sabato, Ottobre 24, 2026
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Manifestazioni 24 ottobre, Movimento 17 ottobre cambia le piazze: “Le diremo all’ultimo”. Allerta in diverse città

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(Adnkronos) – E’ massima l’allerta per domani, sabato 24 ottobre, in vista dei nuovi cortei e delle manifestazioni. “Alla grande mobilitazione popolare, il governo ha scelto la sua risposta. Martedì 20 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto-legge sulla sicurezza, con un nuovo reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, fino a 5 anni di carcere, l’estensione del fermo preventivo e 500 militari in più per Milano. In meno di due giorni è stato scritto, approvato ed è entrato in vigore un provvedimento che per noi ha un solo significato: un pugno autoritario contro chi dissente, di una durezza che non si vedeva dall’epoca del fascismo”. Lo sottolinea il Movimento 17 ottobre annunciando che “per questo le piazze annunciate per sabato sono annullate”. 

“Non è una sorpresa ma anzi la conferma di ciò che abbiamo detto fin dal primo comunicato: un governo che risponde al disagio di una generazione con i soldati, le manette e i decreti non vuole ascoltarci. Vuole che stiamo zitti. Questa risposta ha un obiettivo chiaro: militarizzare le nostre piazze prima ancora che si riempiano. Presidi, blindati, cordoni, zone rosse. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e le altre piazze annunciate sono già il bersaglio: un luogo noto, delimitabile e controllabile”. “Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli – si legge nel comunicato postato sui social – Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo. Un movimento che ha scelto di essere fluido lo è anche nelle piazze: ricordate ‘be water'”. Quindi, spiegano, “la strategia è la seguente: le piazze iniziali non sono più valide. Non andate a Piazza Duomo, a Piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Nessun luogo anticipato, nessuna soffiata, nessun cordone già pronto”. “Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento – dicono ancora -Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli. Chi si muove in gruppo si protegge e si conosce. Ogni gruppo si dirige verso il concentramento geograficamente più vicino. Non serve coordinare, comandare né contare: basta seguire la logica della prossimità. Così le tre piazze si riempiono in modo naturale, dal basso. Alle 15.30 comunicheremo la piazza finale. I tre concentramenti si muoveranno in corteo verso il punto indicato, per ritrovarsi insieme in un’unica grande piazza. Tre fiumi che confluiscono in uno”.  

Infine il movimento spiega “perché lo facciamo”. “Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto – conclude il movimento che firma M1710 – Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva. Perché una piazza che si muove, si incontra e si ricompone è una piazza che pensa, discute e cresce politicamente, e non una piazza che aspetta di essere circondata. Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno. Ci organizziamo”.  

In vista delle manifestazioni è massima l’allerta in diverse città tra cui Roma, Milano, Bologna e Torino. Obiettivo, evitare che si ripetano le scene di caos e devastazione che hanno funestato lo scorso fine settimana diverse città italiane. A questo proposito, riferiscono all’Adnkronos fonti qualificate, è già stato disposto un rafforzamento dei controlli preventivi. L’attività info-investigativa riguarderà anche la messaggistica social per intercettare eventuali nuove ‘convocazioni’ di massa e inviti a scatenare i disordini infiltrandosi nelle manifestazioni già programmate. 

Per quanto riguarda Roma, è massima l’allerta anche per intercettare eventuali ‘infiltrati’ al corteo e nel monitoraggio degli ambienti degli ultras che potrebbero organizzare ‘contro-mobilitazioni’ per presidiare le aree urbane. Il piano sicurezza per fronteggiare la giornata di domani, quando sono previste due manifestazioni per cui è stato chiesto regolare preavviso mentre sono annunciate altre mobilitazioni del Movimento 17 ottobre, è stato varato questa mattina nel corso di un tavolo tecnico, presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia messa a punto, detta di ‘saturazione’, ha come obiettivo quello di mappare e presidiare tutti gli spazi del territorio sia reali che virtuali considerati a rischio con controlli a tappeto, anche preventivi, in tutte le zone del centro storico, e in particolare nei luoghi di possibile aggregazione, sulle strade che conducono dalla periferia al centro e sulla rete della metropolitana.  

Un dispositivo imponente per il quale saranno impiegati oltre mille operatori delle forze dell’ordine. Oltre ai contingenti della forza pubblica che saranno schierati per la gestione delle manifestazioni, saranno in campo le specialità, con la polfer che terrà d’occhio i principali scali cittadini, e i carabinieri, che affiancheranno l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Roma nell’attività di presidio del territorio. Tutti i servizi potranno contare sul supporto aereo garantito dai droni in dotazione alla questura di Roma e dal velivolo del I Reparto Volo della Polizia e dai velivoli dell’Arma dei Carabinieri, che concorreranno, dall’alto, all’intercettazione di eventuali gruppi che possano mettere in atto azioni per turbare l’ordine pubblico e compiere blitz estemporanei. La linea della questura è orientata alla tutela del diritto a manifestare, anche in un’ottica di dissenso, ma “rigorosamente nel rispetto delle leggi vigenti e dei diritti altrui, non lasciando alcun margine a ogni forma di illegalità”.  

Ormai da giorni anche il Centro per la sicurezza cibernetica di Roma, in stretto raccordo con la Digos e con gli uffici informativi delle altre forze di polizia, ha intensificato il monitoraggio delle fonti aperte connesse alle piattaforme social per captare eventuali contenuti utili alla lettura delle dinamiche di piazza. Al lavoro di intelligence sono state affiancate una serie di interlocuzioni con i promotori di tutte le manifestazioni preavvisate. Ad aprire la giornata di mobilitazioni sarà il corteo di Gioventù nazionale che partirà alle 10 da piazza della Libertà per raggiungere Piazza Risorgimento. Alle 15 sarà la volta del corteo organizzato dall’asse anti imperialista, a cui è annunciata la partecipazione di 10mila persone, che da piazza della Repubblica raggiungerà via dei Fori Imperiali. Entrambi i cortei saranno monitorati dalla forze dell’ordine. Attenzione anche a Circo Massimo e Piazza del Popolo, luoghi di protesta inizialmente indicati dalla piattaforma 17 ottobre. Il movimento in realtà questo pomeriggio ha annunciato che “cambiano le piazze”, anche se “non cambia la nostra determinazione”, chiamando a raccolta i diversi gruppi “in tre punti distinti” che saranno “resi noti solo mezz’ora prima”. 

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cronaca

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Caro carburanti, Pichetto: “Se possibile interverremo ancora ma secondo disponibilità” – Video

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L’intervento del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a Napoli a ‘City Talks’, l’evento promosso e realizzato da Spin Factor

Malagò si tessera con Aniene calcio a 5 come dirigente accompagnatore, parte corsa a presidenza Figc

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(Adnkronos) – L’attuale commissario della Figc Giovanni Malagò si è tesserato per la Federcalcio con il Circolo canottieri Aniene per la squadra di calcio a 5 come dirigente accompagnatore. Lo apprende l’Adnkronos. L’Aniene, circolo di cui Malagò è Presidente onorario, infatti, da questa stagione è tornato ad affiliarsi alla Federcalcio e partecipa al campionato di Serie D di calcio a 5. Il tesseramento arriva dopo le polemiche che hanno portato al commissariamento della Figc. Le nuove elezioni per la presidenza sono state fissate per il 14 dicembre 2026 dallo stesso Malagò, al momento unico candidato con la Lega di Serie A che è orientata a confermare il pieno appoggio per ricandidarlo. 

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sport

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Floyd Mayweather, l’accusa choc: “Mi hanno truffato per 550 milioni di dollari”

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(Adnkronos) –
Floyd Mayweather torna a far parlare di sé, ma questa volta non per le sue imprese sul ring o per il lusso ostentato che ha caratterizzato la sua immagine pubblica. Il leggendario pugile americano, soprannominato ‘Money’ per i guadagni straordinari accumulati nel corso della sua carriera, ha denunciato presunte perdite finanziarie per un totale di 550 milioni di dollari, puntando il dito contro persone di cui si sarebbe fidato e accordi commerciali legati ai suoi successi sportivi. Una cifra enorme, soprattutto se si considera che Mayweather è stato per anni uno degli atleti più pagati al mondo, capace di generare incassi da record grazie ai suoi incontri più importanti. Secondo le sue dichiarazioni, tuttavia, una parte consistente della fortuna costruita nel corso degli anni sarebbe finita lontano dalle sue disponibilità. La parte più clamorosa delle accuse riguarda 200 milioni di dollari che, secondo il racconto del pugile, sarebbero stati sottratti da una persona che considerava un amico e un socio in affari. 

“Quest’uomo si sedeva accanto a me, fingeva di essere mio amico e mi aiutava con i miei affari. E poi mi ha rubato 200 milioni di dollari”, ha dichiarato Mayweather. Gli ulteriori 350 milioni di dollari contestati da Mayweather sarebbero invece collegati ai suoi rapporti commerciali con Showtime, emittente che ha trasmesso alcuni degli incontri più importanti della sua carriera. Secondo quanto sostenuto dal pugile, le somme che avrebbero dovuto essere corrisposte a lui o alla sua società di promozione, la Mayweather Promotions, sarebbero state trasferite su conti riconducibili ad altri soggetti. “Ho firmato un contratto con Showtime. Il denaro che in seguito avrebbe dovuto essere versato alla Mayweather Promotions, cioè direttamente a me, è stato trasferito sul conto di qualcun altro”, ha spiegato. Mayweather ha precisato che, in questo caso, non si sarebbe trattato semplicemente di denaro sottratto direttamente, ma di una vicenda legata a contratti, accordi commerciali e alla destinazione dei pagamenti. 

La disputa è approdata anche nelle aule giudiziarie. Secondo quanto riportato da diverse testate statunitensi, tra cui il Los Angeles Times e Mma Fighting, Mayweather avrebbe avviato un’azione legale per ottenere oltre 340 milioni di dollari in relazione a presunti compensi non pagati o somme che sarebbero state indirizzate impropriamente. Tra i soggetti citati nella vicenda figurano Al Haymon, ex manager del pugile, e Stephen Espinoza, già dirigente di Showtime Sports.  

Nel corso della sua carriera professionistica, Mayweather ha chiuso con un record immacolato di 50 vittorie, conquistando 15 titoli mondiali in cinque categorie di peso. Il suo successo sportivo è andato di pari passo con una capacità straordinaria di trasformare i propri incontri in eventi globali, generando incassi e guadagni tra i più elevati nella storia della boxe. Il soprannome ‘Money’ è diventato così parte integrante del suo personaggio: ville, automobili di lusso, gioielli e uno stile di vita appariscente hanno contribuito a consolidare la sua immagine di campione capace di dominare non soltanto sul ring, ma anche sul piano economico. 

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sport

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Anestesisti-rianimatori: “In ospedale anemia, dolore e potenziali donatori vanno riconosciuti in tempo”

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(Adnkronos) – Un’anemia mai curata prima di un intervento chirurgico. Il dolore di una persona con una storia di dipendenza, o di un anziano con il femore rotto. Un paziente in pronto soccorso che potrebbe diventare donatore di organi. Sono situazioni che in ospedale rischiano di sfuggire e sulle quali lavorano gli anestesisti-rianimatori a Icare 2026, 80esimo Congresso nazionale della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti), a Milano fino a sabato 24 ottobre. In tutti e tre i casi, sottolinea la società scientifica, spesso il primo a vedere il paziente è proprio un anestesista-rianimatore: nella visita prima dell’intervento, in pronto soccorso, in terapia intensiva. E accorgersene presto fa la differenza, perché un’anemia scoperta settimane prima dell’operazione si può correggere, e per il dolore e per la donazione il tempo a disposizione si misura in ore. 

Uno dei percorsi tematici del congresso Icare segue un uomo di 72 anni in attesa di un intervento all’addome, che alla visita pre-operatoria risulta anemico senza essere mai stato curato. Non è un caso raro: l’anemia riguarda circa il 30% dei pazienti prima di un intervento chirurgico e arriva all’85% dopo. Ma entrare in sala operatoria con un’anemia non curata aumenta il rischio di trasfusioni d’urgenza e di mortalità. Da qui il Patient Blood Management, un programma che cerca e corregge l’anemia prima dell’operazione e limita le trasfusioni a quelle necessarie. “Un corretto approccio di Patient Blood Management riduce la durata del ricovero, le infezioni ospedaliere, gli infarti, gli ictus e la mortalità in ospedale, e fa scendere del 41% l’uso di prodotti del sangue. L’Italia è uno dei pochi Paesi europei – certamente il primo, se non l’unico – ad averlo reso obbligatorio per legge”, afferma Edoardo De Robertis, responsabile dell’Area culturale Anestesia e medicina perioperatoria Siaarti. 

Un altro percorso tematico riguarda il dolore, che in pronto soccorso a volte non viene riconosciuto o non viene trattato abbastanza. Ad esempio, se una persona con una storia di dipendenza da oppioidi arriva dopo un incidente stradale, “rischia di ricevere meno analgesia del necessario per lo stigma, per il timore di alimentare la dipendenza e per la difficoltà di riconoscere e trattare un bisogno di analgesici che può essere maggiore”, spiega Silvia Natoli, responsabile dell’Area culturale Medicina del dolore e cure palliative Siaarti. “La risposta corretta non è negare gli oppioidi – precisa – ma trattare subito il dolore del trauma con un piano individualizzato, multimodale e monitorato, occupandosi nello stesso tempo dell’eventuale disturbo da uso di oppioidi”. Il problema continua dopo la terapia intensiva: alla dimissione il paziente può ricevere una prescrizione senza un percorso chiaro che tenga insieme reparto, terapia del dolore, medico di famiglia e servizi per le dipendenze. Anche un dolore come quello dell’anziano fragile che si rompe il femore rischia di essere sottovalutato. Il caso analizzato in uno dei percorsi tematici Siaarti è un uomo di 84 anni caduto in un corridoio dell’ospedale, in attesa di un intervento che il documento della società degli anestesisti-rianimatori sulla frattura di femore nell’anziano indica entro 48 ore. “Nell’anziano con frattura di femore il dolore va trattato subito, già in pronto soccorso: se non è controllato attiva una risposta dell’organismo che pesa su cuore e reni, già fragili, e può favorire il delirium”, avverte Natoli. La strada indicata è un trattamento multimodale, con blocchi anestetici dei nervi eseguiti presto, che permettono di usare meno oppioidi. 

Anche il terzo percorso tematico parte dal pronto soccorso, con una domanda: questo paziente può essere un donatore? “La priorità è salvare il paziente: stabilizzarlo, capire la gravità del danno e avviare le cure appropriate. Nelle situazioni più gravi si riconosce anche l’eventuale possibilità di donazione, coinvolgendo rianimazione e coordinamento ospedaliero”. Fermo restando che “le decisioni sulle cure restano sempre indipendenti dalla donazione”, evidenzia Marinella Zanierato, responsabile Siaarti per la Macroarea Nord e coordinatrice del percorso congressuale su donazione e trapianto.  

Riconoscere presto un potenziale donatore permette di rispettare la volontà di chi ha scelto di donare. Nel 2025 – ricordano gli anestesisti-rianimatori – l’Italia è stata il secondo Paese europeo per donatori deceduti, 30,9 per milione di abitanti, dopo la Spagna e prima della Francia (Newsletter Transplant 2026 del Consiglio d’Europa). Secondo il Centro nazionale trapianti (Cnt) i donatori utilizzati sono stati 1.760 e i trapianti 4.678, il numero più alto mai raggiunto. La donazione a cuore fermo ha dato 428 donatori e 897 trapianti, circa un quinto dell’attività da donatore deceduto. In lista d’attesa ci sono più di 8.400 persone. “Nelle Regioni con più donatori funziona soprattutto il lavoro di squadra: pronto soccorso, rianimazioni e coordinamenti della donazione collaborano attraverso percorsi ben organizzati, con personale formato. A sostenere questi risultati c’è anche la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario”, rimarca Zanierato. Restano i ‘no’: il Cnt stima 2.400 trapianti mancati nel 2025 per le opposizioni. Tra i 3,77 milioni di cittadini che hanno espresso la propria volontà al rinnovo della carta d’identità, il 40,1% ha detto no. “Con la famiglia l’anestesista-rianimatore può costruire fiducia attraverso ascolto, presenza e spiegazioni comprensibili. La donazione si affronta in un momento distinto, rispettando la volontà della persona: l’obiettivo è sostenere una scelta consapevole”, conclude lo specialista Siaarti. 

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cronaca

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Veronetta, robotica gratuita per bambini: il 24 ottobre parte Black Box a Spazio Vitale

Robotica per bambini a Veronetta: sabato 24 ottobre Spazio Vitale ospita “Robot in azione”, laboratorio gratuito per la fascia dai 7 agli 11 anni. Dalle 15.30 alle 17.30, in via San Vitale 5, i partecipanti costruiranno e programmeranno un automa. La partecipazione richiede la prenotazione.

L’appuntamento inaugura Black Box, il programma educativo della Fondazione Spazio Vitale che mette in relazione arte contemporanea, strumenti digitali e attività manuali. Il primo ciclo nasce dalla collaborazione con Verona Fab Lab e Fab Lab Kids e propone di passare dall’uso dei dispositivi alla comprensione del loro funzionamento.

Robotica per bambini: dalla mostra alla programmazione

Il laboratorio descritto da Daily Verona Network comincerà con una breve visita alla mostra “A Part Remains Outside”, dedicata al rapporto fra tecnologia e percezione. L’esposizione, ospitata nella stessa sede, offre così il punto di partenza per il successivo lavoro pratico.

Bambine e bambini passeranno quindi alla costruzione di un robot e alla sua programmazione attraverso il coding a blocchi. Le istruzioni serviranno a far riconoscere all’automa gli stimoli e a fargli svolgere missioni nell’ambiente circostante. Logica e capacità di affrontare problemi entreranno dunque nell’attività attraverso prove concrete, legate al movimento e allo spazio.

Il percorso adotta l’approccio Steam, che riunisce scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica. L’intento educativo è affiancare la sperimentazione digitale all’esperienza manuale, evitando che il rapporto con gli strumenti si esaurisca nel loro utilizzo passivo.

Black Box prosegue tra novembre e dicembre

Giulia Moscheni e Linda Carluccio, del gruppo Educational della Fondazione, richiamano l’importanza delle esperienze corporee, spaziali e creative. Il nome Black Box esprime proprio la volontà di esplorare ciò che accade dentro gli oggetti tecnologici, attraverso la sperimentazione condivisa.

Il calendario proseguirà con “Dipingere con la luce” il 29 novembre e “La città del futuro” il 18 dicembre: entrambi gli incontri sono dedicati a partecipanti dai quattro anni in su. Per il debutto di sabato resta invece la fascia dai sette agli undici anni, con iscrizione gratuita su prenotazione. Nei prossimi mesi la Fondazione prevede anche corsi rivolti agli adulti.

Calendario Pirelli 2027, in India un viaggio tra passato e presente – Videonews dalla nostra inviata

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New Delhi la presentazione di The Cal 2027, un viaggio nell’India di ieri e di oggi attraverso gli scatti di Sølve Sundsbø, Raghu Rai e Avani Rai. Un’edizione che intreccia due generazioni di fotografi e sceglie di fare a meno dell’intelligenza artificiale, puntando sullo sguardo umano.

La ‘rivoluzione europea’ della Gen Z: perché i giovani scendono in piazza – Eurofocus podcast, Adnkr

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Dalla Francia all’Italia, dalla Grecia alla Spagna, l’Europa è attraversata da un’ondata di proteste giovanili. Scuola, salari, caro affitti e precarietà alimentano la rabbia della Generazione Z, che fatica a conquistare la propria indipendenza economica. Ma dietro le manifestazioni emerge una crisi più profonda: quella del patto tra generazioni. Come sta reagendo Bruxelles? E cosa può fare l’Unione europea, stretta tra debito pubblico, vincoli di bilancio e richieste di maggiori investimenti sociali?

Ascolta “Eurofocus” ogni giorno su podcast.adnkronos.com (https://podcast.adnkronos.com/show/eurofocus/) e su tutte le piattaforme di streaming.

Estratti audio: archivio audiovisivi Adnkronos. 
Musiche su licenza Machiavelli Music. 

Fiere: Coletta (Michelin), ‘rendiamo dati mobilità più efficienti, sicuri e sostenibili attraverso

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“Dal nostro punto di vista, affinché la transizione energetica sia più sostenibile, non è necessario tanto pensare alla sostituzione dei mezzi, ma, piuttosto, vedere cosa dicono i dati e per analizzarli è necessario capire quelli dati da veicoli, conducenti e pneumatici. Michelin Connected Fleet fa proprio questo: trasforma i dati della mobilità in più efficienza, più sicurezza e più sostenibilità, attraverso questi tre aspetti importanti”. Lo afferma Romano Coletta, Corporate Account Manager Michelin Connected Fleet, oggi a Piacenza, al convegno ‘Soluzioni per ridurre la Co2: camion, semirimorchi, pneumatici’, svoltosi nel corso della seconda edizione di T3 – Truck, tyre e trailer, la kermesse italiana dei veicoli e mezzi per il trasporto stradale ideata da Mediapoint & Exhibitions e in svolgimento fino al 24 ottobre negli spazi di Piacenza Expo.

Fiere: Cossar (Neura Mobile Robots), ‘personalizziamo prodotti secondo necessità cliente’

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“Questa fiera si concentra principalmente sulla logistica, quindi Afv e Amr. Abbiamo, quindi, presentato nuove soluzioni con prodotti magari più piccoli, agili e flessibili. Stiamo introducendo anche un nuovo robot pulitore, che è una novità assoluta da un’azienda che ha acquisito. Pertanto, dal punto di vista del supporto logistico, ci sono sempre delle novità in cantiere, ma la cosa importante è che siamo in grado di personalizzare i nostri prodotti secondo necessità del cliente e lo aiutiamo a definire e migliorare i processi, fornendogli, successivamente, anche una soluzione”. Sono le parole di Gianni Cossar, Amministratore Delegato Neura Mobile Robots, intervenendo oggi a Piacenza, in occasione del convegno ‘Agv e Amr alla prova del magazzino reale’, svoltosi nel corso della prima edizione di Agv Expo, l’unica mostra-convegno italiana dedicata ai sistemi a guida automatica e alla logistica automatizzata. In svolgimento fino al 24 ottobre, la kermesse è ideata e organizzata negli spazi di Piacenza Expo da Mediapoint & Exhibitions.