domenica, Novembre 8, 2026
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Corazza: “Sfida è tenere barra dritta su Green Deal in contesto difficile”

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(Adnkronos) – “Oggi la prima sfida dell’Unione Europea è tenere la barra dritta sul Green Deal, sugli obiettivi climatici che sono sempre più indispensabili vista l’accelerazione del surriscaldamento, in un contesto da incubo. Mi riferisco non solo all’aggressione russa all’Ucraina o la guerra degli Houthi che si è riaperta in Arabia Saudita con tutte le conseguenze per quanto riguarda diesel, carburante per aerei e gas, ma anche al contesto di guerra ibrida”. Così Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, nel suo intervento al convegno Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, in corso al Palazzo dell’Informazione a Roma, ricordando come il Parlamento europeo abbia evidenziato che “non è solo la Russia a farci la guerra ibrida, ma anche la Cina, l’Iran, la Corea del Nord. Dobbiamo, quindi, saperci difendere su più fronti e il Green Deal si deve necessariamente oggi coniugare con l’autonomia strategica europea”.  

“Serve conciliare le esigenze del taglio delle emissioni con quelle di sicurezza. Ma senza una base industriale forte, l’Europa non può essere indipendente ed è sempre più ricattabile”. Per “non essere ricattabili” serve “una politica di Green Deal che ponga attenzione alle materie prime strategiche, all’approvvigionamento e a come sostituire quelle che sono sotto il controllo quasi monopolistico della Cina”, sottolinea Corazza. Bisogna “cercare di rallentare l’invasione di auto ibride cinesi – c’è stato un accordo qualche giorno fa che limita le importazioni a 350.000 all’anno – Quanto all’Ets, probabilmente non ci sarà una riduzione, è chiaro tuttavia che ha un impatto sul costo dell’energia e in qualche modo penalizza la base manufatturiera europea in un momento in cui non possiamo permettercelo”. 

 

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economia

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Gallone (Ispra): “Prevenzione rischi del territorio core dell’Istituto”

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(Adnkronos) – “L’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale fa della prevenzione il suo core”. Così Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra, intervenendo alla quarta edizione del format Adnkronos Q&A dedicato allo sviluppo sostenibile, dal titolo ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’, questa mattina a Roma al Palazzo dell’Informazione.  

“Il primo passo è superare l’idea che esistano tante sostenibilità diverse da mettere semplicemente una accanto all’altra perché la sostenibilità è una sola; il tema dei rischi è uno soltanto. Ci deve essere una visione complessiva dello sviluppo nella quale ambiente, economia, società ed energia rappresentino una dimensione profondamente connessa, quindi il principio dell’ecologia integrale”, premette Gallone.  

“Dobbiamo superare la contrapposizione che io considero ormai anacronistica tra ambiente e crescita economica e dobbiamo sostenere istituti come il nostro che fanno del monitoraggio dei dati, della prevenzione, dell’attenzione rispetto ai rischi i loro obiettivi – prosegue – Con le nuove tecnologie noi saremo in grado di prevenire sempre di più in un paese fragile. Abbiamo a nostra disposizione un elemento fondamentale che è quello della conoscenza: la conoscenza è il possesso di dati strategici fondamentali; non possiamo governare ciò che non conosciamo non possiamo compiere scelte efficaci se non siamo in grado di misurarne gli effetti”. 

L’obiettivo quindi è “mettere a disposizione delle istituzioni, delle amministrazioni, delle imprese, dei cittadini dati scientifici autorevoli, indipendenti, accessibili e capaci di orientare le decisioni. Ispra possiede una serie di strumenti che sono dedicati sia ai nostri decisori in senso più ampio ma anche agli enti territoriali e ai cittadini come la piattaforma Idrogeo – che ognuno di noi può scaricare anche dal proprio telefonino – che è una piattaforma che rende accessibili informazioni fondamentali sul dissesto idrogeologico del nostro Paese, offrendo uno strumento prezioso per la conoscenza dei rischi e della pianificazione territoriale”. Quindi “il nostro obiettivo è sempre quello di arrivare prima, cioè prima che un rischio si trasformi in emergenza, prima che un danno diventi irreversibile, prima che una comunità debba pagare il prezzo di ciò che avremmo potuto prevenire”.  

“Il mio messaggio oggi è proprio quello di rafforzare il dialogo tra il mondo della ricerca e quello delle istituzioni facendo in modo che le conoscenze scientifiche possano arrivare a chi decide in maniera tempestiva, comprensibile e completamente utilizzabile”, conclude. 

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economia

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Morto dopo essere stato aggredito da una tigre in un parco, identificata la vittima: chi era William Chapman

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(Adnkronos) – Si chiamava William Chapman l’uomo morto dopo essere stato aggredito da una tigre allo Yorkshire Wildlife Park, un parco faunistico vicino a Doncaster, nel South Yorkshire, in Inghilterra. Come riporta la Bbc, l’uomo, 25 anni circa, è entrato all’interno del recinto dove era rinchiuso l’animale sabato scorso, scavalcando la recinzione, ed è stato attaccato, come mostrano anche alcune immagini che hanno cominciato a circolare sui social e che la famiglia dell’uomo ha chiesto che non vengano più condivise.  

La polizia del South Yorkshire ha confermato che Chapman era in visita al parco da solo. L’aggressione sarebbe durata pochi minuti: secondo i testimoni, il 25enne indossava le cuffie e camminava avanti e indietro nei pressi dell’area prima di entrare all’interno della recinzione. Una persona ha raccontato di averlo visto arrampicarsi sulle protezioni, saltare all’interno e sdraiarsi davanti alla tigre, che di lì a poco l’avrebbe attaccato e ucciso. 

Chapman era un ex allievo della Jackie Palmer Stage School di High Wycombe. Ha avuto un passato da attore: da bambino era apparso nella produzione ITV “May Contain Nuts” al fianco di Shirley Henderson – nota soprattutto per aver interpretato Mirtilla Malcontenta nei film di Harry Potter – e di Darren Boyd. Ha inoltre interpretato Edward Jenner nella serie della Bbc “True Stories”.  

Sulla vicenda è intervenuto nelle scorse ore anche il presidente USA Donald Trump, che ha condiviso sul suo Truth Social il video in cui Chapman, che ”soffriva di una grave malattia mentale”, veniva sbranato dalla tigre siberiana. ”Non si scherza mai con la natura”, ha scritto Trump, che poi ha condiviso una clip, creata con l’intelligenza artificiale, in cui si vede il tycoon affrontare una tigre e poi abbracciarla, sorridente, dando il via alle polemiche.  

 

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internazionale/esteri

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Idrosadenite suppurativa, al via campagna di sensibilizzazione ‘Scritto sulla pelle’

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(Adnkronos) – Conoscere l’idrosadenite suppurativa (Hs), imparare a riconoscerne i segni e sapere quando rivolgersi al dermatologo. Nasce con questi obiettivi ‘Scritto sulla pelle’, la campagna nazionale promossa dalla Sidemast (Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse), con il patrocinio di Passion People Aps e il contributo non condizionante di Ucb Pharma. L’iniziativa, rivolta agli adulti, si svolgerà dal 2 al 13 novembre e offrirà consulti dermatologici gratuiti su prenotazione in 13 centri ospedalieri-universitari nelle città di Milano, Brescia, Torino, Ferrara, Firenze, Pisa, Roma, Napoli, Bari, Cagliari e Messina. Attraverso questa campagna, i cittadini avranno l’opportunità di ricevere informazioni sulla patologia e di accedere a un consulto gratuito presso i centri aderenti.  

Per accedere alle prenotazioni – informa una nota – a partire da oggi, 15 ottobre, gli utenti potranno effettuare un pre-screening compilando il questionario online sul sito www.sidemast.org/scrittosullapelle/, dove saranno disponibili anche tutte le informazioni sui centri aderenti e le date degli Open Day. Se ammessi alla fase di prenotazione, riceveranno un codice personale e le indicazioni per contattare il numero verde dedicato e verificare la disponibilità del consulto. Dedicata a una patologia ancora spesso sottovalutata, l’iniziativa mira anche a ridurre il senso di isolamento che può accompagnare chi convive con l’idrosadenite suppurativa.  

“L’idrosadenite suppurativa è una malattia di cui si parla ancora troppo poco, nonostante le conseguenze che può avere sulla vita delle persone – spiega Giovanni Pellacani, ordinario di Dermatologia presso Sapienza università di Roma e presidente Sidemast – Con questa campagna vogliamo aiutare i cittadini a riconoscerne i possibili segnali e, soprattutto, facilitare l’incontro con dermatologi esperti perché una diagnosi tempestiva significa poter affrontare la malattia prima che le sue manifestazioni diventino più difficili da gestire”. Dolore, recidive e localizzazione delle lesioni possono incidere sulla vita quotidiana, sulle relazioni sociali e sulla sfera intima e personale. “Un centro che apre le porte alle persone con idrosadenite può cambiare la vita – afferma Giusi Pintori, direttrice di Passion People Aps – È questo il valore della campagna: trasformare la conoscenza in accesso alla cura, la diagnosi in un nuovo inizio, l’attesa in una possibilità. Perché curare l’idrosadenite significa restituire alle persone il potere di scegliere e di essere protagoniste della propria esistenza”.  

Si stima che circa una persona su 100 nel mondo conviva con l’idrosadenite suppurativa, riporta la nota. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato nel 2025, che conferma come questa patologia sia tutt’altro che rara, sebbene la sua diffusione vari tra i diversi Paesi. Uno degli ostacoli principali è proprio riconoscerla: i sintomi possono essere confusi con quelli di altre condizioni della pelle e le zone interessate possono rendere difficile parlarne, anche con il medico. Su questi aspetti richiamano l’attenzione anche Stefania Guida e Martina Burlando, membri del Consiglio direttivo Sidemast e responsabili per le campagne di sensibilizzazione. 

“L’Hs può iniziare con noduli dolorosi che compaiono ripetutamente, spesso nelle stesse zone del corpo, e che vengono scambiati per semplici foruncoli – illustra Guida, associato di Dermatologia presso l’università Vita-Salute San Raffaele di Milano – Proprio la ricorrenza di queste manifestazioni deve rappresentare un campanello d’allarme. Riconoscere precocemente la malattia permette di avviare un percorso diagnostico e terapeutico appropriato, evitando che i pazienti arrivino all’osservazione dello specialista soltanto quando il quadro clinico è già avanzato”. Burlando, associato di Dermatologia presso l’università degli Studi di Genova, evidenzia che “chi convive con l’Hs si trova spesso ad affrontare difficoltà che vanno ben oltre le manifestazioni sulla pelle. Il dolore, le recidive e la localizzazione delle lesioni possono interferire con le attività quotidiane, la vita sociale e le relazioni più intime. A volte l’imbarazzo porta a nascondere i sintomi e a rimandare la richiesta di aiuto. È importante rompere questo silenzio: nessuno dovrebbe rinunciare a parlarne con un medico per vergogna o per la convinzione che non ci sia nulla da fare”. 

Per conoscere i centri aderenti alla campagna, le date degli Open Day e le modalità di partecipazione: www.sidemast.org/scrittosullapelle/. 

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cronaca

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Caro carburanti, Urso: “Al lavoro per proroga price cup tempo necessario”

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(Adnkronos) – “Basta guardare quello che abbiamo fatto negli ultimi giorni. Basta guardare nelle agende dei nostri dicasteri, stiamo lavorando affinché possa essere volontariamente prorogato” il price cup sui carburanti “per il tempo necessario”. Lo afferma il ministro per le Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo all’evento Adnkronos Q&A ‘Sostenibilità, le nuove parole chiave’. Le azioni dell’esecutivo dimostrano “come questo governo non si limiti e fronteggiare l’emergenza con efficacia ma contemporaneamente su ogni dossier lavora a delle riforme organiche, che a volte hanno bisogno di anni per dispiegare i propri effetti, ma bisogna farlo fin da adesso”, sottolinea il ministro. 

“Per la Transizione 5.0 ho chiesto al ministro Giorgetti che siano assicurate risorse corrispondenti al successo della misura già dimostrato, di avere il suo utilizzo in nuova versione” con risorse nazionali e che “sia resa strutturale, con una programmazione di bilancio anche per il 2029 e poi via via per gli anni successivi, ha detto ancora Urso aggiungendo: “Oggi la misura è triennale” ma “dobbiamo renderla strutturale. E in più dobbiamo ampliare l’utilizzo anche al software, al cloud, e riteniamo siano assolutamente importanti per la nostra impresa. Questo può accadere all’interno del piano di Transizione 5.0 o anche con altra strumentazione, l’importante è che accada”. 

“Il decreto Imprese penso che sarà portato al Consiglio dei ministri entro il mese di novembre”, ha affermato Urso, rispondendo a una domanda sui tempi del provvedimento. E ha spiegato che l’obiettivo è arrivare all’approvazione definitiva “nella prima parte di gennaio”, indicando una stima di circa 60 giorni dal passaggio in Cdm. “Due mesi dal 20 novembre, quella potrebbe essere la nostra tempistica”. Il ministro ha aggiunto che il decreto è “in corso di elaborazione” ed è importante “sia sul fronte della semplificazione sia su quello dell’efficientamento energetico”. E ha quindi sottolineato che sia il disegno di legge sulla concorrenza sia il decreto Imprese “troveranno pieno compimento nella legge di bilancio, anche per quanto riguarda l’attribuzione di risorse”. 

Quanto al disegno di legge sulla concorrenza, che contiene anche la riforma della rete dei carburanti, sarà approvato “entro la sessione di bilancio”, quindi entro dicembre. “Questo è il nostro obiettivo”, ha detto ancora il ministro aggiungendo che “il provvedimento è un collegato alla manovra economica e il dibattito deve iniziare in commissione alla Camera. Il disegno di legge sulla concorrenza, così come il Decreto Imprese, troverà poi pieno compimento nella legge di bilancio anche per quanto riguarda l’attribuzione di risorse”. 

Urso ha aggiunto che, al massimo, l’approvazione potrà avvenire “nelle prime settimane di gennaio”. “Evidenzio come sia il quarto disegno di legge annuale sulla concorrenza in quattro anni. Nei precedenti 15 anni furono fatte solo due leggi annuali sulla concorrenza. Questo la dice lunga su quello che questo governo ha fatto, con lungimiranza, per il sistema produttivo e per i consumatori italiani”, ha affermato. 

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economia

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Longevità in salute e sostenibilità, Haleon: “Self-care e alfabetizzazione sanitaria”

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(Adnkronos) – Educazione alla salute, prevenzione e scelte quotidiane consapevoli concorrono a costruire, nelle diverse fasi della vita, le condizioni per mantenere autonomia e qualità della vita negli anni. Promuovere la capacità delle persone di prendersi cura della propria salute, dall’infanzia all’età anziana, può contribuire a migliorare il benessere individuale e a sostenere un utilizzo più appropriato delle risorse sanitarie. “L’invecchiamento in salute inizia molto prima della terza età: nell’infanzia, con la costruzione di corrette abitudini, e nell’età adulta, attraverso la prevenzione e la capacità di compiere scelte informate. Accompagnare questo percorso significa riconoscere bisogni diversi, compresi quelli dei caregiver, e offrire un sostegno che si adatti alle persone lungo tutto l’arco della vita”. Così Marco Dorigo, General Manager Southern Europe e Italia di Haleon, riassume i contenuti condivisi alla tavola rotonda CEOforLIFE ‘Self-care, Active Aging e nuovi paradigmi di salute e benessere’, che si è svolta a Roma nelle scorse settimane. 

Una condizione essenziale è l’alfabetizzazione sanitaria, ossia la capacità di comprendere e utilizzare le informazioni sulla salute per prendere decisioni consapevoli. “Secondo la fase 3 del Global Health Inclusivity Index, realizzato da Economist Impact e supportato da Haleon, in Italia – continua Dorigo – le spese sanitarie annuali per una persona con bassa alfabetizzazione sanitaria sono pari a 3.902 euro, contro 1.406 euro per una persona con un livello elevato: un valore quasi triplo. Il dato evidenzia la rilevanza delle competenze sanitarie anche nel dibattito sulla sostenibilità del sistema”. All’interno del self-care, che comprende comportamenti e strumenti per promuovere e mantenere la salute, trova spazio anche l’automedicazione responsabile. “La gestione appropriata dei disturbi lievi e autogestibili, accompagnata dal consiglio del farmacista, può contribuire a ridurre il ricorso inappropriato ai servizi sanitari, preservando l’accesso alle cure per i bisogni più complessi – sottolinea il General Manager di Haleon – Responsabilizzare le persone non significa lasciarle sole o trasferire su di loro le responsabilità del Servizio sanitario, significa metterle nelle condizioni di fare la scelta giusta al momento giusto. Il farmacista, per la sua vicinanza ai cittadini, è un riferimento fondamentale: aiuta a orientarsi, sostiene un’automedicazione appropriata e indica quando è necessario rivolgersi al medico”. 

Perché questo modello sia accessibile, occorre considerare le barriere economiche, informative, culturali e territoriali che possono ostacolare le scelte di salute. Anche un ambito quotidiano come la salute orale mostra quanto siano importanti la continuità delle abitudini e il supporto professionale, dal bambino che impara a prendersi cura della bocca alla persona anziana che necessita di assistenza. “In questo percorso – conclude Dorigo – Haleon individua per le imprese una responsabilità che va oltre il prodotto e comprende informazione, educazione alla salute e collaborazione con professionisti, istituzioni e associazioni. Vogliamo contribuire a una cultura della salute più accessibile e inclusiva, mettendo a disposizione la nostra conoscenza dei bisogni quotidiani delle persone. Il self-care può essere parte della risposta alla sostenibilità del sistema sanitario se poggia su una collaborazione concreta e mantiene al centro l’accesso appropriato alle cure”. 

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cronaca

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Maltrattamenti e violenze sessuali su anziane in Rsa Milano, interdetti tre Oss

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Tre operatori socio-sanitari sono stati interdetti dall’esercizio della professione in qualsiasi struttura sanitaria o socio-assistenziale, pubblica o privata. Il provvedimento nell’ambito di un’indagine su presunti maltrattamenti ai danni di anziane ospiti di una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) in provincia di Milano.

Save the Children: 1 bambino su 4 sotto i 5 anni, nel mondo, soffre di grave povertà alimentare

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(Adnkronos) –
Nel mondo, un bambino su quattro vive in condizioni di grave povertà alimentare nella prima infanzia: si tratta di circa 181 milioni di bambini di età inferiore ai 5 anni. Quasi 43 milioni soffrono di malnutrizione acuta. Per 12 milioni la malnutrizione è grave. Ancora oggi quasi la metà dei decessi dei bambini sotto i 5 anni al mondo è causata dalla malnutrizione, che si conferma una delle principali minacce alla sopravvivenza infantile. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alimentazione. (VIDEO) 

A quasi dieci mesi dall’inizio dell’anno, le più gravi emergenze nutrizionali che colpiscono i minori nel mondo hanno ricevuto meno di un terzo dei finanziamenti necessari: solo il 31%, pari a circa 3,1 miliardi di dollari, era stato effettivamente stanziato all’inizio di ottobre, a fronte di una necessità di 10 miliardi di dollari, secondo una nuova analisi di Save the Children, che ha riguardato quasi 20 Paesi – tra cui Sudan, Yemen e Somalia – caratterizzati da alti livelli di malnutrizione e insicurezza alimentare, nonché da indicatori sanitari critici. La malnutrizione nei primi anni di vita può causare danni irreversibili alla salute e allo sviluppo dei bambini. Eppure, solo uno su tre riceve le cure nutrizionali di cui ha bisogno, mentre conflitti, povertà, crisi climatica e tagli agli aiuti impediscono a milioni di famiglie di sfamare i propri figli. Complessivamente, nel 2025, 266 milioni di persone, ovvero il 22,9% della popolazione analizzata in 47 Paesi e territori ha registrato elevati livelli di insicurezza alimentare acuta.  

I conflitti, la crisi climatica e i tagli agli aiuti sono oggi le principali cause della malnutrizione minorile, killer silenziosi dell’infanzia in molti Paesi del mondo. I conflitti si confermano la principale causa della fame tra i bambini, destabilizzando i sistemi alimentari, costringendo le famiglie ad abbandonare le proprie case e limitando l’accesso ai servizi sanitari e nutrizionali da cui i più piccoli dipendono. Nel 2025, 23,1 milioni di persone – su un totale di 39,1 milioni in condizioni di emergenza – si trovavano in Paesi in cui il conflitto rappresenta la causa principale. A Gaza, oltre 1,2 milioni di persone si trovavano in una situazione di insicurezza alimentare acuta classificata nella Fase 3 IPC o superiore. Inoltre, si stima che, in assenza di assistenza alimentare umanitaria, circa il 90% della popolazione (1,9 milioni di persone) potrebbe affrontare livelli elevati di insicurezza alimentare acuta fino a dicembre 2026. L’analisi evidenzia anche che entro aprile 2027 più di 74.000 bambini sotto i cinque anni potrebbero soffrire di malnutrizione acuta, inclusi oltre 11.000 bambini colpiti da malnutrizione acuta grave, la forma più letale di fame infantile. O in Sudan, dove si stima che nel 2026 circa 825.000 bambini sotto i cinque anni soffrano di malnutrizione acuta grave. Si tratta di un aumento del 7% rispetto al 2025 e del 25% rispetto al periodo precedente al conflitto. 

La recente escalation in Medio Oriente, inoltre, sta interrompendo le rotte commerciali, facendo impennare i prezzi di cibo e carburante, peggiorando l’accesso ai beni essenziali per milioni di persone già colpite da crisi e povertà e aumentandone la vulnerabilità. Si stima, inoltre, che altri 45 milioni di persone potrebbero trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, principalmente a causa delle interruzioni negli scambi commerciali. Gli eventi meteorologici estremi incidono per circa un terzo sul numero globale di persone in condizioni di insicurezza alimentare acuta, seguiti dalle crisi economiche, che però sono in flessione rispetto al 2024. Il ritorno di El Niño – un fenomeno climatico naturale che altera le normali condizioni meteorologiche a livello globale, quest’anno particolarmente intenso – potrebbe inasprire ulteriormente la crisi alimentare, scatenando siccità più severe in alcune regioni e inondazioni in altre, danneggiando i raccolti, facendo aumentare i prezzi del cibo e ostacolando l’accesso all’acqua potabile. Tutti scenari che accrescerebbero il rischio di fame e malnutrizione. Ad aggravare ulteriormente la situazione, i tagli agli aiuti umanitari, oggi ai minimi degli ultimi dieci anni, che riducono la capacità di risposta alle crisi e il sostegno alle popolazioni più vulnerabili. Nel 2025, infatti, si stima che i fondi destinati all’assistenza alimentare, agricola e nutrizionale hanno subito un calo del 59% rispetto al 2022. 

 

Il crollo dei finanziamenti ha costretto a ridurre drasticamente la portata degli interventi: dai 36 milioni di donne e bambini iniziali da raggiungere si è passati a soli 16,7 milioni di beneficiari, lasciando circa due milioni di bambini affetti da malnutrizione acuta grave senza cure e mettendo a rischio la vita di circa 369.000 persone. I tagli agli aiuti hanno avuto ripercussioni irreversibili sulle popolazioni. In Afghanistan, negli ultimi quattro anni, la malnutrizione acuta tra i bambini sotto i cinque anni è aumentata del 14%, arrivando a colpire 3,7 milioni di bambini nel 2026. Nello stesso periodo, i finanziamenti e gli aiuti internazionali destinati all’Afghanistan sono diminuiti di quasi il 70% e ciò ha comportato la chiusura o la sospensione delle attività di 600 strutture sanitarie – che tra le altre cose costituiscono un presidio fondamentale nella lotta alla malnutrizione acuta – lasciando senza assistenza circa 4 milioni di persone, di cui circa la metà bambini. In Uganda oltre un milione di rifugiati ha perso il sostegno alimentare, mentre ad Haiti la sospensione della distribuzione di pasti caldi alle famiglie sfollate ha aggravato i livelli di fame. In generale, a livello globale, le proiezioni indicano che un’ulteriore e rapida riduzione dei finanziamenti potrebbe causare fino a 22,6 milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030, inclusi 5,4 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni. 

“Per decenni l’impegno della comunità internazionale ha dimostrato che la malnutrizione può essere prevenuta e sconfitta: non è un destino inevitabile. Oggi, però, stiamo assistendo a una pericolosa inversione di tendenza. Conflitti sempre più estesi e devastanti, restrizioni all’accesso umanitario e drastici tagli agli aiuti stanno privando milioni di bambini di ciò che è essenziale per sopravvivere e crescere: cibo, acqua potabile, assistenza sanitaria, servizi igienici e protezione. Di fronte a questa crisi non basta intervenire quando l’emergenza è già esplosa. Occorre affrontare le cause profonde della fame con investimenti stabili e soluzioni durature, riportando i bambini al centro dell’agenda globale. Save the Children chiede ai leader mondiali di rilanciare con urgenza la lotta alla malnutrizione, invertendo la tendenza ai tagli agli aiuti e investendo maggiori risorse per prevenire le crisi prima che si trasformino in tragedie umanitarie. Rafforzare la sicurezza alimentare, i sistemi sanitari e la capacità di risposta delle comunità significa salvare vite oggi e costruire società più resilienti domani. La sicurezza alimentare non è un traguardo irraggiungibile: è una scelta politica”, ha dichiarato Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children. Nei Paesi più colpiti, tutti i principali fattori di rischio si intrecciano: conflitti, crisi climatica, sfollamenti e aumento del costo della vita. Una tempesta perfetta che sta spingendo milioni di bambini verso la fame e la malnutrizione. 

Siamo di fronte a quella che potrebbe essere la più grave emergenza alimentare del 21° secolo. Il suo impatto si fa particolarmente sentire in Paesi come lo Yemen, dove si stima che 2,2 milioni di bambini, quasi uno su quattro, soffrano di malnutrizione acuta a causa del conflitto e della crisi economica, mentre la recente escalation delle violenze rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Oltre 500.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave. O in Somalia, dove quasi due milioni di bambini sotto i 5 anni sono a rischio di malnutrizione acuta – di cui 433.000 di malnutrizione acuta grave. Nel Paese, uno dei più vulnerabili alla crisi climatica, circa 5,4 milioni di persone – il 28% della popolazione – vivono in condizioni di insicurezza alimentare acuta (Fase IPC 3 o superiore), con un aumento di oltre il 60% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La crisi si estende anche al Malawi, dove un milione di bambini sotto i 5 anni è in condizione di malnutrizione acuta e all’intera Africa orientale e meridionale: secondo Save the Children, entro l’inizio del 2027 circa 8 milioni di bambini in Madagascar, Malawi, Mozambico, Zambia, Uganda e Kenya potrebbero trovarsi in condizioni di insicurezza alimentare acuta, con un aumento del 30% rispetto ai livelli attuali. Complessivamente, il numero di persone che affrontano livelli critici di insicurezza alimentare in questi sei Paesi è destinato a crescere da 12,6 a 16,4 milioni. 

 

I minori pagano il prezzo maggiore in questa crisi. Eppure i trattamenti esistono, come pure le soluzioni. E le evidenze dimostrano che, quando si agisce tempestivamente, le bambine e i bambini sopravvivono e crescono sani. In tutto il mondo, Save the Children cura la malnutrizione e lavora con comunità e istituzioni per garantire a ogni bambina e bambino l’accesso a cibo adeguato e nutriente. L’intervento si sviluppa su tre livelli: rispondere alle emergenze con assistenza alimentare e cure nutrizionali salvavita; rafforzare la resilienza delle comunità attraverso soluzioni sostenibili e innovative, come la formazione di operatori sanitari e comunità, il sostegno ai mezzi di sussistenza, la promozione di pratiche agricole resilienti al clima; promuovere cambiamenti nelle politiche globali per contrastare le disuguaglianze e per far in modo che governi e istituzioni affrontino le cause strutturali delle crisi alimentari e tutelino il futuro dei bambini. Lo scorso anno, insieme ai partner, Save the Children ha raggiunto 24 milioni di bambini con interventi salvavita per la salute e la nutrizione. Nel prossimo triennio (2026-2028), Save the Children ha l’obiettivo di sostenere 20 milioni di donne e bambini attraverso interventi di sanità pubblica in contesti umanitari, inclusa la cura di due milioni di bambini e di donne in gravidanza o allattamento affetti da malnutrizione acuta grave e moderata. Save the Children ha lanciato “Nourished Futures”, una nuova iniziativa globale per la nutrizione che mira a raccogliere 300 milioni di dollari per curare e prevenire la malnutrizione e le malattie infantili nei contesti umanitari più critici. La malnutrizione infantile non è una battaglia persa: esistono soluzioni per curarla e prevenirla. Ma è cruciale agire ora e tutti possono dare il proprio contributo.  

Per questo Save the Children, lancia la campagna Emergenza Fame, per portare assistenza a bambine e bambini e alle loro famiglie nelle aree dove c’è più bisogno di aiuto. Dal 15 ottobre al 15 novembre è possibile sostenere la campagna Emergenza fame di Save the Children per dare cibo terapeutico, acqua potabile e cure mediche a tanti bambini malnutriti, donando 2 euro con un SMS al 45583 dal proprio cellulare Fastweb+Vodafone, WindTre, TIM, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali; 5 o 10 euro da rete fissa TIM, Fastweb+Vodafone, WindTre, Tiscali, Geny e 5 euro da Convergenze, PosteMobile.
Testimonial della campagna di Save the Children è Cesare Bocci
, Ambasciatore dell’Organizzazione che ha visitato i progetti in Somalia. Altri testimonial sono Rossella Brescia, Paolo Conticini, Tosca D’Aquino, Francesca Fialdini, Neva Leoni, Lucia Mascino, Marco Rossetti, Pierpaolo Spollon, Anna Valle. La Campagna ha il sostegno informativo di Rai per la Sostenibilità – ESG attraverso i canali editoriali Rai. Spazi editoriali saranno messi a disposizione da Sky per il Sociale, DAZN, Mediafriends, La7, Tv 2000. La campagna ha anche il supporto della Lega Serie A e Associazione Italiana Allenatori Calcio. In occasione della 7ª giornata di Campionato, in programma da venerdì 16 a lunedì 19 ottobre, tutte le squadre della Serie A Enilive scenderanno in campo per supportare Save the Children invitando i tifosi a contribuire con una semplice donazione. 

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internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, a Roma Welfair 2026: sfide e opportunità per il futuro del Ssn

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Prevenzione, approfondimenti clinici, professionalizzazione e sostenibilità sono stati alcuni dei temi al centro di Welfair 2026-La fiera del fare Sanità che ha riunito a Roma i protagonisti della sanità italiana per un confronto sulle strategie più efficaci per rendere il Servizio sanitario nazionale efficiente e competitivo.

Milano capitale della bellezza sicura, al via il congresso Agorà

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(Adnkronos) – La medicina estetica deve rispondere alle richieste emergenti, alle logiche del marketing o alla prova scientifica? Agorà risponde con il suo claim, ‘Evidence shapes aesthetics’. Si apre oggi la 28esima edizione del Congresso internazionale di medicina estetica Agorà, dal 15 al 17 ottobre all’Allianz MiCo South – Milano Convention Centre, con 821 contributi scientifici, 566 relatori da 26 Paesi e 4 continenti. Ieri, in Agenas a Roma – informa una nota – è stata presentata la prima Giornata nazionale per la sicurezza delle cure in medicina estetica, dedicata alla tutela della salute, alla prevenzione del rischio clinico e alla diffusione di una maggiore consapevolezza tra i cittadini che si avvicinano ai trattamenti medico-estetici. 

Cosa significa che l’evidenza dà forma all’estetica? “Per anni ci si è chiesti cosa si potesse fare. Oggi la domanda giusta è: su quali dati lo facciamo, e per quale paziente – spiega Maurizio Cavallini, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, presidente di Agorà – Un dispositivo nuovo o una ‘tecnica virale sui social’ non sono di per sé un’indicazione. Lo diventano quando le evidenze dimostrano un beneficio reale e un rischio accettabile per quella persona, con quella anatomia”. “La medicina estetica lavora sull’immagine di sé, ed è lì che va misurata – afferma Magda Belmontesi, specialista in Dermatologia e venereologia, vicepresidente di Agorà – La tutela comincia quando il paziente sa distinguere una visita da una proposta commerciale. Un medico che ascolta, spiega le alternative e sa dire di no è la prima garanzia di un buon esito”. Chi trasmette il metodo? Una comunità di medici e ricercatori, si legge. Al congresso collaborano 22 società scientifiche. E la Smiem, la scuola di Agorà, compie quarant’anni: “Percorso quadriennale, almeno 200 ore di tirocinio, oltre 1.500 diplomati”, ricordano i co-direttori, Nadia Tamburlin e Mario Mariotti. 

La Giornata mondiale per la sicurezza dei pazienti è stata istituita dall’Oms nel 2019 e cade il 17 settembre, la stessa data in cui l’Italia celebra la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure. La medicina estetica ne era rimasta fuori – ricorda la nota – perché si svolge quasi tutta in studi privati, lontano dall’ospedale dove la cultura del rischio clinico è nata. Da quest’anno ha una data sua: il 14 ottobre. Cosa può fare il cittadino? Seguire il decalogo diffuso da Agorà: 10 verifiche su chi esegue il trattamento, dove e come. E per i dubbi c’è l’Help Desk gratuito della società scientifica. “Se qualcosa va storto, Agorà, riconosciuto quest’anno come ‘Centro di riferimento del ministero della Salute per la gestione delle complicanze correlate all’impiego di filler’, accoglie pazienti e medici”, precisa Cavallini. Al congresso arriva anche un Position paper sull’autoregolamentazione della comunicazione social anche per i medici: niente ‘prima/dopo’ manipolati né sconti, immagini create con l’Ai sempre dichiarate. “Il decalogo dice al paziente cosa verificare, il Position paper dice al medico cosa non fare: sono due facce dello stesso patto – chiosa Claudio Plebani, segretario generale di Agorà – Le regole esistono già, ma circolano meno dei risultati mostrati sui social. Una giornata nazionale e un documento di autoregolamentazione: la sicurezza delle cure in medicina estetica passa da entrambi”. 

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