domenica, Ottobre 25, 2026
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Calenda vs Renzi, scintille per la telefonata a Putin: “Confermo tutto”, “Mitomane”

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(Adnkronos) –
Scintille tra Carlo Calenda e Italia viva. Al centro dello scontro, una telefonata tra l’attuale leader di Azione e Matteo Renzi, all’epoca presidente del Consiglio, e Vladimir Putin nel periodo del referendum sulla Brexit. “Confermo parola per parola quanto detto al Corriere sulla telefonata con Putin, Renzi e l’allora Ministro dell’Industria russo. Fatto peraltro già raccontato in mille interviste e scritto in un mio libro. Peraltro di telefonate del genere resta traccia alla segreteria di Chigi ed è facile verificare”, scrive Calenda su X. “Probabilmente Renzi , che ricordo fino all’invasione su larga scala dell’Ucraina, faceva parte del Cda di una società russa, non vuole far dispiacere a vecchi e nuovi clienti ricordando questi trascorsi”, aggiunge. 

“Le frasi lunari di Calenda per il quale lui e Renzi chiamarono insieme Putin per chiedergli conto del referendum inglese non sono semplicemente fakenews. Costituiscono piuttosto l’ennesimo segnale di una mitomania progressiva del segretario di Azione che inventa un passato che non è mai esistito, sognando un futuro che non ci sarà mai. I mitomani che non potendo scrivere il futuro reinventano il passato non possono essere smentiti: devono essere solo aiutati”, la replica dell’ufficio stampa di Italia Viva. 

“Ricordiamo Calenda in Russia molto attivo al vertice di San Pietroburgo del 2016 per spingere i rapporti Italia-Russia. Ricordiamo Calenda molto attivo nel 2022 a dire – dopo l’invasione russa – che l’Ucraina sarebbe dovuta rimanere fuori dall’Unione Europea. Non ricordiamo un suo particolare impegno sul tema delle oggettive influenze russe nei referendum del 2016. La telefonata in cui Renzi chiamò Putin per chiedergli conto delle interferenze russe e di Russia Today fu effettuata dal solo Renzi che si trovava in quel momento nella sua casa di Pontassieve e avvenne dopo la grande manifestazione di Piazza del Popolo del comitato per il sì”, la ricostruzione dell’ufficio stampa. “Ovviamente Calenda non c’era ma venne a conoscenza come gli altri ministri dal racconto dell’allora premier: mai Calenda si è rivolto direttamente a Putin per parlargli di libertà di stampa. Il fatto che il mitomane confermi senza riferimento a fatti precisi ma citando come fonte un suo libro è indicativo di questo tratto della personalità”.  

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politica

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Shalabayeva, Cassazione dispone Appello ter per i poliziotti

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(Adnkronos) – I giudici della Prima sezione penale della Cassazione hanno disposto un appello ter per i cinque poliziotti imputati nel caso Shalabayeva. Il nuovo processo d’Appello riguarda l’accusa di sequestro di persona della figlia di Alma Shalabayeva mentre è stata riconosciuta l’intervenuta prescrizione per il sequestro della donna. La procura generale della Cassazione nell’udienza che si è tenuta martedì scorso aveva chiesto il nuovo processo d’Appello per i cinque poliziotti con il sostituto procuratore generale della Cassazione Alessandro Cimmino che, non condividendo l’impostazione della sentenza d’Appello bis che aveva condannato tutti gli imputati a quattro anni, aveva fatto un distinguo tra i due uffici intervenuti nel caso, la Squadra Mobile e l’Ufficio Immigrazione, non ritenendo sussistente il concorso.  

Per l’ex capo della Squadra Mobile di Roma Renato Cortese e per i funzionari dello stesso ufficio Francesco Stampacchia e Luca Armeni il pg aveva chiesto un appello ter solo per l’accusa di sequestro di persona della figlia di Alma Shalabayeva ritenendo che non c’è prova del dolo mentre per l’allora capo dell’Ufficio immigrazione Maurizio Improta e per il funzionario Vincenzo Tramma era stato sollecitato un nuovo processo di appello limitatamente alle attenuanti generiche ritenendo invece sussistente il dolo. 

Un processo che ha avuto un lungo iter. I giudici della Corte di Appello di Firenze nel novembre dello scorso anno, non accogliendo le richieste della procura generale che aveva sollecitato l’assoluzione, avevano condannato a quattro anni tutti gli alti funzionari di polizia. In primo grado i cinque poliziotti erano stati condannati dal Tribunale di Perugia a pene comprese tra i 4 e i 5 anni. In secondo grado, il 9 giugno 2022, i giudici perugini avevano assolto tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di sequestro di persona, ribaltando il verdetto di primo grado. La Corte di Cassazione nell’ottobre del 2023 aveva poi annullato le assoluzioni disponendo un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Firenze che nel novembre 2025 aveva condannato gli imputati. Oggi la nuova sentenza della Cassazione che ha disposto l’Appello ter.  

I fatti oggetto del procedimento si riferiscono alla notte tra il 28 e 29 maggio 2013 quando Alma Shalabayeva e la figlia Alua vennero prelevate dalla polizia nella loro abitazione di Casalpalocco. Le forze dell’ordine cercavano Muktar Ablyazov, marito di Alma Shalabayeva. Alla donna venne contestata l’accusa di possesso di un passaporto falso. Due giorni dopo, firmata l’espulsione, Alma e sua figlia vennero rimpatriate. Le due donne tornarono poi in Italia e venne loro riconosciuto l’asilo politico. 

“Sono soddisfatto per l’annullamento della condanna per il sequestro della minore e mi auguro che il terzo appello renda finalmente giustizia in favore di un fedele e integerrimo servitore dello Stato”. Così l’avvocato Bruno Andò, difensore di Maurizio Improta dopo la sentenza della Cassazione. “Confesso dei dubbi sulla declaratoria di prescrizione per il sequestro della madre e aspetto di leggere le motivazioni”, conclude il penalista. 

“Il riconoscimento della prescrizione per l’accusa del sequestro di Alma Shalabayeva vuol dire che l’ordinamento giuridico impone di chiudere un processo perché non ha più interesse a perseguire un determinato reato, ne consegue l’annullamento senza rinvio. Per quanto riguarda il sequestro della minore sono molto soddisfatto perché è stato accolto il ricorso della difesa che denunciava una errata interpretazione della legge penale”, dice l’avvocato Cesare Placanica difensore insieme al professore Franco Coppi dell’ex capo della Squadra Mobile di Roma Renato Cortese. “Adesso leggeremo le motivazioni a cui dovrà attenersi la Corte di appello di Firenze nel terzo giudizio di appello”, conclude il legale. 

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cronaca

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Milano, il ‘corto circuito’ degli scontri: quando il Codacons e Fedez si ritrovano dalla stessa parte

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(Adnkronos) – A volte, nel grande circo del dibattito pubblico, le convergenze più sorprendenti nascono dove nessuno se le aspetterebbe. E così, dopo gli scontri che hanno devastato il centro di Milano, succede che Codacons e Fedez finiscano, almeno in parte, sulla stessa lunghezza d’onda. Un corto circuito bizzarro, considerati i trascorsi tutt’altro che idilliaci tra l’associazione dei consumatori e il rapper, nonostante una successiva riappacificazione. Da una parte, infatti, c’è il Codacons, che invita gli artisti a non confondere la solidarietà verso il disagio sociale con una legittimazione della violenza. Dall’altra Fedez, che punta il dito contro le contraddizioni di quei colleghi che sposano la ribellione mentre frequentano le passerelle del lusso. 

 

La posizione dell’associazione è netta: “Chi manifesta pacificamente deve essere sempre difeso e tutelato, ma l’intervento dei rapper sui disordini di Milano rischia di far passare un messaggio profondamente sbagliato se non pericoloso, perché di fatto sembra legittimare le proteste sotto ogni loro forma, compresa quella della violenza e della devastazione”, dichiara il Codacons all’Adnkronos facendo riferimento alle parole di Marracash. Il rischio, secondo l’associazione, è che messaggi ambigui finiscano per giustificare anche gli atti illeciti. “Nel mondo dei social, dove spesso le informazioni viaggiano in modo veloce e superficiale, non condannare in modo fermo e netto i manifestanti violenti e difendere genericamente il presunto disagio di chi ha distrutto vetrine e commesso furti, si confonde con una possibile forma di istigazione verso tali atti illeciti”, sostiene il Codacons. 

E avverte: “Questa mancata presa di distanza è ancor più grave se si considera che rapper e trapper godono di un vasto pubblico di giovanissimi per i quali sono esempi da seguire ed emulare”. Per questo, conclude, “servirebbe maggiore responsabilità da parte di chi parla ai nostri ragazzi e ha su di loro una enorme influenza”.  

 

Fedez, invece, sposta il fuoco sulle contraddizioni del mondo musicale. Nel mirino ci sono i colleghi che si schierano con i giovani e la loro rabbia sociale, senza rinunciare ai privilegi del sistema che contestano. La stoccata, rivolta anche a Marracash, è eloquente: “Bravi ragazzi, rompete l’ingranaggio, ma alla fine della giornata il vostro rapper preferito tornerà in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton”. Il rapper mette in dubbio l’autenticità di una solidarietà che rischia di restare una posa. “Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono, non c’è nessun noi”, avverte. E rincara: “Al vostro fianco non c’è nessuno”. 

 

Due prospettive diverse, ma un interrogativo comune: quale responsabilità si assume chi, grazie alla propria popolarità, influenza migliaia di ragazzi? Per il Codacons, il confine è chiaro: manifestare pacificamente è un diritto, devastare e saccheggiare non lo è. Per Fedez, il problema è anche l’opportunismo di chi si appropria della protesta senza fare i conti con le contraddizioni del proprio ruolo. Ed è qui che il paradosso diventa irresistibile. Per anni, tra esposti, accuse e battaglie legali, il rapporto tra Fedez e Codacons è stato un concentrato di scintille. Dopo gli scontri di Milano, i due si ritrovano a incrociarsi almeno su un punto: la responsabilità di chi parla ai più giovani e il peso dei messaggi lanciati dai personaggi pubblici. 

Nessuna alleanza, naturalmente, né improvvisa conversione. Il Codacons chiede una condanna esplicita della violenza; Fedez invita a diffidare degli artisti che si proclamano vicini ai ragazzi senza condividere davvero la loro condizione. Le ragioni del disagio meritano ascolto, ma non cancellano le responsabilità individuali; la critica sociale è legittima, ma non esonera chi la pronuncia dal fare i conti con le proprie contraddizioni. Insomma: tra le assurdità di una Milano con le vetrine infrante, ci sono anche due ex nemici giurati che, almeno per una volta, sembrano parlare la stessa lingua. 

 

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cronaca

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Agra Editrice presenta manuale su comunicazione nel food & wine

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(Adnkronos) – In un Paese che vanta un patrimonio agroalimentare tra i più ricchi e diversificati al mondo, con oltre 800 denominazioni, centinaia di migliaia di imprese della ristorazione per un valore di diversi miliardi di euro, saper comunicare nel modo giusto un prodotto rappresenta la chiave per raccontarne il suo valore autentico. Nello scenario attuale, la comunicazione rappresenta infatti uno strumento concreto per veicolare la storia, il legame con il territorio e la qualità unica di ogni produzione così da renderla un’eccellenza accessibile e riconoscibile. Da questa consapevolezza nasce La comunicazione nel food & wine, il nuovo libro di Stefano Carboni, comunicatore enogastronomico della Mg Logos, pubblicato da Agra Editrice nella collana Idee & Strumenti per il marketing. Il volume, presentato mercoledì 21 ottobre a Roma, presso la Limonaia di Villa Torlonia, si propone come una guida concreta per comprendere le dinamiche e conoscere i veri strumenti del mestiere del comunicatore.  

“Inizialmente – racconta Stefano Carboni, docente universitario e comunicatore dell’agroalimentare – avevo pensato a questo saggio per accompagnare i miei studenti, durante le lezioni in università e in altri contesti, alla scoperta di un settore tanto affascinante quanto complesso. Scrivendolo però, mi sono reso conto che poteva rivolgersi a una platea molto più ampia diventando uno strumento utile tanto per chi vuole fare il comunicatore quanto per chi vuole essere comunicato. Ho voluto condividere, dal punto di vista di un insider, quelli che sono i rapporti tra tutti gli attori in gioco, dall’addetto alla comunicazione, ai soggetti comunicati, fino al ruolo dei media e del pubblico, con l’obiettivo di presentare quali sono gli strumenti concreti a disposizione di un’agenzia di comunicazione per svolgere il proprio lavoro”. 

Questo volume accompagna il lettore in un viaggio tra aneddoti, retroscena, linguaggi e relazioni dentro il mondo della comunicazione esplorando il lavoro del comunicatore da dietro le quinte, seguendo il percorso che trasforma un’intuizione in una strategia strutturata. La Comunicazione nel food & wine si muove tra il rapporto con la stampa, l’organizzazione di un evento e le sfide della comunicazione contemporanea che si misurano anche sull’internazionalità e sul mondo social, con gli interventi di due importanti partner del settore come Gheusis e Aromi. Ne emerge così una visione della comunicazione come lavoro di sensibilità, metodo, intuizione e capacità di comprendere il proprio interlocutore, perché comunicare non significa semplicemente trasmettere informazioni ma riconoscere ciò che merita di essere raccontato e individuare il modo giusto per farlo. 

 

“Agra Editrice – sottolinea Sergio Auricchio, direttore editoriale di Agra Editrice – dedica da sempre una parte importante del proprio catalogo ai temi legati al mondo dell’agroalimentare. Abbiamo pensato che fosse il momento di dare spazio a un volume che ponesse l’attenzione su come raccontare prodotti, imprese e territori in un mercato sempre più competitivo. Per farlo ci siamo affidati a Stefano Carboni, un professionista che da anni opera direttamente sul campo, unendo competenza ed esperienza pratica, mettendo a disposizione tecniche e soluzioni utili per affrontare al meglio le sfide della comunicazione enogastronomica”. 

Comunicazione che nel saggio viene affrontata seguendo un percorso che racconta sia gli strumenti normalmente utilizzati da un’agenzia di comunicazione, che i rapporti che intercorrono tra i diversi player di questo complesso scacchiere. “Proprio per rendere quanto più completo possibile il manuale – conclude Stefano Carboni – ho chiesto l’aiuto di alcuni colleghi specializzati in determinati settori. In particolare il mio grazie va a Silvia Baratta di Gheusis che ha curato la parte dedicata ai rapporti con la stampa internazionale e a Morgan Babsia e Fabio Rinaldi di Aromi, che hanno fornito la loro expertise sul delicato tema della comunicazione social e digital’’. 

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lavoro/dati

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IA, Firpo (Agile Lab): “”Sovranità digitale? Al lavoro per costruire un’alternativa””

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“Crediamo sia fondamentale affrontare il problema della sovranità tecnologica sotto diversi punti di vista: competenze, protezione dei dati, infrastrutture e scelte di componenti tecnologiche. Sono ambiti su cui stiamo già lavorando con diverse entità governative a livello italiano”. Lo ha dichiarato Alberto Firpo, Ceo & Co-founder di Agile Lab, a margine dell’evento ‘Intelligenza artificiale e sovranità: l’alternativa è possibile’ di cui è promotore e che si è svolto presso la Scuola superiore di Polizia di Roma.

Ai, Cannarsa (Sogei): “Per noi la sovranità digitale è nel governo dei dati”

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(Adnkronos) – “La sovranità digitale è per noi un tema che riguarda prevalentemente il governo dei dati: dall’acquisizione alla certificazione, alla conservazione e ovviamente alla loro protezione. I dati per noi sono funzionali a sviluppare tutte le nostre attività dalla dichiarazione dei redditi precompilata al concordato preventivo biennale. E adesso attueremo una serie di iniziative, anche con un ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma tutto si fonda sulla sovranità del dato. Per noi quello è la sovranità”. Così l’amministratore delegato di Sogei Cristiano Cannarsa, a margine dell’evento ‘Intelligenza artificiale e sovranità: l’alternativa è possibile’, organizzato da Agile Lab presso la Scuola superiore di Polizia di Roma. 

La sovranità del dato, prosegue Cannarsa, “è un tema che riguarda tutte le nostre amministrazioni, dal Mef in tutte le sue articolazioni, l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli, Agenzia del Demanio. Un’attività che svolgiamo in maniera trasversale. Da un anno – riferisce – abbiamo un laboratorio di intelligenza artificiale che è il nostro centro di sviluppo e messa in onda di tutte le iniziative di intelligenza artificiale. Abbiamo sviluppato 6 framework: uno sulla parte documentale, uno sulla parte immagini, uno sulla parte dati, uno sulla parte ‘assistente virtuale’ e in particolare codice e web intelligence”. E ancora: per Adm “abbiamo realizzato un sistema di nome ‘Autentica’, che riesce a individuare appunto la contraffazione di prodotti del made in Italy”, conclude.  

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economia

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Salute: esperti, ‘vaccini influenzali strumento di prevenzione che protegge sostenibilità Ssn’

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La vaccinazione antinfluenzale è uno strumento non solo di salute e prevenzione ma di sostenibilità per il Servizio sanitario nazionale. Con circa 8000 decessi annui, 157 mila ricoveri ospedalieri e un impatto economico complessivo che sfiora i 2,86 miliardi di euro, l’influenza stagionale rappresenta una delle principali sfide sanitarie del Paese. È dunque improrogabile l’implementazione della diffusione di vaccini ad elevata efficacia e target-specifici. È quanto emerge dall’evento “INFLUENTI – Enduring Innovation in Influenza”, organizzato da CSL Seqirus per definire un nuovo modello di prevenzione influenzale basato su appropriatezza, sostenibilità ed evidenze scientifiche. L’iniziativa, svoltasi in vista del Congresso Nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica – SItI, ha riunito a Genova i principali attori della sanità pubblica, dell’economia sanitaria, della ricerca biomedica e delle scienze sociali.

Zingaretti (PD), “Proposte drammatiche, tagli per 300 miliardi su investimenti e giovani”

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“Le notizie che giungono dalle riunioni del Consiglio, cioè dai governi europei, sono da questo punto di vista drammatiche. La proposta della presidenza irlandese parla dell’8% di taglio al bilancio previsionale rispetto alla proposta della Commissione: 300 miliardi di euro in meno rispetto alla proposta del Parlamento”. Lo dichiara l’eurodeputato del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, sottolineando che si tratta di “tagli tutti concentrati sul capitolo 3 del QFP, quindi investimenti, competitività, sviluppo e tutto quello che serve per garantire alle ragazze e ai ragazzi di questa nostra Europa un futuro”.

Salute, Natoli (Siaarti): “Gestione del dolore, dall’emergenza alle cure palliative con percorsi

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“La terapia del dolore in Italia è sempre in evoluzione, ma non siamo ancora abbastanza capillari”. Così Silvia Natoli, responsabile medicina del dolore e cure palliative Siaarti, all’80esimo convegno della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva in svolgimento a Milano dal 22 al 24 ottobre. Nel convegno Siaarti 2026 vengono anche illustrati i nuovi percorsi formativi basati su casi clinici, con particolare attenzione alla gestione dei pazienti con dipendenza da oppioidi.

Icare 2026, Bignami (Siaarti): “Benessere anestesisti e sostenibilità al centro del congresso”

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“Abbiamo voluto mettere al centro degli incontri il benessere di chi ogni giorno si prende cura degli altri”. Sono le parole di Elena Giovanna Bignami, presidente di Siaarti, in occasione di Icare, l’80 esimo congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva in svolgimento a Milano dal 22 al 24 ottobre. Bignami ha evidenziato l’importanza di prevenire il burnout e favorire la conciliazione tra vita professionale e familiare, anche attraverso servizi dedicati ai figli dei congressisti.