domenica, Ottobre 25, 2026
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Rita Rusic: “Indosso una bandana perché sono stata operata, avevo un tumore maligno”

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(Adnkronos) –
Rita Rusic è apparsa oggi con una bandana sulla testa nel corso della trasmissione La Volta Buona in onda su Rai 1. Non è la prima volta che succede, per questo la conduttrice Caterina Balivo le ha chiesto di spiegare il motivo di questa scelta che non ha niente a che fare con la moda. 

“Porto una bandana perché ho fatto un intervento non di chirurgia estetica, magari. Avevo qualcosa, non so neanche dire cosa, ma piccolo, sulla pelle qui – ha detto indicando la fronte -. Mi sono fatta vedere e mi hanno detto che era una ‘cosa’, che ho curato con una pomata per tre mesi, e invece non era quello”, ha raccontato Rusic.  

 

La quale ha poi continuato: “Ho accompagnato una amica da un medico, che mi chiesto cosa fosse. Quest’ultimo ha detto che non era quello che mi avevano diagnosticato e mi ha chiesto di farmi vedere da un altro dermatologo. Ho così scoperto che era un basalioma, tumore maligno circoscritto, e quindi mi sono operata. Avendo però avuto una diagnosi sbagliata, ho perso tempo e si è ingrossato. Ora non si vede, domani mi tolgono i punti e mi farò la frangetta per nascondere”. 

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spettacoli

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Fiere: Ermetici (Anco), ‘per automazione non basta tecnologia, serve pavimentazione adeguata’

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“Ringrazio per l’invito a partecipare a questa fiera”, la cui creazione colma “una necessità per il settore. Tanti pensano, infatti, che l’automazione all’interno di un processo produttivo riguardi solo i robot e la tecnologia applicata, invece è cruciale evidenziare che tutta questa innovazione si basa sulla struttura già esistente. La pavimentazione dove operano i nuovi sistemi di automazione è una parte fondamentale per la riuscita di questi lavori”. Così Fabio Ermetici, uno dei titolari di Anco, intervenendo oggi a Piacenza all’edizione d’esordio di Agv Expo, la prima mostra-convegno italiana dedicata ai sistemi a guida automatica e alla logistica automatizzata. In svolgimento fino al 24 ottobre negli spazi di Piacenza Expo, la kermesse è firmata Mediapoint & Exhibitions.

Fiere: vicesindaco Bongiorni, ‘bene edizioni 2026 T3 e Agv a Piacenza, ma rammarico per camion

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“Come ente fieristico, con il sostegno del Comune, tutti i soggetti e gli operatori siamo impegnati a provare a rimanere aggiornati il più possibile anche su comparti che sembrano di nicchia, ma che poi toccano quotidianamente il nostro servizio anche pubblico. Siamo in un padiglione dove il tema del soccorso stradale tocca direttamente anche i Comuni e la necessità poi del ripristino degli spostamenti su strada. Sosteniamo queste iniziative che tendono a rimanere aggiornate sul mercato. Piacenza è una città logistica, quindi le merci e l’autotrasporto sono connaturate al nostro contesto sociale ed economico. Spiace molto vedere camion fermi non per volontà di qualcuno, ma perché rimuoverli significa mangiare meno che tenerli fermi. Si tratta di una responsabilità sociale, secondo me, che dobbiamo porci anche nei confronti delle persone che da giorni stanno sacrificando il nuovo lavoro e la loro vita. Proviamo a fermarsi un attimo, senza litigare e che ognuno faccia la sua parte, a partire dalle istituzioni”. Così Matteo Bongiorni, Vicesindaco di Piacenza, intervenendo oggi a Piacenza al taglio del nastro con cui sono state inaugurate la seconda edizione di T3 – Truck, tyre e trailer, la fiera italiana dei veicoli e mezzi per il trasporto stradale, e l’edizione d’esordio di Agv Expo, la prima mostra-convegno italiana dedicata ai sistemi a guida automatica e alla logistica automatizzata. In programma fino al 24 ottobre, le due kermesse sono ideate e organizzate negli spazi di Piacenza Expo da Mediapoint & Exhibitions.

Ai, Firpo (Agile Lab): “Al lavoro con Pa per sovranità digitale”

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(Adnkronos) – “Abbiamo organizzato questo evento sul tema sovranità e intelligenza artificiale tecnologica e digitale per alimentare un dibattito nel settore e perché siamo convinti che un’alternativa sia possibile. Crediamo sia fondamentale affrontare il problema della sovranità tecnologica sotto diversi punti di vista: competenze, protezione dei dati, infrastrutture e scelte di componenti tecnologiche. Sono ambiti su cui stiamo già lavorando con diverse entità governative a livello italiano”. Lo ha dichiarato Alberto Firpo, Ceo & Co-founder di Agile Lab, a margine dell’evento ‘Intelligenza artificiale e sovranità: l’alternativa è possibile’ di cui è promotore, che si è svolto presso la Scuola superiore di Polizia di Roma. 

“Nelle nostre attività – ha aggiunto Firpo – sono richieste performance, controllo e riduzione del rischio. Questi sono i risultati che possiamo portare concretamente ai nostri clienti, soprattutto nell’ambito della Pubblica amministrazione, dove stiamo notando una forte sensibilità su questo tema”. 

Firpo infine si sofferma sugli impegni della politica: “La richiesta da parte di tutti sarebbe quella di avere un ecosistema che privilegia società italiane ed europee che abbiano dei meriti tecnici. Sappiamo che per far questo bisogna costruire un sistema basato sulla fiducia e, come società di Poste Italiane, stiamo lavorando con i nostri clienti in questa direzione”. 

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economia

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Salus tv n° 42 del 21 ottobre 2026

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In questo numero: Igiene intima femminile, on line il secondo episodio del vodcast ‘IntimaMente Noi’ Alzheimer: sfida Ssn è garantire accesso equo a diagnosi e terapia Si è chiusa a Roma campagna itinerante CL3AR sulle malattie renali, Gli esperti: ‘informazione primo passo’ Malattie rare, Aifa approva la rimborsabilità della prima terapia per il deficit di lipasi acida lisosomiale La sfida della nutrizione in oncologia. Evidenze, pratiche e prospettive future Melanoma, Imi ‘Ia e tecnologia per prevenzione e cure personalizzate’ A seguire lo Speciale Salus Tv dal titolo: Salute respiratoria, ambiente e prevenzione: presentato al XXVII Congresso nazionale Sip il position paper degli esperti

Pneumococco, Rizzo: “”Proteggere i bambini fin dai primi mesi di vita””

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La prevenzione delle malattie invasive da pneumococco deve iniziare il prima possibile e proseguire lungo tutto il corso della vita. A sottolinearlo è Caterina Rizzo, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva all’Università di Pisa, intervistata in occasione del 59° Congresso nazionale SItI a Genova. L’esperta richiama l’importanza delle prime due dosi vaccinali nei lattanti, con particolare attenzione alla protezione contro i sierotipi più pericolosi, tra cui il 3. Fondamentale anche garantire una risposta immunitaria efficace nella popolazione adulta, soprattutto tra anziani e soggetti fragili, nei confronti dei sierotipi oggi più rilevanti.

Calenda vs Renzi, scintille per la telefonata a Putin: “Confermo tutto”, “Mitomane”

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(Adnkronos) –
Scintille tra Carlo Calenda e Italia viva. Al centro dello scontro, una telefonata tra l’attuale leader di Azione e Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, e Vladimir Putin nel periodo del referendum sulla Brexit. “Confermo parola per parola quanto detto al Corriere sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora Ministro dell’Industria russo. Fatto peraltro già raccontato in mille interviste e scritto in un mio libro. Peraltro di telefonate del genere resta traccia alla segreteria di Chigi ed è facile verificare”, scrive Calenda su X. “Probabilmente Renzi , che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina, faceva parte del Cda di una società russa, non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi”, aggiunge. 

“Le frasi lunari di Calenda per il quale lui e Renzi chiamarono insieme Putin per chiedergli conto del referendum inglese non sono semplicemente fakenews. Costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione che inventa un passato che non è mai esistito, sognando un futuro che non ci sarà mai. I mitomani che non potendo scrivere il futuro reinventano il passato non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”, la replica dell’ufficio stampa di Italia Viva. 

“Ricordiamo Calenda in Russia molto attivo al vertice di San Pietroburgo del 2016 per spingere i rapporti Italia-Russia. Ricordiamo Calenda molto attivo nel 2022 a dire – dopo l’invasione russa – che l’Ucraina sarebbe dovuta rimanere fuori dall’Unione Europea. Non ricordiamo un suo particolare impegno sul tema delle oggettive influenze russe nei referendum del 2016. La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe e di Russia Today fu effettuata dal solo Renzi che si trovava in quel momento nella sua casa di Pontassieve e avvenne dopo la grande manifestazione di Piazza del Popolo del comitato per il sì”, la ricostruzione dell’ufficio stampa. “Ovviamente Calenda non c’era ma venne a conoscenza come gli altri ministri dal racconto dell’allora premier: mai Calenda si è rivolto direttamente a Putin per parlargli di libertà di stampa. Il fatto che il mitomane confermi senza riferimento a fatti precisi ma citando come fonte un suo libro è indicativo di questo tratto della personalità”.  

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politica

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Shalabayeva, Cassazione dispone Appello ter per i poliziotti

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(Adnkronos) – I giudici della Prima sezione penale della Cassazione hanno disposto un appello ter per i cinque poliziotti imputati nel caso Shalabayeva. Il nuovo processo d’Appello riguarda l’accusa di sequestro di persona della figlia di Alma Shalabayeva mentre è stata riconosciuta l’intervenuta prescrizione per il sequestro della donna. La procura generale della Cassazione nell’udienza che si è tenuta martedì scorso aveva chiesto il nuovo processo d’Appello per i cinque poliziotti con il sostituto procuratore generale della Cassazione Alessandro Cimmino che, non condividendo l’impostazione della sentenza d’Appello bis che aveva condannato tutti gli imputati a quattro anni, aveva fatto un distinguo tra i due uffici intervenuti nel caso, la Squadra Mobile e l’Ufficio Immigrazione, non ritenendo sussistente il concorso.  

Per l’ex capo della Squadra Mobile di Roma Renato Cortese e per i funzionari dello stesso ufficio Francesco Stampacchia e Luca Armeni il pg aveva chiesto un appello ter solo per l’accusa di sequestro di persona della figlia di Alma Shalabayeva ritenendo che non c’è prova del dolo mentre per l’allora capo dell’Ufficio immigrazione Maurizio Improta e per il funzionario Vincenzo Tramma era stato sollecitato un nuovo processo di appello limitatamente alle attenuanti generiche ritenendo invece sussistente il dolo. 

Un processo che ha avuto un lungo iter. I giudici della Corte di Appello di Firenze nel novembre dello scorso anno, non accogliendo le richieste della procura generale che aveva sollecitato l’assoluzione, avevano condannato a quattro anni tutti gli alti funzionari di polizia. In primo grado i cinque poliziotti erano stati condannati dal Tribunale di Perugia a pene comprese tra i 4 e i 5 anni. In secondo grado, il 9 giugno 2022, i giudici perugini avevano assolto tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di sequestro di persona, ribaltando il verdetto di primo grado. La Corte di Cassazione nell’ottobre del 2023 aveva poi annullato le assoluzioni disponendo un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Firenze che nel novembre 2025 aveva condannato gli imputati. Oggi la nuova sentenza della Cassazione che ha disposto l’Appello ter.  

I fatti oggetto del procedimento si riferiscono alla notte tra il 28 e 29 maggio 2013 quando Alma Shalabayeva e la figlia Alua vennero prelevate dalla polizia nella loro abitazione di Casalpalocco. Le forze dell’ordine cercavano Muktar Ablyazov, marito di Alma Shalabayeva. Alla donna venne contestata l’accusa di possesso di un passaporto falso. Due giorni dopo, firmata l’espulsione, Alma e sua figlia vennero rimpatriate. Le due donne tornarono poi in Italia e venne loro riconosciuto l’asilo politico. 

“Sono soddisfatto per l’annullamento della condanna per il sequestro della minore e mi auguro che il terzo appello renda finalmente giustizia in favore di un fedele e integerrimo servitore dello Stato”. Così l’avvocato Bruno Andò, difensore di Maurizio Improta dopo la sentenza della Cassazione. “Confesso dei dubbi sulla declaratoria di prescrizione per il sequestro della madre e aspetto di leggere le motivazioni”, conclude il penalista. 

“Il riconoscimento della prescrizione per l’accusa del sequestro di Alma Shalabayeva vuol dire che l’ordinamento giuridico impone di chiudere un processo perché non ha più interesse a perseguire un determinato reato, ne consegue l’annullamento senza rinvio. Per quanto riguarda il sequestro della minore sono molto soddisfatto perché è stato accolto il ricorso della difesa che denunciava una errata interpretazione della legge penale”, dice l’avvocato Cesare Placanica difensore insieme al professore Franco Coppi dell’ex capo della Squadra Mobile di Roma Renato Cortese. “Adesso leggeremo le motivazioni a cui dovrà attenersi la Corte di appello di Firenze nel terzo giudizio di appello”, conclude il legale. 

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cronaca

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Milano, il ‘corto circuito’ degli scontri: quando il Codacons e Fedez si ritrovano dalla stessa parte

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(Adnkronos) – A volte, nel grande circo del dibattito pubblico, le convergenze più sorprendenti nascono dove nessuno se le aspetterebbe. E così, dopo gli scontri che hanno devastato il centro di Milano, succede che Codacons e Fedez finiscano, almeno in parte, sulla stessa lunghezza d’onda. Un corto circuito bizzarro, considerati i trascorsi tutt’altro che idilliaci tra l’associazione dei consumatori e il rapper, nonostante una successiva riappacificazione. Da una parte, infatti, c’è il Codacons, che invita gli artisti a non confondere la solidarietà verso il disagio sociale con una legittimazione della violenza. Dall’altra Fedez, che punta il dito contro le contraddizioni di quei colleghi che sposano la ribellione mentre frequentano le passerelle del lusso. 

 

La posizione dell’associazione è netta: “Chi manifesta pacificamente deve essere sempre difeso e tutelato, ma l’intervento dei rapper sui disordini di Milano rischia di far passare un messaggio profondamente sbagliato se non pericoloso, perché di fatto sembra legittimare le proteste sotto ogni loro forma, compresa quella della violenza e della devastazione”, dichiara il Codacons all’Adnkronos facendo riferimento alle parole di Marracash. Il rischio, secondo l’associazione, è che messaggi ambigui finiscano per giustificare anche gli atti illeciti. “Nel mondo dei social, dove spesso le informazioni viaggiano in modo veloce e superficiale, non condannare in modo fermo e netto i manifestanti violenti e difendere genericamente il presunto disagio di chi ha distrutto vetrine e commesso furti, si confonde con una possibile forma di istigazione verso tali atti illeciti”, sostiene il Codacons. 

E avverte: “Questa mancata presa di distanza è ancor più grave se si considera che rapper e trapper godono di un vasto pubblico di giovanissimi per i quali sono esempi da seguire ed emulare”. Per questo, conclude, “servirebbe maggiore responsabilità da parte di chi parla ai nostri ragazzi e ha su di loro una enorme influenza”.  

 

Fedez, invece, sposta il fuoco sulle contraddizioni del mondo musicale. Nel mirino ci sono i colleghi che si schierano con i giovani e la loro rabbia sociale, senza rinunciare ai privilegi del sistema che contestano. La stoccata, rivolta anche a Marracash, è eloquente: “Bravi ragazzi, rompete l’ingranaggio, ma alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton”. Il rapper mette in dubbio l’autenticità di una solidarietà che rischia di restare una posa. “Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c’è nessun noi”, avverte. E rincara: “Al vostro fianco non c’è nessuno”. 

 

Due prospettive diverse, ma un interrogativo comune: quale responsabilità si assume chi, grazie alla propria popolarità, influenza migliaia di ragazzi? Per il Codacons, il confine è chiaro: manifestare pacificamente è un diritto, devastare e saccheggiare non lo è. Per Fedez, il problema è anche l’opportunismo di chi si appropria della protesta senza fare i conti con le contraddizioni del proprio ruolo. Ed è qui che il paradosso diventa irresistibile. Per anni, tra esposti, accuse e battaglie legali, il rapporto tra Fedez e Codacons è stato un concentrato di scintille. Dopo gli scontri di Milano, i due si ritrovano a incrociarsi almeno su un punto: la responsabilità di chi parla ai più giovani e il peso dei messaggi lanciati dai personaggi pubblici. 

Nessuna alleanza, naturalmente, né improvvisa conversione. Il Codacons chiede una condanna esplicita della violenza; Fedez invita a diffidare degli artisti che si proclamano vicini ai ragazzi senza condividere davvero la loro condizione. Le ragioni del disagio meritano ascolto, ma non cancellano le responsabilità individuali; la critica sociale è legittima, ma non esonera chi la pronuncia dal fare i conti con le proprie contraddizioni. Insomma: tra le assurdità di una Milano con le vetrine infrante, ci sono anche due ex nemici giurati che, almeno per una volta, sembrano parlare la stessa lingua. 

 

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cronaca

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Agra Editrice presenta manuale su comunicazione nel food & wine

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(Adnkronos) – In un Paese che vanta un patrimonio agroalimentare tra i più ricchi e diversificati al mondo, con oltre 800 denominazioni, centinaia di migliaia di imprese della ristorazione per un valore di diversi miliardi di euro, saper comunicare nel modo giusto un prodotto rappresenta la chiave per raccontarne il suo valore autentico. Nello scenario attuale, la comunicazione rappresenta infatti uno strumento concreto per veicolare la storia, il legame con il territorio e la qualità unica di ogni produzione così da renderla un’eccellenza accessibile e riconoscibile. Da questa consapevolezza nasce La comunicazione nel food & wine, il nuovo libro di Stefano Carboni, comunicatore enogastronomico della Mg Logos, pubblicato da Agra Editrice nella collana Idee & Strumenti per il marketing. Il volume, presentato mercoledì 21 ottobre a Roma, presso la Limonaia di Villa Torlonia, si propone come una guida concreta per comprendere le dinamiche e conoscere i veri strumenti del mestiere del comunicatore.  

“Inizialmente – racconta Stefano Carboni, docente universitario e comunicatore dell’agroalimentare – avevo pensato a questo saggio per accompagnare i miei studenti, durante le lezioni in università e in altri contesti, alla scoperta di un settore tanto affascinante quanto complesso. Scrivendolo però, mi sono reso conto che poteva rivolgersi a una platea molto più ampia diventando uno strumento utile tanto per chi vuole fare il comunicatore quanto per chi vuole essere comunicato. Ho voluto condividere, dal punto di vista di un insider, quelli che sono i rapporti tra tutti gli attori in gioco, dall’addetto alla comunicazione, ai soggetti comunicati, fino al ruolo dei media e del pubblico, con l’obiettivo di presentare quali sono gli strumenti concreti a disposizione di un’agenzia di comunicazione per svolgere il proprio lavoro”. 

Questo volume accompagna il lettore in un viaggio tra aneddoti, retroscena, linguaggi e relazioni dentro il mondo della comunicazione esplorando il lavoro del comunicatore da dietro le quinte, seguendo il percorso che trasforma un’intuizione in una strategia strutturata. La Comunicazione nel food & wine si muove tra il rapporto con la stampa, l’organizzazione di un evento e le sfide della comunicazione contemporanea che si misurano anche sull’internazionalità e sul mondo social, con gli interventi di due importanti partner del settore come Gheusis e Aromi. Ne emerge così una visione della comunicazione come lavoro di sensibilità, metodo, intuizione e capacità di comprendere il proprio interlocutore, perché comunicare non significa semplicemente trasmettere informazioni ma riconoscere ciò che merita di essere raccontato e individuare il modo giusto per farlo. 

 

“Agra Editrice – sottolinea Sergio Auricchio, direttore editoriale di Agra Editrice – dedica da sempre una parte importante del proprio catalogo ai temi legati al mondo dell’agroalimentare. Abbiamo pensato che fosse il momento di dare spazio a un volume che ponesse l’attenzione su come raccontare prodotti, imprese e territori in un mercato sempre più competitivo. Per farlo ci siamo affidati a Stefano Carboni, un professionista che da anni opera direttamente sul campo, unendo competenza ed esperienza pratica, mettendo a disposizione tecniche e soluzioni utili per affrontare al meglio le sfide della comunicazione enogastronomica”. 

Comunicazione che nel saggio viene affrontata seguendo un percorso che racconta sia gli strumenti normalmente utilizzati da un’agenzia di comunicazione, che i rapporti che intercorrono tra i diversi player di questo complesso scacchiere. “Proprio per rendere quanto più completo possibile il manuale – conclude Stefano Carboni – ho chiesto l’aiuto di alcuni colleghi specializzati in determinati settori. In particolare il mio grazie va a Silvia Baratta di Gheusis che ha curato la parte dedicata ai rapporti con la stampa internazionale e a Morgan Babsia e Fabio Rinaldi di Aromi, che hanno fornito la loro expertise sul delicato tema della comunicazione social e digital’’. 

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lavoro/dati

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