domenica, Ottobre 25, 2026
Home Blog Pagina 40

“Trump venga in tribunale e risponda alle domande”, il presidente convocato al processo contro la Bbc

0

(Adnkronos) – Donald Trump chiamato a deporre in tribunale nel processo contro la Bbc. Il presidente degli Stati Uniti ha fatto causa all’emittente britannica per una puntata del programma Panorama, che ha proposto passaggi del discorso tenuto dal numero 1 della Casa Bianca prima dell’assalto al Campidoglio del gennaio 2021. Trump ritiene diffamatorio il contenuto del programma, accusato di aver manipolato le parole del presidente. La Bbc ha provato a disinnescare la causa presentando le proprie scuse per “l’errata impressione che il presidente Trump abbia incitato direttamente alla violenza”. 

L’11 dicembre si va in aula in Florida e il giudice Enjoliqué Lett ha richiesta la presenza del presidente, che sarà chiamato a rispondere alle domande sotto giuramento. Trump avrebbe dovuto presentarsi in aula il 16 ottobre, ma ha dribblato la convocazione per occuparsi di “questioni di importanza nazionale” nella giornata in cui ha tenuto un comizio in Georgia. Secondo la Bbc, i legali del presidente avrebbero proposto una data tra l’11 e il 22 gennaio del prossimo anno 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verona, Poeti Sociali entra nel vivo: dialogo fra religioni e confronto sul potere dell’AI

Poeti Sociali a Verona ha aperto la terza edizione con il confronto fra religioni e una serata sull’intelligenza artificiale. Al Palazzo della Provincia e a San Bernardino, il 21 ottobre, la dignità della persona ha unito la riflessione sulla pace a quella sul potere della tecnologia.

La rassegna della Fondazione Toniolo, intitolata “Pace, volto dell’umano”, è entrata nel vivo. All’apertura interreligiosa del 21 ottobre hanno partecipato circa cento persone, insieme al sindaco Damiano Tommasi e al presidente della Provincia Flavio Pasini. Erano presenti rappresentanti delle comunità buddista, ebraica, musulmana, sikh, bahá’í e cristiana.

Poeti Sociali a Verona, il confronto sull’umano

L’appuntamento ha richiamato i quarant’anni dell’incontro di Assisi del 27 ottobre 1986 e il Patto interfedi per la coesione sociale sottoscritto a giugno. Educazione, responsabilità nel linguaggio e occasioni di esperienza condivisa sono state indicate come strumenti per superare diffidenze e costruire relazioni fra comunità diverse.

La sera, a San Bernardino, Ezio Mauro e Mauro Magatti hanno discusso di intelligenza artificiale con don Renzo Beghini, presidente della Fondazione Toniolo. Il sociologo ha posto al centro ciò che non si esaurisce nell’efficienza tecnica: il senso dell’esistenza e i legami fra persone. Il giornalista ha invece richiamato i rischi della concentrazione del potere tecnologico per la democrazia e la ricerca della verità.

Mostre e appuntamenti fino al 25 ottobre

Il percorso prosegue venerdì 23 con ospiti fra cui padre Renato Kizito Sesana, Alessandro Banfi e don Paolo Alliata. Alle 14.45 alla Gran Guardia saranno inaugurate le mostre “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” e “…Ma sono vivo. Voci dall’Ucraina”, con ingresso libero e gratuito e possibilità di visite guidate su prenotazione.

Nel programma teatrale di Poeti Sociali restano “Il pranzo di Babette”, venerdì 23 alle 18 alla Gran Guardia, e il monologo di Alessandro Bergonzoni domenica 25 alle 19. Per il primo è previsto un biglietto singolo da 12 euro, compreso nella card; per Bergonzoni l’ingresso è gratuito. Entrambi richiedono la prenotazione.

Maire, inaugurato a Roma ‘Node’ il centro Nextchem per ricerca e sviluppo

0

(Adnkronos) – Maire ha inaugurato a Roma Node, il nuovo centro di Nextchem dedicato alla ricerca applicata, allo sviluppo e alla dimostrazione delle tecnologie proprietarie a supporto della transizione energetica. A tagliare il nastro, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri oltre ad altre autorità, insieme al presidente e Fondatore di Maire, Fabrizio Di Amato, e al managing director di Nextchem Fabio Fritelli. 

Il nuovo centro romano è parte dell’ecosistema Node, Nextchem Operating Research & Development Excellence, la rete internazionale di ricerca applicata di Nextchem che collega centri specializzati e complementari per accompagnare le tecnologie dalla sperimentazione alla validazione su scala pilota e quindi allo scale-up industriale. La rete si articola in sei sedi, per un investimento complessivo di circa 125 milioni di euro: Roma, Milano, Brescia, Basilea, Sittard e Francoforte, con un bacino di circa 250 professionisti dedicati alla ricerca e un indotto di circa 600 persone. Concepita come un’organizzazione distribuita dell’innovazione tecnologica, valorizza le specializzazioni di ciascun centro e favorisce la condivisione di competenze e risultati tra i diversi nodi e le linee di business di Nextchem. 

“Node Roma, in via di Vannina nella Tiburtina Valley, nasce come centro di eccellenza per accelerare lo sviluppo e la validazione di tecnologie innovative, combinando ricerca scientifica, competenze ingegneristiche e know-how industriale: laboratori, impianti pilota e capacità computazionale abilitata dall’Ai sono integrati in un’unica piattaforma”, si legge in una nota. Il centro “impiegherà una squadra di circa 100 professionisti, con un indotto stimato di circa 300 addetti sul territorio; nel corso dei lavori di realizzazione sono state impiegate complessivamente circa 300 maestranze”. La sede di via di Vannina è “il luogo in cui, 40 anni fa, ha avuto origine Maire” e oggi “diventa un centro di sviluppo tecnologico e dimostrazione industriale, nel solco dell’eredità italiana di chimica e ingegneria da Montecatini a Maire”. Node Roma sarà però anche un hub culturale, con un museo aziendale, e spazi per il patrimonio industriale di Maire e il dialogo con gli artisti ospitati dal gruppo.  

  

 

“Quarant’anni fa la nostra storia è iniziata qui e oggi avviamo un nuovo percorso per i prossimi decenni dell’industria chimica ed energetica europea. Ai Node, laboratori, impianti pilota semi-industriali e competenze tecniche dialogano in uno spazio concepito per accompagnare le tecnologie oltre la sperimentazione e portarle alla scala industriale. È il luogo in cui memoria e futuro si incontrano: un percorso che consente alle nuove generazioni di frequentare un liceo tecnologico, proseguire nell’ITS, lavorare in azienda, perfezionarsi all’università, sperimentare le proprie idee su un impianto pilota, creando l’ecosistema dell’innovazione aperta del terzo millennio”, ha commentato Fabrizio Di Amato, Fondatore e Presidente di Maire. E Fabio Fritelli, managing director di Nextchem, ha aggiunto: “Node rafforza la capacità di Nextchem di accompagnare le proprie tecnologie lungo l’intero percorso di sviluppo, dalla ricerca applicata alla validazione su scala pilota. Mettere in rete competenze complementari, laboratori e impianti di dimostrazione ci permette di accelerare la maturazione delle tecnologie e lavorare in modo sempre più integrato con clienti e partner industriali”. 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, scontri e devastazioni: tre minori restano in carcere, 21 ai domiciliari o in comunità

0

(Adnkronos) – Tre dei minori, arrestati per gli scontri del 18 ottobre a Milano, restano in carcere. Per altri 21 giovani, coinvolti nei disordini, dopo le udienze di convalida svolte tra ieri e oggi, giovedì 22 ottobre, il Tribunale per i minorenni ha disposto gli arresti domiciliari o il collocamento in comunità. La decisione, resa nota con un comunicato congiunto della presidente del Tribunale per i minorenni, Paola Ortolan e del procuratore minorile Luca Villa. 

Dopo gli scontri di sabato scorso anche domenica la protesta è degenerata in episodi di guerriglia urbana. Gruppi di giovani incappucciati si sono mossi tra San Babila, via Torino e piazza Duomo, colpendo vetrine, auto e arredi urbani prima di disperdersi e ricompattarsi in altre zone del centro. 

 

“Stigmatizziamo il comportamento di quella stampa che, nel fornire notizie relative a minori infraquattordicenni, tramite la pubblicazione di particolari riguardanti la frequenza scolastica e intervistando persone vicine agli interessati, ne ha reso facilmente riconoscibili le identità, in evidente violazione della Carta di Treviso”. E’ la condanna che arriva da Paola Ortolan, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, e Luca Villa, procuratore presso lo stesso tribunale. Un riferimento implicito all’attenzione dei media alle vicende di un ragazzino di soli 11 anni, non imputabile. “Segnaliamo, a chi ha cuore il risultato dei procedimenti rieducativi che riguardano i minori, che la loro sovraesposizione mediatica non produce altro effetto che rinforzarne il loro già dichiarato intento di essere protagonisti e presi a modello – seppur negativo – dai propri coetanei” aggiungono. 

 

Il coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano non promuoverà iniziative di piazza il 24 ottobre. La decisione è emersa dall’assemblea convocata ai giardini pubblici “Indro Montanelli” di via Palestro. “Il 24 è una data complessa, perché non c’è una piazza né una chiamata pubblica e ci sembra che l’interesse sia reprimere qualsiasi forma di manifestazione”, spiegano gli studenti. “Con qualsiasi atteggiamento si scenda in piazza non ci sembra che ci sia margine per attraversare il 24”, è la valutazione emersa dal confronto. 

A farsi portavoce del sentimento generale è Giano, del collettivo ‘Deriva’. “E’ chiaro che certe immagini colpiscono e sono difficili da digerire”, dice rispetto ai disordini dello scorso fine settimana, “ma dall’altra parte per noi è fondamentale riuscire a trasformare questo sentimento di rabbia in qualcosa che ci renda protagonisti. Ci sembra fondamentale lavorare sulla politicizzazione di un disagio e cercheremo di farlo in vista dello sciopero generale del 30 ottobre indetto dai sindacati di base”. 

Insomma, sabato 24 ottobre i collettivi studenteschi se saranno in piazza sarà solo per “vedere cosa succederà in centro”, ma l’appuntamento per loro resta quello del venerdì successivo. “Il luogo dove possiamo di poter costruire qualcosa è senz’altro il 30. Ci sembra chiaro che sia una data su cui noi come generazione Z dovremo essere presenti e dovremo darci delle parole chiave giuste per interpretare anche il periodo storico che stiamo vivendo”, dice Giano. 

Al governo – aggiunge Emma Citterio, attivista del Lambretta – “chiediamo attenzione. La sua priorità dovrebbe essere quella di educarci e aiutarci a comprendere il nostro disagio e allenarci anche a come reagire a tutto questo. Purtroppo la scuola non lo fa e la risposta governativa è solo quella di reprimere. Lo abbiamo visto in questi giorni con il nuovo decreto sicurezza”, che “pensa soltanto a reprimere e ad aumentare i decreti per i minorenni, quando le carceri sono strapiene di gente e sono dei posti che non sono educativi e non servono allo scopo per cui esistono. Chiediamo al governo di rivalutare le sue priorità e non viaggiare su idee come la remigrazione, che sicuramente non appartengono a questo secolo”. 

Quanto a ciò che è accaduto lo scorso fine settimana “noi non ci sentiamo né di condannarlo né di elogiarlo”, dice l’attivista del Lambretta, esortando a guardare i disordini “in una visione più ampia: la nostra generazione cresce con una dimensione precaria del futuro e un presente che ci fa crescere senza pensiero critico; in una scuola che crolla a pezzi e ci insegna la passività rispetto a tutto quello che sta succedendo e che noi vediamo attraverso i social e non grazie alla scuola, che non si preoccupa di insegnarci abbastanza”. 

Le critiche sono al governo di centrodestra, ma anche a “una frangia della sinistra istituzionale che dovrebbe essere nostra alleata” e che invece condivide “una visione che non cattura la complessità del fenomeno che stiamo vivendo e che si limita a trattarlo come una questione di ordine pubblico. Lo può diventare ma non lo è dal principio”, dice Giano, osservando che “è una questione invece del tessuto sociale della nostra città ed è chiaro che nel momento in cui la risposta è soltanto repressiva forse l’interesse è più fomentare questo tipo di dinamica piuttosto che andare veramente a catturarla e risolverla. Noi non ci sentiamo ascoltati, non sentiamo che le nostre istanze siano messe mai tra le priorità. E’ chiaro che nel momento in cui un’istanza è totalmente silenziata e il mondo va nella direzione che stiamo vedendo, le esplosioni poi ci sono. E se la risposta è ancora una volta andare a reagire violentemente, silenziare e reprimere, non sappiamo se l’interesse sia più farci campagna elettorale, costruirsi un consenso anche tra frange della popolazione che in realtà vivono esattamente i nostri stessi problemi e renderci nemici gli uni con gli altri. Sarebbe meglio invece che si cercasse di costruire qualcosa tutti assieme”. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verona, arte campanaria il 24 e 25 ottobre: convegno, concerti e visite ai campanili

Verona ospita il 24 e 25 ottobre il convegno nazionale di arte campanaria tradizionale. In programma incontri alla Società Letteraria e al Museo degli Affreschi, concerti in piazza Bra e nelle chiese, visite ai campanili e alla collezione di campane di Castelvecchio. Prenotazione gradita per gli accessi.

L’arte campanaria tradizionale si ritrova a Verona sabato 24 e domenica 25 ottobre. Il convegno nazionale riunirà incontri sulle campane storiche, sulla loro costruzione e accordatura, concerti e visite guidate. Il programma è promosso dalla Federazione Nazionale Suonatori di Campane, che riunisce 25 associazioni e ha sede in città.

Sabato i lavori inizieranno alle 10 alla Società Letteraria, in piazzetta Scalette Rubiani 1, con i saluti istituzionali. Elena Musumeci interverrà sulla catalogazione del patrimonio campanario storico, mentre Fabio Tomelleri presenterà il tema della Fonderia Colbachini 1745.

La mattinata proseguirà alle 11.30 con un concerto di campane in piazza Bra e, alle 12, con il rintocco del Rengo. Alle 15 è prevista la visita con salita alla Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Arte campanaria, concerti e visite nei due giorni

Alle 16 il convegno riprenderà al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, alla Tomba di Giulietta. Maurizio Bertazzolo parlerà delle “note” delle campane, mettendo in relazione lo strumento musicale, l’arte fusoria e la scienza dell’accordatura.

Seguiranno i concerti dell’Associazione suonatori di campane a sistema veronese e della Scuola Campanaria Verona: alle 17.15 nella chiesa di San Nicolò all’Arena e alle 18 nella basilica di Sant’Anastasia.

Domenica il programma delle visite e delle sonate si aprirà alle 10 con la collezione di antiche campane in bronzo del Museo di Castelvecchio. Alle 11.30 sono previste visita e salita a San Giorgio in Braida, alle 15 a Sant’Anastasia. Alle 16 seguirà un tour guidato di Verona sotterranea e alle 17 le sonate con campanile mobile.

Durante entrambe le giornate sarà possibile salire sulla Torre dei Lamberti. Per gli accessi gli organizzatori gradiscono la prenotazione al numero 339 2734012, indicato nella locandina.

L’assessora alla Cultura Marta Ugolini richiama il legame della città con questa pratica, dalle esecuzioni sui campanili all’appuntamento di Campane di Pentecoste. Sottolinea inoltre il valore della documentazione delle conoscenze e delle tecniche, perché possano essere trasmesse alle nuove generazioni.

Piazza delle Erbe e Torre dei Lamberti, foto d’archivio di Sciking/Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Verona, Fabio Cortesi del WWF guida la Consulta del Verde: Anna D’Andrea vicepresidente

Fabio Cortesi, rappresentante del WWF, è il nuovo presidente della Consulta del Verde di Verona. Lo affianca Anna D’Andrea, segretaria del Consiglio dell’Ordine degli Agronomi e Forestali. Cortesi chiede un confronto preventivo sulle infrastrutture per ridurre l’impatto sugli alberi della città.

La Consulta del Verde di Verona ha un nuovo presidente: Fabio Cortesi, rappresentante del WWF. L’elezione si è svolta nella mattinata del 22 ottobre. Alla vicepresidenza è stata indicata Anna D’Andrea, segretaria del Consiglio dell’Ordine degli Agronomi e Forestali.

Il primo tema posto da Cortesi riguarda il rapporto tra opere pubbliche e patrimonio arboreo. Per il nuovo presidente, il confronto con la Consulta dovrebbe avvenire prima che i progetti infrastrutturali entrino nella fase di realizzazione, così da ridurne il più possibile l’impatto sugli alberi.

È una richiesta di metodo che Cortesi accompagna alla volontà di rafforzare la capacità propositiva dell’organismo e il lavoro condiviso. Tra i prossimi passaggi annunciati c’è un incontro con il sindaco, del quale il comunicato comunale non indica ancora la data.

Consulta del Verde, pareri e ascolto dei cittadini

Nel presentare le priorità del mandato, Cortesi ricorda che la Consulta è un organo consultivo istituito due anni fa. I suoi compiti comprendono l’espressione di pareri sui progetti che riguardano il verde e sull’applicazione del relativo regolamento comunale, insieme alla raccolta e all’ascolto delle istanze dei cittadini.

Il coinvolgimento proposto dal presidente non si limita all’assessorato al Verde. Cortesi ritiene necessario un confronto con tutti gli assessorati, perché interventi e infrastrutture possono incidere sul patrimonio vegetale anche quando nascono in altri ambiti dell’amministrazione.

L’assessore al Verde Federico Benini ha espresso soddisfazione per l’elezione, richiamando l’esperienza di Cortesi nel WWF, nelle associazioni e nel volontariato, oltre alla sua attenzione all’ambiente e alla tutela degli animali.

Benini ha assicurato la disponibilità a collaborare e indicato come obiettivo una Consulta sempre più capace di favorire confronto e partecipazione sulla cura del verde cittadino. La nuova presidenza si apre quindi con l’impegno dichiarato a mettere in relazione le competenze associative, quelle professionali e le richieste raccolte dai residenti.

Nella foto d’archivio i Giardini Pelisek a Borgo Nuovo. Comune di Verona, CC BY 4.0.

Tragedia nel mondo del rugby: Cléa Menier muore a 17 anni per un colpo alla testa durante una partita

0

(Adnkronos) – Una tragedia improvvisa ha sconvolto il mondo del rugby francese. Cléa Menier, appena 17 anni, è morta dopo aver subito un violento colpo alla testa durante la partita tra l’Union du Bassin Marmandais, il club in cui militava, e l’Agen, disputata sabato scorso. 

Secondo quanto comunicato dalla società, l’impatto ha provocato un arresto cardiocircolatorio. I soccorritori sono intervenuti immediatamente, avviando le manovre di rianimazione che hanno permesso di stabilizzare inizialmente le condizioni della ragazza. Cléa è stata quindi trasportata d’urgenza all’ospedale Pellegrin di Bordeaux, dove purtroppo è deceduta a causa delle ferite riportate. 

La notizia è stata diffusa soltanto nelle scorse ore, accompagnata da messaggi di cordoglio e vicinanza da parte del club e della Federazione francese di rugby. Al momento, non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle circostanze dell’accaduto. La Federazione ha assicurato che sarà fatto tutto il possibile per comprendere la dinamica della tragedia e che verrà attivato un servizio di supporto psicologico per aiutare le persone coinvolte ad affrontare il dolore. 

“Siamo sotto choc, sprofondati in una enorme tristezza”, ha dichiarato l’Union du Bassin Marmandais, manifestando vicinanza alla famiglia, alle compagne di squadra e a tutte le persone che hanno condiviso con lei la passione per il rugby. Un pensiero speciale è stato rivolto ai genitori di Cléa, Cécile e Johann, al fratello Clément e alla sorella Coline, anche lei giocatrice della società. Il club ha inoltre ringraziato il personale sanitario e i vigili del fuoco intervenuti, sottolineando gli sforzi compiuti per tentare di salvarle la vita. 

Anche la Federazione francese di rugby ha voluto rendere omaggio alla diciassettenne, definendo la sua scomparsa una tragedia che “sconvolge la famiglia del rugby”. Nel messaggio ufficiale, la Ffr ha espresso solidarietà ai familiari e ai cari di Cléa, estendendo il proprio sostegno alle compagne di squadra, agli educatori e a tutti i membri dell’Union du Bassin Marmandais. 

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro vescica, via libera Ue a pembrolizumab più enfortumab vedotin prima e dopo chirurgia

0

(Adnkronos) – Msd ha annunciato oggi che la Commissione europea ha approvato pembrolizumab in combinazione con enfortumab vedotin, come trattamento neoadiuvante e successivamente, dopo cistectomia radicale, come trattamento adiuvante negli adulti con carcinoma della vescica muscolo-invasivo (Mibc) resecabile. L’approvazione – informa una nota – “rappresenta il primo e unico regime con un inibitore di PD-1 più un anticorpo-farmaco coniugato (Adc) disponibile nell’Ue per i pazienti con Mibc, indipendentemente dall’eleggibilità al cisplatino”. 

“Questa approvazione rappresenta un passaggio epocale nel trattamento del carcinoma della vescica muscolo-invasivo: finalmente disponiamo di un’opzione terapeutica efficace, indipendentemente dall’eleggibilità al cisplatino – ha dichiarato Patrizia Giannatempo, dirigente medico presso la Struttura complessa di Oncologia medica genitourinaria della Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano -. Sappiamo che circa il 50% dei pazienti non è eleggibile alla chemioterapia a base di cisplatino. Oggi possiamo offrire un trattamento perioperatorio innovativo a una popolazione molto più ampia di pazienti, superando molte delle limitazioni legate all’impiego del cisplatino. Anche quei pazienti che in precedenza erano destinati alla sola cistectomia radicale possono ora beneficiare di un trattamento sistemico in grado di ridurre il rischio di recidiva e migliorare la sopravvivenza globale. Possiamo dichiarare conclusa l’epoca della cisplatino-eleggibilità come principale criterio di scelta terapeutica”. 

“A meno di sei mesi dalla precedente approvazione di pembrolizumab più enfortumab vedotin nell’Ue, siamo lieti di poter offrire questa importante opzione terapeutica a una popolazione più ampia, come primo regime con un inibitore di PD-1 più un anticorpo-farmaco coniugato approvato per i pazienti con carcinoma della vescica muscolo-invasivo indipendentemente dall’eleggibilità al cisplatino – ha sottolineato Marjorie Green, Senior Vice President e Head of Oncology, Global Clinical Development, Msd Research Laboratories -. Questa approvazione rappresenta un incoraggiante progresso nel trattamento del tumore della vescica e sottolinea il nostro impegno nel rispondere ai bisogni delle persone che convivono con questa malattia”. 

 

L’approvazione della Ce si basa sui risultati dello studio di fase 3 Keynote-B15, noto anche come EV-304, condotto in collaborazione con Pfizer e Astellas – dettaglia la nota -. Nello studio, pembrolizumab più enfortumab vedotin come trattamento perioperatorio ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da eventi (Efs), riducendo del 47% il rischio di eventi Efs, definiti come progressione della malattia, recidiva o morte(HR=0,53; IC 95%: 0,41–0,70; p<0,0001; 87/405 [21%] rispetto a 146/403 [36%]), nei pazienti con Mibc eleggibili alla chemioterapia a base di cisplatino, rispetto alla chemioterapia neoadiuvante con gemcitabina e cisplatino seguita da chirurgia. 

Pembrolizumab più enfortumab vedotin – sottlioneano dall’azienda – ha “inoltre dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale (Os), riducendo del 35% il rischio di morte (HR=0,65; IC 95%: 0,48–0,89; p=0,0029; 69/405 [17%] rispetto a 99/403 [25%]). Lo studio ha mostrato anche un miglioramento statisticamente significativo del tasso di risposta patologica completa (pCR) rispetto alla chemioterapia neoadiuvante: 55,8% rispetto a 32,5%. L’approvazione fa seguito al parere positivo del Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali, espresso a settembre 2026”. L’approvazione autorizza la commercializzazione di questo regime terapeutico con pembrolizumab per tale indicazione in tutti i 27 Stati membri dell’Ue, oltre che in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Le tempistiche della disponibilità commerciale nei singoli Paesi dipenderanno da molteplici fattori, tra cui il completamento delle procedure nazionali di rimborso. Keynote-B15, noto anche come EV-304, è uno studio di fase 3 in aperto, randomizzato, multicentrico e con controllo attivo (ClinicalTrials.gov, NCT04700124), che valuta pembrolizumab in combinazione con enfortumab vedotin e chirurgia, comprendente cistectomia radicale e dissezione dei linfonodi pelvici, rispetto alla chemioterapia neoadiuvante con gemcitabina più cisplatino e chirurgia, in pazienti con Mibc precedentemente non trattato ed eleggibili alla chemioterapia a base di cisplatino. Lo studio ha arruolato 808 pazienti, randomizzati.  

Il tumore della vescica è l’ottavo tumore più comune a livello mondiale, con oltre 635.000 diagnosi ogni anno. In Europa, nel 2024 – conclude la nota – sono state stimate 208.291 diagnosi e oltre 67.000 decessi. In Italia, nel 2024, sono stati stimati circa 31.000 nuovi casi. Secondo alcune linee guida di pratica clinica, circa il 25% dei nuovi casi è rappresentato da Mibc. Lo standard di cura è la chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino seguita da chirurgia; tuttavia, quasi la metà dei pazienti trattati secondo questo standard va incontro a recidiva e fino alla metà dei pazienti con MIBC non è eleggibile al cisplatino. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verona, al Camploy “Bianca e la Costituzione”: il primo voto delle donne diventa teatro

Il Teatro Camploy ospita il 1° novembre alle 18 “Bianca e la Costituzione – Voci del primo voto 1946-2026”. Il progetto di Giulia Cailotto intreccia le parole delle Madri Costituenti e una sindaca di finzione, coinvolgendo scuole e gruppi teatrali veronesi. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

“Bianca e la Costituzione” arriva al Teatro Camploy di Verona domenica 1° novembre, alle 18. Lo spettacolo di teatro partecipato, promosso dal Comune e curato da Giulia Cailotto, ripercorre gli ottant’anni dal primo voto delle donne italiane attraverso un incontro fra memoria storica e vita contemporanea. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il racconto mette in dialogo due piani. Da una parte ci sono le Madri Costituenti, con le parole pronunciate nell’Assemblea e gli scritti dell’epoca. Dall’altra c’è Bianca, una sindaca di finzione ispirata alle vicende delle prime amministratrici elette nel 1946.

La sua storia affronta pregiudizi di genere, difficoltà nel conciliare vita e lavoro e responsabilità della rappresentanza pubblica. Insicurezze, ambizioni e speranze del personaggio diventano così il punto di contatto tra le conquiste del passato e le domande sulla parità di oggi.

Bianca e la Costituzione, un palco tra generazioni

Il progetto coinvolge gli allievi e le allieve dell’Accademia Callas di Zevio, il gruppo teatrale dell’Università della Terza Età di San Martino Buon Albergo, La Rumarola Compagnia Teatrale di Garda e le classi quinte della scuola primaria Alle Stimate.

Per i bambini delle Stimate l’esperienza entra nel percorso di educazione civica. Per le giovani dell’Accademia Callas e le persone over 65 dell’Ute, il lavoro comune offre invece un’occasione per confrontare esperienze e punti di vista sulle disuguaglianze e sugli stereotipi.

Accanto a Cailotto, ideatrice, attrice e dramaturg, lavorano Margherita Monga alla drammaturgia, Sabrina Modenini come attrice, Michele Montresor al visual design e Andrea De Manincor alla regia.

La vicesindaca e assessora alla Parità di genere Barbara Bissoli sottolinea il valore del coinvolgimento emotivo del pubblico per stimolare consapevolezza nelle nuove generazioni. L’assessora alle Manifestazioni Alessia Rotta richiama il confronto tra ragazzi e genitori e auspica che l’esperienza possa proseguire nei teatri della provincia: una prospettiva, per ora, indicata come obiettivo del progetto.

Teatro Camploy, foto d’archivio del Comune di Verona.

Manchester United, ipotesi Conte, Carrick in bilico

0

(Adnkronos) – La pesante sconfitta con il Como in Champions League potrebbe essere la pietra tombale per il tecnico del Manchester United Michael Carrick. Il 4-1 subito dalla squadra di Fabregas e le critiche di Bruno Fernandes dopo il tracollo hanno aperto una crepa nello spogliatoio. L’allenatore potrebbe avere i giorni contati con la dirigenza che segue almeno tre piste per il suo successore: Jurgen Nagelsmann, Antonio Conte, Fabian Hürzeler.
 

Il favorito al momento sarebbe l’ex ct della Germania. Il 39enne è rimasto fermo dopo la fine della sua avventura al Mondiale. L’altra pista suggestiva è quella del tecnico italiano, ex Napoli, Antonio Conte o in alternativa Fabian Hurzeler giovane tecnico tedesco del Brighton. Conte avrebbe chiesto mano libera anche sul mercato di gennaio per risollevare le sorti del club inglese. Se il tecnico salentino dovesse tornare in Inghilterra la Juventus, in caso di esonero di Luciano Spalletti, dovrebbe cambiare obbiettivo.  

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)