LOSANNA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Le Alpi italiane sono destinate a ospitare i prossimi Giochi Olimpici Giovanili Invernali (YOG) nel 2028. La decisione è stata presa oggi dai membri del Cio durante la 143esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale
riunitosi a Losanna. Dolomiti Valtellina 2028 sarà la quinta
edizione degli YOG invernali. Le gare si svolgeranno
esclusivamente nelle sedi esistenti in tre cluster in Valtellina,
Trentino e Cortina, tornando in alcuni degli impianti sportivi
iconici che saranno utilizzati per i Giochi Olimpici Invernali
Milano Cortina 2026. Gli YOG 2028 faranno parte dell’eredità di
Milano Cortina 2026 e reinvestiranno in comunità con forti
tradizioni di sport invernali. Il progetto è guidato dal Comitato
Olimpico Nazionale Italiano, dalle amministrazioni delle
Regioni Veneto e Lombardia e dalla Provincia Autonoma di Trento,
con il sostegno del Governo, ed è in linea con i piani a lungo
termine per accrescere il profilo delle Regioni come meta per gli
sport invernali. La delegazione italiana all’Olympic House era
composta da Giovanni Malagò, presidente del Coni e membro del Cio
in Italia, Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani,
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Maurizio
Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, Cristiano
Corazzari, assessore alla Cultura e allo Sport della Regione
Veneto, e i campioni olimpici Diana Bianchedi e Antonio Rossi.
“L’elezione di Dolomiti Valtellina 2028 è un’espressione di
fiducia del Cio nella capacità dell’Italia di offrire eventi di
sport invernali eccezionali e di livello mondiale – ha
sottolineato il presidente del Cio, Thomas Bach – Il movimento
olimpico e le regioni ospitanti sono già entusiasti di Milano
Cortina 2026, a poco più di un anno dai Giochi Olimpici e
Paralimpici Invernali. La notizia di oggi significa che
l’entusiasmo si estenderà fino alla fine del decennio, e i
benefici per le comunità locali continueranno”. “L’Italia è ancora una volta pronta a mettere cuore, passione e competenza per ospitare un evento che non sarà solo una spettacolare occasione sportiva, ma anche una significativa opportunità di crescita per l’intera nazione – ha aggiunto il ministro Abodi – Puntiamo a ispirare le giovani generazioni ad abbracciare i valori dello sport come strumento di inclusione e coesione sociale, un linguaggio universale capace di unire culture e nazioni e di favorire la diplomazia di cui abbiamo tanto bisogno”. Dolomiti Valtellina 2028 sarà possibile, ha aggiunto Abodi, grazie alla piena collaborazione tra Governo, Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Coni. “L’organizzazione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali sarà un’ulteriore vetrina per le infrastrutture realizzate da Simico – Società Infrastrutture Milano Cortina, lasciando ulteriori eredità positive in termini di impianti sportivi, programmi educativi e iniziative sociali che continueranno a generare un impatto ben oltre la chiusura degli YOG 2028”. Il programma, dal 15 al 29 gennaio 2028, comprenderà tutti e sette gli sport olimpici invernali: biathlon, bob, curling, hockey su ghiaccio, slittino, pattinaggio e sci. Sette delle 11 sedi proposte per gli YOG saranno già utilizzate nel 2026: la pista Stelvio di Bormio per lo sci alpino, l’Aerials & Mogul Park di Livigno e lo Snow Park di Livigno per freestyle e snowboard, lo Sliding Centre di Cortina per bob, skeleton e slittino, lo Stadio del salto di Predazzo, lo Stadio dello sci di fondo di Tesero e lo Stadio Olimpico di Cortina per il curling. Si presenta anche l’opportunità di portare le competizioni in sedi che non potranno essere utilizzate nel 2026. Nessun atleta resterà a più di un’ora di distanza dalla propria sede, con sette delle 11 sedi a meno di 15 minuti dai rispettivi villaggi. Un festival di sport, arte e cultura locale si svolgerà per tutto il 2027, fino alle celebrazioni della Torcia Olimpica a dicembre. Durante gli YOG, i siti del festival saranno gestiti a Bormio e a Trento. “Questa è una giornata storica per lo sport italiano e per gli atleti di tutto il mondo – le parole di Malagò – Partendo dalla straordinaria eredità di Milano Cortina 2026, Dolomiti Valtellina 2028 offrirà un’opportunità unica per ispirare le nuove generazioni, mostrare il potere trasformativo dello sport e stabilire nuovi parametri di riferimento per gli eventi globali.
Questo importante risultato per il nostro Paese è stato reso
possibile grazie al forte sostegno del Governo nazionale e alla
dedizione dei nostri partner regionali e locali. L’Italia e il
Coni hanno dimostrato di essere partner affidabili del Cio e
insieme riusciremo sicuramente a realizzare un’edizione degli YOG
senza precedenti”.
“Mentre per le Olimpiadi 2026 era stata fatta un’analisi da parte della Bocconi e della Cà Foscari, in questo caso riteniamo che si possano usare non gli stessi numeri evidentemente, ma sicuramente la stessa proporzione: se è vero che per i Giochi del 2026 era stato previsto un valore aggiunto di oltre tre miliardi e dei nuovi posti di lavoro superiori ai 30.000, è chiaro che i numeri non saranno gli stessi, ma sicuramente ci saranno dei risultati che andranno in questa direzione. Dopo le Olimpiadi, anche l’attrattività e la comunicazione sui territori contribuirà ad aumentare la presenza dei turisti” ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “C’è una sensazione positiva e di entusiasmo per il lavoro che faremo e per i risultati che stiamo raccogliendo – ha aggiunto -. La posizione degli interventi per le Olimpiadi del 2026 sono secondo le linee e i tempi prescritti, e quella di oggi è un’altra giornata di grande soddisfazione per continuare a diffondere questo messaggio sull’organizzazione dei grandi eventi e sul coinvolgimento dei giovani”.
“Una notizia strepitosa arriva da Losanna. Il Comitato Olimpico Internazionale ha scelto la nostra candidatura Dolomiti Valtellina come sede delle nuove Olimpiadi Giovanili Invernali del 2028. E quindi ancora una volta un grande evento in Veneto nelle nostre Dolomiti, ripercorrendo ovviamente le sedi di gara che sono state realizzate e ammodernate per le Olimpiadi Invernali 2026, ma questa volta per un’altra grande occasione, le Olimpiadi Giovanili Invernali che si terranno nel 2028 dal 15 al 29 gennaio. Altra grande vittoria. Veneto in prima fila e grazie a tutti per averci creduto” dice in un video messaggio il Presidente del Veneto Luca Zaia.
“Una nuova grande soddisfazione – ha affermato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti – e un nuovo motivo d’orgoglio per il Trentino. Questa nomina premia l’enorme lavoro svolto nell’organizzazione delle Olimpiadi e Paralimpiadi del prossimo anno, riconosce le nostre capacità organizzative senza pari dimostrate a più riprese e il programma di ristrutturazione degli impianti di Predazzo, Tesero e Pinè pensati proprio per essere utilizzati a lungo in futuro. Sarà una nuova grande festa per tutto il Trentino che a due anni di distanza dai Giochi Olimpici e Paralimpici tornerà a essere ammirato in tutto il mondo”.
I membri del Cio hanno votato 89 “sì” per Dolomiti Valtellina 2028 e 1 “no” su 90 voti validi, con 2 astensioni.
– foto ufficio stampa Regione Veneto –
(ITALPRESS).
A Dolomiti Valtellina i Giochi Olimpici Giovanili invernali 2028
Terzo Mandato, Zaia “No lezione da chi è in Parlamento da 30 anni”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Sul terzo mandato non accetto lezione da bocche sfamate da 30 anni in Parlamento”. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha criticato duramente il limite dei due mandati per governatori e sindaci durante il punto stampa a Palazzo Balbi. Zaia ha definito la norma “un’anomalia tutta italiana”, evidenziando che altre cariche istituzionali, come il presidente del Consiglio o il presidente della Repubblica, non sono soggette a tali vincoli. “Non perdo sonno, ma trovo assurdo che questa regola non sia uniforme per tutti”, ha dichiarato, puntando il dito contro “centri di potere” e atteggiamenti che denigrano gli elettori. “La mia priorità sono i Veneti e le Venete – ha anche ribadito -. La Lega viene dopo i cittadini, ma prima del centrodestra. A questo proposito, rispondendo alle ambizioni di Fratelli d’Italia, che punterebbe a conquistare la guida del Veneto, Zaia ha dichiarato: “E’ legittimo, ma se ci diranno che non abbiamo amministrato bene, le strade si separano”. Il governatore del Veneto, che ha ribadito la propria contrarietà ad un candidato deciso dall’alto, ha escluso ipotesi di corse solitarie. “Deciderò il mio futuro quando tutto sarà definito”.
foto: Agenzia Fotogramma
(ITALPRESS).
Grotta di S. Bernardino a Mossano
(Articolo di Lucio Panozzo sulla grotta di S. Bernardino da Vicenza In Centro n. 12, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).
A Mossano esiste la grotta dove S. Bernardino da Siena visse per un paio d’anni in preghiera. Si trovava in missione nelle nostre terre, dove i suoi sforzi risolsero alcune situazioni che secondo il suo giudizio dovevano essere cambiate. Tra le buone azioni possiamo senz’altro citare la costituzione del Monte dei Pegni, buona finché durò, nel senso che il santo intendeva farla funzionare senza che i beneficiari pagassero gli interessi. Quando l’istituzione restò in mutande, la percentuale di interesse fu fatta pagare ai beneficiari, ma nel frattempo gli Ebrei erano stati cacciati, come da richiesta del santo. Il Monte dei pegni era sorto proprio per contrastare l’azione dei banchi degli Ebrei, che prestavano denaro.
L’interesse non è mai stato esagerato come quello richiesto da alcune famiglie nobili vicentine che praticavano anch’esse l’usura e, in ogni caso, gli Ebrei si tenevano su livelli di percentuale concordati col Comune. Ma, come detto, essi furono cacciati, però le famiglie nobili di cui sopra continuarono a prosperare senza che nessuno osasse protestare. Altra scelta del santo, purtroppo sempre contro gli Ebrei, un affresco fatto fare appositamente su sua richiesta nella antica Pieve di Nanto (Santa Maria Annunciata), rappresentante il martirio del cosiddetto san Simonino da Trento, il bambino che, secondo l’opinione pubblica, era stato ucciso dagli Ebrei per recuperarne il sangue e usarlo per i loro riti (ricordo che Vicenza ebbe un altro di questi santi ora non più riconosciuti dalla chiesa cattolica, Lorenzino Sossio, 1485, di Valrovina, Marostica, che subì la stessa sorte del primo). L’antro di S. Bernardino da Siena ebbe fama anche per altre due situazioni: il ritrovo di importantissime vestigia riguardanti l’Uomo di Neanderthal e un fatto increscioso durante la guerra di Cambrai, quando truppe tedesche di passaggio gasarono circa 1500 persone che si erano rifugiate lì per salvarsi. Fu usata una gran quantità di legna verde mista a legna stagionata posta all’entrata e incendiata. In qualche modo fu creata una corrente che portava dentro il fumo e che non diede possibilità di salvezza a quelle povere persone.
Dopo molti anni, un signore del luogo con villa e proprietà terriere (Pigafetta o Camerini?) ordinò di trasportare i miseri resti (ossa) nei suoi terreni coltivati, che servirono da concimante. La grotta detta di S. Bernardino si può visitare informandosi sulle aperture programmate, seguendo l’itinerario dei molini e delle grotte. A metà strada il ristorante “da Sagraro” placherà la fame dei gitanti e, prima della grotta del santo, tanto per alleviare lo spirito dalle fatiche e dai racconti truci, si potrà visitare la Grotta delle Tette, che rallegrerà l’animo di molti.
Vincenzo Scamozzi, grande architetto vicentino
(Articolo di Fabio Gasparini su Vincenzo Scamozzi da Vicenza In Centro n. 12, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).
Giandomenico era un noto imprenditore edile della città, quindi il ragazzo ebbe vita agiata, possibilità di studiare e imparare presto le basi dell’architettura. A soli 26 anni, nel 1574, progettò la Rocca Pisana di Lonigo, capolavoro di razionale eleganza. Da subito la Rocca soffrì il confronto con la Rotonda palladiana e ne fu oscurata; recenti gli studi del prof. Barbieri chiariscono come i due edifici siano diversi: villa agibile e di stile rigoroso la Rocca, splendida dimora degli Dei (disse Goethe) la Rotonda. Successivamente Scamozzi lavorò molto a Vicenza dove progettò e realizzò palazzo Trissino al Duomo (ora Unicredit), palazzo Trissino-Baston (ora Municipio), palazzo Valmarana-Salvi (sul Corso Palladio, angolo S.Corona).
Lavorò poi a Venezia, dove completò la Libreria di S.Marco iniziata dal Sansovino e realizzò le Procuratie Nuove in Piazza S.Marco nel 1582. Molte sue opere sorgono nel territorio della Serenissima, ricordiamo: la villa Molin a Padova; il complesso di villa Duodo a Monselice con sette cappelle votive che la precedono; la chiesa di Palmanova, la città-fortezza allora in costruzione. Scamozzi viaggiò molto per approfondire le sue conoscenze: fu a Roma, a Praga, a Parigi dove disegnò accuratamente le architetture gotiche in un taccuino pervenutoci. Progettò e realizzò a Sabbioneta per Vespasiano Gonzaga un teatro di corte, coperto come l’Olimpico ma più razionale per l’accesso al palco di attori e scenografie. Progettò il Duomo di Salisburgo, realizzato poi solo in parte secondo il suo disegno. Palladio aveva 40 anni più di Scamozzi; i due ovviamente lavorarono assieme in città, forse nei ruoli di Maestro e Discepolo e Scamozzi completò di sua mano tre lavori del Maestro: il teatro Olimpico con le meravigliose prospettive delle sette vie di Tebe, la Rotonda con una cupola ribassata (non più emisferica) e gli annessi rustici. il palazzo Bonin-Longare per la facciata posteriore. Come furono i rapporti tra i due grandi architetti? La critica ha formulato ipotesi varie, anche di latente rivalità; fu Scamozzi che vendette a Inigo Jones (architetto inglese a Vicenza nel 1614) circa 100 disegni originali palladiani da allora conservati a Londra. Scamozzi scrisse un trattato: “Idea di Architettura universale” previsto in 10 volumi; prima di morire, nel 1616, pubblicò i primi 6. Non ebbe eredi e prescrisse nel testamento un lascito per studenti bisognosi dedicati all’architettura, purché i vincitori assumessero il suo cognome; il più illustre tra questi fu Ottavio Bertotti Scamozzi. Nella chiesa di S.Lorenzo, sulla controfacciata, un busto ed una lapide lo ricordano.
ing. Fabio Gasparini
Cognomi famosi: Da Porto
(Articolo di Adriano Bevilacqua da Vicenza In Centro n. 12, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).
Fu nell’anno 1532 che Ippolito Da Porto, capitano dell’imperatore Carlo V, nella guerra contro Federico duca di Sassonia, guidando una compagnia di lancieri, catturò il duca Federico e lo consegno prigioniero al suo imperatore. Carlo V, grato per questa impresa, in Bologna, il 14/12/1532, elevò il castello di Vivaro, Valvegna, Val Leogra e Dueville, a contea, assegnandola ai Da Porto con il titolo trasmissibile alla discendenza maschile, di conti Palatini ed un premio di 400 scudi d’oro annui. Ippolito non fu l’unico personaggio famoso della famiglia Da Porto. Questa famiglia, forse proveniente dal porto di Gruaro e forse dal Portogallo, fin dal X secolo faceva parte del Comitato vicentino in qualità di vassalli del vescovo. Moltissimi ed illustri i discendenti della famiglia. Politici per la Serenissima o condottieri imperiali. Iseppo Da Porto fu un importante politico a Venezia. Gianbattista Da Porto fu prefetto generale della Repubblica di Venezia e fu anche governatore di Candia. Un ramo della famiglia si trasferì in Sicilia, a Messina, con Nicolò Da Porto nel XVI secolo. Con il titolo di baroni, possedettero i feudi di Bigini, Sommatino, Tripi e Regalmuti. Un Gaspare, nel 1625, ottenne il titolo di conte di Sommatino. A Vicenza, furono i Da Porto tra i maggiori committenti dell’architetto Andrea Palladio. Sulla strada che dal corso principale arriva fino alla cinta di pie de muro, la famiglia costruì ben 7 palazzi, tanto che la via fu chiamata in loro onore, contrà Porti. Manca lo spazio, anche solo per elencare tutti i palazzi e le ville fatte costruire dai Da Porto.
Sicuramente il personaggio più conosciuto fu Luigi Da Porto. Luigi di Bernardino ed Elisabetta Sovergnan, nacque a Vicenza nel 1495. Rimasto orfano in tenera età, fu allevato dal nonno paterno Gabriele e avviato agli studi letterari.
Intraprese poi la carriera militare. Nel 1509, fu messo al comando di una compagnia di cavalleria leggera della Serenissima. Nella battaglia del 21/06/1515, vicino al Natisone, per un colpo di lancia, fu ferito al collo. La ferita, che lo lasciò zoppo, lo convinse a ritirarsi nella villa di proprietà della famiglia a Mont’Orso (l’odierna Montorso)
Quì si dedicò alla poesia ed alla prosa. Fu pubblicato un volume, con numerose rime e prose raccolte in un libro postumo, dedicato al cardinale Pietro Bembo. In questo troviamo L’historia novellamente ritrovata di due amanti.
L’amore tra Giulietta e Romeo, rinarrata dopo 80 anni, da William Shakespeare. Sicuramente, la vista delle due rocche scaligere di Montecchio, che poteva scorgere durante l’ozio forzato nella villa di Montorso, gli furono di ispirazione, almeno per il cognome di Romeo, nel raccontare la triste vicenda dei due amanti.
Adriano Bevilacqua
Vo’ on the Folks: la World Music torna a Brendola con la XXIX edizione
La Sala della Comunità di Brendola si prepara ad accogliere la XXIX edizione di Vo’ on the Folks, il festival internazionale dedicato alla world music, in programma dall’8 febbraio al 22 marzo 2025. Quattro serate, a cadenza quindicinale, offriranno un viaggio musicale attraverso Zimbabwe, Ungheria, Grecia, Romania, Spagna, Irlanda e Italia.

Il festival prenderà il via sabato 8 febbraio con gli Insingizi, trio vocale proveniente da Bulawayo, Zimbabwe, noto per l’interpretazione dello stile ‘mboube’, il canto degli operai zulu reso celebre da Paul Simon in “Graceland”. Le loro esibizioni, caratterizzate da voci potenti e percussioni coinvolgenti, promettono di trasportare il pubblico nelle profondità della tradizione africana.

Sabato 22 febbraio sarà la volta dell’artista ungherese Veronika Varga, che insieme al Mortissa Quartet e alla cantante transilvana Ilka Kisgyörgy, offrirà un intreccio tra il rebetiko greco degli anni ’30-’40 e le sonorità dell’Europa centrale e orientale. Un incontro musicale che promette raffinatezza e intensità emotiva.

L’8 marzo, la cantante e attrice barcellonese Ester Formosa si esibirà con i musicisti sardi Elva Lutza, presentando un progetto che fonde la canzone ispano-americana e catalana con la tradizione sarda, arricchita da improvvisazioni e influenze cantautorali. Un connubio che celebra la diversità culturale del Mediterraneo.

Il festival si concluderà il 22 marzo con i Goitse, band irlandese acclamata a livello internazionale per la loro interpretazione della musica tradizionale celtica. Con numerosi riconoscimenti alle spalle, tra cui “Traditional Group of the Year” da Live Ireland, il gruppo promette una serata all’insegna delle melodie irlandesi più autentiche.
Il direttore artistico Paolo Sgevano sottolinea: “Anche quest’anno le musiche dei diversi continenti saranno ben rappresentate all’interno di un viaggio che inizierà dallo sconfinato patrimonio dell’Africa australe e spazierà tra le diverse tradizioni europee, per concludersi sull’isola di Smeraldo”.
Vo’ on the Folks, organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Brendola e la Banca delle Terre Venete, si conferma come un appuntamento imperdibile per gli appassionati di world music, offrendo una piattaforma per la riscoperta e la valorizzazione di tradizioni musicali da tutto il mondo.
Informazioni e prenotazioni: Sala della Comunità – via Carbonara, 28 – Brendola (Vicenza) – tel. 0444 401132. www.saladellacomunita.com – info@saladellacomunita.com. Ingresso singolo spettacolo: INTERO 15 euro – RIDOTTO (soci Sala e ragazzi fino a 14 anni) 14 euro.
Villa Guiccioli: tra storia e architettura
(Articolo di Jonathan Gabrieletto da Vicenza In Centro n. 9, periodico dell’associazione Vicenza in Centro aps).
Sulle pendici del colle Ambellicopoli, a poca distanza dal centro di Vicenza, sorge Villa Guiccioli, un complesso storico-architettonico che vanta un ricco passato e un fascino indiscutibile. Immersa in un suggestivo parco naturale, la villa rappresenta un’importante testimonianza del periodo Neoclassico e custodisce al suo interno il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Le prime notizie documentate risalgono al 1788, quando la proprietà della villa era in mano alle Contesse Bombarda di Verona. L’aspetto attuale si deve però al Marchese Ignazio Guiccioli, che nel 1799 acquisì il complesso e commissionò all’architetto veneziano Giannantonio Selva un importante progetto di ristrutturazione. Selva, celebre per il suo stile neoclassico, impresse un’impronta indelebile, donando alla villa l’armonia e l’eleganza che la contraddistinguono ancora oggi. All’interno, la villa sfoggia raffinati affreschi e decorazioni, opera di rinomati artisti dell’epoca. Villa Guiccioli è un’esemplare espressione del Neoclassicismo vicentino. L’architettura della villa si basa su linee essenziali e geometrie rigorose, ispirate ai modelli dell’antichità greco-romana. La simmetria, la cura dei dettagli e l’utilizzo di materiali pregiati come il marmo bianco contribuiscono a creare un’atmosfera di sobria eleganza. Oltre alla villa, il complesso comprende un vasto parco, disegnato dallo stesso Selva, ricco di alberi secolari e sentieri ombrosi che offre un’oasi di pace e tranquillità, ideale per passeggiate e momenti di relax. Nel corso del XIX secolo, Villa Guiccioli divenne teatro di eventi storici di grande rilievo, in particolare durante le battaglie del 1848 per l’indipendenza italiana. Proprio per questo motivo, oggi la villa ospita il Museo del Risorgimento e della Resistenza, che conserva una ricca collezione di cimeli, documenti e testimonianze relative al Risorgimento italiano e alla Resistenza vicentina. Il museo, allestito all’interno della villa, offre un percorso espositivo che ripercorre le vicende storiche che hanno segnato l’Italia dall’Unità alla Seconda Guerra Mondiale. Tra i reperti più significativi, si trovano armi, bandiere, oggetti di uso quotidiano e documenti originali che raccontano le vicende dei protagonisti di quell’epoca. Con la sua storia affascinante, la sua architettura raffinata e il prezioso museo al suo interno, Villa Guiccioli rappresenta un luogo di grande interesse culturale e storico per Vicenza.
Un vero e proprio gioiello da scoprire, immerso nella bellezza del paesaggio vicentino, che invita a un viaggio nel tempo e a una riflessione sul passato d’Italia.
Jonathan Gabrieletto
Al Castello di Thiene un mondo di fiabe e magie
Il Castello di Thiene, storico edificio risalente al XV secolo, posto al centro dell’omonima città della pedemontana vicentina, nel mese di febbraio dedicherà ai più piccoli e alle loro famiglie ben due fine settimana all’insegna del divertimento e della magia.
Si comincia sabato 8 e domenica 9 febbraio quando le sue sale affrescate e decorate, improvvisamente si trasformeranno in ghiaccio per ospitare le avventure dei protagonisti di una delle fiabe preferite dai bimbi: Frozen. Nel regno incantato di Arendelle, Anna, Kristoff e Olaf devono affrontare un nuovo intricato imprevisto: la povera Elsa non riesce più a fare gli incantesimi e Olaf rischia quindi di sciogliersi per sempre! Ad aiutarli dovranno essere proprio i giovani partecipanti, dai 2 anni in su, che saranno coinvolti da giochi, laboratori e attività a cura della performer Maria Teresa D’Uggento organizzati da Feshion Eventi in collaborazione con “L’Atelier di Giulia Eventi”. Riusciranno in nostri piccoli eroi ad aiutare i protagonisti in un’avventura sensazionale tra giochi, magie, laboratori e tanta musica?
Dal freddo mondo dei ghiacci, sabato 21 e domenica 22, ci si sposterà nel “Paese delle Meraviglie” di Alice, pieno dei bizzarri personaggi usciti dalla mente di Lewis Carroll: Bianconiglio, lo Stregatto, il Cappellaio, la Regina. Le stanze del Castello ospiteranno, infatti, uno spettacolo interattivo itinerante, in cui i bambini, incontreranno i loro personaggi preferiti, senza barriere e senza palcoscenico. Di scena in scena, rincoreranno Alice attraverso luci, musiche e allestimenti gli attori li catapulteranno in un magico viaggio. Un’avventura stupefacente, creata dal Jar Creative Group in questo strano Mondo, dove, tra un sorriso e una tazza di tè, potranno emozionarsi e riscoprire il vero valore del tempo.
Le avventure al Castello di Thiene, tuttavia, non finiscono qui. Dal 5 al 7 settembre 2025, tornerà, infatti, per il settimo anno consecutivo la Scuola di Magia Italiana: un weekend di puro divertimento tra laboratori artistici e culturali, attività all’aria aperta e spettacoli organizzati dallo staff di Caraval Spettacoli.
In occasione degli eventi il Castello rimarrà chiuso al pubblico. Rimarrà, tuttavia, visitabile tutto l’anno, ogni fine settimana, con il supporto di strumenti multimediali di avanguardia grazie all’ APP dedicata e le installazioni di specchi magici, che uniscono realtà aumentata, intelligenza artificiale, sound design e recitazione. Ogni terza domenica del mese, inoltre, sono organizzate visite speciali a luoghi della villa solitamente non aperti al pubblico.
La partecipazione ai laboratori richiede la prenotazione obbligatoria
Per informazioni
info@castellodithiene.com
www.castellodithiene.com
Orari apertura
Aperto tutti i sabati e domeniche
Autunno/inverno (20.10.2024 – 09.03.2025)
Orario 10.00 — 16.00.
Primavera/estate (10.03.2025- 19.10.2025)
Orario 10.00 — 18.00.
Aperture straordinarie
21 aprile; 25 aprile; 1 maggio; 2 giugno; 15 agosto 2025
Come proteggere la tua casa con una porta d’ingresso sicura
La sicurezza della tua casa non inizia con tecnologie avanzate o sistemi di allarme sofisticati, ma con l’elemento più semplice: la porta d’ingresso.
È la prima barriera che ti protegge dal mondo esterno e, spesso, è anche quella più trascurata. Pensa un attimo: cosa dice la tua porta sulla tua sicurezza? Forse ha un aspetto piacevole, ma è davvero pronta a difendere la tua casa?
In questo articolo, esploreremo come una semplice scelta, ben informata, può trasformare la porta d’ingresso in uno scudo affidabile per la tua abitazione. Che tu viva in città o in una zona più isolata, conoscere e applicare le giuste misure di sicurezza può fare la differenza tra una casa vulnerabile e un rifugio sicuro per te e la tua famiglia.
Perché è importante la sicurezza della porta d’ingresso?
Immagina di avere una casa perfettamente arredata, ma con una porta fragile, facilmente forzabile in pochi secondi. La porta d’ingresso non è solo un elemento di design – è la barriera tra il mondo esterno e il tuo spazio privato.
Gli studi dimostrano che la maggior parte delle effrazioni avviene attraverso la porta principale, evidenziando l’importanza di un sistema di chiusura solido. Una porta di qualità non solo ti protegge da eventuali intrusioni, ma ti offre anche una serenità interiore, sapendo di aver preso tutte le misure necessarie per proteggere la tua famiglia e i tuoi beni.
Gli elementi essenziali di una porta d’ingresso sicura
Per assicurarti che la tua porta sia davvero sicura, devi considerare la qualità dei materiali e il design. Una porta robusta, realizzata in legno massello o acciaio, offre una resistenza superiore rispetto alle porte in materiali più leggeri.
Anche la struttura della porta è altrettanto importante. Se non è ben incassata nel telaio o se quest’ultimo è fatto di materiali deboli, anche il sistema di chiusura più avanzato può diventare inefficace. L’installazione eseguita da professionisti rappresenta un altro tassello fondamentale della sicurezza, poiché anche le serrature più sofisticate possono risultare inefficaci se montate in modo errato.
Soluzioni moderne per le serrature
Il mondo delle serrature si è evoluto significativamente, offrendo opzioni adatte a diverse esigenze e preferenze. Sebbene le serrature classiche, come quelle con maniglia o chiavistello, siano ancora popolari per la loro semplicità, le soluzioni moderne stanno diventando sempre più attraenti.
Le serrature a più punti di chiusura sono riconosciute per l’elevato livello di sicurezza che garantiscono. Questi sistemi bloccano la porta in più punti contemporaneamente, rendendola più difficile da forzare. Inoltre, le serrature elettroniche, che funzionano tramite codici, impronte digitali o applicazioni mobili, offrono un ulteriore livello di comfort e sicurezza. Tuttavia, è importante considerare che questi sistemi richiedono una manutenzione regolare e possono essere più soggetti a guasti tecnici rispetto a quelli tradizionali.
Come mantenere e riparare un sistema di chiusura efficiente
Anche i migliori sistemi di chiusura necessitano di manutenzione periodica per funzionare al meglio. Ad esempio, una serratura che si blocca o una porta che non si chiude correttamente può rapidamente diventare una vulnerabilità. In questi casi, rivolgersi a un fabbro professionista è essenziale (se abiti in zona, un fabbro Vicenza potrebbe essere una scelta utile per risolvere questi problemi in modo efficace).
Questi specialisti possono diagnosticare il problema e riparare o sostituire i componenti difettosi senza compromettere la sicurezza della tua abitazione. Inoltre, in situazioni come un trasloco in una nuova casa o la perdita delle chiavi, cambiare le serrature è una misura precauzionale che può offrirti maggiore tranquillità.
Ulteriori misure per una casa più sicura
Anche se una porta sicura è fondamentale, altre misure di sicurezza contribuiscono alla protezione generale dell’abitazione. Ad esempio, l’illuminazione esterna può scoraggiare i potenziali intrusi, specialmente se attivata da sensori di movimento.
I sistemi di videosorveglianza rappresentano un’ottima opzione per monitorare il perimetro della casa. Inoltre, è sempre buona abitudine seguire semplici routine, come controllare che la porta sia chiusa a chiave prima di uscire di casa o durante la notte.
La scelta giusta per le tue esigenze
Le soluzioni di sicurezza devono essere adattate al tuo stile di vita e al budget disponibile. Prima di prendere una decisione, valuta tutte le opzioni e consulta uno specialista che possa aiutarti a individuare la soluzione migliore per la tua abitazione. A volte può essere più efficace investire in un sistema di sicurezza completo piuttosto che sostituire solo alcuni elementi. Scegliere una porta di qualità e un sistema di chiusura performante non è solo una decisione pratica, ma anche un investimento nel tuo comfort e nella tua tranquillità a lungo termine.
In conclusione, proteggere la tua casa inizia con una porta d’ingresso robusta e ben attrezzata. La scelta di materiali di qualità, un’installazione accurata e una manutenzione periodica sono passi fondamentali per garantire una sicurezza ottimale. Inoltre, non sottovalutare l’importanza di consultare uno specialista per assicurarti di prendere le decisioni migliori per la sicurezza della tua casa.
Con le giuste misure, puoi goderti una casa protetta e la serenità che deriva dal sapere che la tua famiglia e i tuoi beni sono al sicuro. Fai della sicurezza della tua casa una priorità e scoprirai quanto questa scelta sia fondamentale per il tuo benessere!
La OTO sul palco del Comunale di Vicenza a raccontare in musica le inquietudini degli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale
Lunedì 3 febbraio il Teatro Comunale di Vicenza ospiterà un nuovo appuntamento della stagione sinfonica della OTO, con un programma curato da Alexander Lonquich, che svolgerà il doppio ruolo di direttore e solista al pianoforte. Il concerto si inserisce in un contesto storico particolarmente tumultuoso: gli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale, un periodo segnato da tensioni e conflitti che hanno influenzato profondamente anche il panorama artistico.
Il programma si apre con “Young Apollo”, una composizione di Benjamin Britten scritta nell’estate del 1939 su commissione della Canadian Broadcasting Corporation. Il brano, una sorta di fanfara per pianoforte e orchestra d’archi, riflette le preoccupazioni di Britten, che, allarmato dalla situazione in Europa, si era trasferito in Nord America insieme al compagno Peter Pears.
Il secondo brano è “Die vier Temperamente” di Paul Hindemith, che, costretto a lasciare la Germania a causa della crescente oppressione nazista, presentò la sua opera orchestrale alla Symphony Hall di Boston nel 1940. Hindemith, un tempo figura centrale della scena musicale della Repubblica di Weimar, vide la sua musica etichettata come “degenerata” dal regime, costringendolo a reinventarsi oltreoceano.
In programma anche la Seconda Sinfonia di Arthur Honegger, commissionata nel 1937 e completata solo nel 1941 a causa degli eventi bellici. Il lavoro, caratterizzato da un’atmosfera cupa, riflette il clima di paura dell’epoca, ma si conclude con un’illuminazione musicale rappresentata da tromba e violini.
A chiudere la serata sarà il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi di Dmitrij Šostakovič, datato 1933. Questo pezzo, ricco di citazioni e auto-citazioni, combina gioia e ironia, attingendo dalle esperienze dell’autore nel balletto e nel cinema.
Alexander Lonquich, noto pianista e direttore di fama internazionale, celebra quest’anno il decennale come direttore principale dell’Orchestra del Teatro Olimpico. La sua carriera include collaborazioni con importanti orchestre e registrazioni significative, come l’integrale dei Concerti per pianoforte di Beethoven.
Con questo concerto, Lonquich continua a dimostrare il suo talento e la sua versatilità, proponendo un programma che invita a riflettere sul potere della musica in tempi di crisi.
Il concerto inizia alle 20:45. I biglietti, da 10 a 23 Euro, si possono acquistare sul circuito online del Teatro Comunale (www.tcvi.it) e alla sede della OTO in Vicolo Cieco Retrone (0444 326598).
