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Nicola Rao presenta il suo libro su Sergio Ramelli e l’intolleranza degli anni ’70

Sabato 22 febbraio 2025, alle ore 11:00, la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza ospiterà l’incontro con Nicola Rao, giornalista e scrittore, che presenterà il suo ultimo libro sull’omicidio di Sergio Ramelli, Il tempo delle chiavi. L’omicidio Ramelli e la stagione dell’intolleranza. L’evento si terrà presso Palazzo Cordellina, in Contra’ Riale 12, e vedrà la partecipazione dei consiglieri comunali Nicolò Naclerio e Giorgio Conte, che dialogheranno con l’autore.

Un libro che ricostruisce l’omicidio di Sergio Ramelli

Nel suo libro, Rao racconta la tragica morte di Sergio Ramelli, uno studente di destra di 18 anni ucciso nel 1975 a Milano, aggredito da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare.

Presentazione Libro su Sergio Ramelli
Locandina del libro Il tempo delle chiavi

L’omicidio, avvenuto dopo un attacco con una chiave inglese, divenne simbolo di un periodo di violenza politica e intolleranza che segnò gli anni Settanta e i primi anni Ottanta in Italia.

La ricostruzione di un’epoca di scontri e terrorismo

Rao, utilizzando documenti inediti e testimonianze dirette, ricostruisce la realtà di un’epoca caratterizzata da scontri, manifestazioni violente e spedizioni punitive tra le opposte fazioni politiche. Il libro esplora anche le centinaia di aggressioni simili a quella di Ramelli, compiute da gruppi dell’ultrasinistra, portando alla luce eventi e storie che fino ad oggi erano rimaste poco conosciute.

Chi è Nicola Rao

Nicola Rao, attualmente direttore della comunicazione Rai, ha una lunga carriera alle spalle, durante la quale ha trattato temi legati al terrorismo, sia rosso che nero. Il suo lavoro come giornalista professionista, con oltre 16 anni di esperienza all’Adnkronos, gli ha permesso di realizzare importanti scoop e approfondimenti, inclusi gli incontri esclusivi con protagonisti di fatti di cronaca e terrorismo.

L’incontro è gratuito e aperto a tutti, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la Biblioteca Bertoliana all’indirizzo consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it o al numero 0444 578211.

 

Carnevale di Venezia, Zaia “Identità veneta nel mondo”

VENEZIA (ITALPRESS) – “E’ una tradizione secolare, probabilmente millenaria, il Carnevale di Venezia. E’ un appuntamento identitario ma appresenta anche uno dei grandi motivi di richiamo per la città che ogni persona sogna di visitare almeno una volta. A coloro che arriveranno per queste giornate dò il benvenuto del Veneto e a tutti formulo l’augurio di vivere appieno la festa e lo spirito di libertà della nostra terra che questo periodo incarna. Ma unisco una raccomandazione. Con le maschere, la musica, le manifestazioni nei palazzi, nelle calli e nei campi, infatti, Venezia non diventa una Disneyland, un luogo di divertimento fuori dal tempo e dallo spazio. E’ una città che va vissuta rispettando il suo patrimonio unico di opere d’arte, la vita dei suoi residenti, il lavoro degli operatori, la delicatezza dell’ambiente lagunare”, questo il pensiero del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel giorno in cui a Venezia prendono le mosse le manifestazioni dello storico carnevale che si compirà con il martedì grasso, il 4 marzo prossimo.
“Come per poche altre città simbolo, il Carnevale di Venezia è un’icona universale – aggiunge il Governatore -. Quando cinque anni fa alle prime avvisaglie della pandemia ho deciso di farlo sospendere, la responsabilità storica della misura mi ha dato una sensazione quasi di incredulità: come inibire l’accesso a Times Square o chiudere l’Oktoberfest. Il Carnevale è un simbolo, infatti, dell’identità veneziana proiettata verso il mondo che ritroviamo in un’infinità di tradizioni, ma soprattutto in una cornice unica”.

foto: ufficio stampa Comune di Venezia

(ITALPRESS).

Al Teatro Comunale di Vicenza in scena “Ballo al Savoy” e “La Principessa della Czarda”

Il 16 febbraio 2025 il Teatro Comunale di Vicenza ospita una delle operette più iconiche del repertorio novecentesco cioè Ballo al Savoy. Questo spettacolo, in scena alle 17:00, porta in scena il fascino della musica dal vivo con un adattamento che unisce la tradizione operettistica a elementi di musical, tra valzer, tango e swing. Il cast e la regia, a cura della Compagnia Teatro Musica Novecento, promettono una serata di grande intrattenimento.

“La Principessa della Czarda” al Teatro Comunale di Vicenza

Dopo il grande successo di Ballo al Savoy, il 30 marzo 2025 sarà il turno di un’altra operetta imperdibile. La Principessa della Czarda è ambientata nell’affascinante mondo dell’Impero Asburgico, con una storia d’amore contrastato tra un giovane aristocratico e una cantante del varietà.

La-Principessa-della-Czarda Teatro Comunale di Vicenza
La Principessa della Czarda

La musica travolgente di Emmerich Kálmán e le coreografie di Salvatore Loritto accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale dal sapore nostalgico e coinvolgente.

Biglietti scontati per gli over 65

Il progetto A Teatro si resta giovani promosso dal Teatro Comunale di Vicenza in collaborazione con BCC Banca del Credito Cooperativo offre ai gruppi di cittadini over 65 l’opportunità di partecipare agli spettacoli a prezzi vantaggiosi. Un impegno concreto per abbattere le barriere sociali e generazionali e avvicinando il teatro dal vivo a tutti, inclusi coloro che spesso non frequentano le sale teatrali.

Il Teatro Comunale di Vicenza continua a confermare il suo ruolo di teatro di tutti, proponendo spettacoli che uniscono qualità artistica e impegno sociale. L’obiettivo è quindi favorire la partecipazione culturale a ogni età, portando la bellezza della musica dal vivo anche a chi ha meno opportunità di accedere al mondo del teatro.

Biglietti disponibili al Teatro Comunale di Vicenza

I biglietti per gli spettacoli sono già in vendita: 28 euro per il biglietto intero, 25 euro per i ridotti over 65 e under 30. Per lo spettacolo Cantami d’amore, in programma il 19 febbraio, il biglietto unico è di 20 euro. È possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria del Teatro Comunale, telefonicamente o online.

Circolo Arci Libertà Ressecco di Schio, nato come dopolavoro, ora frequentato dai big del biliardo

Un circolo storico, nato come dopolavoro nel 1946, accoglie persone di tutte le età a Schio, per momenti ricreativi e di gioco. Si tratta del Circolo Arci Libertà Ressecco, il cui presidente è Giuliano Zambon, un signore 80enne, figlio di Pietro Zambon, uno dei soci fondatori.

Il Circolo Arci Libertà Ressecco di Schio
Il Circolo Arci Libertà Ressecco di Schio

“Il Circolo è nato come ritrovo popolare- spiega Giuliano Zambon- e come dopolavoro. Mio padre stesso, assieme ad altri soci, veniva a scavare le fondamenta dell’edificio al sabato e alla domenica. I soci avevano comperato il terreno, qualcuno mettendo 50 lire, qualcun altro 100 o 500 lire. I soldi sono stati poi rimborsati perché il circolo è no profit. L’associazione è sorta nel 1946. Abbiamo ancora qui esposta la prima tessera ENAL (Ente assistenza nazionale lavoratori). Occorreva infatti essere tesserati per entrare. Dal 1950 in poi, il Circolo aveva 3 campi da gioco per le bocce, tavolini per il gioco delle carte e una sala da ballo. Nel 1985 l’ente Enal è sparito e siamo diventati ARCI (Associazione ricreativa culturale italiana), per scelta dell’assemblea dei soci. Mio padre è mancato nel 2010 all’età di 96 anni”.

Alcuni dei biliardi presenti al Circolo Ressecco di Schio
Alcuni dei biliardi presenti al Circolo Ressecco di Schio

Com’è il Circolo oggi? Chi lo frequenta?

“Il Circolo oggi conta più di 450 soci. Ha inoltre 6 tavoli da biliardo e una sala burraco. Abbiamo dei semi-professionisti che vengono ad allenarsi per giocare a biliardo, che poi partecipano a tornei regionali e anche nazionali. Il nostro è diventato un bel punto d’incontro ricreativo per le persone di tutte le età e anche per chi vuole allenarsi nel gioco del biliardo a livello sportivo. Al bar abbiamo 4 giovani ragazze che fanno le cameriere. Ad oggi aspetto che qualcuno possa prendere il mio posto, con la stessa mia passione per il volontariato e per garantire un buon servizio per il territorio”.

La prima tessera del 1946
La prima tessera del 1946

Il Circolo aderisce alla Fibis, Federazione italiana biliardo sportivo. Nel 2014 in questo circolo aveva preso vita anche un progetto che potremo definire “unico” nel suo genere in Italia: una scuola di biliardo femminile. L’iniziativa era nata dalla collaborazione ormai collaudata e consolidata del presidente del circolo ARCI Giuliano Zambon e il presidente dell’ASD Ressecco Angelo “Lino” Covallero che sono riusciti in un’impresa davvero “eroica”, a discapito di tutti i pregiudizi e le mentalità obsolete che considerano il biliardo un gioco solo per maschi. Naturalmente rimangono i corsi di biliardo anche per i maschi.

Una foto storica
Una foto storica

Il circolo inoltre offre agli ospiti una rinomata cucina con specialità tipiche della genuina cucina Veneta. Questo locale è diventato un punto di riferimento importante per la vita sociale del territorio di Schio e dintorni.

Trio Auris: primo concerto assoluto di Renato Miani alla rassegna “Eventi al Monte”

Prosegue con successo la stagione 2024-2025 di Eventi al Monte, organizzata dalla Fondazione Monte di Pietà di Vicenza. L’appuntamento del 21 febbraio 2025 vedrà protagonista il Trio Auris, un ensemble sloveno che si esibirà nella chiesa di San Vincenzo in Piazza dei Signori a Vicenza. Il concerto, alle ore 21, sarà un’occasione unica per immergersi nel mondo della musica contemporanea, con un programma appositamente concepito per trio di flauti traversi.

Primo concerto assoluto di Renato Miani: “Vizije” al Teatro San Vincenzo

L’evento sarà caratterizzato dalla prima assoluta di Vizije, un brano scritto dal compositore udinese Renato Miani.

Renato Miani Trio Auris
Vizije di Renato Miani

Il brano, eseguito per la prima volta dal Trio Auris, si divide in due movimenti distinti: il primo presenta un contrasto tra un canto notturno dalle atmosfere bartokiane e una trama sonora più brillante, mentre il secondo movimento si distingue per un approccio ritmato, con crescendo di notevole intensità.

Il Trio Auris: “Suoniamo musica che ci stimola e ci diverte”

Il Trio Auris, che esplora la vastità della produzione musicale contemporanea, è noto per il suo approccio personale alla musica. “Ci piace suonare composizioni che nascono dal nostro mondo, che ci stimolano e ci divertono. Ogni brano è un’opportunità di scoprire qualcosa di nuovo, anche nelle diverse tradizioni musicali”, spiegano i membri dell’ensemble. Il programma del concerto unisce compositori affermati del Novecento a nuovi talenti, creando un’esperienza unica di ascolto.

Un programma unico alla Chiesa di San Vincenzo

Il concerto del 21 febbraio, che si terrà alla chiesa di San Vincenzo a Vicenza, offrirà anche un’opportunità per esplorare le dinamiche della musica contemporanea in un contesto storico e suggestivo. La musica sarà il punto di incontro tra la tradizione e l’innovazione, e il pubblico avrà l’opportunità di immergersi nel panorama musicale europeo attraverso il talento del Trio Auris.

Zaia “Sul fine vita basta ipocrisie”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Cominciamo con il dire che in Italia il fine vita esiste già. Normato da una sentenza. Il dire che non esiste, significa non essere rispettosi dei cittadini”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, Luca Zaia, che ha incaricato i suoi tecnici di mettere a punto un regolamento per dare attuazione alla sentenza dela Corte costituzionale del 2019 che garantisce l’accesso alla morte volontaria in alcuni casi ben specificati. Il regolamento, secondo Zaia, è “semplicemente, il modo di dare una risposta ai cittadini che, in casi dolorosi e particolari, chiedono di porre fine alla loro esistenza. Come previsto dalla Consulta. Sennonchè, la sentenza lascia in ombra due punti cruciali. Il regolamento dovrebbe colmare questa lacuna”. “In Veneto – spiega – ci sono state sette domande dal 2019 a oggi. Di queste, tre sono state accettate, anche se uno dei pazienti è poi mancato senza l’applicazione della procedura”.
“La sentenza prescrive che una persona possa chiedere il fine vita se è tenuto in vita da supporti vitali, ha diagnosi infausta, è in grande sofferenza fisica e psichica, e decide in libertà di intendere e di volere – ricorda Zaia -. Poi, il comitato etico dell’Ulss (Unità locale socio-sanitaria, ndr) ospedaliera dà la sua risposta. Il problema della sentenza è che non dice due cose: i tempi entro cui deve arrivare una risposta, e chi deve gestire e somministrare il farmaco”. “Il paziente – prosegue Zaia – ha il diritto di chiedere il fine vita, ma le Regioni non sono in condizioni di dare seguito alla richiesta. Arriva la richiesta, ma siccome non c’è un tempo entro cui dare seguito, rischia di rimanere lì. Sarebbe come se discutessimo di una legge sull’interruzione di gravidanza, l’aborto, ma senza stabilire i tempi obbligatori nel dare risposte alle donne e senza definire chi deve praticarla. Sul fine vita la grande ipocrisia di questo Paese è far finta che le norme non ci siano. Ma a un amministratore non devi chiedere se è a favore o contro il fine vita. Devi chiedere di applicare le leggi”. “Ripeto – aggiunge il Governatore -, si tratta di non essere ipocriti. Se qualcuno è contrario, anche se io non condivido l’atteggiamento poco liberale, proponga una legge che vieti il fine vita e non se ne parla più. Ma è inaccettabile il non dare seguito a una sentenza della Corte”. Alla domanda se il problema non è anche nella difficoltà di fornire le cure palliative, risponde: “Qualcuno vuole farlo credere, ma il Veneto è la prima Regioni in Italia per le cure palliative. Certo, non si fa mai abbastanza. Ma nessuna della sette domande che abbiamo ricevuto dipende da quello, i pazienti le rifiutano. Ma non compete a me valutare le loro scelte”. “Ci sono temi etici – aggiunge – su cui va rispettata la posizione di tutti. E, prima di tutto, viene la libertà del cittadino. Io ho l’obbligo di rispondere se c’è una richiesta prevista dalla legge. Mi danno dell’estremista, ma chi lo fa non ha il problema di gestire la sanità, parlarne senza responsabilità è facile. Tenga conto che qui davvero la politica non c’entra…”. “Noi – prosegue – abbiamo i comitati etici che affrontano la questione, la politica non vede che cosa succede. Quando emerge un caso, lo apprendiamo dai giornali, perchè è un fatto clinico. Quello che non è ammissibile è l’ipocrisia di consentire ai malati terminali di inoltrare le domande per accedere al fine vita, dare il responso di ammissibilità e poi far finta di nulla”. “Io ho dato il mandato ai tecnici e saranno loro ad indicare lo strumento migliore. Non è, come invece ha detto qualcuno, un’ossessione della politica. E’ solo il trovare il modo per fare quel che abbiamo il dovere di fare”, conclude il governatore Zaia.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Zaia “Su liste d’attesa risultati importanti anche grazie a IA”

VENEZIA (ITALPRESS) – Abbattere le liste d’attesa è una sfida che ci appassiona. Lo ha ribadito il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, aggiornando i numeri relativi alle famigerate ‘liste d’attesà in Sanità e soffermandosi su quella che è la reale emergenza, ovvero la mancanza di medici. “Se il Veneto avesse i 3500 medici di cui necessita, basterebbero tre visite al giorno per ciascun medico per sanare le liste d’attesa in poco tempo”. Ciò nonostante Zaia ha ribadito che “Dal maggio 2023 a dicembre 2024 le prestazioni con priorità B (da garantire entro 10 gg dalla prescrizione) da 502 sono state azzerate; quelle con priorità D (30 gg) sono passate da 82.811 a 10.814, con una riduzione dell’87%; quelle con priorità P (60/90 gg) da 74.489 sono scese a 17.381, pari a -77%”. Nel tradizionale unto stampa a Palazzo Balbi Zaia, assieme all’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, ha raccontato del grande lavoro in atto per abbattere queste liste, a partire dalla cabina di regia che si riunisce sistematicamente per organizzare al meglio le cose, monitorare la situazione, servendosi anche dell’intelligenza artificiale per individuare dati anomali. Un plauso è andato a medici e a tutti gli operatori sanitari che lavorano senza sosta.
“All’origine del problema delle liste d’attesa – ha aggiunto il governatore del Veneto – ci sono molteplici questioni: la medicina difensiva, che talvolta porta il medico a prescrivere qualche esame in più del necessario per tutelarsi contro eventuali denunce, l’inappropriatezza delle prescrizioni e l’offerta diagnostica. Il parco macchine che la Regione Veneto ha, tra risonanze, tac, robot chirurgici, per il quale si investono ogni anno 70 milioni di euro, è di eccellenza. A parità di popolazione, di anno in anno, cresce il numero delle prestazioni: si indaga di più e si dilatano i tempi. Ma il tema vero, ribadito ancora una volta, è la mancanza di medici: 60 mila in Italia, dei quali 3500 nella nostra regione. Nel 2024 sono stati pubblicati 112 concorsi: su 814 posti messi a bando complessivamente in tutte le specializzazioni per dirigente medico, i vincitori sono 197. Per quanto riguarda invece il comparto tutti i posti a bando sono stati coperti. Se potessimo disporre dei professionisti riusciremmo ad abbattere le attese. Per questo, come continuo a sostenere da tempo, oltre ad eliminare i test di ingresso alla Facoltà di Medicina serve consentire al medico ospedaliero di proseguire a lavorare nel pubblico oltre l’età pensionabile”.
“Abbiamo impegnato tutte le risorse del Fondo sanitario, di cui potevamo disporre, per l’abbattimento delle liste di attesa – hanno aggiunto Zaia e Lanzarin: 27 milioni di euro nel 2023; oltre 48 milioni nel 2024 ed altrettanti saranno per il 2025. Sono stati impiegati per prestazioni aggiuntive da parte dei nostri dipendenti oppure come budget aggiuntivo al privato accreditato e convenzionato, con il quale continua un’ottima collaborazione. Abbiamo poi lavorato su un altro fronte, cercando di responsabilizzare di più il cittadino finale, che ha tempo sei mesi per chiamare il Cup per prenotare la prescrizione, o due giorni per l’annullamento dell’appuntamento, in modo da poter offrire il posto libero a un altro utente”.
Sollecitato dai giornalisti Il presidente della Regione ha commentato la creazione in atto delle ‘zone rossè per la sicurezza nelle città. “Non conosco uno specifico le scelte dei sindaci e nel resto fuori dico che possono essere assolutamente utili per curare la fase acuta dopodichè c’è un tema: questi sono dei delinquenti, non rispettano le leggi, addirittura abbiamo visto dei morti e mi sembra evidente che questa non è la società che vogliamo. Spesso si tratta di immigrati di seconda o terza generazione, micro nuclei che hanno deciso di vivere fuori da un contesto di integrazione”.
“Io capisco le statistiche e quello che ne deriva – ha aggiunto Zaia – però la verità è che i cittadini non denunciano. Sanno prima di tutto che spesso perdono tempo, temono di trovarsi l’eventuale aggressore libero dopo poco o meglio neanche arrestato e magari di ritrovarselo a casa. La verità è che le donne in alcune parti delle nostre città dopo una certa ora hanno paura a circolare e questo è un dato di fatto. Non è voler creare allarmismi o fare attacchi politici a qualcun altro, è un problema e dobbiamo affrontarlo con le leggi. Lo abbiamo visto anche con la patente a punti: tutti abbiamo alzato il piede dall’acceleratore. C’è bisogno lavorare sulle leggi, sulle punizioni e questo è un paese nel quale si va in galera solo se prendi più di 4 anni di condanna. Immaginate se fra baby gang prendi più di 4 anni di punizione… “.
Il presidente del Veneto ha aperto la conferenza stampa con un pensiero dedicato alla ‘Giornata del ricordò. “E’ una tragedia autentica, oltre 5 mila morti, 350 mila profughi e tutta che hanno fatto le forze titine, le foibe e tutto quello che è accaduto. Penso che sia la storia di una tragedia che non deve mai più accadere, ma è la storia anche di un popolo, di un esodo, di una diaspora. Un popolo che ha perso le case, gli affetti, anche l’identità, nonostante ancora oggi si parli Veneto in alcune città dell’Istria. Zaia si è complimentato per la doppia candidatura di Gorizia e Nova Gorica come capitale europea della cultura: è un segnale preciso, non solo una candidatura”.

foto: xa7/Italpress

(ITALPRESS).

34° Festival Nazionale “Maschera d’Oro” 2025: “Romanzo breve” al Teatro San Marco di Vicenza

Il Festival Nazionale Maschera d’Oro celebra da 34 anni il meglio del teatro amatoriale italiano. L’iniziativa, organizzata dal Comitato veneto della Federazione Italiana Teatro Amatori, riunisce ogni anno compagnie di alto livello e un pubblico esigente e competente. Quest’anno, la manifestazione conta la collaborazione di numerosi partner istituzionali e mediatici, che rafforzano il prestigio dell’evento.

Il rinnovamento della programmazione con “Romanzo breve”

Originariamente in programma lo spettacolo Blackbird della compagnia Oneiros Teatro di Cinisello Balsamo, per un impedimento non dipendente dall’organizzazione si è deciso di sostituirlo con Romanzo breve.

Maschera d'oro Vicenza
Locandina Festival Maschera d’oro

Questo nuovo spettacolo, già presente nella prima tornata di selezione, ha trovato spazio nell’ambizioso cartellone della 34° edizione, segnando un rinnovamento nell’offerta teatrale.

Maschera d’Oro: Trama e protagonisti di “Romanzo breve”

Romanzo breve è una commedia romantica in pantomima musicale ambientata in un anonimo condominio di Mestre negli anni ’60.

Felice, uno scrittore solitario e introverso, vive una serata qualunque finché Dalila, dirompente e piena di colori, irrompe nella sua vita. La giovane donna, sostenendo di essere stata sfrattata a causa di Felice, scatena una serie di esilaranti gag e situazioni imprevedibili. La regia è firmata da Romina Ranzato, che ha curato anche la scrittura insieme a Cristian Corò e Cristina Maffia.

Le opinioni degli esperti e i riconoscimenti

Il Festival non si limita alla messa in scena di spettacoli, ma premia anche l’eccellenza artistica. Tra i riconoscimenti previsti figurano:

Migliore Regia
Migliore Attore/Attrice (e categorie caratteriste)
Miglior Allestimento (scenografia, costumi, trucco, luci, musiche)
Premio speciale per lo spettacolo più gradito dal pubblico
Premio Renato Salvato per la diffusione della cultura teatrale

Emilio Zenato, presidente di FITA Veneto, ha evidenziato come il festival attragga un pubblico esigente, mentre Cristiano Corazzari, Assessore alla Cultura e Identità Veneta, e Isabella Sala, vicesindaco di Vicenza, hanno sottolineato il valore sociale e culturale dell’iniziativa. Aldo Zordan, vicepresidente di FITA nazionale, ha concluso affermando che il festival “porta in scena le emozioni e i sentimenti, coniugando l’aspra satira con la leggerezza”.

Maschera d’Oro: informazioni e prenotazioni

I biglietti, a posti numerati, costano 12 euro ciascuno.
Gli abbonamenti per 7 spettacoli sono disponibili a 75 euro.
La prevendita, senza supplemento, si svolge al Teatro San Marco nei seguenti orari:

Martedì e giovedì: 14.30-18.00
Sabato: 18.00-20.00
Per prenotazioni telefoniche, chiamare il numero 0444 922749 (da lunedì a venerdì, 14.30-18.00).
Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la segreteria regionale di F.I.T.A. (Stradella Barche 7, 36100 Vicenza, tel. 0444/324907) o visitare il sito www.fitaveneto.org e la pagina Facebook “Fita Veneto / Maschera d’Oro – Festival Nazionale”.

CHI È IO?: un viaggio psicologico e surreale a Thiene

Lo spettacolo CHI È IO? si presenta come una commedia psicologica, psicosomatica, psichedelica e psicotropa. Agisce su spettatori e personaggi in maniera realistica e visionaria, intrecciando tre piani narrativi: la realtà, la dimensione metafisica e la finzione di uno show televisivo. Lo spettacolo offre una profonda indagine sulla psiche e sull’anima.

CHI È IO? – La trama e le domande esistenziali

La narrazione segue Leo Mayer, un grande intellettuale e psicoanalista, che si interroga insieme a chi lo ama sulle domande fondamentali: cosa siamo e cosa vogliamo nella vita? In un vortice di paure e passioni, Leo rivive il sogno della sua esistenza, mettendo in discussione il confine tra amore e morte.

CHI È IO?
I protagonisti di CHI È IO?

La commedia mescola riflessioni filosofiche con un irreale sogno trash televisivo, in cui l’alto e il basso diventano indistinguibili, offrendo così un’esperienza comica e inquietante allo stesso tempo.

CHI È IO? – Il cast e il team creativo

Il cast include attori di rilievo come Francesco Pannofino, Emanuela Rossi, Eleonora Ivone e Andrea Pannofino, che danno vita a personaggi intensi e complessi. Il testo è stato scritto e diretto da Angelo Longoni, mentre la produzione è affidata a Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo. La cura dei dettagli è garantita dalle scene ideate da Gianluca Amodio, costumi firmati da Lia Morandini, musiche di Paolo Vivaldi, video curati da Gianluca Amodio e Gianni Del Popolo e dall’aiuto alla regia di Lorenzo Rossi.

La produzione e le collaborazioni

Prodotto da Nuovo Teatro e diretto da Marco Balsamo, la commedia si inserisce in una proposta teatrale innovativa e coinvolgente. Il progetto beneficia di numerose collaborazioni artistiche, che hanno contribuito a creare un’esperienza unica sul palcoscenico.

CHI È IO?
I protagonisti di CHI È IO?

La sinergia tra regia, scenografia, costumi, musiche e video offre un impatto visivo e narrativo che stimola lo spettatore a interrogarsi sul senso della propria esistenza.

CHI È IO? – Date, repliche e informazioni utili

Lo spettacolo debutterà martedì 18 febbraio 2025, con repliche in scena mercoledì 19 e giovedì 20 febbraio 2025. Rappresenta un’occasione imperdibile per chi ama il teatro che sfida la percezione della realtà e invita a riflettere sul valore dell’amore e del perdono, elementi fondamentali per l’essere umano.

Per informazioni e prenotazione: Ufficio Cultura negli orari di apertura al pubblico, piazza A. Ferrarin 1, tel. 0445-804.745-746, http://www.comune.thiene.vi.it/ – teatro@comune.thiene.vi.it

Il Buso delle Anguane a Valdagno e la misteriosa leggenda del fantasma di Lucio Magrin

Di miti e leggende sulle Anguane, creature misteriose delle acque delle montagne vicentine, se ne sono occupati anche numerosi scrittori e alcuni registi. La grotta o buso  delle Anguane di Valdagno si trova presso la Contrada Urbani di Sotto, nella Valle Garzaro ed è ricca di misteri e leggende. Lo stesso Comune di Valdagno propone occasionalmente avventure speleologiche in questa grotta, la cui escursione è considerata facile e fattibile anche dai bambini dagli 8 anni in su. Dal centro di Valdagno si prende la strada che sale a Castelvecchio, appena sorpassata contrada Cengia si svolta a sinistra per Contrada Crosara, si supera anche quest’ultima fino ad arrivare a Contrada Gaiarsa. Da qui si parte per l’escursione verso Contrada Urbani di Sotto. Questo non è l’unico “buso” o grotta delle Anguane nel Vicentino.

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Ingresso Buso delle Anguane

Il nostro lettore Giuliano Benetti (di cui troverete un’intervista su Vicenza Più Viva sulle sue escursioni sotterranee nel Vicentino) ha trovato all’ingresso della grotta una leggenda (scritta su due fogli di carta dal signor Massimo Melloni) sulle Anguane. Mentre il nostro lettore Dario Favrin, escursionista amatoriale, ci ha fornito alcune foto.

La leggenda

La leggenda che ha trovato Giuliano inizia più o meno così: “Si narra che nell’anno 1516, nei primi giorni del decimo mese presso la Contrada Urbani di Sopra, gli abitanti di quel piccolo borgo informarono le autorità che durante le ore notturne si udivano voci e rumori provenienti dal bosco”. Gli abitanti del posto pensavano che la grotta fosse una porta per gli Inferi e nessuno aveva il coraggio di entrarci. Le autorità dell’epoca di Vicenza fecero un sopralluogo e liquidarono la cosa come versi di gruppi di animali. In seguito 5 ragazzini, figli di alcuni residenti della contrada, una sera si incamminarono nel bosco verso la cavità. Forse entrarono intorno alla mezzanotte, secondo la testimonianza di un anziano signore. Il giorno seguente i genitori dei ragazzi, li cercarono dappertutto, in ogni angolo del bosco. I ragazzi sembrarono scomparsi nel nulla. I gendarmi accusarono l’anziano signore che li aveva visti, un certo Lucio Magrin, di 94 anni, che a malapena si reggeva in piedi, di averli rapiti, uccisi e seppelliti. Fu portato in carcere, dove morì. I parenti dell’uomo si recarono in carcere, ma il corpo era sparito.

L'acqua nella grotta delle Anguane
L’acqua nella grotta delle Anguane

Due mesi dopo, verso le 6 del mattino, un vaccaro trovò i 5 ragazzi infreddoliti, bagnati e sporchi di fango, ma sorridenti. In seguito i ragazzi dissero di aver vissuto un’esperienza bellissima, magica, ma di cui non ricordavano nulla.

Ancora oggi gli anziani del paese dicono che nelle sere d’inverno talvolta si vede passare lungo il sentiero che scende verso il bosco, l’esile figura di un fantasma, di un vecchietto che si regge sul bastone. Alcuni dicono di avergli parlato e il vecchietto si è presentato come Lucio Magrin…

La leggenda fotografata da-Giuliano-Benetti all'ingresso della grotta
La leggenda fotografata da Giuliano Benetti all’ingresso della grotta