martedì, Ottobre 27, 2026
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Elezioni Usa, simulazioni e avvocati: la difesa dei dem contro le ‘minacce’ di Trump

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(Adnkronos) – Gli scenari iniziano a delinearsi, il clima politico si fa sempre più rovente in vista delle imminenti elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il 3 novembre, e i vertici del Partito democratico hanno deciso di non lasciare nulla al caso. Di fronte ai precedenti legati all’amministrazione di Donald Trump e alle tensioni istituzionali, i leader democratici stanno preparando una risposta senza precedenti per arginare e prevenire qualsiasi tentativo di interferenza o di destabilizzazione del processo elettorale, sia durante le operazioni di voto sia nelle delicate fasi successive di spoglio e di certificazione. L’obiettivo dichiarato è creare una rete di difesa volta a tutelare l’integrità del voto popolare da qualsiasi anomalia o abuso di potere da parte del governo federale. 

Guidati da figure chiave delle due Camere – tra cui il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, e il deputato Joe Morelle, a cui è stata affidata la regia dei preparativi alla Camera dei Rappresentanti – i Democratici hanno elaborato una mappatura esaustiva dei rischi, identificando oltre 150 potenziali minacce e criticità che potrebbero manifestarsi il giorno delle elezioni e nelle settimane successive. A porte chiuse sono state condotte diverse simulazioni pratiche (wargaming) con l’aiuto di esperti ed ex funzionari di governo per cercare di anticipare ogni possibile mossa dell’amministrazione. Tra gli scenari più temuti, vi è il possibile dispiegamento di agenti del Department of Homeland Security (Dhs), di truppe della Guardia Nazionale o di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) in prossimità o all’interno dei seggi elettorali, per intimidire alcuni elettori e impedire loro di votare. 

Altra ipotesi: video falsi generati dall’intelligenza artificiale che potrebbero essere diffusi e resi virali per simulare presunti brogli elettorali e manipolazioni del voto, in modo che alcuni Stati possano richiedere interventi d’urgenza o annullare arbitrariamente le preferenze di alcuni elettori ritenuti non idonei. Uno dei timori è che funzionari federali sequestrino le schede con la scusa che i sistemi di voto siano stati compromessi da un attacco informatico perpetrato da avversari stranieri. “Queste sessioni non ci hanno solo aiutato a capire come sventare le minacce più eclatanti di Trump – ha dichiarato l’ufficio stampa di Chuck Schumer in una nota inviata ad Adnkronos, a seguito di una richiesta di commento – Sono state fondamentali per aiutarci a immaginare i molti colpi di scena che Trump e i suoi alleati potrebbero riservarci, permettendoci di individuare e colmare tempestivamente le falle nella nostra preparazione. I cittadini americani possono riporre fiducia nel fatto che siamo straordinariamente pronti”. 

I Democratici hanno dovuto costruire da zero una struttura di sicurezza complessa e autonoma, un’impresa resa ancor più difficile dal fatto che – in un anno di midterm non presidenziale – non è presente la ricca dote finanziaria di un comitato nazionale dedicato alla campagna della Casa Bianca. Su impulso del leader della minoranza alla Camera, Hakeem Jeffries, l’apparato difensivo elettorale si articola su più livelli interconnessi. Innanzitutto, personale qualificato ed esaminatori civili saranno inviati presso i centri di voto chiave e le sedi di spoglio per tracciare e documentare in tempo reale eventuali anomalie o tentativi di ingerenza politica. Il principale studio legale del Partito Democratico, l’Elias Law Group, ha già avviato ben 85 contenziosi e cause elettorali in 41 Stati per tutelare il diritto di voto. 

Le équipe di avvocati lavorano con ricorsi preventivi già redatti, pronti a depositare istanze di ingiunzione d’urgenza in tribunale in caso di sequestro delle urne o di tentativi illeciti di bloccare le operazioni. Stessa storia per quanto riguarda la possibilità che il governo federale schieri uomini armati o forze dell’ordine per l’immigrazione nei pressi delle urne. Per legge, è illegale farlo, salvo situazioni eccezionali di difesa da attacchi nemici esteri, e i Dem sono pronti a riaffermarlo di fronte ai giudici nei vari Stati. “Siamo tutti fondamentalmente preparati a essere dislocati in uno Stato con un preavviso di pochi minuti, di fronte a una minaccia o a un contenzioso imminente – ha spiegato Aria Branch, partner di Elias Law Group, alla Cnn – In pratica, abbiamo le valigie operative pronte per partire immediatamente”. 

La vasta rete difensiva assemblata dai Democratici supera i confini del mondo politico e include una stretta collaborazione con la società civile organizzata e con gruppi non partitici di tutela dei diritti civili. L’American Civil Liberties Union (Aclu) ha messo a disposizione un budget record di 25 milioni di dollari per l’operazione “Election Safeguarding”, formando oltre 10.000 volontari, distribuiti prevalentemente nei sette Stati chiave, e sviluppando oltre 25 simulazioni di scenari. “In una democrazia, ogni elettore avente diritto ha il diritto di votare liberamente e di vederne rispettato l’esito – ha dichiarato ad Adnkronos Deirdre Schifeling, attivista della Aclu – Intimidire gli elettori è illegale, punto. Senza se e senza ma. Se ci sono militari, truppe o qualsiasi altra forza dell’ordine con lo scopo di intimidire gli elettori, si sta violando la legge”. 

Tale piano di reazione rapida trova riscontro nei primi successi giudiziari ottenuti nel corso del 2026. Le corti d’appello e la Corte Suprema hanno già respinto diversi tentativi di stravolgere le modalità di gestione del voto per corrispondenza e hanno archiviato decine di denunce federali volte a far consegnare alle autorità centrali i dati e i registri elettorali statali riservati. 

Lo sforzo dei Democratici ha scatenato una dura reazione da parte della Casa Bianca, che ha risposto accusandoli di alimentare paranoie infondate per distogliere l’attenzione dalle riforme volte a garantire l’integrità del voto. I portavoce dell’amministrazione Trump hanno contestato apertamente la strategia dell’opposizione, difendendo le iniziative legislative repubblicane come il Save America Act, che mira a introdurre requisiti stringenti sull’obbligo di esibire un documento d’identità con foto valido (Voter ID) per impedire che cittadini non americani votino. Sulle speculazioni relative all’invio dell’Ice o di forze d’assalto federali ai seggi, la Casa Bianca ha seccamente smentito l’esistenza di piani in tal senso, definendo tali accuse una mera narrazione dell’opposizione. (di Iacopo Luzi) 

 

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Proteste a Milano, “preoccupazione” per sabato: scatta il piano sicurezza con parà e droni

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(Adnkronos) – Milano si prepara a un sabato ad alta tensione, con un piano straordinario per prevenire nuovi disordini dopo le devastazioni dello scorso fine settimana. In arrivo 500 parà della Folgore da Siena, che affiancheranno i 5.000 uomini e donne delle forze dell’ordine; la Polizia locale che schiera “tutte le forze disponibili” e i suoi droni per sorvolare la città; controlli alle stazioni per chi la raggiunge da fuori; squadre mobili pronte a spostarsi in caso di emergenza e monitoraggio sui social di un fenomeno, descritto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, come “inedito e insidiosissimo”. 

“C’è preoccupazione”, ha ammesso il sindaco Giuseppe Sala, al termine di una affollatissima riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: al tavolo c’erano infatti anche il vicepremier Salvini e il ministro Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani, oltre a tutte le autorità cittadine e ai questori delle altre province lombarde. Una presenza, quest’ultima, che ha un doppio significato: da un lato deriva dalla constatazione che “solo il 20% dei fermati – ha evidenziato Sala – è milanese” e molti dei giovani e giovanissimi arrivano delle province limitrofe; dall’altro – ha spiegato il sindaco – “si ritiene che questo non sia un fenomeno milanese e ci sono avvisi di adunate per sabato anche nelle altre città lombarde”. 

Il rischio è che per ‘difendere’ Milano, si scoprano altri centri. Stesso discorso che vale per il capoluogo. “La pianificazione prevederà la copertura di tutto il territorio cittadino, sia con presenze collocate nei vari quadranti della città, soprattutto nel centro storico, ma anche con squadre mobili di pronto intervento, nel caso i fenomeni si dovessero manifestare fuori dalle zone pre-individuate”, ha spiegato Piantedosi. Questo perché, se “abbiamo visto che c’è questa tendenziale concentrazione nel centro storico, Piazza Duomo e dintorni, potrebbe anche essere che proprio per effetto dell’azione di deterrenza e per la caratteristica che si è vista di questi ragazzi di muoversi in maniera molto improvvisata, poi si possano materializzare altrove” i disordini. 

E’ proprio l’imprevedibilità di un movimento spontaneo e ancora poco conosciuto a rendere complesso il piano di prevenzione. Molto passa anche dallo studio dei social, con gruppi che proliferano, fake news e continue chiamate ‘alle armi’. Sull’universo della rete “c’è la Polizia postale che ci sta lavorando”, ha assicurato il ministro Salvini, uscito rassicurato dalla riunione: “Ci sono forze dell’ordine pronte reattive, abbiamo più di 5.000 uomini e donne nelle forze dell’ordine solo in città, se a questi aggiungiamo i 500 parà della Folgore, da milanese sono fiducioso”. 

Anche il sindaco apprezza l’arrivo dei militari. “Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo e la repressione di questi fenomeni. Non voglio proprio rischiare di essere ambiguo: non sono per niente contrario al fatto che arrivino cinquecento militari”, ha detto. 

Piantedosi ha chiarito che i parà “concorreranno a tutte le attività che forze di polizia, carabinieri, polizia e anche finanza svolgono nella prevenzione e nel contrasto a questi fenomeni. I compiti verranno assegnati dall’autorità di pubblica sicurezza, che nella fattispecie è il prefetto, con un piano di impiego che sarà dettagliatissimo e che abbiamo concordato che stressi molto quelle che sono le funzioni di pubblica sicurezza, che sono già affidate al personale anche delle forze armate. Quindi potranno sicuramente pattugliare, fermare le persone e adottare le iniziative conseguenti a quello che dovessero rilevare, quindi poteri di polizia”. 

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Barella: “Non so se la vittoria è meritata al 100% ma abbiamo dato tutto quello che avevamo”

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(Adnkronos) – “Sappiamo che ogni partita in Champions è difficile. Lo Shakhtar ha dimostrato di essere squadra di qualità con gente che va forte, di ritmo e intensità. Avevamo bisogno di questa vittoria, parliamoci chiaro; giocare bene è bello ma serve finalizzare, non so se è meritata al 100% ma ci abbiamo messo tutto quello che avevamo”. Così il centrocampista dell’Inter Nicolò Barella commenta la sofferta vittoria per 1-0 sullo Shakhtar Donetsk nella terza giornata della fase campionato di Champions League. “Quando sei spalle al muro qualcosa devi fare. Quando sei in dieci è uno svantaggio abbastanza grosso nel calcio di oggi, noi però abbiamo sfruttato le ripartenze e segnato con Carlos Augusto al quale faccio i complimenti -aggiunge Barella al microfono di Sky Sport-. La Champions è un sogno ma vogliamo che diventi un obiettivo, cercheremo di farlo diventare un obiettivo con tutto quello che abbiamo”.  

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Auto travolta dalla piena del Meduna, tre persone bloccate su un isolotto: scatta il salvataggio aereo

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(Adnkronos) – Sfiorato il bis della tragedia del Natisone questa sera verso le 19.30, quando tre persone sono rimaste bloccate con la loro auto in mezzo al guado del torrente Meduna, a Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda (Pordenone). All’arrivo sul posto dei Vigili del fuoco di Spilimbergo con le squadre fluviali arrivate da Pordenone e Udine, il torrente si era notevolmente ingrossato, la vettura era semisommersa e i tre occupanti erano riusciti a rifugiarsi su un isolotto che si era creato in mezzo al torrente. I soccorritori fluviali hanno messo in acqua un gommone da rafting e, pagaiando nella forte corrente, hanno raggiunto i tre, mettendoli in sicurezza in attesa dell’elisoccorso regionale che la sala operativa dei vigili del fuoco Destra Tagliamento aveva richiesto al Sores, il soccorso regionale del Friuli Venezia Giulia. L’elicottero ha recuperato con il verricello le tre persone portandole in luogo sicuro, mentre i vigili del fuoco sono rientrati utilizzando il loro gommone da rafting. 

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Inter-Shakhtar, nerazzurri in dieci al 68’: Bastoni espulso dopo due gialli in due minuti

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(Adnkronos) – L’Inter resta in dieci uomini al 68’ per l’espulsione di Alessandro Bastoni, costretto a lasciare il campo dopo aver ricevuto due cartellini gialli nel giro di appena due minuti durante il match di Champions League a San Siro contro lo Shakhtar Donetsk sul punteggio di 0-0. Un episodio che cambia gli equilibri della gara e costringe i nerazzurri ad affrontare il finale in inferiorità numerica. Nonostante questo l’Inter vincerà grazie a un gol di Carlos Ausgusto.  

Tutto comincia al 66’, quando Bastoni viene ammonito per la prima volta. Il cartellino giallo arriva su segnalazione del quarto ufficiale, in seguito ad alcune proteste precedenti del difensore interista. Un’ammonizione che si rivelerà pesantissima per il prosieguo della partita. Passano appena due minuti e, al 68’, arriva il secondo giallo. Questa volta l’episodio è legato a una spinta ai danni di Ocheretko durante un’azione di gioco. Le proteste degli avversari richiamano l’attenzione dell’arbitro, che decide di sanzionare nuovamente Bastoni. 

Per il difensore nerazzurro secondo cartellino giallo ed espulsione che per fortuna dell’Inter si rivelerà inifluente ai fini del risultato perché arriverà comunque una vittoria fondamentale per proseguire il percorso in Champions League.  

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Iran-Usa, segnali di tensione: Washington richiama personale da ambasciate Arabia, Emirati e Qatar

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(Adnkronos) –
Segnali di tensione in Medio Oriente. Mentre Donald Trump non esclude una nuova offensiva contro l’Iran, gli Stati Uniti hanno ordinato a tutto il personale della propria ambasciata in Arabia Saudita e ai rispettivi familiari di lasciare il Paese, mentre il regno continua a essere bersaglio degli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen. Lo ha riferito all’Afp una fonte diplomatica, precisando che Washington ha disposto anche l’evacuazione dei familiari del personale delle ambasciate americane negli Emirati Arabi Uniti, in Giordania, Qatar e Bahrein. “A tutto il personale americano e ai loro familiari è stato ordinato di lasciare l’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita”, ha dichiarato la fonte. 

Nelle stesse ore, le nuove dichiarazioni di Benjamin Netanyahu. “Il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione” e “c’è solo un modo per rimuovere la minaccia una volta per tutte” ed è “rovesciare il regime in Iran”, dice il premier Benjamin Netanyahu durante una cerimonia militare nel sud del paese. Secondo Netanyahu, “il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione, Mojtaba Khamenei ha deciso di seguire le orme di suo padre” e “l’Iran sta ancora una volta tentando di sviluppare le sue armi di morte”. “Quindi -prosegue – c’è solo un modo per rimuovere la minaccia una volta per tutte, rovesciare il regime in Iran, ed è la mia direttiva per Idf, Mossaf e agenzie di sicurezza”.
 

Decine di caccia dell’aeronautica israeliana hanno sorvolato lunedì lo spazio aereo di Siria e Iraq, spingendosi fino al confine con l’Iran, in quella che Israele ha descritto come un’esercitazione militare con finalità di deterrenza, secondo la ricostruzione di Axios, che cita funzionari israeliani e americani. L’operazione ha coinvolto anche aerei da rifornimento e seguito una rotta compatibile con un potenziale attacco contro la Repubblica islamica, prima che i velivoli invertissero la rotta e rientrassero. Israele aveva informato preventivamente Washington dell’esercitazione, condotta a una settimana dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. 

Tuttavia, alcuni funzionari americani sospettano che Israele intendesse deliberatamente provocare una reazione delle difese aeree iraniane, nella speranza che Teheran aprisse il fuoco contro i caccia, fornendo così un pretesto per riprendere gli attacchi contro l’Iran. L’episodio arriva dopo le indiscrezioni, sempre riportate da Axios, secondo cui Netanyahu avrebbe sollecitato Trump a valutare una nuova offensiva contro l’Iran prima delle elezioni israeliane e delle midterm statunitensi. Trump, inizialmente favorevole all’ipotesi, avrebbe poi deciso di non procedere.  

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Verona, Schermi d’Amore torna dal 22 al 25 aprile 2027: aperte le candidature per film e corti

Schermi d’Amore tornerà a Verona dal 22 al 25 aprile 2027. Aperte su FilmFreeway le candidature per otto lungometraggi e otto cortometraggi: prima scadenza il 1° febbraio, chiusura il 1° marzo. La nuova edizione “30+1” affiancherà ai concorsi retrospettive, incontri e formazione.

Schermi d’Amore tornerà a Verona dal 22 al 25 aprile 2027 e apre le candidature per i concorsi dedicati a lungometraggi e cortometraggi. L’annuncio è stato presentato il 21 ottobre a Roma, negli spazi della Regione del Veneto, in occasione del MIA, Mercato Internazionale Audiovisivo.

Il festival internazionale dedicato al cinema melò, nato nel 1996, chiama la nuova edizione “30+1”: un richiamo alla sua storia trentennale e all’avvio di un nuovo percorso. La direzione artistica è affidata a Valentina Zanella.

Le candidature ai concorsi su FilmFreeway prevedono una prima scadenza early bird il 1° febbraio 2027 e la chiusura il 1° marzo 2027. Il calendario della piattaforma indica il 31 marzo per la comunicazione delle selezioni.

Schermi d’Amore 2027: due concorsi e una giuria giovani

Il programma annunciato prevede otto opere per il Concorso Ufficiale Lungometraggi e altrettanti titoli per il Concorso Ufficiale Cortometraggi. Al centro della selezione saranno l’amore, i sentimenti e le relazioni umane, esplorati attraverso prospettive narrative e linguaggi cinematografici diversi.

Una giuria composta da tre personalità del cinema e dello spettacolo valuterà i lungometraggi. I riconoscimenti annunciati comprendono miglior film, regia, interpretazione femminile e maschile, oltre al premio speciale della giuria. I cortometraggi saranno affidati a una giuria giovani, con il premio al miglior corto, menzioni speciali e un riconoscimento assegnato dal pubblico.

Ai concorsi si affiancheranno una retrospettiva tra opere classiche e contemporanee, proiezioni speciali, workshop e incontri di confronto fra autori, professionisti e spettatori. Nella serata di apertura è previsto un premio alla carriera a una personalità del cinema italiano o internazionale, il cui nome non è stato indicato nel comunicato.

La manifestazione è promossa dall’Assessorato alle Manifestazioni del Comune di Verona, con la collaborazione di realtà cinematografiche del territorio, la partnership di Fondazione Cariverona e Fondazione Meriggio e il patrocinio della Veneto Film Commission. L’assessora Alessia Rotta lega il ritorno del festival alla partecipazione popolare e al coinvolgimento delle nuove generazioni.

La nuova identità visiva riprende la rosa storica del festival: trentuno petali, uno dei quali dorato, rappresentano la continuità con il passato e il rinnovamento della manifestazione. Il progetto intende riportare a Verona un appuntamento dedicato alle molteplici forme del cinema sentimentale.

Verona, approvato il bilancio AGEC 2025 con 22 sì: in aula il confronto su alloggi e servizi

Il Consiglio comunale di Verona ha approvato il 22 ottobre il consuntivo AGEC 2025 con 22 voti favorevoli. In aula Bertucco ha richiamato gli interventi sugli alloggi e il ruolo sociale dell’azienda. Nel dibattito Beghini ha indicato un utile di 207mila euro e 166 alloggi riattati nel corso dell’esercizio.

Il bilancio AGEC 2025 ha ottenuto il via libera del Consiglio comunale di Verona con 22 voti favorevoli. L’assemblea ha approvato il 22 ottobre la proposta di deliberazione numero 87/2026, relativa al consuntivo dell’azienda speciale del Comune.

L’assessore al Bilancio Michele Bertucco, delegato dal sindaco Damiano Tommasi, ha illustrato un risultato in utile e in crescita rispetto all’anno precedente. Il suo intervento si è concentrato soprattutto sui lavori realizzati nel 2025 sul patrimonio abitativo e sulla capacità dell’azienda di rispondere alle necessità delle famiglie con redditi insufficienti.

Secondo quanto riferito da Bertucco, i fondi del PNRR hanno consentito di completare gli interventi sulle case Azzolini, sul complesso di Tombetta e in via Volta. Un finanziamento comunale ha inoltre sostenuto ripristini straordinari degli immobili.

Bilancio AGEC, alloggi e servizi nel confronto in aula

Nel dibattito il consigliere del Pd Carlo Beghini ha quantificato l’utile 2025 in 207mila euro, indicando 166 alloggi riattati e una riduzione degli appartamenti sfitti da 497 a 487. Sono i dati riportati nel suo intervento, secondo il resoconto diffuso dal Comune.

Beghini ha auspicato che AGEC possa diventare il braccio operativo dell’agenzia per l’abitare, capace di individuare finanziamenti e trasformarli in cantieri. Il consigliere Antonio Benetti, anch’egli del Pd, ha proposto di rafforzare la gestione tecnica, per disporre di progetti pronti quando si aprono bandi e opportunità di finanziamento.

Bertucco ha riferito che chiudono in utile il settore delle farmacie e quello dei cimiteri. Per le farmacie ha ricordato il peso di un mutuo sottoscritto nel 2008-2009. Risulta invece in perdita il comparto ristorazione, eventi e musei.

L’assessore ha collegato la sostenibilità delle entrate alla possibilità di continuare a investire negli immobili e nell’edilizia residenziale sociale. Benetti ha posto anche una questione sull’organizzazione dei servizi, sostenendo che le farmacie non rientrano nel nucleo principale dell’attività abitativa dell’azienda.

Il voto conclude il passaggio del consuntivo 2025 davanti al Consiglio. Le proposte sul rafforzamento tecnico e sul futuro ruolo dell’azienda restano posizioni espresse nel dibattito, distinte dall’approvazione dei conti.

Palazzo Barbieri, immagine d’archivio.

Valerio Lundini: “”Pochi show comici perché costano troppo? Non credo, si possono fare anche con

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Valerio Lundini presenta alla Festa del Cinema di Roma ‘Cambogia’, il film d’esordio alla regia. Un attore che finisce intrappolato nel mondo della fiction che interpreta, mentre il suo personaggio prende il suo posto nella vita reale. È il punto di partenza della pellicola, che arriva nelle sale il 18 marzo 2027 con 01 Distribution. (Videonews di Lucrezia Leombruni)

Papa Leone XIV, i medici: “Non servono altre terapie dopo l’operazione”

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(Adnkronos) –
Papa Leone XIV non ha bisogno di ulteriori terapie dopo l’operazione per la rimozione di un tumore al polmone destro. “Non è necessaria alcuna ulteriore terapia”, la sintesi dei medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora, quest’ultimo il chirurgo del Gemelli che ha rimosso l’adenocarcinoma polmonare. I medici hanno reso noto gli esiti degli esami istologici: “In data odierna sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico al Santo Padre. Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia”. 

Gli esiti degli esami istologici sul Papa rendono oggettiva la sua ripresa. Stamani il Pontefice convalescente non solo ha tenuto l’udienza generale in piazza S. Pietro ma ha fatto pure il bagno di folla in auto scoperta sfidando il temporale. Il Pontefice era entrato al Gemelli martedì scorso per rimuovere un tumore maligno al polmone destro. L 

ui stesso ha reso nota la malattia al termine dell’Angelus di due domeniche fa. Le sue dimissioni sabato scorso, nel primo pomeriggio dopo 5 giorni di ricovero. Il chirurgo del Gemelli che lo ha operato, Stefano Margaritora, parlando dell’imminente impegnativo viaggio in America Latina programmato dal 6 novembre, ha detto che non ci sono impedimenti clinici perché il viaggio non si possa fare. Più nell’immediato sarebbe prevista la presenza del Papa ad Assisi per l’evento di S. Egidio sulla pace a quarant’anni dalla visita di Wojtyla. Papa Leone andrà ad Assisi? 

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