martedì, Novembre 3, 2026
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Schillaci: “Ssn eccellenza, quasi ogni giorno lettere di ringraziamento da cittadini stranieri assistiti”

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(Adnkronos) – “In Italia abbiamo un Servizio sanitario nazionale di altissimo livello. Chi dice il contrario, e purtroppo oggi accade, offende chi come voi lavora nella nostra sanità e anche l’intelligenza dei cittadini e dei pazienti. Vi dico di più: abbiamo un Servizio sanitario nazionale invidiato in tutto il mondo”. E lo testimoniano “le lettere di ringraziamento di cittadini stranieri che quasi ogni giorno riceviamo al ministero, che si complimentano per essere stati curati bene, senza spese, che parlano con gratitudine dei nostri medici, infermieri, degli operatori con cui si sono confrontati”. Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rivolgendosi agli specialisti ambulatoriali al 58esimo Congresso Sumai, in corso a Roma. 

“Le Case di comunità sono il progetto più ambizioso della sanità italiana dell’ultimo decennio, forse non solo dell’ultimo decennio. L’obiettivo è chiarissimo: portare la sanità vicino ai cittadini, riequilibrare l’asse del sistema sanitario tra ospedale e territorio, ed è quello che stiamo facendo”. Per quanto riguarda il reclutamento del personale “stiamo lavorando con impegno, con determinazione, per arrivare ad avere un’operatività che ci serve” per queste strutture, ha spiegato il ministro. Inoltre, ha sottolineato, “c’è stata nel primo semestre del 2026, in tante Regioni che erano un po’ indietro, una fortissima accelerazione. Questo però vuol dire che ci vuole veramente la collaborazione di tutti i territori, perché è una riforma che, ovviamente, non si può fare solo dal centro”. 

Schillaci ha evidenziato poi la valenza delle Case di comunità in tema di prevenzione, e anche per la presa in carico dei pazienti “soprattutto anziani e più fragili”. Per quanto riguarda il rischio di ritrovarsi di fronte a “edifici vuoti, senza personale in grado di farli funzionare”, paventato anche dal segretario del Sumai Antonio Magi, Schillaci ha rimarcato che “anche il Pnrr, com’era stato pensato all’inizio, voleva finanziare soltanto le strutture. È come se le persone si curassero con gli edifici e non con il personale e con le dotazioni tecnologiche. Fin da subito, come ministro, ho detto chiaramente che era un piano miope escludere il personale dai finanziamenti destinandoli esclusivamente alle infrastrutture. Su questo siamo intervenuti da subito. Vorrei ricordare che nelle leggi di Bilancio precedenti sono stati stanziati fondi specifici per l’assunzione di operatori per Case di comunità e Ospedali di comunità: 250 milioni di euro per il 2025 e 350 milioni per il 2026”, ha aggiunto ricordando che i fondi del Pnrr “sono per il 63% soldi a prestito. Quando qualcuno continua a ripetere che sono stati portati in Italia 200 miliardi, dimentica sempre di dire che sono soldi in prestito, sono soldi che per i due terzi noi dovremo restituire all’Unione europea”. 

Schillaci ha spiegato poi che “c’è stato un lavoro importante al ministero, nelle Regioni, affinché si riuscissero a raggiungere i target europei e affinché le Case di comunità non rimanessero ‘cattedrali nel deserto’. Ed è stata portata avanti con responsabilità l’attuazione, per nulla semplice, soprattutto a causa dei meccanismi di rendicontazione del Pnrr. E i target previsti sono stati raggiunti e, lasciatemi dire con un po’ di amarezza, che tanti forse speravano che il Pnrr fallisse, che le azioni del Pnrr non venissero realizzate. E invece questo non è avvenuto”. Il ministro ha sottolineato poi che “ci sono oltre mille Case di comunità operative. Dopo tanta fatica nessuno vuole accontentarsi di inaugurazioni o cambi di insegne su una struttura, bisogna dare risposte ai cittadini. Anche in questo ambito ci sono Regioni che hanno magari più difficoltà, che vanno aiutate di più, perché la sfida è che le Case di comunità funzionino allo stesso modo su tutto il territorio nazionale, senza che i pazienti debbano sentirsi più o meno fortunati a seconda di dove sono nati”. Secondo i dati “al 31 agosto di quest’anno, sulla base delle rendicontazioni fatte dalle Regioni, abbiamo rilevato oltre 1.200 Case di comunità operative rispetto ai servizi minimi obbligatori previsti dal Dm77, che è l’architettura normativa di riferimento insieme alle linee di indirizzo del 2024. Questo sicuramente è un risultato importante. Sono certo – ha concluso Schillaci – che le Case di comunità diventeranno sempre di più nuovi punti di riferimento per i cittadini. La sfida però oggi è proseguire nell’attuazione e in questo ovviamente anche le Regioni hanno un ruolo fondamentale”. 

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Morte David Rossi, Le Iene intervistano Mussari. Occhipinti: “Era omicidio, Commissione conferma”

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(Adnkronos) – “La Commissione ha fatto un lavoro straordinario nella ricostruzione della dinamica della morte di David Rossi, arrivando alle stesse conclusioni a cui siamo arrivati noi in questi 10 anni di inchiesta, cioè che si trattasse di un omicidio”. Marco Occhipinti, giornalista e autore de Le Iene, commenta così all’Adnkronos gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulla morte dell’ex responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Occhipinti, insieme ad Antonino Monteleone, è stato tra i primi a contestare l’ipotesi del suicidio e da anni segue il caso con inchieste, puntate dedicate e anche battaglie in tribunale per aver riportato le dichiarazioni di testimoni. 

Queste parole arrivano dopo le rivelazioni del presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Gianluca Vinci, che sulla base delle testimonianze di due detenuti ha indicato Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, come presunto mandante di un’azione intimidatoria contro Rossi, e Gabriele Ceccherelli, ex protagonista del Calcio storico fiorentino, come colui che avrebbe reclutato gli esecutori. Un’intimidazione che sarebbe degenerata nella morte del manager. Accuse ancora da riscontrare sul piano giudiziario, respinte da entrambi gli interessati. “Le conclusioni a cui arrivano i Ris e la Commissione sono le stesse cui arriva la perizia da noi commissionata all’ingegner Monfreda”, osserva Occhipinti. “Nella simulazione con il manichino virtuale, frame per frame, la caduta corrisponde a quella di David nel video solo se il manichino viene tenuto per i polsi e lasciato cadere dalla finestra da almeno due uomini”. 

Il caso tornerà al centro della puntata de Le Iene di giovedì 22 ottobre, in prima serata su Italia 1, con un servizio di Marco Occhipinti e Roberta Rei che proporrà le interviste esclusive a Mussari e Ceccherelli. La trasmissione rivelerà inoltre come uno dei nuovi testimoni sentiti recentemente dalla Commisione, sia prima entrato in contatto con Le Iene: “Il 13 marzo scorso un detenuto ci ha scritto dal carcere, poi ci ha scritto altre tre volte, sostenendo di avere notizie sulla morte di David Rossi. Ho chiesto di intervistarlo alla direzione carceraria, ma ci è stata negata la possibilità. A quel punto ho dato il nome del detenuto informato della circostanza al presidente della Commissione, Gianluca Vinci che poi lo ha ascoltato con i suoi conualenti” racconta Occhipinti. 

Il giornalista invita comunque alla prudenza sulle nuove accuse e auspica ulteriori verifiche investigative. “Speriamo che le Direzioni distrettuali antimafia che, secondo le notizie di stampa, si sono attivate sulla vicenda possano arrivare a ricostruzioni riscontrate”. 

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Recruiting Day a Verona, 57 aziende a Santa Marta fino al 22 ottobre: poi le candidature online

Al polo Santa Marta colloqui con 57 aziende dal 20 al 22 ottobre, dalle 9.30 alle 17. Il Recruiting Day Verona e Vicenza proseguirà online dal 27 ottobre al 15 novembre con altre 170 imprese. Opportunità di lavoro e stage, anche per categorie protette; la fase digitale è aperta a tutti.

È iniziato a Santa Marta il Recruiting Day Verona e Vicenza 2026, l’appuntamento che mette in contatto persone in cerca di lavoro e imprese. Da martedì 20 a giovedì 22 ottobre i colloqui si svolgono in presenza al polo universitario di via Cantarane 24 a Verona, dalle 9.30 alle 17. L’iniziativa è organizzata dall’Università di Verona insieme alle Camere di Commercio di Verona e Vicenza.

Secondo i dati comunicati dall’Ateneo, nelle tre giornate partecipano 57 aziende, veronesi e di altri territori. Studentesse e studenti, laureate e laureati delle aree umanistiche, economico-giuridiche, scientifiche e ingegneristiche possono incontrare i responsabili della selezione, assistere alle presentazioni aziendali e consegnare il curriculum vitae.

Recruiting Day, dai colloqui a Santa Marta alle candidature online

Le posizioni riguardano proposte di lavoro e stage extracurriculari e comprendono opportunità riservate alle categorie protette. La formula di tre giornate in presenza, confermata per questa edizione, amplia il tempo disponibile per i colloqui conoscitivi fra candidati e aziende.

La fase digitale si aprirà il 27 ottobre e proseguirà fino al 15 novembre sulla piattaforma del Recruiting Day Verona e Vicenza, con altre 170 imprese aderenti. La partecipazione online è aperta a tutte le persone che cercano lavoro, anche al di fuori dei percorsi universitari. Le due finestre hanno dunque date e modalità diverse: prima gli incontri a Santa Marta, poi le candidature attraverso il portale.

Per la rettrice Chiara Leardini l’iniziativa rafforza il collegamento tra le competenze sviluppate nell’università e le esigenze del sistema produttivo e dei servizi. L’obiettivo richiamato dall’Ateneo è offrire ai giovani opportunità che permettano di costruire il proprio percorso professionale nel territorio.

Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di Commercio di Verona, sottolinea invece il disallineamento tra le competenze cercate dalle imprese e quelle disponibili. Il confronto diretto con i selezionatori viene indicato come uno degli strumenti per avvicinare domanda e offerta di lavoro.

I dati delle edizioni precedenti, forniti dagli organizzatori, descrivono la dimensione dell’appuntamento: lo scorso anno parteciparono 180 imprese, 53 delle quali in presenza, con oltre 500 annunci e più di 1.300 candidature. L’edizione esclusivamente online di maggio 2026 coinvolse 155 imprese, oltre 400 annunci e più di 1.200 candidature. Si tratta di risultati passati, distinti dalle adesioni alla tredicesima edizione appena iniziata.

Verona, 50mila euro per riportare a scuola e al lavoro i giovani seguiti dalla giustizia minorile

Verona partecipa al servizio sperimentale di affiancamento diurno per minori e giovani adulti seguiti dalla giustizia minorile. L’accordo copre il biennio 2026–2027: il Centro per la Giustizia Minorile rimborserà al Comune 50mila euro per percorsi educativi, scolastici e di orientamento al lavoro.

Il Comune di Verona entra nel progetto “Servizio di affiancamento diurno Homeschooling” per accompagnare nel rientro a scuola, nella formazione e verso il lavoro minori e giovani adulti seguiti dalla giustizia minorile. La Giunta ha approvato la partecipazione e lo schema di accordo con il Centro per la Giustizia Minorile per il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Il servizio ha carattere sperimentale e si sviluppa nel biennio 2026–2027. Il contributo del Centro al Comune è di 50mila euro complessivi, a rimborso delle spese sostenute: 15mila euro per il 2026 e 35mila per il 2027. Il provvedimento è stato proposto dall’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi.

Affiancamento educativo e percorsi costruiti sui singoli ragazzi

I destinatari sono minori e giovani adulti sottoposti a messa alla prova, misure cautelari, misure di comunità o misure di sicurezza nel territorio della provincia di Verona. Il progetto riguarda anche le comunità educative che li accolgono e presta particolare attenzione alle situazioni di dispersione e abbandono scolastico.

Le attività partiranno da una valutazione iniziale condivisa con i servizi che inviano il ragazzo, con il giovane stesso e con gli adulti di riferimento. Su questa base gli operatori dei servizi minorili e territoriali costruiranno il progetto educativo individuale. Il contenuto dell’affiancamento sarà quindi definito in relazione alle esigenze di ciascun destinatario.

Il programma comprende sostegno e recupero scolastico, laboratori pratici e tematici, educazione alla legalità, all’affettività e all’ascolto attivo. Sono previste anche attività sportive e iniziative per sviluppare le competenze necessarie alla vita autonoma e all’inclusione lavorativa. Prevenire la devianza e la recidiva, attraverso un accompagnamento educativo e formativo, è l’obiettivo indicato dal Comune.

L’intesa si inserisce nella collaborazione avviata nell’ambito della Cittadella della Giustizia. Un ruolo centrale è attribuito al raccordo tra servizi comunali e giustizia minorile, in particolare con l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni.

Il Comune parteciperà al coordinamento territoriale e alla rete che mette insieme scuole, enti del Terzo settore, associazioni di volontariato e realtà produttive. Collaborerà inoltre alla definizione e alla realizzazione delle azioni di propria competenza. L’accordo approvato dalla Giunta definisce così il contributo dell’amministrazione a un percorso che unisce recupero scolastico, formazione e inserimento nella comunità.

Lazio, ds Fabiani ai tifosi: “Fermiamo la contestazione e facciamo una tregua”

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(Adnkronos) – “Come tutti hanno visto domenica a Torino c’è stato uno spettacolo nello spicchio dello stadio riservato ai nostri tifosi, con la gioia dei ragazzi di condividere con la propria gente la vittoria. Io sarò ripetitivo e so che mi prenderò altri insulti, ma non fa niente, è anche il mio ruolo: il fatto che lo stadio Olimpico sia vuoto la sento un po’ come una sconfitta, un macigno, mi pesa molto. Roba da non dormirci la notte. Rifacendomi un po’ a situazioni molto più serie di queste come le guerre, penso che esistano le tregue”. Lo ha detto il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, a Lazio Style Radio. “Voglio lanciare un guanto d’amore e di buon senso: siamo tutte persone intelligenti, perché non prenderci una tregua. Poi ognuno rimane sulle proprie posizioni, ma questo significherebbe qualcosa di importante per questi ragazzi, per i giocatori, per l’allenatore. Non faccio questo ragionamento per un problema di botteghino, non c’entra nulla l’aspetto economico ma mi piacerebbe vedere, già da sabato, uno stadio pieno, al di là del risultato, che mi auguro sia positivo. Anche quando non lo fosse mi piacerebbe accarezzare un clima bello, festoso, da condividere tra tifosi e calciatori. Cosa desidero da questo campionato? Una tregua. Penso sarebbe il campionato più bello che io possa aver mai vinto”, ha proseguito Fabiani. 

“C’è stato un avvio di campionato importante ma non significa nulla, la strada è molto lunga e di insidie ce ne saranno tantissime. Tutti si godono questo bel momento, è giusto che sia così, ma invito tutti alla moderazione. Conta ciò che faremo domani, non ciò che si è fatto ieri. Già sabato ci sarà una partita difficilissima, forse la più complicata tra tutte quelle che abbiamo affrontato”, ha detto Fabiani, sul positivo avvio di campionato dei biancocelesti. Sabato la capolista affronterà il Parma. “Vedrete che non sarà facile. Gattuso vive le sconfitte come la vittoria, con massimo equilibrio e serenità. Da una sconfitta bisogna trarne spunti positivi, così come da una vittoria bisogna trovare spunti positivi. E’ un uomo e un allenatore navigato e sta dimostrando di essere un allenatore di grandissime capacità, soprattutto morali”, ha aggiunto Fabiani. “Andare a Torino e portare via tre punti non capita tutti i giorni. La soddisfazione di aver espugnato un campo difficile, ma ci sono state anche altre partite dove i ragazzi hanno dato dimostrazione di grande forza come contro il Milan”, ha proseguito il ds della Lazio. 

“Con Gattuso c’è sempre stata nell’aria l’idea di approdare alla Lazio. L’idea è nata all’indomani della separazione con Maurizio Sarri, che saluto. Siamo andati su Rino ed è bastata una stretta di mano. A lui piacciono le sfide, fa parte del suo carattere. C’è stata subito un’intesa con la società, con il presidente e con il sottoscritto e ci siamo messi al lavoro. Lui bleffa un po’ ma questa squadra sta divertendo, sta appassionando, ha delle idee chiare”, ha aggiunto Fabiani. “I ragazzi stanno incarnando il suo spirito battagliero, perché Rino è tra i più amati in Italia per le gesta in Nazionale e per i trofei che ha vinto, perché è un gladiatore, da battaglia. E chissà, credo che la squadra voglia emularlo da questo punto di vista. Domenica la squadra ha finito con 31-32 km/h come media, questo significa che i ragazzi fanno due-tre metri in più rispetto al passato. Stanno prendendo molto da lui. Lui incarna l’umiltà e il senso del sacrificio per quello che ha fatto nel mondo del calcio, è un uomo impostato e d’altri tempi. E trasmette tutto ai giocatori”, ha aggiunto. 

 

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Lutto nel mondo del ciclismo: Claudio Mattio trovato morto in una scarpata a Colle di Sampeyre

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(Adnkronos) – Si sono concluse nel modo più tragico le ricerche di Claudio Mattio, pensionato di 66 anni originario di Piasco e da alcuni mesi residente in alta Valle Varaita. L’uomo è stato trovato senza vita nella sua auto, finita in una scarpata lungo la strada del Colle di Sampeyre, in un tratto particolarmente impervio. Il veicolo è stato individuato dopo diverse ore di ricerche avviate in seguito alla sua scomparsa. La tragedia si è verificata nella parte alta della strada che attraversa il colle, sopra la località Meira Garneri, lungo il percorso che scende verso il vallone di Sant’Anna di Sampeyre. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto sarebbe uscita dalla carreggiata, urtando un albero. Resta da chiarire che cosa abbia provocato l’incidente. Saranno gli accertamenti medico-legali a stabilire se la morte sia stata causata dalle conseguenze dell’impatto oppure da un malore accusato prima dell’uscita di strada. 

Mattio era salito a Elva per un appuntamento di lavoro presso il municipio, nella borgata Serre. L’incontro era legato a un sopralluogo su alcuni percorsi destinati a un prossimo evento ciclistico. Quando, all’ora di pranzo, non ha fatto ritorno a casa, la moglie ha cercato di raggiungerlo telefonicamente. Il cellulare, tuttavia, risultava irraggiungibile. Preoccupata per l’assenza di notizie, la donna ha quindi lanciato l’allarme, facendo partire le operazioni di ricerca. Le squadre impegnate hanno perlustrato le strade della zona, concentrandosi sui collegamenti tra Elva e il Colle di Sampeyre, sulla Strada dei Cannoni e sulla strada della Bicocca. Alle operazioni hanno partecipato anche volontari provenienti da Busca e Dronero. È stato mobilitato inoltre l’elicottero dei vigili del fuoco, che però non ha potuto intervenire nell’area a causa della fitta nebbia presente in quota. Le ricerche sono proseguite fino al ritrovamento dell’auto nel tratto più difficile da raggiungere. 

 

La scomparsa di Claudio Mattio lascia un vuoto profondo nelle comunità di Piasco e Revello, dove era conosciuto sia per il suo percorso professionale sia per il costante impegno nel mondo dello sport. Per molti anni aveva lavorato alle dipendenze del Comune di Revello, dal quale era andato in pensione tre anni fa. Il sindaco Paolo Motta lo ha ricordato sottolineandone le qualità personali e professionali, oltre all’entusiasmo con cui contribuiva all’organizzazione di iniziative sportive. Il ciclismo era la sua grande passione. Da giovane aveva gareggiato fino alla categoria dilettanti, per poi proseguire la propria esperienza sportiva in ammiraglia. Era diventato presidente della società Vigor di Piasco e aveva continuato a dedicarsi all’organizzazione di competizioni e manifestazioni legate alle due ruote, comprese gare e trail. 

Parole cariche di commozione sono arrivate dalla sindaca di Piasco, Stefania Dalmasso. “Ci sono persone che, nella vita, ti insegnano a guardare la strada in modo diverso: Claudio Mattio era una di queste. Claudio amava la vita e aveva superato anche dei momenti difficili sempre con ottimismo. Amava il ciclismo e la sua passione per la bicicletta raccontava qualcosa di lui, del suo modo di vivere e di sentire. Davanti a questa notizia che mi lascia sconvolta, faccio fatica ad accettare che il suo viaggio si sia interrotto. C’è un’immagine che mi torna in mente: quando un corridore non c’è più, in gruppo gli altri rallentano, si voltano, sentono quel vuoto. La strada è la stessa, ma niente è come prima. Oggi, per me e per chi ha voluto bene a Claudio, è così. Piasco perde un amico, una persona legata a una passione autentica, quella del ciclismo, che da decenni coinvolge tutta la nostra comunità. E io perdo qualcuno a cui ero legata da affetto e amicizia. Non posso che esprimere le sincere condoglianze, anche a nome della nostra comunità alla moglie Maria e alla figlia Erika, oltre che ai fratelli Silvio e Luciano e a tutta la grande famiglia Mattio”. 

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Case comunità, Trimarchi (Card Italia): “Specialisti protagonisti nei percorsi di cura”

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(Adnkronos) – “Il ruolo degli specialisti nelle Case della comunità è di protagonisti, assieme ai medici di famiglia, ai pediatri di libera scelta e agli infermieri professionali”. Lo ha detto Antonino Trimarchi, presidente incoming di Card Italia, intervenendo al Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali Sumai a Roma. “Chiamarli protagonisti significa che sono partecipi della programmazione, dell’organizzazione e della gestione dei percorsi diagnostici assistenziali che passeranno attraverso le Case della Comunità”, ha spiegato Trimarchi. “Significa che sono costruttori delle reti di cura, che rappresentano lo sviluppo delle reti cliniche. Prendersi cura della malattia e della salute è un ambito nel quale gli specialisti hanno una grande possibilità di dare il loro contributo”. 

Trimarchi ha quindi sottolineato l’impegno a garantire questo ruolo all’interno dei nuovi modelli assistenziali: “C’è un impegno ufficiale a far sì che il protagonismo degli specialisti sia garantito all’interno delle équipe multiprofessionali e multidisciplinari. Questo è fondamentale”, ha concluso. 

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Antartide, dal permafrost emerge carbonio da sorgenti geologiche profonde

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(Adnkronos) – Dal permafrost emerge carbonio geologico profondo: nella Taylor Valley le emissioni di anidride carbonica sono aumentate di oltre cinque volte. È quanto emerge dallo studio ‘Rapid Increase in Geogenic CO2 Emissions from Antarctic Permafrost’, pubblicato sulla rivista Global Biogeochemical Cycles. La ricerca è stata condotta da un team di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e delle Università di Otago e Waikato (Nuova Zelanda) nella Taylor Valley, una delle principali aree libere dai ghiacci delle McMurdo Dry Valleys (continente antartico). 

I risultati evidenziano un marcato aumento del degassamento del suolo: le analisi geochimiche condotte nel 2020, nel 2023 e nel 2025 indicano un importante contributo di carbonio proveniente da sorgenti geologiche profonde. In dettaglio, il flusso medio di anidride carbonica è passato da 1,73 grammi per metro quadrato al giorno nel 2020 a 9,49 nel 2025, con un incremento di circa 5,5 volte. Nello stesso periodo, il valore massimo misurato è cresciuto da 11,36 a 72,99 grammi per metro quadrato al giorno. L’incremento interessa sia i valori estremi, sia l’intera distribuzione dei flussi osservati.  

“Oltre alla presenza di maggiore CO2 nel 2025 rispetto al 2020 e al 2023 – spiega Livio Ruggiero, geochimico dell’Istituto di Geoscienze del Cnr (Cnr-Geo) e associato di ricerca presso l’Ingv – le campagne ripetute mostrano un cambiamento marcato e coerente del degassamento in specifiche aree della Taylor Valley. Ciò che emerge è che il permafrost antartico può essere attraversato da carbonio proveniente da sistemi molto più profondi. Questa indicazione impone di ampliare il modo in cui consideriamo il ciclo del carbonio in Antartide: non sussistono unicamente processi atmosferici, biologici e superficiali ma anche connessioni con il sottosuolo geologico e idrologico”. 

A fornire indicazioni decisive sull’origine dei gas sono state le analisi molecolari e isotopiche di anidride carbonica e metano. La maggior parte dei campioni analizzati indica che la presenza di gas non deriva semplicemente da un’attività microbica in superficie, suggerendo la chiara provenienza dalle profondità del sottosuolo.  

“La firma isotopica, cioè ‘l’impronta digitale’ chimica che rivela l’origine del carbonio, rappresenta uno degli elementi chiave del lavoro – sottolinea Alessandra Sciarra, prima ricercatrice dell’Ingv – I risultati dimostrano che una quota importante del carbonio rilevato nel suolo non è prodotta da microbi o vegetazione in superficie ma ha un’origine geologica profonda. Grazie alla combinazione di analisi chimiche e tracciamento isotopico siamo riusciti a ricostruire il percorso di questi gas che risalgono dalle viscere della Terra e riescono a filtrare fino in superficie attraversando il permafrost, lo strato di terreno perennemente ghiacciato”. 

La struttura sotterranea della Taylor Valley è particolarmente complessa: comprende uno strato di permafrost non uniforme, sacche d’acqua ad alta concentrazione salina e una fitta rete geologica e idrica. Studi geofisici precedenti avevano già segnalato la presenza di fluidi al di sotto del terreno congelato: vere e proprie riserve o ‘autostrade’ sotterranee lungo le quali i gas profondi possono risalire. Tuttavia, gli autori sottolineano che i dati disponibili non consentono ancora di individuare una singola via di risalita o uno specifico meccanismo responsabile delle anomalie superficiali. 

Lo studio non attribuisce direttamente l’aumento osservato allo scongelamento del permafrost. Temperatura del terreno, contenuto d’acqua e spessore dello strato attivo non sono stati misurati sistematicamente in tutte le campagne e non è quindi possibile stabilire una relazione causale diretta tra l’aumento dei flussi e il riscaldamento superficiale. Le ricerche future si concentreranno sullo studio dei canali idrici sotterranei, sulle variazioni di pressione che spingono i fluidi e sulle modifiche nella permeabilità del terreno, elementi chiave per capire come il gas risale in superficie.  

I risultati indicano quindi l’esistenza di un meccanismo di rilascio del carbonio antartico ancora scarsamente rappresentato nelle attuali ricostruzioni del ciclo del carbonio alle alte latitudini. La sua estensione spaziale e la sua persistenza nel tempo restano da determinare. Gli autori evidenziano la necessità di ampliare le osservazioni attraverso monitoraggi stagionali e pluriennali, misure della temperatura e dell’idrologia del permafrost e indagini geofisiche in grado di ricostruire la connessione tra le anomalie superficiali e i sistemi fluidi profondi.  

“Questo studio mostra quanto sia essenziale osservare l’Antartide come un sistema integrato, nel quale atmosfera, criosfera, idrosfera e geosfera interagiscono tra loro – conclude Fabio Florindo, presidente dell’Ingv e coautore dello studio – La capacità di combinare osservazioni di terreno, geochimica, analisi isotopiche e indagini geofisiche permette di riconoscere processi che fino a pochi anni fa erano difficilmente osservabili. È anche un risultato che conferma il valore della ricerca italiana in Antartide e l’importanza di programmi di lungo periodo capaci di tornare negli stessi luoghi, misurare i cambiamenti e comprenderne i meccanismi”. 

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Maria Esposito è Melania Rea: “”Spero che questa storia possa salvare tante ragazze e ragazzi””

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Maria Esposito racconta all’Adnkronos come ha affrontato il ruolo di Melania Rea, vittima di femminicidio nel 2011, per la serie di Hbo Max, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma: “Ho avuto paura, ho sentito un grandissimo senso di responsabilità”, dice l’attrice, che ha condiviso il set con Daniele Rienzo che ha interpretato Salvatore Parolisi. “Ho pensato di non accettare questo ruolo perché è un ‘personaggio’ estremamente distante da me, ho avuto paura”, ammette all’Adnkronos. La serie arriva il 6 novembre su Hbo Max. (di Lucrezia Leombruni)

‘Non è l’inferno’, dopo 14 anni Emma torna virale per raccontare le proteste contro il caro vita

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(Adnkronos) –
Era il 2012 quando Emma saliva sul palco del Festival di Sanremo con ‘Non è l’inferno’, il brano con cui ha ottenuto la vittoria. La canzone, destinata a far discutere, raccontava le difficoltà di chi, in piena crisi economica, faticava ad arrivare a fine mese. Tra stipendi insufficienti, spese insostenibili e la difficoltà di mantenere una famiglia, Emma aveva portato sul palco dell’Ariston un quadro preciso delle famiglie finite in ginocchio dalla crisi economica che ha colpito l’Italia nel 2011.  

“Se tu che hai coscienza guidi e credi nel paese/Dimmi cosa devo fare per pagarmi da mangiare/Per pagarmi dove stare, dimmi che cosa devo fare”, cantava Emma nel ritornello, lanciando un grido d’allarme a chi governava e guidava il Paese. 

 

 

A distanza di anni, ‘Non è l’inferno’ è tornato attuale. Il brano è stato riscoperto alla luce delle recenti proteste nel Sud Italia degli autotrasportatori contro il caro carburanti, e più in generale, il caro vita. Basta aprire TikTok che l’algoritmo riporta alle immagini degli agricoltori che, in lacrime, bloccano le autostrade, sperando di essere visti e ascoltati. Il brano è diventato così la colonna sonora delle mobilitazioni che continuano a bloccare l’Italia, senza accennare a fermarsi.  

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