le sezioni comprendono monete e medaglie, filatelia e storia postale, cartoline, carte collezionabili e accessori per conservare e valutare le raccolte. Il progetto affianca quindi materiali storici e forme contemporanee della stessa passione.

A Verona l’interesse per gli oggetti del passato attraversa anche il mercato di Verona Antiquaria a San Zeno, che nell’edizione del 4 ottobre ha riunito antiquariato, modernariato e vintage tra piazze e vie del quartiere.

Francesco Facchinetti, la frase che fa infuriare Balivo: “Gli uomini giocano a padel per agonismo, le donne per trovare…”

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(Adnkronos) – È bufera social per una frase pronunciata da Francesco Facchinetti in diretta a ‘La volta buona’, programma di Rai1 condotto da Caterina Balivo. Il figlio di Roby Facchinetti ha detto la sua riguardo alle donne che giocano a padel, facendo un paragone ritenuto dalla padrona di casa “sessista”.  

“L’uomo ama l’agonismo del padel e pensa a giocare, mentre la donna che gioca pensa più a trovare…”, ha detto il dj, lasciando volutamente la frase in sospeso, ma quanto detto è stato sufficiente per far arrivare il suo pensiero a riguardo. La frase ha innescato immediatamente la reazione di Caterina Balivo, la conduttrice infatti si è alzata di scatto dal divano e si è avvicinata all’ospite: “Hai detto una castroneria, te lo dico. Che vuol dire? È una frase sessista”, ha detto, mentre Facchinetti rimaneva fermo della sua idea.  

“Dobbiamo fare per forza il politicamente corretto?”, ha aggiunto, cercando di spiegare la sua posizione sull’argomento, che comunque non ha convinto la padrona di casa.  

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spettacoli

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Una persona su 3 ha un disturbo neurologico, a Napoli arriva BrainSpace House

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(Adnkronos) – Una persona su tre, nel mondo, è interessata da una condizione neurologica, come ictus, emicrania, demenze, disturbi dello spettro autistico e tumori del sistema nervoso: una percentuale che rende evidente quanto prendersi cura del cervello significhi investire sulla qualità della vita, sulla longevità e sul futuro dell’intera comunità. Per favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza su questo tema – informa una nota – ha preso il via oggi a Napoli, nella cornice di Piazza Dante, BrainSpace House, l’iniziativa itinerante promossa da Lundbeck Italia in collaborazione con BrainCircle Italia per trasformare la tutela della salute mentale e neurologica in una priorità d’azione concreta e condivisa. L’evento – che ha ottenuto i patrocini istituzionali del Comune di Napoli e del progetto Pro-Ben– è stato presentato oggi in conferenza stampa alla presenza dei rappresentanti istituzionali e delle strutture sanitarie del territorio. 

“Accogliere BrainSpace House in città rappresenta un momento di straordinario valore per la città di Napoli – dichiara Vincenzo Santagada, assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli –. Portare la cultura della prevenzione sanitaria nel cuore dello spazio pubblico significa abbattere le barriere dell’informazione e mettere la scienza a diretto contatto con i bisogni delle persone. Riconoscere la salute del cervello come una priorità ci impegna a promuovere corretti stili di vita e a contrastare lo stigma che ancora troppo spesso circonda la salute mentale e neurologica. La collaborazione tra il Comune, le eccellenti strutture sanitarie del nostro territorio e realtà private come Lundbeck dimostra come la sinergia istituzionale possa generare un impatto sociale positivo e duraturo per la salute di tutta la comunità”.  

Aperta gratuitamente dal 15 al 18 ottobre, ‘BrainSpace House’ – si legge – accoglie la cittadinanza in Piazza Dante all’interno di un percorso esperienziale che unisce il rigore della ricerca alla forza visiva delle nuove tecnologie. Attraverso un’esperienza immersiva basata sulla realtà virtuale guidata da visori dedicati, gli adulti possono compiere un viaggio sensoriale all’interno dell’organo cerebrale per comprendere l’impatto che i comportamenti di ogni giorno – dalla qualità del sonno all’alimentazione, dalla gestione dello stress alla vita di relazione – esercitano sulla prevenzione e sulla plasticità dei neuroni. Parallelamente, le famiglie e i bambini delle scuole primarie del territorio vengono accompagnati in uno spazio dedicato, dove realtà aumentata e attività interattive permettono di esplorare il cervello in modo ludico, imparando a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni e ad adottare buone abitudini fin dall’infanzia. 

 

“Ospitare la conferenza stampa del progetto BrainSpace House al Museo archeologico nazionale di Napoli non è casuale – aggiunge Francesco Sirano, direttore generale del Mann –. Il nostro Istituto recepisce e valorizza le iniziative meritorie organizzate nel territorio, perché un Museo non è solo custode di opere d’arte, ma è anche centro culturale per tutti. Partendo, però, dalla visita alle nostre collezioni, è Atena, tra gli altri personaggi del mito, ad accompagnarci nel percorso di scoperta del Mann: se cerchiamo la dea che nasce dalla mente di Zeus nelle nostre sale, troviamo la sua raffigurazione (o il suo rimando) sin dalla statua di Ferdinando di Borbone che domina con lo sguardo l’Atrio del nostro Istituto, per poi rivederla battagliera e vincente nella sezione della Villa dei Papiri. Sin dall’antichità, la mente è quel territorio complesso che unisce intelligenza ed emotività, scienza e arte, sapienza e ideale: un Brain circle ante litteram, che, nella multidisciplinarietà comune a esperienze culturali diverse, dobbiamo continuare a curare, studiare, preservare”. 

“Da oltre settant’anni Lundbeck è impegnata nel campo delle neuroscienze, con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone che convivono con patologie del cervello. Il nostro instancabile impegno va oltre la ricerca e lo sviluppo di soluzioni terapeutiche: vogliamo contribuire a promuovere una cultura della salute del cervello che metta al centro la conoscenza, la prevenzione e il benessere delle persone – conclude Tiziana Mele, Amministratore delegato di Lundbeck Italia –. Dopo la straordinaria partecipazione registrata a Milano, con oltre 1.300 visitatori, siamo orgogliosi di portare BrainSpace House a Napoli, per continuare ad avvicinare le neuroscienze ai cittadini e sensibilizzarli sull’importanza di prendersi cura del proprio cervello lungo tutto l’arco della vita, a partire dall’infanzia. Rendere la scienza accessibile, promuovere una maggiore consapevolezza e contribuire a superare stigma e pregiudizi significa creare le condizioni per una società più attenta, equa e inclusiva. Ringraziamo il Comune di Napoli e tutte le realtà del territorio che hanno accolto e sostenuto questa iniziativa, che ci auguriamo possa raggiungere sempre più città italiane”. 

A completare l’iniziativa – conclude la nota – in piazza Dante prendono il via oggi anche i BrainSpace Talks: un ricco ciclo di incontri divulgativi che vedranno alternarsi sul palco allestito in piazza oltre trenta tra i più autorevoli specialisti, neurologi, psichiatri e docenti dei principali presidi sanitari e atenei della città. Il palinsesto offrirà fino a domenica uno spazio di confronto aperto su temi come il legame tra musica e cervello, i segreti della longevità, le applicazioni dell’intelligenza artificiale nelle neuroscienze, le dipendenze digitali nei giovani, la gestione del disagio psichico e malattie neurologiche come emicrania, epilessie e Parkinson, trasformando la piazza in un luogo vivo di dialogo e sensibilizzazione pubblica. 

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cronaca

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