Il turismo a Verona mostra un agosto a due velocità: i visitatori nel centro calano del 22% rispetto al 2025, mentre l’occupazione alberghiera sale all’82,1%. Crescono anche la spesa turistica e la provincia; sul Garda le camere occupate raggiungono l’84,8%.
Agosto a due velocità tra centro storico, alberghi e Lago di Garda
Il turismo a Verona chiude agosto con un quadro meno lineare di quanto suggerisca il solo numero dei passaggi nel centro storico. Nell’ansa dell’Adige sono stati rilevati circa 839 mila visitatori, contro 1,076 milioni nello stesso mese del 2025: una diminuzione del 22%. Il calo riguarda soprattutto i flussi internazionali, scesi da 652 mila a 468 mila presenze, mentre quelli italiani passano da 424 mila a 372 mila.
Tra i principali mercati, la Francia resta sostanzialmente stabile con oltre 93 mila visitatori. Più marcate le flessioni da Germania, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito. La riduzione degli ingressi, tuttavia, non coincide con un arretramento dell’ospitalità. Secondo i dati sul movimento turistico di agosto, gli alberghi del Comune hanno raggiunto un’occupazione media dell’82,1%, superiore all’80,2% registrato un anno fa.
La tenuta si estende anche alla provincia, esclusa l’area gardesana, dove l’occupazione sale al 77,9% e la permanenza media cresce da 3,1 a 3,4 notti. Sul Lago di Garda le camere occupate arrivano all’84,8%, con punte dell’86,3% nella parte meridionale e soggiorni vicini alle sei notti.
Un altro segnale positivo arriva dalla spesa: nel primo semestre del 2026 gli acquisti effettuati nel centro di Verona sono aumentati del 6%, con ristorazione, abbigliamento e pernottamenti tutti in crescita. È un dato significativo anche per l’andamento dei consumi e del commercio cittadino, chiamato a trasformare i flussi turistici in ricadute diffuse.
Le prenotazioni già acquisite per settembre e ottobre indicano infine un’occupazione del 59,8%, leggermente sopra lo scorso anno. Nella settimana di Marmomac si raggiunge già il 70%: un appuntamento che potrà rafforzare la domanda alberghiera dopo un agosto segnato da meno passaggi, ma da soggiorni e spesa più solidi.
