Dal biopic su Pino Daniele, ‘Je so’ pazzo’ alla star del giorno, l’attore Paul Bettany, fino alla docu-serie ‘Radici’ con Daniele De Rossi: ecco le cose da sapere sulla terza giornata della Festa del Cinema di Roma. (Videonews di Lucrezia Leombruni)
Giallo Pietracatella, agenti in un liceo di Campobasso: continua la caccia al computer
(Adnkronos) – Gli investigatori della Squadra mobile e del Servizio centrale operativo (Sco) sono entrati oggi, giovedì 15 ottobre, nel liceo classico ‘Mario Pagano’ di Campobasso. È la terza tappa di una serie di accertamenti informatici disposti dalla Procura di Larino nell’ambito del giallo di Pietracatella.
L’intervento di oggi arriva dopo quelli nel laboratorio informatico dell’Istituto Agrario e nel Liceo Scientifico, sempre a Riccia. L’obiettivo dell’attività è scandagliare a fondo l’universo del web e del darkweb attraverso terminali e server scolastici, per rintracciare eventuali connessioni sospette legate alla ricina, la sostanza con la quale sono state avvelenate Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, morte lo scorso dicembre. Si sono salvati la sorella maggiore, Alice, 20 anni e il padre Gianni Di Vita.
Entrambe le ragazze avevano frequentato proprio il ‘Pagano’. Non verrà analizzato il contenuto dei singoli computer, un’operazione ritenuta troppo lunga e complessa. Gli investigatori lavoreranno solo sui dati di navigazione conservati nel server dell’istituto. Il quarto accertamento è fissato per domani, venerdì 16 ottobre, nel liceo di Casacalenda, scuola in cui insegna la cugina di Gianni Di Vita.
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Nefrologo Grandaliano: “Per le renali abbiamo terapie ma serve diagnosi precoce”
(Adnkronos) – “Intercettare precocemente un paziente con la glomerulopatia da C3 (C3G) o la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (Ic-Mpgn), due malattie renali ultrarare, permette di curarle e di ridurre significativamente, se non di allontanare quasi definitivamente, la possibilità della dialisi. Abbiamo a disposizione terapie che sono estremamente efficaci, sono mirate sui meccanismi alla base della malattia: sono un grande” aiuto “per noi, ma soprattutto per questi pazienti”. Così Giuseppe Grandaliano, professore di Nefrologia, Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs, università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in occasione della chiusura di ‘CL3AR’, la campagna di sensibilizzazione di Sobi Italia, realizzata con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, per aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell’adulto e del bambino e promuovere la diagnosi precoce.
La C3G e la Ic-Mpgn “rientrano nel quadro delle malattie renali croniche, ne costituiscono una piccola fetta – precisa Grandaliano – Sono due patologie estremamente rare, ma che impattano in maniera significativa nella vita delle persone: il 50% dei pazienti è in dialisi a 10 anni dalla diagnosi, quindi hanno bisogno di una terapia sostitutiva. Diagnosticare tempestivamente queste malattie è veramente importante, ma non è una cosa semplice: danno pochi sintomi e sono rare, quindi è lo specialista che deve interpretare segni clinici che sono veramente sfumati e che hanno bisogno di indagini di laboratorio”.
Le malattie renali rare “sono tantissime e danno segni clinici quando magari è troppo tardi per installare una terapia adeguata – chiarisce il nefrologo – Questa campagna di sensibilizzazione è fondamentale per invitare le persone, tutte, a ricercare queste malattie. Non abbiamo bisogno di esami particolarmente complessi per cercare le malattie renali rare. Un esame semplicissimo è più che sufficiente. Un banalissimo esame delle urine ci permette di sospettare queste malattie e quindi, eventualmente, di procedere con un iter diagnostico un po’ più complesso e fare una diagnosi definitiva. Ma alla base c’è un esame assolutamente banale, un esame delle urine”.
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Nefrologo Zaza: “Evitare ritardo diagnostico per ridurre danno renale”
(Adnkronos) – “In questo momento storico abbiamo la necessità in campo nefrologico, delle malattie renali croniche, ma anche in quelle sistemiche, di implementare un percorso che consenta di arrivare alla diagnosi nel minor tempo possibile. Dobbiamo evitare il problema dei ‘late referral’, cioè della presa in carico dei pazienti, nella rete nefrologica, sia territoriale che ospedaliera, di primo, secondo, terzo livello, in ritardo. Un ritardo diagnostico e, di conseguenza, un ritardo terapeutico sono un grande problema. La rete nefrologica deve funzionare, si deve ottimizzare l’inserimento rapido del paziente per poter agire quando le tempistiche sono atte per ridurre il danno renale”. Lo ha detto Gian Luigi Zaza, direttore Uoc di Nefrologia, dialisi e trapianto, Policlinico Umberto I di Roma, in occasione della chiusura nella Capitale, in piazza Mastai, di ‘CL3AR’, la campagna di sensibilizzazione di Sobi Italia, con il patrocinio dell’associazione pazienti progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, per aumentare la conoscenza sulla salute dei reni e sulle patologie renali rare dell’adulto e del bambino e promuovere la diagnosi precoce.
“Per migliorare la tempestività della diagnosi e per avere una maggiore consapevolezza della malattia renale – continua Zaza – è importante che si attivi tutto un sistema che parte dall’informazione corretta del paziente sulle conseguenze di una non solo errata, ma non tempestiva diagnosi. Deve essere informato sulla necessità di entrare nella rete nefrologica territoriale e centrale, quindi ospedaliera, nel tempo migliore e di quelle che sono attualmente le nuove possibilità diagnostiche, le nuove pipeline terapeutiche che si stanno aprendo e che rappresentano un notevole cambio di paradigma. Abbiamo a disposizione armi diagnostiche che fino a qualche anno fa non avevamo – evidenzia l’esperto – Rispetto al passato, quando la diagnosi è precoce e ben fatta, abbiamo armi molto più efficaci sia nel paziente adulto che nel paziente pediatrico”.
Oltre a spostarsi “verso una medicina sempre più personalizzata e sempre più molecolare – sottolinea Zaza – stiamo imparando anche a lavorare su target terapeutici specifici con l’utilizzo, per esempio, dei farmaci che agiscono sul sistema del complemento e degli Sglt2 inibitori, farmaci di nuova concezione. Prima si fa la diagnosi, prima si inizia con un trattamento nelle fasi iniziali della malattia e abbiamo la possibilità di rallentare la progressione del danno renale sia negli adulti che nei pediatrici di decenni. È estremamente importante – rimarca – cambiare il passo e inserire il paziente il prima possibile in una rete efficace di diagnostica e trattamento nefrologico”.
“Le patologie renali sono spesso asintomatiche, non danno segnali della loro presenza – chiarisce il nefrologo – È quindi necessario fare screening di popolazione, avere a disposizione degli strumenti diagnostici predittivi poco costosi, efficaci e che devono essere estesi a tutta la popolazione. Una di queste è sicuramente l’Acr (rapporto albumina/creatinina urinaria, Ndr), cioè la valutazione della proteinuria e della presenza delle anomalie urinarie che è facilmente eseguibile: basta un esame delle urine o prelievi ematici semplici, poco costosi come il dosaggio della creatinina e la valutazione del filtrato glomerulare. Questi test sono da eseguire periodicamente non solo nella popolazione ad alto rischio, come cardiopatici, diabetici, dismetabolici, anziani”.
A tale proposito, “stiamo attivando molti programmi insieme alla medicina del lavoro e di igiene – precisa Zaza – per avere uno screening di popolazione diretto e indiretto che ci permetta di intercettare precocemente il danno cronico”. In questo aspetto è fondamentale anche il “ruolo dell’informazione con l’utilizzo degli strumenti come Internet e tutte le piattaforme social. Tra qualche anno, queste patologie rappresenteranno una delle principali cause di mortalità della popolazione – ribadisce l’esperto – La diffusione della malattia renale cronica è progressivamente in aumento e fra 10-15 anni raggiungerà le prime 5 posizioni come danno di popolazione. Un individuo su 10 in una situazione di diverso grading di danno renale ha delle problematiche nefrologiche che devono essere investigate. Ben venga – conclude – lo studio di queste patologie nell’ambito di programmi di screening di popolazione”.
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Salute, si è chiusa a Roma campagna itinerante CL3AR sulle malattie renali, ‘informazione primo passo’
(Adnkronos) – Si è chiusa a Roma in piazza Mastai, dopo aver fatto tappa a Milano, Bari, Torino, Bologna e Palermo, la campagna itinerante ‘CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni’, un progetto di Sobi Italia realizzato con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto Ddd Ets e delle società scientifiche Fir, Sinepe e Sip, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della salute dei reni, ancora oggi troppo spesso sottovalutata, e in particolare sulle patologie renali rare. In Europa – spiegano i promotori dell’iniziativa – si definisce ‘rara’ una malattia che colpisce meno di 5 persone su 10.000. Le malattie renali rare sono un gruppo eterogeneo di patologie genetiche, immuno-mediate o legate al sistema del complemento, che danneggiano i reni. Le persone che convivono con una malattia renale rara sono meno del 5% del numero totale di pazienti con malattia renale cronica. Le patologie renali croniche, ancor più le patologie renali rare – come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (Ic-Mpgn) primaria – sono spesso insidiose perché invisibili e silenti nelle prime fasi di malattia, con sintomi che tendono ad essere trascurati perché confondenti. Di conseguenza molte persone ricevono una diagnosi tardiva, quando i reni hanno già subito danni irreversibili; una diagnosi precoce resta quindi un aspetto fondamentale per cambiare le prospettive, intervenire tempestivamente sulla gestione della malattia e ridurre il rischio di progressione verso l’insufficienza renale.
La campagna CL3AR ha voluto fare informazione e aumentare la consapevolezza su queste patologie, attraverso un viaggio lungo lo Stivale che è partito a maggio e si è concluso ieri. Un viaggio nell’informazione – descrive una nota – che ha coinvolto, insieme, l’associazione pazienti Progetto Ddd Ets, le società scientifiche e i clinici dei centri di nefrologia di riferimento. Ogni tappa e ogni città ha rappresentato un’occasione di scambio con la popolazione per sensibilizzare su queste patologie ancora poco note e sui rischi connessi, non ultimo l’impatto delle malattie renali croniche rare sulla vita dei pazienti, adulti e bambini, e dei caregiver. Un impatto concreto sulla qualità di vita e sulla quotidianità, che spazia dagli aspetti emotivi e psicologici a quelli sociali, lavorativi ed economici. Il tema della conoscenza assume un’importanza ancora maggiore quando si parla di malattie renali croniche rare, che possono avere un esordio poco evidente e rimanere a lungo difficili da riconoscere. Tra queste, la C3G e la pIc-Mpgn possono manifestarsi inizialmente con segnali non sempre facilmente riconducibili a una patologia specifica. Riconoscere tempestivamente eventuali alterazioni e arrivare a una diagnosi precoce è quindi fondamentale per poter intervenire quanto prima sulla gestione della malattia e ridurre il rischio di una progressione verso l’insufficienza renale.
“La C3G e la Ic-Mpgn primaria sono due diverse malattie renali ultra-rare che condividono un problema comune: un’eccessiva attività della proteina C3 nel sistema immunitario”, illustra Giuseppe Grandaliano, professore ordinario di Nefrologia, Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Colpiscono maschi e femmine in egual misura, generalmente vengono diagnosticate durante l’infanzia o l’adolescenza e, nella maggior parte dei casi, non esiste una causa chiara che ne spieghi l’insorgenza. Possono avere un esordio poco evidente e presentarsi inizialmente con anomalie difficili da ricondurre subito a una patologia specifica. Anche alcuni semplici controlli, come l’esame delle urine, possono però offrire indicazioni utili da approfondire. Intercettare precocemente questi segnali e favorire l’accesso a centri di cura specializzati può contribuire ad abbreviare il percorso verso la diagnosi e ad avviare una gestione adeguata della malattia. Agire in tempi rapidi è importante per ridurre il rischio di evoluzione e complicanze, con un impatto concreto sulla vita delle persone”, sottolinea lo specialista.
L’importanza di accorciare il percorso diagnostico trova conferma anche nei dati del Rare Kidney Diseases (Rkd) Barometer, promosso da Sobi e sviluppato sotto la guida indipendente di un Expert Advisory Group composto da medici, ricercatori e rappresentanti delle associazioni di pazienti. Il Barometro, che ha raccolto nel 2025 le esperienze di persone con malattie renali rare e caregiver in diversi Paesi europei, e vede 55 rispondenti italiani, evidenzia la complessità del percorso diagnostico e assistenziale. Il Barometro – riporta la nota – indica che Il 44% dei pazienti italiani rispondenti ha riferito un ritardo diagnostico superiore a 1 anno dall’insorgenza dei primi sintomi, a causa dei lunghi tempi di attesa, di una conoscenza ancora limitata della malattia da parte del personale sanitario e dell’elevato numero di appuntamenti necessari per arrivare a una diagnosi corretta. Questo porta a conseguenze con un importante impatto, come dover ricorrere alla dialisi o una recidiva della malattia dopo il primo trapianto. Ma emergono altri aspetti che si ripercuotono sulla vita di pazienti e caregiver, quali l’impatto socioeconomico, sul lavoro e sulla scuola, coinvolgendo direttamente anche chi assiste la persona malata. Inoltre, è significativo l’impatto sul benessere psicologico: l’80% dei caregiver ritiene che l’impegno assistenziale abbia influenzato in modo importante il proprio stato emotivo, con il 40% che ha già fatto ricorso a un supporto psicologico. Anche dal punto di vista economico, 1 caregiver su 3 riferisce di aver subito una perdita di reddito e il 42% deve sostenere spese dirette. Emergono poi chiaramente i bisogni assistenziali delle persone che convivono con una malattia renale rara.
I dati evidenziano dunque quanto il percorso di cura si estenda ben oltre il paziente e coinvolga direttamente anche la famiglia, con un investimento significativo di tempo, organizzazione e presenza costante, e con possibili ripercussioni sul benessere psicologico e sulla vita quotidiana dei caregiver. “Nei bambini e negli adolescenti le malattie renali croniche, soprattutto nelle forme rare, possono avere un impatto significativo non solo sullo sviluppo fisico, ma anche su quello psicologico, rendendo necessario un monitoraggio continuo e un approccio terapeutico altamente personalizzato”, afferma Marina Vivarelli, responsabile Unità di ricerca Laboratorio di Nefrologia, ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “I pazienti pediatrici – riferisce – spesso devono affrontare ulteriori sfide legate all’inclusione nella vita scolastica e sociale, e all’impatto psicologico della patologia. Anche per la famiglia il percorso può essere impegnativo, perché la gestione della patologia richiede presenza, organizzazione e un coinvolgimento significativo da parte di chi si prende cura del bambino o dell’adolescente. È quindi importante che la presa in carico del paziente pediatrico non si limiti alla gestione degli aspetti clinici, ma tenga conto anche dei suoi bisogni evolutivi, relazionali e psicologici. Per questo è fondamentale che paziente e famiglia possano contare su un percorso di cura attento non solo alla malattia, ma alla persona nel suo complesso, con un supporto adeguato lungo tutte le fasi della crescita”.
“Per le persone che convivono con malattie renali rare come la C3G – racconta Fabrizio Spoleti, presidente di Progetto Ddd Ets – il percorso di diagnosi e gestione della malattia è spesso lungo e complesso, con un impatto profondo sulla salute e sulla vita quotidiana dei pazienti. I frequenti controlli e la necessità di recarsi in centri di riferimento specializzati comportano un notevole carico organizzativo, economico ed emotivo. L’esordio è spesso in età pediatrica, la malattia può essere molto invalidante, in alcuni casi porta alla dialisi. L’impatto di conseguenza è estremamente forte sulla quotidianità dei bambini e dei loro caregiver, anche dal punto di vista psicologico e sociale. In questo contesto, iniziative di sensibilizzazione come CL3AR sono di grande aiuto: contribuiscono a far conoscere queste patologie ultra-rare negli adulti e nei bambini, ancora poco conosciute, e a dare voce a una comunità che chiede ascolto, supporto e risposte concrete”.
Sobi – si legge nella nota – si impegna a migliorare concretamente la vita delle persone con malattie renali rare, agendo con urgenza e responsabilità per ridurre il peso che queste patologie comportano sulle persone, sulle loro famiglie e sul sistema sanitario.
“CL3AR si conclude lasciando un’eredità importante: una maggiore consapevolezza su una realtà ancora poco conosciuta, nuove occasioni di dialogo e una più ampia attenzione verso i bisogni concreti delle persone che affrontano una diagnosi o vivono con queste patologie. Siamo orgogliosi del percorso realizzato insieme ai professionisti sanitari, alla comunità dei pazienti e a tutti coloro che hanno contribuito a questa iniziativa, dimostrando come la condivisione della conoscenza e il confronto possano generare valore per l’intera comunità – dichiara Carina Fiocchi, direttore medico Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro – La conclusione di CL3AR rappresenta un traguardo importante, ma il suo vero successo risiede nella capacità di continuare a generare nel tempo conoscenza, comprensione e impegno concreto, contribuendo a migliorare il percorso di cura e la qualità di vita di chi oggi convive con una malattia renale rara”.
Il progetto CL3AR, conclude la nota, riflette l’impegno di lunga data preso da Sobi con Unite4Rare verso le comunità di pazienti e caregiver. Co-creato da leader internazionali della comunità dei pazienti e dai vertici di Sobi, Unite4Rare descrive le responsabilità prese, quanto è stato realizzato finora e come vengono misurati i progressi nel tempo. Si fonda sull’esperienza di Sobi nelle malattie rare e nel coinvolgimento dei pazienti e testimonia l’impegno dell’azienda nel generare un impatto positivo e reale, chiarendo cosa pazienti e caregiver possono aspettarsi concretamente da Sobi.
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cronaca
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Russia, arrestato cittadino svedese: è accusato di preparare attentati contro siti militari
(Adnkronos) – La Russia ha annunciato l’arresto di un cittadino svedese accusato di aver “attraversato illegalmente” il confine russo con l’intento di preparare attentati contro siti militari. L’uomo, di cui non sono stati precisati né il nome né l’età, è stato arrestato nella regione di Pskov (nord-ovest), non lontano dal confine con la Lettonia, hanno dichiarato i servizi di sicurezza russi, citati dall’agenzia di stampa statale Tass. “Si recava in Russia al fine di commettere attentati e atti di sabotaggio contro siti militari”, secondo la stessa fonte.
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internazionale/esteri
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Manovra 2027, il Dpb: impatto da 12,5 miliardi, sale a 26 miliardi con la flessibilità Ue
(Adnkronos) – E’ di circa 26 miliardi di euro l’impatto complessivo stimato per la manovra 2027, includendo le misure per energia e difesa finanziate con la flessibilità Ue. Al netto di queste ultime, l’impatto delle misure ammonterebbe a circa 12,5 miliardi, pari a un’incidenza del -0,54% del Pil. È quanto emerge dai primi calcoli sulle tabelle del Documento programmatico di bilancio (Dpb).
Le misure per energia e difesa finanziate attraverso la flessibilità europea valgono altri 13,5 miliardi di euro nel 2027, portando l’impatto complessivo stimato a circa 26 miliardi.
La quota più consistente delle coperture della manovra non legate alla flessibilità europea arriva dalle banche e, più in generale, dal settore finanziario. Secondo quanto emerge dal Dpb, il comparto contribuirà per lo 0,21% del Pil, pari a oltre 4,6 miliardi di euro.
Seguono i tagli ai ministeri, che valgono lo 0,05% del Pil, per oltre 1 miliardo di euro, e il settore dei giochi, con un contributo pari allo 0,03% del Pil.
Dalle tabelle contenute nella bozza del Dpb emerge uno stanziamento di circa 2 miliardi di euro per le misure fiscali e di circa 2,3 miliardi per la sanità. In rapporto al Pil, l’impatto indicato è rispettivamente dello 0,09% e dello 0,1% nel 2027, con segno negativo nelle tabelle del documento.
La manovra di finanza pubblica per il triennio 2027-2029 interviene in uno scenario internazionale caratterizzato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e dalle loro ripercussioni sui prezzi, in particolare quelli energetici, sul potere d’acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo.
“La manovra di finanza pubblica per il triennio 2027-2029 interviene in uno scenario internazionale segnato dal perdurare delle tensioni geopolitiche e dalle loro ripercussioni sui prezzi, in particolare quelli energetici, sul potere di acquisto delle famiglie e sulla competitività del sistema produttivo”, si legge.
“In questo contesto, e in coerenza con gli indirizzi approvati dal Parlamento in occasione dell’esame del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e della Relazione adottata ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 243 del 2012, il Governo pone al centro della politica di bilancio la tutela del potere d’acquisto delle famiglie, con particolare attenzione a quelle più fragili, insieme al sostegno alle imprese e agli investimenti”.
La tutela del potere d’acquisto, si legge nel Documento programmatico di bilancio, si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare il potenziale di crescita dell’economia, in continuità con l’azione già intrapresa dal Governo e salvaguardando, al contempo, la sostenibilità della finanza pubblica.
“La manovra consentirà inoltre di rafforzare la difesa nazionale e la sicurezza energetica attraverso il ricorso agli spazi di flessibilità derivanti dall’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, nel rispetto degli obiettivi programmatici di crescita della spesa netta delineati nel Dpfp 2026”.
“Particolare rilievo sarà attribuito al finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, considerati una leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese. In questo ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati anche al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con particolare riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici”.
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economia
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Università: a Tor Vergata oltre 50 aziende presenti al Career Day per incontrare studenti e laureati
Si è svolta all’Università di Roma Tor Vergata la 19esima edizione di Campus&Leaders&Talents, il Career Day dedicato all’incontro tra giovani e mondo del lavoro. A partecipare alla giornata, organizzata nel Piazzale del Rettorato, ben 56 aziende. L’iniziativa, come ogni anno, ha offerto a studenti e laureati l’opportunità di conoscere le imprese e le competenze richieste dal mercato. In programma ci sono stati incontri diretti con i referenti aziendali e colloqui individuali per presentare il proprio curriculum e approfondire le opportunità professionali.
Arte, Presti (Fondazione Antonio Presti), “Pegaso, cavallo alato, è il sogno del sognare”
Oltre 30 anni fa il mecenate Antonio Presti, creatore di Fiumara d’Arte e presidente della fondazione che porta il suo nome, ha scelto di lavorare a Librino, quartiere di periferia di Catania. L’obiettivo di Presti e della sua fondazione è quello di contribuire, grazie all’arte e alla bellezza, alla rinascita della comunità. Ieri mattina, durante una grande festa alla quale hanno preso parte migliaia di persone, la Fondazione Antonio Presti ha donato due nuove opere: “Pegaso-Il cavallo alato” di Antonello Bonanno Conti e la “Porta di Pegaso”, realizzata con 5.000 formelle create dai bambini del quartiere insieme alle mamme.
Musk ‘rallenta’ i droni ucraini, Kiev attacca l’Ai russa – Notizie dall’Ucraina podcast, Adnkronos
Continua la bufera scatenata da Donald Trump, con una serie di mosse, nessuna causale, negli ultimi giorni: in primis l’annuncio del suo ‘patto del diesel’ con Putin e la fornitura da parte russa di un totale di 4,8 milioni di tonnellate di gasolio; poi un voltafaccia al presidente Zelensky, che a detta del tycoon americano dovrebbe lasciare il suo posto per nuove elezioni e un nuovo leader; infine la ‘tregua energetica’, ovvero uno stop degli attacchi alle infrastrutture energetiche, annuncio unilaterale mai concordato né accettato da Kiev e tantomeno da Mosca. Attacchi che continuano e si intensificano.
A tutto questo si aggiungono le polemiche sull’ipotesi che Trump abbia dato l’ordine di fermare le informazioni di intelligence verso Kiev.
E infine una misura molto pesante – e preoccupante – per l’Ucraina che si è vista limitare l’accesso a Starlink senza alcun preavviso. Si pensi solo che Kiev dipende dalla rete satellitare di Elon Musk per numerose applicazioni, compresi i droni a medio raggio con cui colpisce la logistica russa nei territori occupati.
Intelligence e Starlink sono i temi – o i problemi – che Zelensky ha sottolineato voler discutere con Trump, il quale – ha detto ancora il leader ucraino “sta scegliendo la parte sbagliata della storia” e questo “è doloroso”, ha aggiunto ribadendo che “l’Ucraina è pronta a qualsiasi tipo di cessate il fuoco”.
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