mercoledì, Settembre 9, 2026
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Sanità digitale e professioni sanitarie, evoluzione e nuove competenze

ROMA (ITALPRESS) – La digitalizzazione sta rivoluzionando il sistema sanitario del nostro Paese. Per garantire un impatto realmente efficace, è fondamentale una gestione attenta e competente, che ponga al centro la persona assistita e preveda una formazione adeguata per i professionisti sanitari. E’ quanto emerge dal convegno che si è tenuto venerdì scorso a Roma, presso la Biblioteca del Senato della Repubblica ‘Giovanni Spadolinì. L’evento, organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), ha promosso una riflessione proattivo sulle sfide e le opportunità offerte dalla transizione digitale in ambito sanitario.
‘Riteniamo sia fondamentale confrontarsi su come garantire che l’innovazione tecnologica in ambito sanitario proceda nel rispetto dei diritti dei cittadini e dei principi etici che guidano le nostre professioni, come ben testimoniato dai nuovi codici deontologici recentemente approvati dal nostro Consiglio nazionale – è il commento di Teresa Calandra, Presidente della Federazione nazionale, che ha aggiunto – La digitalizzazione rappresenta una svolta epocale che sta trasformando anche il modo in cui vengono erogati i servizi sanitari, migliorandone l’efficienza e l’accessibilità, nonchè la qualità complessiva delle cure. Tuttavia, questo cambiamento porta con sè nuove sfide, sia dal punto di vista della protezione dei dati personali sia per le responsabilità scientifiche e professionalì.
L’avvio della transizione digitale negli enti pubblici e l’impatto della digitalizzazione sui professionisti sanitari, inclusi quelli in regime di libera professione, hanno rappresentato temi centrali del dibattito, con uno sguardo rivolto agli sviluppi futuri. Quella del digitale è una vera rivoluzione, anche grazie agli investimenti che, in questo settore, sono in crescita. Tuttavia, permangono forti disuguaglianze territoriali: i dati di NetConsulting Cube – del giugno scorso – evidenziano che la spesa media per la sanità digitale è di 76,4 euro per abitante, con una differenza superiore al 50% tra le Regioni del nord e del sud Italia.
‘La digitalizzazione in sanità è una grande opportunità per il SSN, ma richiede il coinvolgimento attivo di tutti gli attori che ne fanno parte. La carenza di competenze digitali tra i professionisti sanitari rappresenta un ostacolo significativo all’adozione di queste tecnologie, a cui si aggiunge una gestione regionale della sanità frammentatà così il Sottosegretario alla salute, Marcello Gemmato, intervenuto al convegno della Fno Tsrm e Pstrp, il quale ha sottolineato che il sistema sanitario, grazie al digitale ambisce a diventare più efficiente, equo e sostenibile, tuttavia ‘per farlo bisogna investire nelle competenze dei professionisti sanitari, fornendo loro strumenti e competenze per migliorare la qualità dell’assistenza, ottimizzare l’organizzazione del lavoro e garantire un accesso equo ai servizi sanitari digitali. Con l’aiuto di tutti si potrà costruire un sistema moderno, integrato e capace di offrire servizi di qualità a tutti i cittadinì.
La Fno Tsrm e Pstrp ha avviato una serie di iniziative volte a facilitare l’adozione di strumenti digitali da parte dei professionisti della salute, garantendo formazione specifica, supporto nell’utilizzo delle nuove piattaforme e un percorso di progressiva integrazione con il FSE (Fascicolo sanitario elettronico e gli altri sistemi digitali nazionali). In particolare la Federazione nazionale ha adottato il Piano triennale di transizione digitale – come spiegato da Alessandro Iala, consulente della Federazione nazionale per la Transizione digitale – un documento che pone le basi per un’evoluzione concreta e sostenibile in termini di sanità digitale, in piena sintonia con le direttive e le raccomandazioni dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), che non solo ambisce a implementare nuove tecnologie, ma che ha l’obiettivo di ripensare ai processi in un’ottica di efficienza, interoperabilità e accessibilità dei servizi per i professionisti e i cittadini.
Con riferimento alla trasformazione digitale, è intervenuta anche Alessandra Pieroni, della Direzione Innovazione e Transizione Digitale di AgID, la quale ha sottolineato l’importanza dell’Infrastruttura pubblica digitale (IPD) per la modernizzazione e l’efficienza dei servizi pubblici e privati, garantendo un accesso ampio, sicuro e interoperabile. Grazie all’uso di sistemi digitali condivisi, questa Infrastruttura facilita la creazione di processi innovativi e servizi avanzati per la PA, riducendo frammentazione e ridondanze. Agendo come ‘building block’ digitali, queste infrastrutture permettono una trasformazione digitale su larga scala, favorendo l’integrazione tecnologica e promuovendo una governance più agile, efficace e accessibile ai cittadini e alle imprese.
In questo contesto, una particolare attenzione è stata dedicata alla protezione dei dati personali. Ovvero dati sensibili, il cui rispetto della riservatezza non costituiscono un mero adempimento burocratico, ma un principio etico e professionale alla base della pratica sanitaria, in quanto integrata già nei codici deontologici di recente approvazione, come ha evidenziato Saverio Colabianchi, DPO della Federazione nazionale. La digitalizzazione impone nuove responsabilità, ma rafforza il ruolo del professionista nella tutela della riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni.
Concetto confermato anche da Silvia Melchionna del Dipartimento libertà pubbliche e sanità del Garante per la protezione dei dati personali (GPDP), intervenuta alla giornata di studio, la quale ha sottolineato che la protezione dei dati non rappresenta un ostacolo alla digitalizzazione del sistema e dei servizi sanitari, a condizione che venga integrata sin dalle fasi iniziali di progettazione, secondo il principio della privacy by design, approccio che consente di sviluppare infrastrutture digitali sicure ed efficienti, garantendo il rispetto della riservatezza e la conformità normativa senza compromettere l’innovazione e l’accessibilità dei servizi.
Alla luce di queste considerazioni, la ricerca scientifica assume un ruolo centrale, focalizzandosi sull’integrazione delle tecnologie digitali nei percorsi assistenziali, e sulla valutazione dell’impatto della sanità digitale in termini di efficacia e sostenibilità, oltrechè lo sviluppo di nuove metriche per misurare l’innovazione sanitaria, fornendo dati sul rapporto costo-beneficio e qualità delle nuove modalità di assistenza.
Ad introdurre il dibattito è stato il Presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, che ha sottolineato il ruolo di primo piano dell’ISS nella ricerca sull’intelligenza artificiale e la digitalizzazione, con un impegno costante per la trasparenza dei dati e la formazione dei professionisti. Bellantone ha evidenziato la necessità di un’azione collettiva e una visione condivisa per superare le resistenze, garantire un quadro normativo adeguato e promuovere la trasparenza dei processi, nonchè l’uso di dati sintetici nella ricerca per affrontare i limiti legati alla privacy proprio nella ricerca.
Secondo Giuseppe Greco, Professore dell’Università degli studi di Firenze intervenuto all’evento: «La ricerca sulle professioni Tsrm e Pstrp si inserisce nella più ampia sfida evolutiva delineata dal documento approvato dalla Federazione nazionale il 29 luglio 2023. Questo testo invita i professionisti sanitari a una riflessione consapevole sul loro ruolo nel sistema sanitario, sottolineando la necessità di un’integrazione sempre più stretta tra le diverse discipline e professioni. Al tempo stesso, ribadisce l’importanza di definire con chiarezza i ruoli e i modelli di presa in carico specifici per ogni professione, evitando sovrapposizioni e favorendo una collaborazione efficace. Centrale è anche la visione secondo cui le professioni sanitarie non possono essere definite solo in base alle prestazioni erogate, ma devono piuttosto rispondere ai bisogni di salute della popolazione, evolvendo di conseguenza. Il raggiungimento di questi obiettivi passa necessariamente attraverso l’innovazione digitale, il cui impatto è ormai imprescindibile per il futuro della sanità. Proprio il rapporto tra digitalizzazione e responsabilità sociali, scientifiche e professionali rappresenta il tema centrale della giornata di riflessione odierna».
Guglielmo Bonaccorsi, Stefano Durante e Martina Giusti hanno presentato lo stato dell’arte di tre progetti del centro studi Sapis della Fno Tsrm e Pstrp, rispettivamente l’osservatorio sulle professioni Tsrm e Pstrp e territorio, quello sulle professioni Tsrm e Pstrp negli IRCCS (SPIRLab) e la special issue di Frontiers che, a seguito dello Spring colloquium del maggio 2024, fornirà risorse bibliografiche sul contributo delle professioni sanitarie nell’assicurare la sanità pubblica.
Infine, la giornata, con gli interventi dei consulenti della Fno Tsrm e Pstrp, Marco Montes e Roberto Dezio – del gruppo libera professione, ha rivolto il suo sguardo ai liberi professionisti, che rappresentano circa il 30% degli iscritti Tsrm e Pstrp, evidenziando la necessità di gestire la transizione digitale con strumenti adeguati. I professionisti sanitari autonomi, devono poter affrontare questo mutamento partendo da garanzie concrete, che riconoscano il loro ruolo e incentivino il loro contributo all’interno del SSN. In questo scenario, la Federazione nazionale ha intrapreso diverse attività tra cui l’aggiornamento dei codici ATECO delle professioni Tsrm e Pstrp, la costituzione del tavolo paritetico con la FNOMCeO, le Società tra professionisti e l’avvio dei lavori per la cassa previdenziale, che rappresentano i pilastri fondamentali di una strategia organica e strutturata, con l’obiettivo di garantire il successo della trasformazione digitale, valorizzando il lavoro dei professionisti autonomi, assicurando loro maggiori tutele e opportunità.
L’innovazione tecnologica non è un fine, ma uno strumento per migliorare la qualità delle cure e ottimizzare le risorse. Dal convegno è emersa con la necessità di un maggiore coinvolgimento delle professioni sanitarie nei processi decisionali sulla digitalizzazione, affinchè le nuove tecnologie rispondano davvero ai bisogni di assistiti e operatori, per garantire un sistema sanitario più equo, efficiente e umano, in cui l’innovazione vada di pari passo con l’etica e la relazione di cura.
– foto ufficio stampa FNO TSRM E PSTRP –
(ITALPRESS).

Sanità digitale e professioni sanitarie, evoluzione e nuove competenze

ROMA (ITALPRESS) – La digitalizzazione sta rivoluzionando il sistema sanitario del nostro Paese. Per garantire un impatto realmente efficace, è fondamentale una gestione attenta e competente, che ponga al centro la persona assistita e preveda una formazione adeguata per i professionisti sanitari. E’ quanto emerge dal convegno che si è tenuto venerdì scorso a Roma, presso la Biblioteca del Senato della Repubblica ‘Giovanni Spadolinì. L’evento, organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp), ha promosso una riflessione proattivo sulle sfide e le opportunità offerte dalla transizione digitale in ambito sanitario.
‘Riteniamo sia fondamentale confrontarsi su come garantire che l’innovazione tecnologica in ambito sanitario proceda nel rispetto dei diritti dei cittadini e dei principi etici che guidano le nostre professioni, come ben testimoniato dai nuovi codici deontologici recentemente approvati dal nostro Consiglio nazionale – è il commento di Teresa Calandra, Presidente della Federazione nazionale, che ha aggiunto – La digitalizzazione rappresenta una svolta epocale che sta trasformando anche il modo in cui vengono erogati i servizi sanitari, migliorandone l’efficienza e l’accessibilità, nonchè la qualità complessiva delle cure. Tuttavia, questo cambiamento porta con sè nuove sfide, sia dal punto di vista della protezione dei dati personali sia per le responsabilità scientifiche e professionalì.
L’avvio della transizione digitale negli enti pubblici e l’impatto della digitalizzazione sui professionisti sanitari, inclusi quelli in regime di libera professione, hanno rappresentato temi centrali del dibattito, con uno sguardo rivolto agli sviluppi futuri. Quella del digitale è una vera rivoluzione, anche grazie agli investimenti che, in questo settore, sono in crescita. Tuttavia, permangono forti disuguaglianze territoriali: i dati di NetConsulting Cube – del giugno scorso – evidenziano che la spesa media per la sanità digitale è di 76,4 euro per abitante, con una differenza superiore al 50% tra le Regioni del nord e del sud Italia.
‘La digitalizzazione in sanità è una grande opportunità per il SSN, ma richiede il coinvolgimento attivo di tutti gli attori che ne fanno parte. La carenza di competenze digitali tra i professionisti sanitari rappresenta un ostacolo significativo all’adozione di queste tecnologie, a cui si aggiunge una gestione regionale della sanità frammentatà così il Sottosegretario alla salute, Marcello Gemmato, intervenuto al convegno della Fno Tsrm e Pstrp, il quale ha sottolineato che il sistema sanitario, grazie al digitale ambisce a diventare più efficiente, equo e sostenibile, tuttavia ‘per farlo bisogna investire nelle competenze dei professionisti sanitari, fornendo loro strumenti e competenze per migliorare la qualità dell’assistenza, ottimizzare l’organizzazione del lavoro e garantire un accesso equo ai servizi sanitari digitali. Con l’aiuto di tutti si potrà costruire un sistema moderno, integrato e capace di offrire servizi di qualità a tutti i cittadinì.
La Fno Tsrm e Pstrp ha avviato una serie di iniziative volte a facilitare l’adozione di strumenti digitali da parte dei professionisti della salute, garantendo formazione specifica, supporto nell’utilizzo delle nuove piattaforme e un percorso di progressiva integrazione con il FSE (Fascicolo sanitario elettronico e gli altri sistemi digitali nazionali). In particolare la Federazione nazionale ha adottato il Piano triennale di transizione digitale – come spiegato da Alessandro Iala, consulente della Federazione nazionale per la Transizione digitale – un documento che pone le basi per un’evoluzione concreta e sostenibile in termini di sanità digitale, in piena sintonia con le direttive e le raccomandazioni dell’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), che non solo ambisce a implementare nuove tecnologie, ma che ha l’obiettivo di ripensare ai processi in un’ottica di efficienza, interoperabilità e accessibilità dei servizi per i professionisti e i cittadini.
Con riferimento alla trasformazione digitale, è intervenuta anche Alessandra Pieroni, della Direzione Innovazione e Transizione Digitale di AgID, la quale ha sottolineato l’importanza dell’Infrastruttura pubblica digitale (IPD) per la modernizzazione e l’efficienza dei servizi pubblici e privati, garantendo un accesso ampio, sicuro e interoperabile. Grazie all’uso di sistemi digitali condivisi, questa Infrastruttura facilita la creazione di processi innovativi e servizi avanzati per la PA, riducendo frammentazione e ridondanze. Agendo come ‘building block’ digitali, queste infrastrutture permettono una trasformazione digitale su larga scala, favorendo l’integrazione tecnologica e promuovendo una governance più agile, efficace e accessibile ai cittadini e alle imprese.
In questo contesto, una particolare attenzione è stata dedicata alla protezione dei dati personali. Ovvero dati sensibili, il cui rispetto della riservatezza non costituiscono un mero adempimento burocratico, ma un principio etico e professionale alla base della pratica sanitaria, in quanto integrata già nei codici deontologici di recente approvazione, come ha evidenziato Saverio Colabianchi, DPO della Federazione nazionale. La digitalizzazione impone nuove responsabilità, ma rafforza il ruolo del professionista nella tutela della riservatezza, integrità e disponibilità delle informazioni.
Concetto confermato anche da Silvia Melchionna del Dipartimento libertà pubbliche e sanità del Garante per la protezione dei dati personali (GPDP), intervenuta alla giornata di studio, la quale ha sottolineato che la protezione dei dati non rappresenta un ostacolo alla digitalizzazione del sistema e dei servizi sanitari, a condizione che venga integrata sin dalle fasi iniziali di progettazione, secondo il principio della privacy by design, approccio che consente di sviluppare infrastrutture digitali sicure ed efficienti, garantendo il rispetto della riservatezza e la conformità normativa senza compromettere l’innovazione e l’accessibilità dei servizi.
Alla luce di queste considerazioni, la ricerca scientifica assume un ruolo centrale, focalizzandosi sull’integrazione delle tecnologie digitali nei percorsi assistenziali, e sulla valutazione dell’impatto della sanità digitale in termini di efficacia e sostenibilità, oltrechè lo sviluppo di nuove metriche per misurare l’innovazione sanitaria, fornendo dati sul rapporto costo-beneficio e qualità delle nuove modalità di assistenza.
Ad introdurre il dibattito è stato il Presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, che ha sottolineato il ruolo di primo piano dell’ISS nella ricerca sull’intelligenza artificiale e la digitalizzazione, con un impegno costante per la trasparenza dei dati e la formazione dei professionisti. Bellantone ha evidenziato la necessità di un’azione collettiva e una visione condivisa per superare le resistenze, garantire un quadro normativo adeguato e promuovere la trasparenza dei processi, nonchè l’uso di dati sintetici nella ricerca per affrontare i limiti legati alla privacy proprio nella ricerca.
Secondo Giuseppe Greco, Professore dell’Università degli studi di Firenze intervenuto all’evento: «La ricerca sulle professioni Tsrm e Pstrp si inserisce nella più ampia sfida evolutiva delineata dal documento approvato dalla Federazione nazionale il 29 luglio 2023. Questo testo invita i professionisti sanitari a una riflessione consapevole sul loro ruolo nel sistema sanitario, sottolineando la necessità di un’integrazione sempre più stretta tra le diverse discipline e professioni. Al tempo stesso, ribadisce l’importanza di definire con chiarezza i ruoli e i modelli di presa in carico specifici per ogni professione, evitando sovrapposizioni e favorendo una collaborazione efficace. Centrale è anche la visione secondo cui le professioni sanitarie non possono essere definite solo in base alle prestazioni erogate, ma devono piuttosto rispondere ai bisogni di salute della popolazione, evolvendo di conseguenza. Il raggiungimento di questi obiettivi passa necessariamente attraverso l’innovazione digitale, il cui impatto è ormai imprescindibile per il futuro della sanità. Proprio il rapporto tra digitalizzazione e responsabilità sociali, scientifiche e professionali rappresenta il tema centrale della giornata di riflessione odierna».
Guglielmo Bonaccorsi, Stefano Durante e Martina Giusti hanno presentato lo stato dell’arte di tre progetti del centro studi Sapis della Fno Tsrm e Pstrp, rispettivamente l’osservatorio sulle professioni Tsrm e Pstrp e territorio, quello sulle professioni Tsrm e Pstrp negli IRCCS (SPIRLab) e la special issue di Frontiers che, a seguito dello Spring colloquium del maggio 2024, fornirà risorse bibliografiche sul contributo delle professioni sanitarie nell’assicurare la sanità pubblica.
Infine, la giornata, con gli interventi dei consulenti della Fno Tsrm e Pstrp, Marco Montes e Roberto Dezio – del gruppo libera professione, ha rivolto il suo sguardo ai liberi professionisti, che rappresentano circa il 30% degli iscritti Tsrm e Pstrp, evidenziando la necessità di gestire la transizione digitale con strumenti adeguati. I professionisti sanitari autonomi, devono poter affrontare questo mutamento partendo da garanzie concrete, che riconoscano il loro ruolo e incentivino il loro contributo all’interno del SSN. In questo scenario, la Federazione nazionale ha intrapreso diverse attività tra cui l’aggiornamento dei codici ATECO delle professioni Tsrm e Pstrp, la costituzione del tavolo paritetico con la FNOMCeO, le Società tra professionisti e l’avvio dei lavori per la cassa previdenziale, che rappresentano i pilastri fondamentali di una strategia organica e strutturata, con l’obiettivo di garantire il successo della trasformazione digitale, valorizzando il lavoro dei professionisti autonomi, assicurando loro maggiori tutele e opportunità.
L’innovazione tecnologica non è un fine, ma uno strumento per migliorare la qualità delle cure e ottimizzare le risorse. Dal convegno è emersa con la necessità di un maggiore coinvolgimento delle professioni sanitarie nei processi decisionali sulla digitalizzazione, affinchè le nuove tecnologie rispondano davvero ai bisogni di assistiti e operatori, per garantire un sistema sanitario più equo, efficiente e umano, in cui l’innovazione vada di pari passo con l’etica e la relazione di cura.
– foto ufficio stampa FNO TSRM E PSTRP –
(ITALPRESS).

Rixi “Indirizzare sistema portuale verso la competizione mondiale”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sul sistema porto stiamo portando avanti un progetto di riforma che spero si concretizzerà nei prossimi mesi, per individuare a livello nazionale un soggetto che possa portare nel mondo un’offerta portuale che possa mettere il nostro paese ai primi posti”. Lo sottolinea il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi a margine di un incontro con la comunità dei porti del network al Palermo Marina Yachting. “Oggi il solo porto di Rotterdam ha una capacità maggiore di tutte e 16 le Autorità di sistema portuale italiane messe assieme – prosegue Rixi, – Per anni i nostri porti si sono sviluppati andandosi a prendere il traffico reciprocamente, noi vogliamo indirizzare il nostro sistema verso una competizione mondiale: crediamo che soprattutto i porti del sud possano andare verso mercati crescenti e aumentare il benessere dei nostri territori. Abbiamo anche bisogno di creare rapporti più solidi nel Mediterraneo, giovedì sarò in Tunisia ma in generale intendiamo fare accordi con tutte le Nazioni con cui è possibile dialogare nel Nord Africa”. xd8/vbo/gtr

Arriva il nuovo Duster con trazione 4×4

RROMA (ITALPRESS) – Il nuovo Dacia Duster offre agli amanti delle attività all’aria aperta una guida serena e qualità off-road uniche sul mercato dei veicoli a trazione integrale “non specialistica”, ovvero i 4×4 non dotati di riduttore al cambio.
Nuovo Duster è disponibile con trazione 4×4 e Terrain Control che può essere gestito attraverso 5 modalità di guida. Auto, con il sistema gestisce automaticamente la coppia tra l’avantreno e il retrotreno in funzione dell’aderenza e della velocità. Snow, che ottimizza le traiettorie sulle strade sdrucciolevoli grazie a specifiche impostazioni del controllo di stabilità e del sistema di controllo trazione. Mud/Sand, per circolare su superfici instabili, come i sentieri fangosi o sabbiosi. Off-road, che offre le migliori capacità off-road su percorsi difficili. In termini di prestazioni, è molto simile alla modalità 4×4 lock del precedente Duster, ma si spinge oltre, distribuendo in modo automatico e ottimale la coppia tra le ruote anteriori e posteriori a seconda delle condizioni di aderenza rilevate e della velocità del veicolo. Eco, che consente di ottimizzare i consumi di carburante agendo sulla climatizzazione e sulle prestazioni del veicolo. Ottimizza la distribuzione della coppia tra avantreno e retrotreno per limitare il consumo di carburante, adattandosi contemporaneamente alle condizioni di aderenza della strada. L’altezza da terra è a prova di fuoristrada: 217 mm (misurata tra gli assi) nella versione a trazione integrale. Angoli di attacco e di uscita più favorevoli, nelle versioni a trazione integrale, fino a 31° all’anteriore e 36° al posteriore, e angolo di dosso pari a 24°.
Sistema di controllo della velocità in discesa. Questo sistema è particolarmente utile in caso di guida off-road e discese ripide e scivolose. Agisce soprattutto sui freni per evitare di perdere il controllo del veicolo e garantire così una giusta velocità (a seconda degli input del conducente) da 0 a 30 km/h. Il sistema funziona su tutti i rapporti del cambio, compresa la retromarcia. Il conducente non dovrà più preoccuparsi dei pedali dell’acceleratore e del freno, ma solo del volante per la direzionalità del veicolo. Molte informazioni particolarmente utili per la guida off-road compaiono sul display centrale da 10,1″, come l’ngolo di inclinazione laterale destra / sinistra del veicolo, l’angolo di beccheggio per valutare i pendii in salita e discesa e la suddivisione della coppia tra avantreno e retrotreno (nella versione a trazione integrale. ndr).
All’esterno la carrozzeria è ora protetta dai piccoli urti e dai graffi su tutti i lati. Le protezioni laterali formano un tutt’uno con le protezioni dei passaruota e i paraurti anteriori e posteriori, costituendo una vera e propria cintura. Sotto ai paraurti, piastre di grandi dimensioni proteggono il sottoscocca.
All’interno troviamo di serie, nell’allestimento Extreme, sellerie lavabili in TEP microcloud, tappetini in gomma anteriori, posteriori ed anche nel vano bagagli. Le protezioni esterne sono realizzate con StarkleR, materiale innovativo costituito al 20% da materiali riciclati.
Piastre di protezione anteriori e posteriori sono tinte all’origine. Il materiale plastico iniettato che costituisce il corpo del componente è già tinto. Si tratta quindi di un colore inalterabile, a differenza dei classici strati di vernice. Gli inevitabili urti e graffi che subiscono questi elementi, potrebbero lasciare tracce, ma queste saranno quasi invisibili, in quanto il colore originario è presente anche al di sotto della superficie. Per chi volesse aggiungere qualcosa al proprio Duster è disponibile il Pack Sleep che comprende 3 funzioni essenziali: un letto matrimoniale (lungo 1,90 metri e largo fino a 1,30 metri) che si può aprire anche da soli in meno di due minuti, un tavolino e un’area di stoccaggio. Infine, l’esclusivo portapacchi che è il partner ideale per le attività all’aria aperta. Basta fissarlo trasversalmente sulle barre da tetto modulabili oppure sulle barre da tetto trasversali disponibili in after market che può reggere un peso massimo dinamico sul tetto del veicolo pari a 80 kg. I prezzi vanno dai 26.400 euro per la versione Expression ai 27.900 della Extreme, entrambe con la morizzazione TCe 130.

foto: ufficio stampa Renault Group Italia

(ITALPRESS).

Arriva il nuovo Duster con trazione 4×4

RROMA (ITALPRESS) – Il nuovo Dacia Duster offre agli amanti delle attività all’aria aperta una guida serena e qualità off-road uniche sul mercato dei veicoli a trazione integrale “non specialistica”, ovvero i 4×4 non dotati di riduttore al cambio.
Nuovo Duster è disponibile con trazione 4×4 e Terrain Control che può essere gestito attraverso 5 modalità di guida. Auto, con il sistema gestisce automaticamente la coppia tra l’avantreno e il retrotreno in funzione dell’aderenza e della velocità. Snow, che ottimizza le traiettorie sulle strade sdrucciolevoli grazie a specifiche impostazioni del controllo di stabilità e del sistema di controllo trazione. Mud/Sand, per circolare su superfici instabili, come i sentieri fangosi o sabbiosi. Off-road, che offre le migliori capacità off-road su percorsi difficili. In termini di prestazioni, è molto simile alla modalità 4×4 lock del precedente Duster, ma si spinge oltre, distribuendo in modo automatico e ottimale la coppia tra le ruote anteriori e posteriori a seconda delle condizioni di aderenza rilevate e della velocità del veicolo. Eco, che consente di ottimizzare i consumi di carburante agendo sulla climatizzazione e sulle prestazioni del veicolo. Ottimizza la distribuzione della coppia tra avantreno e retrotreno per limitare il consumo di carburante, adattandosi contemporaneamente alle condizioni di aderenza della strada. L’altezza da terra è a prova di fuoristrada: 217 mm (misurata tra gli assi) nella versione a trazione integrale. Angoli di attacco e di uscita più favorevoli, nelle versioni a trazione integrale, fino a 31° all’anteriore e 36° al posteriore, e angolo di dosso pari a 24°.
Sistema di controllo della velocità in discesa. Questo sistema è particolarmente utile in caso di guida off-road e discese ripide e scivolose. Agisce soprattutto sui freni per evitare di perdere il controllo del veicolo e garantire così una giusta velocità (a seconda degli input del conducente) da 0 a 30 km/h. Il sistema funziona su tutti i rapporti del cambio, compresa la retromarcia. Il conducente non dovrà più preoccuparsi dei pedali dell’acceleratore e del freno, ma solo del volante per la direzionalità del veicolo. Molte informazioni particolarmente utili per la guida off-road compaiono sul display centrale da 10,1″, come l’ngolo di inclinazione laterale destra / sinistra del veicolo, l’angolo di beccheggio per valutare i pendii in salita e discesa e la suddivisione della coppia tra avantreno e retrotreno (nella versione a trazione integrale. ndr).
All’esterno la carrozzeria è ora protetta dai piccoli urti e dai graffi su tutti i lati. Le protezioni laterali formano un tutt’uno con le protezioni dei passaruota e i paraurti anteriori e posteriori, costituendo una vera e propria cintura. Sotto ai paraurti, piastre di grandi dimensioni proteggono il sottoscocca.
All’interno troviamo di serie, nell’allestimento Extreme, sellerie lavabili in TEP microcloud, tappetini in gomma anteriori, posteriori ed anche nel vano bagagli. Le protezioni esterne sono realizzate con StarkleR, materiale innovativo costituito al 20% da materiali riciclati.
Piastre di protezione anteriori e posteriori sono tinte all’origine. Il materiale plastico iniettato che costituisce il corpo del componente è già tinto. Si tratta quindi di un colore inalterabile, a differenza dei classici strati di vernice. Gli inevitabili urti e graffi che subiscono questi elementi, potrebbero lasciare tracce, ma queste saranno quasi invisibili, in quanto il colore originario è presente anche al di sotto della superficie. Per chi volesse aggiungere qualcosa al proprio Duster è disponibile il Pack Sleep che comprende 3 funzioni essenziali: un letto matrimoniale (lungo 1,90 metri e largo fino a 1,30 metri) che si può aprire anche da soli in meno di due minuti, un tavolino e un’area di stoccaggio. Infine, l’esclusivo portapacchi che è il partner ideale per le attività all’aria aperta. Basta fissarlo trasversalmente sulle barre da tetto modulabili oppure sulle barre da tetto trasversali disponibili in after market che può reggere un peso massimo dinamico sul tetto del veicolo pari a 80 kg. I prezzi vanno dai 26.400 euro per la versione Expression ai 27.900 della Extreme, entrambe con la morizzazione TCe 130.

foto: ufficio stampa Renault Group Italia

(ITALPRESS).

Tanzilli “A Sassari il Treno del ricordo per le vittime delle foibe”

SASSARI (ITALPRESS) – Tommaso Tanzilli, Presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, è intervenuto alla cerimonia conclusiva del “Treno del Ricordo”, progetto promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani. Il Treno del Ricordo è un treno storico messo a disposizione da Fondazione FS Italiane insieme al Gruppo FS che ha attraversato l’Italia in sette tappe e ha ripercorso, con una mostra itinerante allestita al suo interno, il viaggio compiuto dagli esuli istriani, fiumani e dalmati nel Dopoguerra. All’evento di chiusura hanno partecipato Marina Elvira Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali; Grazia La Fauci, Prefetto di Sassari; Giuseppe Mascia, Sindaco di Sassari; Antonio Piu, Assessore regionale dei lavori pubblici, oltre ad associazioni e scolaresche.
fsc/gtr

Ucraina, Mattarella “Arrivare a pace giusta in linea con la Carta Onu”

ROMA (ITALPRESS) – “A tre anni dalla brutale aggressione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa, vanno ribadite vicinanza e solidarietà alla coraggiosa resistenza ucraina a difesa della propria indipendenza e della libertà delle sue scelte nazionali. La violazione delle più basilari norme di convivenza internazionale, infrangendo anche solenni impegni assunti nel 1994 tra le due parti, le centinaia di migliaia di vittime, anche tra la popolazione civile, la devastazione volutamente perseguita delle infrastrutture ucraine sollecitano, insieme a una severa condanna, la ricerca di rapido avvio di colloqui affinchè le due parti pervengano alla definizione di una pace giusta, in linea con i principi dell’Onu, garantita da efficaci misure di sicurezza che la rendano effettiva e definitiva”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

Rixi “Dobbiamo far tornare a sognare i nostri giovani”

PALERMO (ITALPRESS) – “Dal punto di vista delle infrastrutture la Sicilia e la Calabria sono le due regioni dove ad esempio Anas ha investito di più, per la prima volta credo nella storia del paese, e sicuramente anche sul fronte ferroviario. Noi abbiamo importantissimi cantieri in Sicilia che hanno avuto problemi anche di ritardo dei lavori a causa della mancanza d’acqua che c’è stata quest’anno, per le talpe per fare le gallerie ma che sono ripartiti. È evidente che tutto si lega anche alla realizzazione del ponte sullo Stretto perché questo collegherebbe l’intero territorio nazionale e farebbe diventare sostanzialmente la Sicilia un grande collegamento con tutto il bacino del Mediterraneo per l’intero paese. Per noi è fondamentale perché vuol dire nei periodi di punta impiegarci tre minuti per attraversare lo stretto invece che quasi due ore o a volte anche più di due ore. È evidente che questo vuol dire cambiare completamente la mobilità, vuol dire calmierare i voli aerei, vuol dire gestire le situazioni e rendere completamente diversa anche l’appettibilità della regione sugli insediamenti industriali. Vuol dire avere l’alta velocità che collega con il resto del paese ma anche con il resto d’Europa e vuol dire poter investire anche su tutta la rete ferroviaria siciliana che oggi è isolata per forza di cose dal resto del continente perché anche se mettessimo la rete ad alta velocità poi dovremmo perdere due ore per traghettare il convoglio sul continente. È un unicum significherebbe cambiare la mentalità al paese”. Così Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine del “Forum Milano-Palermo Genio Mediterraneo”, al Teatro Massimo di Palermo.
“Noi dobbiamo essere un Paese che torna a fare grandi cose, che fa capire al mondo che l’Italia è ancora quell’Italia che sa stupire, che sa fare grandi cose anche in prospettiva del fatto che il futuro dell’Europa sarà sempre più sul Mediterraneo, sempre più sul bacino di questo splendido mare, sul Nord Africa dove gli italiani dovranno essere i protagonisti e non comparse – aggiunge -. Per esserlo dobbiamo dimostrare che a casa nostra siamo in grado di fare grandi cose”. “Bisogna accettare delle sfide – sottolinea Rixi – e fare in modo che il nostro paese possa diventare sempre di più un paese all’avanguardia e possa far tornare a sognare i nostri giovani e soprattutto a sognare che qua possono avere un futuro. Perché se noi non lasciamo il paese più ricco di come l’abbiamo trovato rischiamo di determinare poi la povertà delle prossime generazioni. Quindi le infrastrutture sono fondamentali e collegare la Sicilia alla Calabria vuol dire dare una risposta in tutto il Mezzogiorno d’Italia. E’ un’opera complessa, sicuramente avvenieristica, però sono le grandi cose che fanno grandi un paese. Se no, vuol dire che noi ci dobbiamo abituare aessere un paese in lento declino, come purtroppo ogni tanto si sta abituando il continente europeo, che è l’unico continente che non cresce. Io non credo che il futuro dei nostri figli o dei nostri nipoti può essere in un continente che non cresce. Quindi credo che il nostro paese abbia il dovere di tornare a esercitare una forte influenza sul Mediterraneo e far capire che noi italiani non siamo secondi a nessuno. Io ci credo e bisogna solo ogni tanto riuscire ad avere la costanza nelle cose ed avere un progetto comune”. xd6/vbo/gtr

Dopo il sold out, Olly raddoppia il suo concerto all’ippodromo di Milano

MILANO (ITALPRESS) – Olly raddoppia l’appuntamento de La grande festa, aggiungendo un secondo show il 2 Settembre all’Ippodromo Snai San Siro di Milano. La prima data prevista per il 4 Settembre – prodotta e organizzata da Magellano Concerti – ha registrato il tutto esaurito in soli trenta minuti, con 34 mila biglietti venduti.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio stampa Wordsforyou

Rixi “Legame tra Milano e Palermo su rigenerazione urbana ed edilizia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il link tra Milano e Palermo è basato sulla rigenerazione urbana e sul tema dell’edilizia. Noi dobbiamo in questo momento interrogarci soprattutto su tutto quello che è stato fatto dopo la seconda guerra mondiale sui quartieri popolari, di trovare delle soluzioni per andare a rigenerare interi quartieri e soprattutto dare una risposta abitativa. Questo vale in particolare per le grandi aree urbane e sicuramente per riqualificare zone che al momento hanno difficoltà, anche legate al degrado ma soprattutto intrinsecamente legate al fatto che spesso questi edifici sono stati fatti con materiali poveri e oggi dopo tanti anni hanno bisogno di alta manutenzione e non sono più adatti anche all’esigenze del 2025”. Così Edoardo Rixi, Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, a margine del “Forum Milano-Palermo Genio Mediterraneo”, al Teatro Massimo di Palermo.
“Credo che più si parla, più si fa una comunità unita da nord a sud del paese, meglio è – aggiunge -. Bisogna costruire anche il fatto che il nostro paese a livello mondiale debba giocare in Serie A e per farlo bisogna che le differenze che sono splendide del nostro territorio però si sintetizzino in un’offerta nazionale che deve dare la stessa dignità agli abitanti di tutta Italia e soprattutto parlare una lingua comune e avere degli obiettivi comuni. Credo che la rigenerazione urbana possa esserlo, perché è un elemento che vuol dire anche la riqualificazione di città. Noi abbiamo le città più belle del mondo, ma molto spesso abbiamo una difficoltà enorme, anche per le leggi che ci siamo dati, a riuscire in qualche modo ad adeguare gli edifici a quelle che sono le nuove esigenze abitative”. xd6/vbo/gtr