domenica, Novembre 8, 2026
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Ascolti tv 14 ottobre, Tale e Quale show si aggiudica la prima serata: tutti i dati

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(Adnkronos) – Il varietà condotto da Carlo Conti, ‘Tale e Quale Show’, in onda ieri mercoledì 14 ottobresu Rai1, vince la prima serata con 2.498.000 spettatori e il 17,9% di share. Medaglia d’argento per Canale 5 che con ‘Il Volo – Uno per Tutti’ ha conquistato 2.073.000 spettatori e il 17,7% di share mentre ‘Chi l’ha visto?’ su Rai3 ha totalizzato 1.083.000 spettatori e il 7,2% di share. Fuori dal podio troviamo La7 con ‘Una Giornata Particolare’ che ha interessato 987.000 spettatori (6,2% share) mentre Tv8 con la partita di Champions League Manchester City-PSG ha raccolto 962.000 spettatori (5,3% share). 

Seguono: Italia 1 con ‘Black Adam’ (755.000 spettatori, 4,9% share); Nove con ‘Il Tavolo di Che Tempo Che Fa’ (554.000 spettatori, 3,7% share); Rete 4 con ‘È Sempre Cartabianca’ (502.000 spettatori, 4,2% share); Rai2 con ‘Patù – La Passione delle Idee’ (135.000 spettatori, 1,2% share).  

In access prima time si afferma ‘Affari Tuoi’ su Rai1 che totalizzato 4.442.000 spettatori (22,6% share) mentre ‘La Ruota della Fortuna’ su Canale 5 ha raccolto 4.136.000 spettatori (21,1% share). 

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spettacoli

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Verona, tampona una Clio in tangenziale Est e fugge: ferito un 42enne, si cercano testimoni

Incidente in tangenziale Est a Verona mercoledì 14 ottobre, poco dopo le 19: una Renault Clio è finita nella scarpata vicino all’uscita di Montorio. Il conducente è stato soccorso e portato al Polo Confortini. La Polizia locale cerca un’auto verde scuro e chiede informazioni a chi ha assistito all’urto.

Un veronese di 42 anni è rimasto ferito in un incidente in tangenziale Est, nel tratto percorso in direzione Valpantena. La sua Renault Clio è stata tamponata da un’altra vettura, il cui conducente si è allontanato senza fermarsi a prestare soccorso. L’episodio è avvenuto nella serata di mercoledì 14 ottobre, all’altezza dello svincolo di Montorio.

Secondo Daily Verona, dopo il tamponamento la Clio è uscita dalla carreggiata ed è finita nella scarpata. Il 42enne è stato trasferito al Polo Confortini: le lesioni riportate, secondo le informazioni diffuse, non sono gravi.

Incidente in tangenziale Est: l’auto ricercata

Sul posto sono intervenute due pattuglie della Polizia locale del comando di via del Pontiere, che hanno avviato le ricerche del secondo mezzo. L’indicazione disponibile riguarda una vettura verde scuro, danneggiata nell’urto. Potrebbe trattarsi di una Peugeot, ma la marca non risulta confermata.

Alle 7 di giovedì 15 ottobre il veicolo non era ancora stato rintracciato, precisa VeronaOggi. Il comando invita il conducente a presentarsi per fornire la propria versione dell’accaduto.

Le segnalazioni alla centrale operativa

Chi ha assistito all’incidente o possiede informazioni utili può contattare la centrale operativa della Polizia locale al numero 045 8078828. L’appello riguarda il tamponamento avvenuto poco dopo le 19, nel tratto verso la Valpantena.

È un nuovo intervento sulle arterie cittadine dopo i tre incidenti nella notte fra l’11 e il 12 ottobre. In quel caso quattro persone erano rimaste ferite sulla tangenziale Sud; le altre pattuglie erano intervenute per un’auto ribaltata a San Michele Extra e una vettura sullo spartitraffico di viale Piave.

Istat: “Oltre 5,4 milioni di individui in povertà assoluta in Italia nel 2025”

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(Adnkronos) – Nel 2025 si stimano poco più di 2,1 milioni di famiglie in povertà assoluta; l’incidenza, pari all’8,0% sul totale delle famiglie residenti, risulta stabile rispetto al 2024. Gli individui in povertà assoluta sono oltre 5,4 milioni, rappresentano il 9,3% del totale dei residenti, quota che risulta anch’essa stabile rispetto a quella dell’anno precedente (per le variazioni statisticamente significative si veda il Prospetto 1 della Nota metodologica). Lo indica l’Istat nel Report sulla povertà nel 2025.  

La stabilità del fenomeno rispetto al 2024 conferma anche la più alta incidenza nel Mezzogiorno (coinvolge 813mila famiglie, il 9,6% delle residenti nella ripartizione), seguito dal Nord-ovest (568mila famiglie, 7,7%) e dal Nord-est (386mila famiglie, 7,4%); il Centro mostra, anche nel 2025, i valori più bassi (338mila famiglie, 6,3%). Tra le famiglie assolutamente povere, il 38,6% risiede nel Mezzogiorno (39,8% nel 2024), il 45,3% al Nord (44,5% nel 2024) e il restante 16,1% al Centro (15,7% nel 2024). 

Anche tra gli individui i valori più elevati dell’incidenza di povertà assoluta (oltre l’11%) si osservano nel Sud e nelle Isole; seguono il Nord-ovest (8,8%) e il Centro (7,4%). L’incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età, passando dal 12,5% fra i minori (per un totale di 1 milione 136mila), al 12,1% fra i giovani di 18-34 anni (quasi 1 milione 198mila), all’8,9% per i 35-64enni e al 6,1% fra gli over 65 (oltre 891mila). 

L’intensità della povertà assoluta, che misura in termini percentuali quanto la spesa mensile delle famiglie povere sia mediamente al di sotto della linea di povertà (cioè “quanto poveri sono i poveri”), si conferma stabile a livello nazionale (18,5%), nel Nord (18,2%, con valori pari al 18,5% nel Nord-ovest e 17,8% nel Nord-est) e nel Centro (18,2%), mentre nel Mezzogiorno si segnala un lieve incremento: le stime salgono al 19,0%, dal 18,5% del 2024, per effetto dell’aumento nelle Isole (dove dal 17,0% si sale al 19,0%). 

Segnali di miglioramento rispetto al 2024, a livello nazionale, si osservano nei comuni più piccoli fino a 50mila abitanti (diversi dai comuni periferia area metropolitana), dove l’incidenza di povertà assoluta scende al 7,4% dall’8,9%. La povertà assoluta è invece stabile nei comuni sopra i 50mila abitanti, nei comuni periferici delle aree metropolitane, dove l’incidenza è pari all’8,9%, e nei comuni centro di area metropolitana, dove si attesta all’8,1%.  

Le dinamiche sono tuttavia differenziate nelle ripartizioni: la stabilità nei comuni centro di area metropolitana è la sintesi di una flessione dell’incidenza nel Nord, dove dall’8,2% scende al 5% (nel Nord-ovest al 4,2%), e di un aumento nel Centro dove sale all’8,3% (dal 4,1% del 2024). Il miglioramento nei comuni più piccoli (non periferici delle aree metropolitane) è invece trainato dal Centro, con valori pari al 5,4% (dal 7,9% del 2024), e dal Mezzogiorno, dove l’incidenza raggiunge l’8,2% (dall’11,0% del 2024). 

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economia

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Global Welfare Summit 2026: tutele diseguali tra piccole e grandi imprese, la proposta di un patto

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Il welfare aziendale in Italia continua ad essere caratterizzato da forti differenze tra imprese di piccole e grandi dimensioni. È quanto emerge dai dati presentati dall’Osservatorio Italian Welfare al Global Welfare Summit 2026, svoltosi a Villa Miani, a Roma. Al centro del confronto il cosiddetto ‘Welfare Gap’, ovvero il divario nell’accesso alle tutele per la salute, la famiglia e la sicurezza economica. Per ridurre queste disuguaglianze, l’Osservatorio ha proposto un patto nazionale che coinvolga imprese, parti sociali, investitori e istituzioni.

Turismo, nasce l’Osservatorio italiano Dog Tourism per conoscere l’evoluzione della vacanza pet friendly

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(Adnkronos) – Presentato in anteprima l’Osservatorio Italiano Dog Tourism, il nuovo strumento di conoscenza e monitoraggio costante del turismo con il cane al seguito, realizzato da Jfc e promosso da Club del Sole. Il progetto nasce nel 2026 da una partnership triennale tra le due realtà e si rivolge all’intero sistema turistico nazionale: operatori, enti, giornalisti, esperti e centri studi. Prende quindi forma un punto di osservazione stabile, con rilevazioni ripetute ogni anno, per misurare l’evoluzione del fenomeno a livello nazionale e il suo impatto sul mercato turistico. La metodologia di Jfc non si limita alla pura analisi statistica dei dati raccolti attraverso survey, elaborazioni e banche dati: considera anche fattori fenomenologici, economici e sociologici, per leggere in profondità l’evoluzione sociale e la sua incidenza sul turismo dei cani. È un approccio perfezionato negli anni attraverso altri osservatori nazionali, tra cui Mare Italia, Montagna Bianca Italiana, Montagna Estiva, Tassa di Soggiorno e Wedding Tourism.  

Ogni anno Jfc condurrà una survey online (Cawi) su un duplice campione nazionale di italiani che possiedono almeno un cane: coloro che hanno fatto almeno un soggiorno fuori casa con il proprio cane negli ultimi due anni o intendono fare una vacanza nell’anno di riferimento e chi, invece, non prevede alcun soggiorno fuori casa con il proprio cane nell’anno sottoposto rilevazione. Un’ulteriore survey nazionale indicherà, invece, il ranking delle destinazioni indicate dai nostri connazionali come quelle ideali per trascorrere una vacanza col proprio cane. A questa base si affiancano le rilevazioni sui profili social dedicati al mondo dei cani, il confronto con operatori ricettivi alberghieri ed extralberghieri, consorzi promo-commerciali, Dmo/Dmc, uffici Iat e tour operator con offerte dedicate, oltre all’analisi di fonti di vario genere. 

“Il turismo con il cane, che rappresenta il 53,4% sul totale degli animali da compagnia, è un fenomeno che in Italia non era mai stato osservato in modo sistematico. Con i precedenti studi effettuati nel corso del 2026 abbiamo iniziato ad analizzarlo e misurarlo; con l’Osservatorio lo faremo ogni anno, andando oltre il dato statistico per capire come cambia il rapporto tra le persone e i loro cani e, di conseguenza, il modo di scegliere una vacanza. Il nostro metodo, già collaudato con gli altri osservatori nazionali, vuole offrire a operatori, destinazioni e istituzioni uno strumento concreto per leggere e anticipare un mercato in forte evoluzione, fornendo strumenti e modelli per valutare il settore. Ringraziamo Club del Sole per aver creduto in questo progetto con una visione che guarda all’intero comparto”, afferma Massimo Feruzzi, Ceo di Jfc. 

 

L’Osservatorio misurerà: dimensioni e valore economico con notti fuori casa, spesa dedicata al cane, valore attuale e mercato potenziale in termini di nuclei familiari, presenze e fatturato; comportamenti e propensione al viaggio, quindi come e quanto si viaggia con il cane, con le variazioni di anno in anno; bisogni e barriere, come servizi richiesti e mancanti, limitazioni riscontrate e difficoltà in fase di prenotazione; ranking dog friendly, quindi classifiche di destinazioni italiane, regioni e Paesi esteri, basate su un panel di italiani che hanno effettuato un soggiorno fuori casa nell’ultimo anno. 

Per Club del Sole, promuovere l’Osservatorio significa affiancare all’esperienza maturata nei Villaggi uno strumento di ricerca continuativa, capace di orientare lo sviluppo dell’offerta e contribuire alla crescita del settore. Il programma Family Dog Friendly propone un modello di accoglienza con servizi, spazi e attività dedicati a chi sceglie di trascorrere la vacanza insieme al proprio cane. Un impegno riconosciuto anche dal premio ricevuto di recente dal Gist Animal Travel Award, che trova nell’Osservatorio un ulteriore sviluppo: comprendere come cambiano le esigenze degli ospiti e mettere questa conoscenza a disposizione di operatori, destinazioni e istituzioni. 

“Il modo di vivere la vacanza evolve insieme alle famiglie, di cui il cane è sempre più parte integrante. Con il programma Family Dog Friendly abbiamo tradotto questa esigenza in servizi, spazi e competenze dedicate. Promuovere l’Osservatorio significa fare un passo ulteriore: comprendere e anticipare i bisogni degli ospiti, mettendo a disposizione dell’intero settore una conoscenza utile a sviluppare un’accoglienza sempre più qualificata”, spiega Angelo Cartelli, direttore generale di Club del Sole. 

 

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economia

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Achille Lauro presenta ‘Casa Ragazzi Madre’: “I giovani hanno bisogno di sentirsi parte di qualcosa”

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Il cantiere del progetto, che vale oltre 3,6 milioni di euro, è stato avviato nel mese di settembre 2026 e l’apertura delle porte è prevista nel 2027. L’obiettivo di Casa Ragazzi Madre non è soltanto intervenire quando il disagio è ormai evidente, ma raggiungere anche quei ragazzi che non chiedono aiuto, non arrivano spontaneamente ai servizi o non considerano ancora grave la propria condizione. 🔴🆕Aggiungi Demografica alle fonti preferite e non dimenticare di seguire il canale Youtube di Adnkronos per altre video notizie #achillelauro #ragazzimadre

Festa del Cinema di Roma, giorno 3: arriva il biopic su Pino Daniele e la docuserie con Daniele De

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Dal biopic su Pino Daniele, ‘Je so’ pazzo’ alla star del giorno, l’attore Paul Bettany, fino alla docu-serie ‘Radici’ con Daniele De Rossi: ecco le cose da sapere sulla terza giornata della Festa del Cinema di Roma. (Videonews di Lucrezia Leombruni)

Giallo Pietracatella, agenti in un liceo di Campobasso: continua la caccia al computer

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(Adnkronos) – Gli investigatori della Squadra mobile e del Servizio centrale operativo (Sco) sono entrati oggi, giovedì 15 ottobre, nel liceo classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso. È la terza tappa di una serie di accertamenti informatici disposti dalla Procura di Larino nell’ambito del giallo di Pietracatella.  

L’intervento di oggi arriva dopo quelli nel laboratorio informatico dell’Istituto Agrario e nel Liceo Scientifico, sempre a Riccia. L’obiettivo dell’attività è scandagliare a fondo l’universo del web e del darkweb attraverso terminali e server scolastici, per rintracciare eventuali connessioni sospette legate alla ricina, la sostanza con la quale sono state avvelenate Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, morte lo scorso dicembre. Si sono salvati la sorella maggiore, Alice, 20 anni e il padre Gianni Di Vita.  

Entrambe le ragazze avevano frequentato proprio il ‘Pagano’. Non verrà analizzato il contenuto dei singoli computer, un’operazione ritenuta troppo lunga e complessa. Gli investigatori lavoreranno solo sui dati di navigazione conservati nel server dell’istituto. Il quarto accertamento è fissato per domani, venerdì 16 ottobre, nel liceo di Casacalenda, scuola in cui insegna la cugina di Gianni Di Vita. 

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cronaca

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Nefrologo Grandaliano: “Per le renali abbiamo terapie ma serve diagnosi precoce”

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(Adnkronos) – “Intercettare precocemente un paziente con la glomerulopatia da C3 (C3G) o la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (Ic-Mpgn), due malattie renali ultrarare, permette di curarle e di ridurre significativamente, se non di allontanare quasi definitivamente, la possibilità della dialisi. Abbiamo a disposizione terapie che sono estremamente efficaci, sono mirate sui meccanismi alla base della malattia: sono un grande” aiuto “per noi, ma soprattutto per questi pazienti”. Così Giuseppe Grandaliano, professore di Nefrologia, Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs, università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in occasione della chiusura di ‘CL3AR’, la campagna di sensibilizzazione di Sobi Italia, realizzata con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, per aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell’adulto e del bambino e promuovere la diagnosi precoce. 

La C3G e la Ic-Mpgn “rientrano nel quadro delle malattie renali croniche, ne costituiscono una piccola fetta – precisa Grandaliano – Sono due patologie estremamente rare, ma che impattano in maniera significativa nella vita delle persone: il 50% dei pazienti è in dialisi a 10 anni dalla diagnosi, quindi hanno bisogno di una terapia sostitutiva. Diagnosticare tempestivamente queste malattie è veramente importante, ma non è una cosa semplice: danno pochi sintomi e sono rare, quindi è lo specialista che deve interpretare segni clinici che sono veramente sfumati e che hanno bisogno di indagini di laboratorio”.  

Le malattie renali rare “sono tantissime e danno segni clinici quando magari è troppo tardi per installare una terapia adeguata – chiarisce il nefrologo – Questa campagna di sensibilizzazione è fondamentale per invitare le persone, tutte, a ricercare queste malattie. Non abbiamo bisogno di esami particolarmente complessi per cercare le malattie renali rare. Un esame semplicissimo è più che sufficiente. Un banalissimo esame delle urine ci permette di sospettare queste malattie e quindi, eventualmente, di procedere con un iter diagnostico un po’ più complesso e fare una diagnosi definitiva. Ma alla base c’è un esame assolutamente banale, un esame delle urine”. 

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cronaca

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Nefrologo Zaza: “Evitare ritardo diagnostico per ridurre danno renale”

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(Adnkronos) – “In questo momento storico abbiamo la necessità in campo nefrologico, delle malattie renali croniche, ma anche in quelle sistemiche, di implementare un percorso che consenta di arrivare alla diagnosi nel minor tempo possibile. Dobbiamo evitare il problema dei ‘late referral’, cioè della presa in carico dei pazienti, nella rete nefrologica, sia territoriale che ospedaliera, di primo, secondo, terzo livello, in ritardo. Un ritardo diagnostico e, di conseguenza, un ritardo terapeutico sono un grande problema. La rete nefrologica deve funzionare, si deve ottimizzare l’inserimento rapido del paziente per poter agire quando le tempistiche sono atte per ridurre il danno renale”. Lo ha detto Gian Luigi Zaza, direttore Uoc di Nefrologia, dialisi e trapianto, Policlinico Umberto I di Roma, in occasione della chiusura nella Capitale, in piazza Mastai, di ‘CL3AR’, la campagna di sensibilizzazione di Sobi Italia, con il patrocinio dell’associazione pazienti progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, per aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell’adulto e del bambino e promuovere la diagnosi precoce. 

“Per migliorare la tempestività della diagnosi e per avere una maggiore consapevolezza della malattia renale – continua Zaza – è importante che si attivi tutto un sistema che parte dall’informazione corretta del paziente sulle conseguenze di una non solo errata, ma non tempestiva diagnosi. Deve essere informato sulla necessità di entrare nella rete nefrologica territoriale e centrale, quindi ospedaliera, nel tempo migliore e di quelle che sono attualmente le nuove possibilità diagnostiche, le nuove pipeline terapeutiche che si stanno aprendo e che rappresentano un notevole cambio di paradigma. Abbiamo a disposizione armi diagnostiche che fino a qualche anno fa non avevamo – evidenzia l’esperto – Rispetto al passato, quando la diagnosi è precoce e ben fatta, abbiamo armi molto più efficaci sia nel paziente adulto che nel paziente pediatrico”.  

Oltre a spostarsi “verso una medicina sempre più personalizzata e sempre più molecolare – sottolinea Zaza – stiamo imparando anche a lavorare su target terapeutici specifici con l’utilizzo, per esempio, dei farmaci che agiscono sul sistema del complemento e degli Sglt2 inibitori, farmaci di nuova concezione. Prima si fa la diagnosi, prima si inizia con un trattamento nelle fasi iniziali della malattia e abbiamo la possibilità di rallentare la progressione del danno renale sia negli adulti che nei pediatrici di decenni. È estremamente importante – rimarca – cambiare il passo e inserire il paziente il prima possibile in una rete efficace di diagnostica e trattamento nefrologico”. 

“Le patologie renali sono spesso asintomatiche, non danno segnali della loro presenza – chiarisce il nefrologo – È quindi necessario fare screening di popolazione, avere a disposizione degli strumenti diagnostici predittivi poco costosi, efficaci e che devono essere estesi a tutta la popolazione. Una di queste è sicuramente l’Acr (rapporto albumina/creatinina urinaria, Ndr), cioè la valutazione della proteinuria e della presenza delle anomalie urinarie che è facilmente eseguibile: basta un esame delle urine o prelievi ematici semplici, poco costosi come il dosaggio della creatinina e la valutazione del filtrato glomerulare. Questi test sono da eseguire periodicamente non solo nella popolazione ad alto rischio, come cardiopatici, diabetici, dismetabolici, anziani”. 

A tale proposito, “stiamo attivando molti programmi insieme alla medicina del lavoro e di igiene – precisa Zaza – per avere uno screening di popolazione diretto e indiretto che ci permetta di intercettare precocemente il danno cronico”. In questo aspetto è fondamentale anche il “ruolo dell’informazione con l’utilizzo degli strumenti come Internet e tutte le piattaforme social. Tra qualche anno, queste patologie rappresenteranno una delle principali cause di mortalità della popolazione – ribadisce l’esperto – La diffusione della malattia renale cronica è progressivamente in aumento e fra 10-15 anni raggiungerà le prime 5 posizioni come danno di popolazione. Un individuo su 10 in una situazione di diverso grading di danno renale ha delle problematiche nefrologiche che devono essere investigate. Ben venga – conclude – lo studio di queste patologie nell’ambito di programmi di screening di popolazione”. 

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cronaca

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