venerdì, Novembre 6, 2026
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Via XX Settembre, Comune e Amt3 rispondono sui parcheggi: nuovi stalli e modifiche in Cantarane

La sosta in Veronetta torna al centro del confronto: Ferrari e Mazza spiegano le scelte legate alla filovia e ai marciapiedi. Annunciata la trasformazione degli stalli di via Cantarane, mentre i commercianti contestano la riduzione dei parcheggi e segnalano difficoltà per le attività.

L’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari e il presidente di Amt3 Giuseppe Mazza intervengono sulle modifiche ai parcheggi di via XX Settembre. Nella replica del 17 ottobre spiegano che la filovia prevedeva già meno posti auto; l’ampliamento dei marciapiedi, prima difficilmente accessibili in diversi punti, ha richiesto ulteriori spazi.

Sosta in Veronetta, le modifiche annunciate

A Santa Toscana, sostengono i due amministratori, il passaggio del filobus imponeva una curva più ampia: la soluzione adottata sarebbe stata l’unica compatibile con la carreggiata. L’intervento ha esteso anche l’area pedonale e commerciale.

Sono stati aggiunti stalli prima e dopo piazza Santa Toscana. Quelli gialli di via Cantarane diventeranno blu e giallo-blu. In via Bassetti, liberata dai banchetti di piazza Erbe, aumenta lo spazio per parcheggiare; Amt3 ne curerà la riqualificazione.

La risposta segue le proteste dei commercianti per la perdita di clientela raccolte da Telenuovo: gli esercenti chiedono il ripristino della precedente viabilità. Il servizio segnala inoltre la chiusura della pasticceria Scapini.

Il riassetto del quartiere dopo i cantieri

La discussione si inserisce nella riorganizzazione avviata con i lavori stradali di settembre a Veronetta. Già allora, in via dell’Artigliere e Lungadige Porta Vittoria, erano stati realizzati posti giallo-blu per conciliare la rotazione delle auto con gli spazi riservati ai residenti. Le asfaltature avevano interessato anche l’innesto fra via XX Settembre e piazza XVI Ottobre.

Quel calendario comprendeva il rifacimento della carreggiata e dei marciapiedi di via San Paolo, con accessi alternativi per i residenti di via Scrimiari. Sosta, percorsi pedonali e circolazione degli autobus fanno dunque parte di un riassetto che coinvolge più strade del quartiere.

Roma, 89enne uccide la moglie e si suicida: l’anziana era malata oncologica

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(Adnkronos) – Ha preso una pistola e ha ucciso la moglie di 88 anni, malata oncologica. Poi ha rivolto l’arma verso sé stesso e si è suicidato. È’ accaduto oggi, domenica 18 ottobre, intorno all’ora di pranzo in un appartamento in Viale dei Colli Portuensi a Roma. A chiamare il 112 è stato il figlio della coppia. Sul posto la polizia scientifica e gli agenti del commissariato San Paolo.  

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cronaca

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Crisi, Meloni: “Non firmo decreto per dare ora un miliardo di euro ai magistrati. La mia priorità sono le fasce deboli”

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(Adnkronos) – “Direttore non firmerò. Se il Consiglio di Stato lo riterrà opportuno, nomini pure il commissario – risponde la presidente del Consiglio Giorgia Meloni raggiunta al telefono dall’Adnkronos – Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma in coscienza non posso mettere la mia firma su un Dpcm con il quale dovrei destinare quasi un miliardo di euro agli aumenti di stipendio dei magistrati. È dieci volte tanto rispetto a quello che sto cercando solo per affrontare il tema dell’autotrasporto e impedire che si blocchi la consegna delle merci in tutta Italia. Dopodiché se le associazioni rappresentative vorranno cercare insieme una soluzione sono come sempre pronta ad ascoltarle, anche perché sono convinta che la gran parte dei magistrati comprenda la situazione e le priorità di questo momento”. 

La premier è reduce da un lungo Consiglio europeo a Bruxelles che è stato dedicato in larga parte al caro carburanti e all’inflazione che pesano su famiglie e imprese. In questi giorni, raccontano, entra ed esce da riunioni e vertici per trovare le risorse necessarie a sostenere chi è più colpito da una crisi economica globale: l’autotrasporto, gli agricoltori, i pescatori, le famiglie. Secondo le stime solo per l’autotrasporto servono almeno 100 milioni. Il governo li sta cercando voce per voce, perché ogni euro conta. E proprio nello stesso momento la premier dovrebbe firmare il Dpcm per dare seguito alle sentenze che stabiliscono un nuovo metodo di calcolo per gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati e condannano il Governo a pagare anche gli arretrati: in concreto si stima fino a circa 100mila euro, arretrati compresi, per ogni magistrato, più l’aumento di circa 20.000 euro l’anno per gli anni successivi. 

Ma come si è arrivati a questa somma monstre? Gli aumenti degli stipendi dei magistrati, a differenza di altre categorie, non si decidono tramite una contrattazione. Ogni tre anni vengono adeguati per legge, prendendo come riferimento gli aumenti degli altri dipendenti pubblici. Il Governo fa il calcolo sulla base di parametri Istat e lo fissa con un Dpcm. Con il metodo usato fino ad oggi dai governi precedenti, stando alle cifre pubblicate in queste ore, gli aumenti erano del 4,85% per il 2018-2020 e del 6,69% per il 2021-2023.  

Ma l’Associazione Nazionale Magistrati e altre associazioni di magistrati hanno fatto ricorso, sostenendo che il sistema di calcolo andasse rivisto, e i magistrati del TAR e del Consiglio di Stato hanno dato loro ragione. Così ora con il nuovo metodo, gli aumenti salgono al 6,22% e al 12,32%, quasi il doppio per l’ultimo triennio. Il conto di questo ricalcolo, per lo Stato italiano, sarebbe di 979 milioni di euro. Insomma un miliardo di euro. Il Governo, attraverso l’Avvocatura di Stato, ha fatto ricorso. Ma il Tar e il Consiglio di Stato hanno dato torto al governo e ragione ai ricorrenti. 

“Gli importi effettivi sono di gran lunga inferiori a quelli riportati dai giornali” ha spiegato nei giorni scorsi l’Anm all’Adnkronos. “Si tratta, peraltro, di componenti stipendiali dovute per legge, che l’amministrazione ha omesso per anni di corrispondere – ha detto ancora l’Anm – Il loro ammontare è la diretta conseguenza dei ritardi accumulati nel pagamento”. Ora se il presidente del Consiglio non firma dal Consiglio di Stato si prospetta la nomina di un commissario ad acta. “Non voglio fare polemica – dice Meloni – ma ora in coscienza non me la sento di mettere la mia firma su questo provvedimento”. 

 

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politica

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Domenica In, Mara Venier intervista Barbara d’Urso e… squilla il telefono: “Non hai ancora imparato?”

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(Adnkronos) –
Siparietto a Domenica In tra Barbara d’Urso e Mara Venier. L’intervista alla giurata di Ballando con le stelle, ospite oggi di Mara Venier, è stata interrotta da un improvviso squillo di cellulare proveniente dal telefono della padrona di casa. “Oddio scusate”, dice Venier mentre cerca il telefono dalla tasca.  

Ma nessun problema, a prendere in mano la situazione, ci pensa l’ospite: “Rispondo io”, dice Barbara d’Urso che strappa il telefono dalle mani della conduttrice. “No Barbara ti prego so chi sia, ti prego”, cerca di fermarla, invano la conduttrice di Domenica In. Dall’altra parte del telefono però c’è un numero sconosciuto: “Stanno cantando dolce amore, non so chi sia”, dice d’Urso confusa. Poi, Venier si riprende il telefono e aggancia: “Ciao zia Mara, ciao amore”, dice senza capire chi l’abbia chiamata.  

“Ma vuoi togliere la suoneria? Non hai imparato a toglierla”, la provoca scherzosamente d’Urso. “Io a differenza tua non ricordo le cose”, ha aggiunto Venier, concludendo il siparietto. 

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spettacoli

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Marcellise, la Marcia della Quercia torna il 25 ottobre: due percorsi e solidarietà contro l’ictus

Domenica 25 ottobre a Marcellise la 47ª Marcia della Quercia – Memorial Vincenzo Presutti. UniCredit Circolo Verona ETS propone percorsi di 7 e 13 chilometri, con iscrizioni sul posto dalle 7.30. Il ricavato sarà devoluto ad A.L.I.Ce. Verona, associazione impegnata nella lotta all’ictus cerebrale.

La Marcia della Quercia raggiunge la 47ª edizione e torna domenica 25 ottobre 2026 a Marcellise, nel comune di San Martino Buon Albergo. La manifestazione, intitolata alla memoria di Vincenzo Presutti, è una camminata ludico-motoria non competitiva a passo libero. A organizzarla è UniCredit Circolo Verona ETS, con il patrocinio del Comune e l’omologazione dell’Unione Marciatori Veronesi.

Alla dimensione sportiva si affianca quella solidale: secondo quanto annunciato dal circolo, il ricavato sarà destinato alla beneficenza e, per questa edizione, devoluto ad A.L.I.Ce. Verona ODV, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. L’organizzazione opera per migliorare la qualità della vita delle persone colpite da lesioni cerebrali e dei loro familiari.

Sette o tredici chilometri nella vallata di Marcellise

I partecipanti potranno scegliere fra due percorsi ondulati, di 7 e 13 chilometri, entrambi all’interno della vallata. Il tracciato breve, descritto dagli organizzatori come non impegnativo e adatto anche alle famiglie, incontra il Bosco della Fratta. Il percorso lungo raggiunge invece la sommità delle colline, con scorci sul paesaggio circostante.

Il passaggio nel bosco caratterizza dunque l’itinerario più accessibile. Il comunicato ne sottolinea il valore per la biodiversità locale e la presenza di specie arboree autoctone, tra cui querce, faggi e aceri. Il disegno dei due tragitti consente di scegliere tra una distanza contenuta e una camminata più lunga sulle alture della vallata.

Le iscrizioni si svolgeranno sul posto la mattina della manifestazione, a partire dalle 7.30. L’orario riguarda l’apertura delle adesioni: la nota degli organizzatori non indica un distinto orario di partenza. Non è prevista una competizione cronometrata, ma una partecipazione a passo libero.

Lungo il tragitto saranno presenti punti di ristoro. All’arrivo sono previsti un ristoro finale e premi a estrazione. La destinazione del ricavato ad A.L.I.Ce. Verona prosegue la finalità benefica che, come ricorda UniCredit Circolo Verona, accompagna anche le precedenti edizioni della marcia.

Varese, morta in incidente d’auto: ex accusato di femminicidio

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(Adnkronos) –
Da omicidio stradale a omicidio volontario aggravato dai futili motivi e femminicidio. Sono queste le accuse per Fulvio Ielmini, 73 anni, indagato per la morte dell’ex compagna Pierina Buffon, 69 anni, deceduta venerdì mattina in uno scontro frontale con l’auto guidata dall’uomo sulla tangenziale di Cassano Magnago, in provincia di Varese. Per i carabinieri, coordinati dalla Procura di Busto Arsizio, l’uomo avrebbe provocato volontariamente lo schianto con la Jaguar che guidava. Nello scontro l’uomo ha riportato fratture alle gambe e si trova attualmente ricoverato e piantonato all’ospedale di Varese.  

Nella notte i militari hanno perquisito l’abitazione dell’indagato, a caccia di possibili prove di comportamenti persecutori che, secondo alcuni testimoni, avrebbe tenuto dopo la fine della relazione con la vittima.  

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cronaca

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Disordini in centro a Verona, oltre 60 identificati e sei denunciati: cinque sono minorenni

I disordini in centro a Verona di sabato 17 ottobre hanno portato a oltre 60 identificazioni, sette accompagnamenti in Questura e sei denunce. Cinque denunciati sono minorenni. Nessun ferito; proseguono gli accertamenti attraverso telecamere e filmati diffusi online.

Il bilancio, riferito da Telenuovo sui controlli della Polizia di Stato, riguarda episodi avvenuti fra piazza San Nicolò, Gran Guardia e Pradaval. I sei denunciati risiedono in provincia di Verona; le contestazioni comprendono, a vario titolo, tentato incendio, blocco stradale, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Disordini in centro a Verona: gli interventi di sabato

La prima segnalazione risale alle 16.40, quando un gruppo avrebbe rovesciato un cassonetto vicino a San Nicolò, cospargendolo di benzina. Alle 18.30, alla Gran Guardia, si erano radunate circa cento persone, mentre in via Menin erano presenti una trentina di militanti di estrema destra. La polizia ha impedito il contatto fra i gruppi.

Alle 19.15, al Pradaval, gli agenti hanno spento due cestini incendiati. È stata danneggiata anche un’auto della Questura, probabilmente da una bottiglia. Le immagini sono al vaglio per individuare ulteriori responsabili: le posizioni dei singoli restano oggetto di accertamento.

Il precedente di venerdì davanti alle scuole

Il giorno prima, i cassonetti incendiati davanti al Giorgi e l’episodio al Berti avevano portato a un diverso bilancio di 21 denunciati, venti minorenni. Diciannove frequentavano il Giorgi, mentre due erano iscritti all’alberghiero Berti. Davanti al primo istituto erano bruciati cinque cassonetti e un monopattino, con danni anche a un’automobile.

Per quei fatti la Digos ha acquisito registrazioni delle telecamere e video social. Il dirigente Michele Bragantini ha richiamato sicurezza, ascolto degli studenti e collaborazione con le famiglie e le autorità. Le denunce di venerdì e quelle di sabato appartengono a ricostruzioni distinte: i numeri non consentono di stabilire se vi siano persone coinvolte in entrambe le giornate.

Foto di repertorio: automobile della Polizia di Stato. Adrian Pingstone / Wikimedia Commons, pubblico dominio.

Serie A, oggi Fiorentina-Como – Diretta

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(Adnkronos) – Il Como torna in campo in Serie A. Dopo il pari nell’ultimo turno di campionato contro la Roma e il ko in Champions contro il Feyenoord, a Rotterdam, la squadra di Fabregas affronta la Fiorentina al Franchi nella settima giornata di campionato oggi, domenica 18 ottobre. La squadra di Vanoli, terzultima a soli 4 punti, è reduce dal ko della scorsa settimana contro il Genoa e va a caccia dei tre punti per ripartire. 

Le formazioni ufficiali di Fiorentina-Como: 

Fiorentina (4-2-3-1) De Gea; Jimenez, Dragusin, Pongracic, Viery; Ndour, Fagioli; Mastantuono, Goncalves, Njie; Pellegrino. All.: Vanoli. 

Como (4-2-3-1) Butez; Couto, Kempf, Chalobah, Valle; Milla, Da Cunha; Caqueret, Nico Paz, Liberali; Douvikas. All.: Fabregas. 

 

 

La partita tra Fiorentina e Como sarà visibile in diretta tv su Dazn e in streaming sull’app di Dazn. 

 

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sport

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Bove e il ritorno alla Roma: “Sono felice in Inghilterra, vedremo”

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(Adnkronos) – “Sono sempre rimasto legato alla Roma e all’Italia, però oggi sono davvero felice dove sono. Non voglio precludermi nessuna strada: nel calcio non si sa mai cosa può riservare il futuro”. Così Edoardo Bove risponde a chi gli chiede se un giorno gli piacerebbe tornare in Serie A con la maglia della Roma, il club in cui è cresciuto calcisticamente e ha esordito nel massimo campionato italiano.  

Le parole del centrocampista arrivano a margine della presentazione di ‘In un battito’, il documentario presentato alla Festa del Cinema di Roma, che racconta i mesi successivi all’1 dicembre 2024, quando durante Fiorentina-Inter il giocatore si accasciò improvvisamente sul terreno di gioco in seguito a un arresto cardiaco. 

Bove, oggi al Watford, non esclude un ritorno in giallorosso ma evita di parlarne come di un obiettivo da inseguire a tutti i costi: “Non lo definirei un sogno, perché il mio sogno era tornare a giocare a calcio e ci sono riuscito. Oggi sto giocando, mi sto divertendo in Inghilterra e sono felice. Più che un sogno, quella può essere una possibilità futura”, conclude. 

“Dopo l’arresto cardiaco il mio rapporto con la vita e con il tempo è cambiato sicuramente. La vita è molto frenetica, non riusciamo mai a fermarci e a pensare come stiamo. Io ho avuto la possibilità di farlo e, per assurdo, sono grato di aver potuto vedere delle sfaccettature di me che senza quell’episodio non avrei mai visto: ho imparato a fermarmi e a capire come sto”, ha raccontato Bove.  

Il documentario diretto da Giovanni Troilo racconta proprio i mesi successivi all’1 dicembre 2024, quando, durante Fiorentina-Inter, il giovane calciatore si accascia improvvisamente sul terreno di gioco a causa di un arresto cardiaco. Un episodio che interrompe il percorso che sembrava già tracciato per una delle promesse più brillanti del calcio italiano e apre una fase completamente nuova della sua vita. “Sono stato un po’ travolto dal film, perché una cosa è vivere certe esperienze, un’altra è rivederle sullo schermo. Quello che mi ha colpito di più è stato vedere raccontato il percorso interiore che ho affrontato”, dice Bove. 

 

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spettacoli

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Schlein all’assemblea Pd: “Primarie o no, mi candido presidente del Consiglio”

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(Adnkronos) –
Elly Schlein interviene all’assemblea del Partito Democratico. La segretaria oggi, domenica 18 ottobre, ha parlato dalla Nuvola: “Avevano scommesso contro di noi, avevano scommesso che ci saremmo scissi. Ricordate nel 2022 c’era qualcuno che aveva già scritto il necrologio del partito democratico e invece abbiamo rialzato la testa. Avevano scommesso che ci saremmo divisi, Stefano, invece oggi il partito democratico è più unito che mai. Avevano scommesso che io non sarei durata sei mesi e invece sono ancora qua. Anzi, è la prima volta che una segretaria del Pd finisce il suo mandato”. 

“Io posso solo offrire le mie aggravanti personali: essere donna, avere quarant’anni, essere libera e non essere proprio conforme a tutti gli standard. Ma voglio dare una notizia, siamo qui a fare esattamente quello che è la nostra gente si aspetta da noi. E se qualcuno non accetta che il Partito Democratico è libero, autonomo e risponde soltanto alla sua base di iscritti e di elettori, se ne farà una grandissima ragione”. “Perché se loro standard valessero non è il Paese, io qua non ci sarei mai arrivata. E penso che questa sarà la sfida del riscatto proprio di tutte quelle tutti quelli che si sono sempre sentiti dire che non ce la potevano fare, che non sono adeguati”. 

 

Elly Schlein si dice “pronta, determinata, onorata e orgogliosa” di guidare il Partito democratico alle prossime elezioni e ribadisce la disponibilità a candidarsi alla presidenza del Consiglio “con o senza primarie”. Per la segretaria Dem, l’assemblea nazionale segna l’inizio dell'”ultimo miglio” verso il voto, una sfida che va oltre i confini italiani perché, a suo giudizio, alle prossime Politiche sarà in gioco anche il futuro dell’Unione europea. Nel suo intervento Schlein rivendica il pluralismo interno come uno dei punti di forza del Pd. “Il pluralismo è una ricchezza da coltivare”, afferma, aggiungendo di non fidarsi dei partiti “in cui non vola una mosca” perché sono “i partiti del capo o della capa”. Un modello che, sottolinea, non appartiene ai democratici: “Noi siamo un partito vero”.  

“Non preoccupatevi se ci danno addosso, hanno capito che facciamo sul serio. È giusto che abbia paura chi vuole che non la cambi in questo Paese è giusto che abbia paura di noi, chi detiene dei privilegi che non è disposto a mettere in discussione. E’ per questo che ci attaccano e guardate ci continueranno ad attaccare sempre di più verso le elezioni, ma io vi dico non abbiate timore perché i risultati portati qui fin qui parlano per noi”. 

 

Secondo la leader Dem, la maggioranza attraversa una fase di difficoltà perché “gli italiani stanno presentando il conto dopo anni pessimi in politica economica e sociale”. Da qui la convinzione che l’alternativa debba essere costruita insieme alle altre forze del centrosinistra e fuori dalle sedi di partito. Schlein insiste sulla necessità di coinvolgere cittadini, sindacati, categorie produttive, terzo settore, associazioni e amministratori locali nella definizione del programma. Per il Pd è “irrinunciabile” che il percorso verso l’alternativa non si sviluppi “chiusi nelle stanze dei partiti”, ma attraverso un confronto aperto con il Paese reale. 

 

La segretaria annuncia poi che il 27 e 28 novembre si terrà per la seconda volta la più grande assemblea del Partito democratico dedicata a sindaci, amministratori e amministratrici. Un appuntamento che considera centrale per valorizzare una classe dirigente diffusa su tutto il territorio nazionale. Rivendicando il radicamento locale del Pd, Schlein sottolinea che il partito esprime la maggioranza dei sindaci italiani “perché siamo bravi a governare”. Proprio da questa esperienza amministrativa, afferma, dovrà arrivare un contributo decisivo alla costruzione del programma dell’alleanza progressista e alla candidatura di governo. 

 

Nel finale arriva l’affondo contro la maggioranza. Schlein definisce il centrosinistra “un’alleanza progressista competitiva e unita” e sostiene che il centrodestra abbia cambiato la legge elettorale “perché ha paura di perdere”. Il messaggio conclusivo è netto: “La novità siamo noi” e “vinceremo anche con questa legge elettorale”. Poi l’invito al governo a prendere atto del “fallimento” e a tornare al voto: “Prima si va a votare, meglio è per l’Italia”. 

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politica

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