domenica, Novembre 1, 2026
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Atterraggio d’emergenza a Fiumicino per volo diretto in Arabia: “C’è una bomba a bordo”. Ma era un falso allarme

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(Adnkronos) – Momenti di paura per i passeggeri di un volo Flynas partito da Milano Malpensa e diretto all’aeroporto di Gedda, in Arabia Saudita: ieri, intorno alle 15:30, l’aereo è stato costretto ad effettuare un atterraggio d’emergenza a Roma Fiumicino a causa di un allarme bomba che a seguito di tutti gli accertamenti del caso si è rivelato essere falso. Lo hanno confermato all’AdnKronos fonti dello scalo capitolino.  

Secondo quanto ricostruito inizialmente dai media, l’allarme è scoppiato dopo che una passeggera, in stato di agitazione, ha riferito della presenza di un ordigno a bordo. Atterrato a Roma, l’aereo, con a bordo 83 passeggeri e 10 membri dell’equipaggio, è stato accolto dalle forze dell’ordine che hanno provveduto a tutti i controlli di procedura previsti in questo caso, confermando che si trattava di un falso allarme. Tutti i passeggeri sono stati “riprotetti” in nottata sempre con destinazione Gedda.  

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cronaca

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Shaquille O’Neal “sfida” Schwarzenegger: la leggenda Nba si allena da bodybuilder a 54 anni

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(Adnkronos) –
Shaquille O’Neal vuole diventare il prossimo Arnold Schwarzenegger? Ovviamente no, almeno non per puntare al titolo di Mr Olympia. Ma la leggenda Nba sta lavorando duramente per migliorare il proprio fisico e, tra una serie e l’altra, non perde il senso dell’umorismo. In un video condiviso durante il suo allenamento, Shaq lancia una sfida scherzosa al leggendario attore ed ex campione di bodybuilding: “Arrivo, Arnold Shaqanager!”. 

Dietro la battuta, però, c’è una routine di allenamento sempre più seria. O’Neal si allena quattro giorni a settimana, dedicando circa un’ora a ogni sessione. Venti minuti sono riservati al cardio a bassa intensità, mentre il resto del tempo è dedicato ai pesi. Tra gli esercizi mostrati nell’ultimo video ci sono le aperture ai cavi per il petto, eseguite con un numero elevato di ripetizioni, e una variante di lat machine su panca inclinata per allenare la schiena. Alla fine della sessione, Shaq si concede anche qualche posa classica da bodybuilding: dal doppio bicipite di schiena alla posa di espansione dorsale. Certo, il fisico di Arnold Schwarzenegger ai tempi d’oro resta un altro pianeta, ma la stazza e la forza dell’ex centro Nba anche a 54 anni, continuano a impressionare. Lavorare con tante ripetizioni, inoltre, gli permette di inseguire una delle sensazioni che ama di più in palestra: il pump muscolare. “La mia parte preferita dell’allenamento è quando sento i muscoli belli pieni, soprattutto i bicipiti. Le mie braccia stanno diventando davvero belle e sembrano giovani”, aveva raccontato a Men’s Health. 

Non tutto, però, è come una volta. Dopo una carriera ai massimi livelli nel basket e un intervento di protesi all’anca nel 2023, correre è diventato molto più difficile. “La parte che mi piace meno è quando devo correre sul tapis roulant. Non riesco più a correre ed è triste. Prima ero il più grande atleta di sempre, adesso devo camminare sul tapis roulant”, aveva ammesso. Negli ultimi anni, Shaq ha comunque dimostrato di voler prendere sul serio la propria forma fisica. Dopo aver preso peso durante la pandemia, è riuscito a perdere circa 25 chili, tornando a concentrarsi su forza, allenamento e benessere. Mr. Olympia? Probabilmente no. Ma a 54 anni, il gigante del basket continua a sorprendere: e se il paragone con Arnold è una battuta, la voglia di allenarsi è decisamente reale. 

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sport

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Veronafiere sceglie SYS-DAT: intelligenza artificiale per accessi, documenti e incontri d’affari

Veronafiere ha scelto SYS-DAT per una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale: il contratto pluriennale riguarda sicurezza, flussi di visitatori, controlli documentali e incontri fra espositori e buyer. Il progetto utilizza la suite arIA e si inserisce in un polo con oltre 400 telecamere.

Veronafiere affida a SYS-DAT Group un progetto di intelligenza artificiale per la gestione delle manifestazioni. Il contratto pluriennale, annunciato dalla società informatica il 20 ottobre, punta a collegare il controllo degli accessi e dei flussi con la verifica dei documenti e l’organizzazione degli incontri commerciali.

Nel progetto per Veronafiere, SYS-DAT ha realizzato una piattaforma che impiega moduli della propria suite arIA. Il comunicato descrive un quartiere fieristico presidiato da oltre 400 telecamere: il numero si riferisce ai sistemi presenti nelle aree da monitorare, non a nuove installazioni annunciate con l’accordo.

Accessi, documenti e appuntamenti: le tre funzioni della piattaforma

La prima area di intervento riguarda la sicurezza e i movimenti nel polo. La soluzione si integra con sistemi di visione artificiale per il conteggio e la verifica dei pass degli allestitori, oltre ai controlli relativi a parcheggi e mezzi. L’obiettivo dichiarato è rendere più efficiente la gestione dei flussi nelle giornate delle fiere.

Il secondo ambito è amministrativo. Un modello semantico interpreta documenti assicurativi, dati amministrativi e certificazioni prodotti da soggetti che partecipano all’organizzazione di una manifestazione. Fra le categorie citate figurano fornitori, allestitori e giornalisti. L’impiego dell’intelligenza artificiale viene quindi esteso alle procedure che precedono o accompagnano l’accesso al quartiere.

La terza funzione riguarda gli incontri fra espositori e buyer professionali. Un sistema di abbinamento mette in relazione gli operatori, mentre un algoritmo costruisce il calendario degli appuntamenti. La finalità, secondo l’azienda, è facilitare incontri mirati e pianificarli automaticamente.

Matteo Neuroni, amministratore delegato di SYS-DAT Group, presenta l’accordo come un riconoscimento del lavoro svolto sulla suite arIA e dell’esperienza dell’azienda nei grandi flussi di visitatori. Nel suo commento mette in relazione sicurezza, controllo documentale e appuntamenti commerciali, sottolineando la necessità di farli funzionare insieme e nel rispetto della privacy.

Le prestazioni descritte e il miglioramento dell’efficienza sono obiettivi illustrati dal fornitore: l’annuncio non include risultati quantitativi già misurati. Non sono indicati il valore economico del contratto, la durata precisa né un calendario di attivazione delle singole funzioni.

L’Intelligenza Artificiale fa lavorare di meno? Non proprio, per i dipendenti aumenta impegno e divario con i dirigenti

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(Adnkronos) – L’Intelligenza Artificiale prometteva di liberarci dalle mansioni ripetitive. Tuttavia, un nuovo studio globale sul tema evidenzia una realtà diversa: anziché lavorare meno, i dipendenti dichiarano di essere più impegnati. La ricerca ‘Worklife 2026: The new shape of work’ realizzato dal Jabra research institute ha intervistato oltre 6.000 professionisti.  

L’85% dei partecipanti riferisce un aumento di lavoro in almeno un’area della propria attività quotidiana nell’ultimo anno, mentre solo il 35% dichiara una diminuzione in qualche area. Questo incremento è particolarmente marcato tra gli assidui utilizzatori di AI. C’è però una sorpresa positiva: contrariamente al timore che l’AI ci isolasse dietro lo schermo. Al contrario, l’uso intensivo dell’Intelligenza Artificiale è associato a una collaborazione più intensa e a un legame più forte all’interno dei team. Tra i professionisti che la utilizzano più volte al giorno, il 63% afferma che il senso di connessione con il proprio gruppo è migliorato, mentre solo il 12% dichiara un peggioramento. Anche la collaborazione è in crescita: oggi il 64% degli assidui utilizzatori di AI lavora di più con gli altri rispetto a un anno fa, a fronte del 25% di chi la usa poco.  

Il motivo è semplice: mentre l’AI accelera ricerche, sintesi e primi bozze, il lavoro umano si sposta verso coordinamento, valutazioni condivise e decisioni. Le riunioni diventano quindi sempre più importanti: il 40% vi dedica tempo principalmente per risolvere criticità insieme, il 39% per prendere decisioni. Eppure, la trasformazione dell’AI non riguarda tutti allo stesso modo. Sta emergendo un divario significativo tra il top management e i singoli collaboratori senza responsabilità gestionali. Il 30% dei dirigenti la utilizza intensamente, a fronte di appena l’8% dei dipendenti. Questa forbice si riflette anche sull’intensità con cui il lavoro sta evolvendo: il 47% dei dirigenti riferisce cambiamenti significativi o radicali nell’ultimo anno, contro il 18% dei singoli dipendenti.  

La formazione mostra un andamento analogo: il 64% dei singoli collaboratori non ha ricevuto alcun addestramento sull’AI o ha beneficiato solo di una breve introduzione, contro il 26% dei dirigenti. Per colmare questo divario, i manager possono svolgere un ruolo importante. Quando i dipendenti percepiscono il proprio manager come competente in AI, l’uso quotidiano degli strumenti si attesta al 65%, contro il 27% di coloro che non godono di tale sostegno. Questo significa che la percentuale di chi usa l’AI su base quotidiana è di 2,4 volte maggiore se il proprio responsabile è competente. Anche l’ottimismo per la propria crescita professionale risulta significativamente più alto tra i lavoratori che considerano il proprio responsabile competente nell’AI, con un punteggio di 8,3 su 10 rispetto al 5,5 di chi non condivide questa percezione. Eppure, solo il 27% dei professionisti ritiene il proprio responsabile diretto molto o estremamente competente nel campo dell’AI. 

Calum MacDougall, presidente di Jabra, afferma: “Le imprese vincenti del futuro saranno quelle che avranno maggiore successo nell’implementazione dell’IA. E vincere in questo percorso dipende dai leader che ascoltano e si confrontano con i propri team per comprendere appieno di cosa abbiano bisogno per lavorare in modo produttivo con l’Intelligenza Artificiale”. 

C’è un ulteriore elemento che emerge dalla ricerca: chi interagisce con l’IA tramite voce, anziché solo digitare, sta meglio. I dipendenti che parlano abitualmente con l’AI riferiscono livelli di benessere più elevati rispetto a chi si limita a digitare: hanno il 24% di probabilità in meno di sentirsi stressati, il 23% in meno di sentirsi esausti e il 37% di probabilità in più di percepire il proprio posto di lavoro come sicuro. Questo modo di operare è più diffuso quando sussistono le corrette condizioni organizzative. I professionisti che parlano regolarmente con l’AI hanno maggiori probabilità di ricevere una formazione pratica, considerare i propri manager come fonti competenti di supporto e operare all’interno di processi strutturati per la moderna collaborazione. Anche la tecnologia gioca un ruolo cruciale: il personale dotato di hardware audio e video professionale, progettato per l’Intelligenza Artificiale conversazionale, ha circa il 40% di probabilità in più di utilizzare abitualmente la voce per interagire con essa nel lavoro quotidiano. 

La percentuale di lavoratori che adotta i comandi vocali per interfacciarsi con l’AI può quindi costituire un importante indicatore del livello di preparazione al futuro di un’azienda. Calum MacDougall sostiene che “tutti noi parliamo con i colleghi. Interagire a voce con gli assistenti virtuali è una naturale estensione del nostro metodo di lavoro: quando possiamo semplicemente dialogare ed elaborare nel flusso delle attività, l’AI diventa un alleato strategico e un prezioso collaboratore. Le aziende che renderanno questa comunicazione tra uomo e Intelligenza Artificiale fluida e sicura otterranno i migliori rendimenti dai propri investimenti nella tecnologia”. 

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economia

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Disi (Enea): “Teatro e informazione per sensibilizzare sulla riqualificazione degli immobili”

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(Adnkronos) – “La Casa Cambia è uno spettacolo che parla di abitare, con la stessa logica del teatro greco: educare, trasferire conoscenze e informare”. Lo ha detto Antonio Disi, ricercatore Enea, illustrando il progetto teatrale dedicato alla casa e alla riqualificazione degli immobili in occasione di ‘Comunicare l’Abitare 2026’, il think tank promosso da Casa Radio alla Casa dell’Architettura a Roma. L’iniziativa punta a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di ripensare il modo di abitare e intervenire sulle proprie case. “L’obiettivo – ha spiegato Risi – è presentare in anteprima uno spettacolo che porteremo successivamente anche in altre città italiane, coinvolgendo architetti, ingegneri, geometri e cittadini per parlare della casa e di come cambiare il modo di abitare e riqualificare”. 

Uno degli obiettivi è comprendere perché spesso le decisioni di riqualificazione arrivino tardi o non si traducano in interventi concreti. “È molto complicato per un tecnico accompagnare una persona verso la decisione di cambiare e riqualificare casa. Con questo spettacolo – ha concluso il ricercatore – cercheremo di riflettere, sensibilizzare e valutare quali sono le barriere e perché non si riesce ad arrivare fino in fondo”. 

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economia

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Hera inaugura a Modena impianto riciclo plastiche rigide di Aliplast

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(Adnkronos) – Taglio del nastro questa mattina a Modena all’impianto per il riciclo delle plastiche rigide di Aliplast, tra le prime realtà in Italia nella raccolta, riciclo e rigenerazione della plastica, e controllata del Gruppo Hera. Alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha preso formalmente il via l’attività dello stabilimento R3GID (Recover Recycle Regenerate Plastic) che fa della multiutility una delle prime realtà in Europa a dotarsi di un impianto in grado di soddisfare la crescente richiesta di plastiche riciclate che i nuovi regolamenti comunitari – come il Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) o l’Elv (End of Life Vehicles) – hanno previsto nel breve e medio periodo. L’impianto di riciclo di Aliplast – la cui costruzione è stata avviata nel 2024, operativo da alcuni mesi e che a regime occuperà 80 lavoratori – è tra i più innovativi del settore nel panorama europeo e permette di lavorare fino a 30mila tonnellate di polimeri riciclati all’anno di alta qualità, con caratteristiche comparabili a quelle della materia vergine ottenuta da fonte fossile: il grado di purezza certificata, infatti, è superiore al 99% .  

Grazie a un investimento di 48,8 milioni di euro, di cui 7,7 come contributo diretto di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), il Gruppo Hera mette così a disposizione dell’industria italiana un impianto capace di riciclare rifiuti plastici rigidi provenienti sia da rifiuti urbani che da rifiuti industriali di settori come l’automotive, la cosmetica e l’home e personal care, l’elettronica di consumo, l’arredo che generano materiali solitamente non riciclabili e, quindi, destinati a termovalorizzazione o discarica. Questi rifiuti, invece, a Modena, vengono rigenerati da Aliplast e trasformati in polimeri di qualità, made in Italy, tracciabili e certificati che possono essere poi riutilizzati dagli stessi comparti d’origine per realizzare, ad esempio, una vasta gamma di componenti in plastica per tv, pc ed elettrodomestici, contenitori di make-up, serbatoi e paraurti o arredo da giardino. “R3GID è un esempio concreto di come l’Italia possa giocare d’anticipo rispetto alle sfide poste dai nuovi regolamenti europei, dal Ppwr all’Elv, trasformandole in opportunità di crescita industriale – afferma Pichetto Fratin -. Qui troviamo tecnologia italiana, una filiera interamente made in Italy e un prodotto certificato, tracciato e di qualità comparabile alla materia prima vergine. Realizzare materie prime seconde a chilometro zero significa rafforzare la competitività del Paese, ridurre la dipendenza dai mercati esteri e rendere più sicure le nostre catene di approvvigionamento anche di fronte alle tensioni geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi. Impianti come questo generano un beneficio per l’intero sistema Paese”.  

“L’Europa ha un gap strutturale nel riciclo: la capacità è ferma o in calo, mentre le nuove norme faranno crescere la domanda di plastica riciclata di qualità equivalente al polimero vergine – spiega l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera, Orazio Iacono -. I numeri sono chiari. Oggi l’Europa ha una capacità di riciclo di 13,5 milioni di tonnellate di plastica, ma solo 3,5 milioni per le plastiche rigide, di cui circa 440mila tonnellate in Italia. Ma entro il 2040 serviranno altri 5,7 milioni di tonnellate2 di plastiche rigide riciclate: un divario enorme. R3GID è la risposta di chi si muove per primo. Offre alla manifattura italiana materiali di qualità, made in Italy e a chilometro zero, tagliando anche i costi d’importazione e garantendo l’approvvigionamento. E c’è un beneficio per il Paese: ogni anno l’Italia versa all’Unione europea circa 800 milioni di euro di Plastic Tax sugli imballaggi in plastica non riciclati, ma il solo sito di Modena farebbe risparmiare circa 24 milioni di euro se tutta la produzione fosse destinata agli imballaggi”.  

 

L’impianto è stato realizzato dal Gruppo Hera con le migliori tecnologie disponibili. Nextchem, società del gruppo Maire, ha partecipato al progetto come partner tecnologico, mettendo a disposizione la tecnologia proprietaria NX Replast™, una soluzione avanzata per l’upcycling delle plastiche. Più in generale, la dotazione impiantistica e le tecnologie adottate consentono di ottenere polimeri riciclati e compound a elevata purezza, destinati a sostituire materiali vergini di origine fossile in applicazioni ad alto valore aggiunto, e di sviluppare materiali tailor-made, per soddisfare specifici requisiti funzionali, meccanici, estetici e normativi, ampliando le opportunità di impiego delle plastiche riciclate anche nei segmenti più esigenti del mercato. R3GID sorge nel polo industriale del Gruppo Hera di via Cavazza, a Modena, in cui operano già il termovalorizzatore e il depuratore delle acque reflue. E proprio grazie a questi due impianti è stato possibile creare un circolo virtuoso con la nuova realtà di Aliplast: l’acqua in uscita dal depuratore alimenta il processo produttivo dell’impianto di riciclo delle plastiche rigide e poi torna al depuratore, mentre l’energia elettrica del termovalorizzatore alimenta le nuove linee di business. Il risultato è un taglio dei costi energetici, che nel riciclo italiano pesavano già prima della crisi energetica circa il 30% dei costi di produzione, materia prima esclusa. L’impianto evita inoltre circa 30mila tonnellate di CO2 equivalente rispetto alla produzione da plastica vergine, a parità di ciclo produttivo .  

Con Modena, l’ampliamento di Borgolavezzaro (Novara) dedicato al riciclo del PE-LD e l’acquisizione del 70% di Kronos Polymer Polska, anch’essa specializzata in PE-LD e in via di perfezionamento entro fine 2026, Aliplast raddoppierà la capacità di riciclo, aumentando la propria flessibilità. Supererà le 210.000 tonnellate annue di materie prime seconde plastiche di alta qualità, con una capacità produttiva complessiva pari a 255.000 tonnellate annue. L’investimento di Modena rientra nei 2 miliardi di euro che il piano industriale destina all’economia circolare per il periodo 2025-2029, sui 5,5 miliardi complessivi. L’inaugurazione di questa mattina dell’impianto Aliplast di Modena è stata l’occasione per promuovere un confronto sul futuro del settore del riciclo della plastica, tra innovazione e sostenibilità. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, del Presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e del Ministro Gilberto Pichetto Fratin, l’Amministratore Delegato del Gruppo Hera Orazio Iacono ha inquadrato l’impianto all’interno della strategia aziendale, mentre l’Amministratore Delegato di Herambiente Andrea Ramonda ha illustrato le principali caratteristiche di R3GID e Michele Petrone, Amministratore Delegato di Aliplast, ha aperto i lavori della mattinata.  

L’evento è proseguito con una tavola rotonda, moderata da Francesca Gambarini, giornalista de L’Economia Corriere della Sera, che ha visto protagonisti il mondo dell’industria e della ricerca: Paolo Accastello, Stellantis Manifacturing – Vehicle Area Manager Italy & Poland; Luigi De Nardo, Direttore Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica ‘Giulio Natta’ del Politecnico di Milano; Fabrizio Di Amato, Presidente e fondatore del gruppo Maire; Antonino Furfari, Direttore Generale di Plastics Recyclers Europe (PRE); Paolo Goi, Global Innovation, Research & Quality Director Davines; Maurizio Mezzelani, Responsabile R&D di Fratelli Guzzini e Simone Targetti Ferri, Sustainability Officer L’Oréal Italia. Dopo il taglio del nastro, la mattinata si è conclusa con la visita guidata all’impianto. Il Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) adottato dai Paesi europei nel 2025 richiede entro il 2040 ulteriori 5,7 milioni di tonnellate4 di capacità di riciclo aggiuntiva nel continente rispetto alla situazione attuale per HDPE e PP rigidi, ma 2 milioni4 dovranno essere disponibili già entro il 2030 per far fronte alle quote crescenti di materiale riciclato negli imballaggi previsti dal regolatore. In questo scenario si inserisce anche il Regolamento Elv (End of Life Vehicles), approvato a giugno 2026, che introduce un contenuto minimo di plastica riciclata nei nuovi veicoli del 15% dal 2032 e del 25% dal 2036, di cui almeno il 20% deve provenire da veicoli a fine vita. L’Elv si applica solo ai nuovi modelli immessi sul mercato, quindi, l’effetto pieno sull’intero parco veicoli circolate è atteso non prima del 2042 e richiede entro quella data 1,2 milioni di tonnellate di plastica riciclata post consumo. 

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cronaca

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Inail, all’Aquila la Settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro

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(Adnkronos) – Portare la salute e la sicurezza sul lavoro al centro del dibattito pubblico, rafforzando il dialogo tra istituzioni, imprese, professionisti, lavoratori e mondo della scuola. È questo l’obiettivo della Settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro, in programma all’Aquila il 20, 21 e 26 ottobre 2026, nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura. 

L’iniziativa, realizzata dall’Inail e dal Comune dell’Aquila, si inserisce nel percorso di promozione della cultura della salute e sicurezza sul lavoro sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Tre le giornate di approfondimento e confronto sulle principali sfide della prevenzione, dall’evoluzione normativa all’impiego delle nuove tecnologie, dalla sicurezza nel settore delle costruzioni alla formazione delle giovani generazioni, fino alla prevenzione degli incidenti stradali e degli infortuni in itinere. 

“La salute e la sicurezza sul lavoro – spiega il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo – rappresentano una priorità che richiede un impegno costante e condiviso. In un mondo del lavoro attraversato da profonde trasformazioni, dobbiamo rafforzare la capacità di prevenire i rischi, valorizzando la formazione, l’innovazione tecnologica e la collaborazione tra istituzioni, imprese e parti sociali. La prevenzione non può limitarsi al rispetto delle norme: deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro e della cultura di ogni comunità. La Settimana dell’Aquila costituisce un’importante occasione per promuovere questo impegno e mettere al centro la tutela della persona”. 

 

“È motivo di grande soddisfazione – sottolinea il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – che la nostra città ospiti la Settimana europea della salute e sicurezza sul lavoro proprio nell’anno in cui è Capitale italiana della Cultura. Come amministrazione abbiamo sempre considerato queste politiche una priorità, sostenendo il confronto tra istituzioni, imprese, lavoratori e mondo della formazione. In una città impegnata in un grande processo di ricostruzione e trasformazione, parlare di sicurezza significa anche parlare di innovazione e futuro. L’iniziativa promossa insieme a Inail e ministero del Lavoro rappresenta un’occasione importante per mantenere alta l’attenzione su questi temi e, soprattutto, per costruire una maggiore consapevolezza a partire dalle giovani generazioni”. 

La prima giornata, martedì 20 ottobre, si svolgerà presso l’Auditorium della Direzione regionale Inail Abruzzo, in via Vetoio, e sarà dedicata alle novità normative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il confronto coinvolgerà rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’Inail, dell’Ispettorato nazionale del lavoro, delle istituzioni competenti e delle parti sociali. Particolare attenzione sarà riservata al rapporto tra innovazione tecnologica e prevenzione, con un approfondimento dedicato ai dispositivi di protezione individuale intelligenti, all’intelligenza artificiale e alla robotica applicate alla riduzione dei rischi professionali.  

Nel pomeriggio, alle ore 15,00, piazza Palazzo ospiterà l’inaugurazione di una mostra informativa, didattica e fotografica sulla sicurezza sul lavoro, in cui saranno esposti e mostrati gli elaborati grafici e anche su video realizzati dagli studenti nell’ambito delle tre edizioni del concorso nazionale “Salute e sicurezza… insieme! La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e in collaborazione con l’Inail. 

 

Mercoledì 21 ottobre i lavori si sposteranno presso la sede di Formedil, in via Pizzoli a San Vittorino, per una giornata dedicata alla sicurezza nel settore delle costruzioni. Il programma prevede approfondimenti sugli incentivi e sui meccanismi premiali per la prevenzione, sulle testimonianze delle aziende del territorio e sul ruolo della formazione, della tecnologia e dell’organizzazione nella gestione dei rischi. 

Al confronto prenderanno parte rappresentanti di Inail, Formedil, Ance Abruzzo, delle associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali del comparto edile, insieme a esponenti delle strutture impegnate nella ricostruzione e nello sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2009. L’obiettivo è valorizzare il contributo della prevenzione alla qualità del lavoro e alla sostenibilità dei processi produttivi, promuovendo strumenti concreti per accompagnare imprese e lavoratori nella gestione della sicurezza. 

“Per l’Abruzzo – sottolinea la direttrice regionale Inail, Katia Panella – ospitare queste giornate significa rafforzare il confronto tra istituzioni, imprese, professionisti e mondo della formazione su un tema che riguarda da vicino la vita delle persone e lo sviluppo del territorio. Vogliamo contribuire a diffondere una cultura della prevenzione concreta, capace di tradursi in comportamenti consapevoli, investimenti nella sicurezza e maggiore attenzione ai rischi. Il coinvolgimento delle scuole, delle imprese edili e delle realtà produttive locali è fondamentale per costruire una responsabilità condivisa e fare della sicurezza un valore quotidiano”. 

 

La giornata conclusiva si terrà lunedì 26 ottobre, presso l’Auditorium del Parco, con il saluto del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone. Dopo i saluti istituzionali del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sono previsti gli interventi del presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, del prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano, dell’assessore regionale Roberto Santangelo e del presidente della Provincia, Angelo Caruso. 

La mattinata sarà dedicata alla tutela del mondo della scuola, con un focus su formazione, sicurezza e prevenzione e sul ruolo delle istituzioni scolastiche nella diffusione di comportamenti consapevoli. Un secondo approfondimento riguarderà la prevenzione degli incidenti stradali e degli infortuni in itinere, con particolare attenzione alle iniziative rivolte ai giovani e alla promozione della sicurezza negli spostamenti. La conclusione della manifestazione è prevista alle ore 12,00 con un concerto dell’Istituzione sinfonica abruzzese. 

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economia

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Medicina, PharmaEssentia espande presenza nei mercati internazionali

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(Adnkronos) – PharmaEssentia Corporation, azienda biofarmaceutica con sede a Taiwan, sta espandendo la sua presenza globale attraverso nuove approvazioni di farmaci, studi clinici e investimenti all’estero, cercando di portare il suo innovativo farmaco sviluppato a Taiwan in più mercati internazionali. Fondata a Taiwan nel 2003 dallo scienziato Dr. Ko-Chung Lin, con l’impegno di sviluppare trattamenti innovativi per i pazienti di tutto il mondo, PharmaEssentia ha sviluppato capacità integrate che spaziano dalla scoperta e ricerca interna, allo sviluppo clinico, alla produzione, alla fornitura globale e alla commercializzazione, secondo l’azienda. Questa infrastruttura consente all’azienda di portare le proprie innovazioni dal laboratorio ai mercati internazionali e di fornire medicinali ai pazienti di tutto il mondo, ha dichiarato PharmaEssentia. L’azienda continua ad espandere la sua portata globale dopo aver ottenuto ad agosto le approvazioni negli Stati Uniti e in Giappone per il ropeginterferone alfa-2b (Ropeg) per il trattamento della trombocitemia essenziale (ET), un raro tumore del sangue che causa un’eccessiva produzione di piastrine.  

Queste approvazioni hanno fatto seguito all’approvazione di Taiwan a maggio per i pazienti adulti con ET resistenti o intolleranti all’idrossiurea (HU). Secondo PharmaEssentia, Ropeg, commercializzato con il marchio BESREMi, è il primo nuovo trattamento approvato per l’ET in quasi tre decenni e l’unico farmaco approvato dalla FDA statunitense sia per l’ET che per la policitemia vera (PV), un altro raro tumore del sangue. L’azienda ha dichiarato che le approvazioni hanno segnato un’importante pietra miliare nei suoi sforzi per espandere le applicazioni del farmaco e beneficiare più pazienti in tutto il mondo. Ropeg, un farmaco a base di interferone a lunga durata d’azione inventato dal fondatore e ceo di PharmaEssentia, Dr. Ko-Chung Lin, è stato approvato per la prima volta per il trattamento della PV nell’Unione Europea nel 2019, seguito dagli Stati Uniti nel 2021 e dal Giappone nel 2023. Il farmaco è stato da allora approvato e lanciato per il trattamento della PV in circa 50 paesi, secondo l’azienda. Lin ha inventato Ropeg utilizzando la tecnologia proprietaria di PEGilazione e tecniche avanzate di sintesi di piccole molecole per collegare il polietilenglicole (PEG) all’interferone alfa, producendo un interferone a lunga durata d’azione con una struttura chimica stabile e una composizione uniforme, secondo PharmaEssentia.  

PharmaEssentia ha dichiarato di detenere tutti i diritti di proprietà intellettuale globali per tutte le indicazioni. Ropeg riflette le capacità integrate di PharmaEssentia lungo tutta la catena del valore dello sviluppo del farmaco, secondo l’azienda. PharmaEssentia produce Ropeg internamente per rifornire i pazienti di tutto il mondo e detiene le tecnologie chiave e i brevetti per il suo sviluppo, produzione e utilizzo, ha dichiarato. Questo sistema end-to-end ha permesso all’azienda di portare l’innovazione dal laboratorio alle approvazioni in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone, sottolineando la sua forza come azienda farmaceutica globale, ha dichiarato PharmaEssentia. PharmaEssentia ha dichiarato di aver anche adottato un regime ottimizzato di Titolazione Accelerata a Dose Iniziale Elevata (HIDAT) sia nei suoi studi clinici di Fase 3 SURPASS-ET che di Fase 2 a braccio singolo EXCEED-ET, consentendo ai pazienti di raggiungere la dose target più rapidamente. Secondo il regime HIDAT, la dose iniziale di 250 microgrammi viene aumentata a 350 microgrammi nella seconda settimana e alla dose target di 500 microgrammi entro la quarta settimana. L’ottimizzazione riflette la capacità interna di PharmaEssentia di affinare continuamente la strategia di dosaggio e l’uso clinico di Ropeg, ha affermato l’azienda.  

 

Nel frattempo, l’azienda sta conducendo uno studio clinico globale di Fase 3, HOPE-PMF, per valutare Ropeg come potenziale trattamento per la mielofibrosi primaria (PMF), un altro raro tumore del sangue con opzioni terapeutiche limitate. Lo studio si concentra sui pazienti con PMF in fase iniziale, che sono tipicamente monitorati senza trattamento perché non esistono terapie farmacologiche approvate per questa fase della malattia, ha dichiarato PharmaEssentia. Oltre allo sviluppo di farmaci, PharmaEssentia ha ampliato la sua impronta globale. Dal 2017, PharmaEssentia ha istituito filiali negli Stati Uniti, in Giappone, a Hong Kong, in Cina, in Corea del Sud e a Singapore, reclutando professionisti esperti e costruendo i propri team locali per promuovere lo sviluppo clinico, il marketing, le vendite e le operazioni di mercato. PharmaEssentia si è espansa anche in Europa e America Latina attraverso partnership di licenza. Nel 2026, PharmaEssentia ha acquisito l’azienda farmaceutica canadese FORUS Therapeutics Inc. per rafforzare la sua presenza in Nord America, migliorando l’efficienza operativa complessiva e la competitività internazionale, ha dichiarato l’azienda.  

Ha anche annunciato piani per investire circa 46 milioni di dollari in un nuovo impianto di produzione a Porto Rico, come parte di una strategia per stabilire basi di produzione sia a Taiwan che negli Stati Uniti e rafforzare la resilienza della catena di approvvigionamento globale. Nel 2026, la capitalizzazione di mercato di PharmaEssentia si è avvicinata ai 20 miliardi di dollari, rendendola l’unica azienda biotecnologica di Taiwan tra le 50 maggiori società quotate del paese per valore di mercato. PharmaEssentia ha affermato che Ropeg illustra come un nuovo farmaco innovativo sviluppato in modo indipendente a Taiwan possa raggiungere i mercati globali, dimostrando la crescente competitività di Taiwan nello sviluppo di farmaci innovativi. PharmaEssentia ha dichiarato che sostenere questo progresso richiede un continuo sviluppo clinico, l’espansione in nuovi mercati e una fornitura affidabile. L’azienda ha affermato che la sua esperienza ha anche un significato più ampio per l’industria biotecnologica di Taiwan, dimostrando che un farmaco innovativo sviluppato in patria può raggiungere il mercato globale quando le capacità di ricerca, produzione, regolamentazione e commerciali sono costruite in tandem. PharmaEssentia ha dichiarato di rimanere impegnata a migliorare l’accesso dei pazienti al trattamento e al benessere a livello globale. 

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salute/farmaceutica

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Microplastiche e salute della donna, Fondazione Sigo avvia percorso informativo

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(Adnkronos) – Le microplastiche sono ormai presenti nell’ambiente e nella vita quotidiana, dagli imballaggi alimentari ai tessuti, fino agli oggetti domestici. Ma quali conseguenze possono avere sulla fertilità, sulla gravidanza e sulla salute delle future generazioni? “La salute della donna e delle future generazioni è strettamente legata alla qualità dell’ambiente in cui viviamo – afferma Elsa Viora, presidente della Federazione Sigo-Società italiana di ginecologia e ostetricia – Vogliamo portare all’attenzione di cittadini e istituzioni un tema emergente, distinguendo ciò che la ricerca ha documentato da ciò che resta da dimostrare, senza creare allarmismi”. A tale proposito, la Federazione Sigo inaugura un percorso di informazione e sensibilizzazione che proseguirà nei prossimi mesi con materiali divulgativi per medici e pazienti, attività sui social media e podcast scientifici. L’obiettivo – informa una nota – è promuovere comportamenti consapevoli e una cultura della prevenzione nella quale la tutela dell’ambiente diventi parte integrante della protezione della salute della donna e delle future generazioni. 

L’esposizione a sostanze potenzialmente interferenti con il sistema endocrino è diffusa. Nel progetto italiano Life Persuaded, coordinato dall’Istituto superiore di sanità, metaboliti di ftalati sono stati rilevati nel 100% dei partecipanti e bisfenolo A nel 77%. Dati che documentano la diffusione dell’esposizione, senza dimostrare automaticamente un danno alla salute. “Possiamo ridurre le esposizioni evitabili limitando gli imballaggi monouso, preferendo contenitori riutilizzabili e non riscaldando gli alimenti nella plastica. Ma servono anche regole e politiche capaci di ridurre l’inquinamento alla fonte”, sottolinea Maria Grazia Petronio, epidemiologa e vicepresidente Isde-Associazione italiana medici per l’ambiente. Tra le sostanze sotto osservazione figurano bisfenolo A, ftalati e Pfas, capaci, con meccanismi differenti, di interferire con la regolazione ormonale. La ricerca ne studia il possibile coinvolgimento nella fertilità, nello sviluppo puberale e nelle alterazioni metaboliche. “Il sistema endocrino è una rete delicata di comunicazione. Alcune sostanze ambientali possono interferire con questi segnali, soprattutto nelle fasi più sensibili dello sviluppo. Occorrono ricerca rigorosa e principio di precauzione”, spiega Simonetta Marucci, endocrinologa dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. 

Particolare attenzione riguarda la salute riproduttiva femminile. Le microplastiche sono state individuate anche nel liquido follicolare, mentre studi sperimentali indagano possibili effetti sulla funzione ovarica. “Il ritrovamento di queste particelle apre interrogativi importanti, ma non autorizza conclusioni affrettate – osserva Stefano Lello, consulente scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, Roma – Servono studi clinici affidabili per comprendere se e come l’esposizione possa incidere sulla qualità degli ovociti e sulla fertilità”. Anche la gravidanza rappresenta una fase di particolare interesse. Microplastiche sono state rilevate nella placenta, nel sangue cordonale e nel liquido amniotico, ma le possibili conseguenze sullo sviluppo fetale restano da chiarire. “La placenta protegge il feto, ma non è una barriera impenetrabile – conclude Lorenza Driul, professoressa ordinaria di Ostetricia e Ginecologia all’Università di Udine – Questi ritrovamenti meritano approfondimento, senza essere interpretati automaticamente come prova di un danno clinico”. 

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cronaca

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Verona, furgoni in centro storico: Dalai chiede un accordo tra commercianti e fornitori

Le consegne in centro a Verona riaprono il nodo della convivenza fra attività economiche, residenti e pedoni. Lorenzo Dalai, presidente della Prima Circoscrizione, propone una soluzione condivisa dagli operatori: distribuire meglio le merci senza trascurare costi e conservazione degli alimenti.

Piazza Erbe e le strade vicine sono al centro dell’analisi del presidente, che lavora professionalmente nella logistica. Nell’intervista del 20 ottobre a Daily Verona, Dalai descrive una pressione quotidiana dovuta ai mezzi dei fornitori, cui si sommano quelli di Amia impegnati nell’igiene urbana. Il risultato, a suo giudizio, è una circolazione difficile negli stessi spazi frequentati da cittadini e turisti.

Consegne in centro a Verona: il peso delle forniture alimentari

Dalai collega il problema alla moltiplicazione dei locali di ristorazione e alla presenza di tanti canali distributivi separati. Ridurre il numero dei viaggi richiede quindi di capire come si approvvigionano gli esercizi e quali esigenze devono rispettare. Carne, pesce e altri prodotti deperibili impongono infatti attenzione alla catena del freddo: riunire le consegne non può prescindere dalla loro corretta conservazione.

Il presidente esprime inoltre un giudizio negativo sui risultati delle precedenti sperimentazioni di City Logistic durante l’amministrazione Tosi. Il richiamo al passato accompagna la richiesta di un metodo diverso per affrontare le consegne in centro a Verona.

Un’intesa che renda conveniente collaborare

Secondo Dalai, un punto condiviso di smistamento delle merci dovrebbe nascere dall’accordo fra commercianti e fornitori. La collaborazione deve offrire agli operatori un vantaggio economico e consentire di utilizzare meglio risorse e mezzi. Per questo il presidente considera insufficiente una soluzione imposta dalle istituzioni e richiama esperienze positive di altre città.

Il tema si affianca al confronto fra Rotta e Faccioni su commercio, accessi e ZTL. In quel dibattito erano emerse posizioni differenti sulle restrizioni al traffico e sulle difficoltà dei negozi. L’intervento di Dalai porta l’attenzione su un passaggio specifico: garantire le forniture quotidiane riducendo il disagio per chi vive e attraversa il centro.