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17 ottobre, la disinformazione corre con le proteste. Arcadia: “Guerra cognitiva anche in Italia”

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(Adnkronos) – Non sono i bot il principale pericolo della disinformazione durante le proteste di piazza. A preoccupare è soprattutto la velocità con cui notizie false, immagini decontestualizzate e accuse non verificate riescono a diffondersi tra utenti reali, sovrapponendosi alle informazioni utilizzate dai manifestanti per organizzarsi. È quanto emerge da una ricerca di Cyabra e Arcadia, presentata in anteprima all’Adnkronos, che ha analizzato le conversazioni sui social network durante la grande giornata di mobilitazione nazionale del 17 ottobre in Francia. 

Lo studio, condotto su X, TikTok, Facebook e Instagram, fotografa un ecosistema informativo nel quale contenuti autentici e manipolati si mescolano in tempo reale, rendendo sempre più difficile distinguere ciò che accade effettivamente nelle piazze dalle narrazioni costruite per alimentare tensioni e indignazione. 

I numeri restituiscono la dimensione del fenomeno: 290 milioni di visualizzazioni per 4.497 post che mostravano scontri, saccheggi o episodi di violenza. Il 17 ottobre sono stati rilevati 8.977 post e commenti, circa dieci volte il volume di una giornata ordinaria, con un picco di 1.562 pubblicazioni alle 19. 

Tra le narrazioni più diffuse, una delle più virali accusava la polizia francese di avere deliberatamente provocato i manifestanti. Un account falso su X, creato soltanto nel luglio 2026 e con 571 follower, sosteneva che alcuni agenti avessero appiccato un incendio a un cassonetto per poi riaccendere le fiamme. 

Il messaggio, pubblicato proprio nelle ore più calde della mobilitazione, ha totalizzato 1,29 milioni di visualizzazioni e oltre 20mila interazioni. Secondo l’analisi, si trattava di una falsa ricostruzione, capace però di raggiungere un pubblico enormemente superiore a quello abituale dell’account. 

Un secondo caso riguardava un presunto ordine di “sparare per uccidere” impartito all’Eliseo. Anche in questo caso la notizia era falsa, ma ha comunque raccolto circa 483mila visualizzazioni ed è stata segnalata attraverso una nota della comunità di X. 

È proprio qui che emerge uno degli aspetti più significativi dello studio: la disinformazione non arriva necessariamente da profili automatizzati o falsi. Sette contenuti segnalati per informazioni ingannevoli, tra cui il presunto ordine di sparare e diversi video riciclati degli scontri del 2023, provenivano da account autentici. Complessivamente hanno ottenuto 4,83 milioni di visualizzazioni. 

Un’altra tecnica individuata dagli analisti consiste nel ripubblicare filmati autentici modificandone il contesto geografico o temporale. Immagini di scontri avvenuti nel luglio 2023 sono state presentate come riprese delle manifestazioni di ottobre, mentre video girati a Madrid sono stati attribuiti alla Francia. 

Particolarmente significativo il caso dei saccheggi di Lione, i cui filmati sono stati riproposti come immagini provenienti da Bordeaux. I ricercatori hanno individuato 78 copie degli stessi contenuti, pubblicate in alcuni casi ad appena sei secondi di distanza l’una dall’altra. 

A queste operazioni si aggiungono le cosiddette esche emotive: messaggi costruiti per provocare paura o indignazione e spingere gli utenti a interagire. Una presunta notizia su un ragazzo che avrebbe perso una mano a Saint-Étienne, accompagnata dall’invito a guardare un video nei commenti, è stata pubblicata 33 volte da 20 account differenti, 12 dei quali identificati come falsi. 

La tecnica consiste nel fare circolare contenuti ingannevoli proprio attraverso gli hashtag utilizzati da chi partecipa alle manifestazioni, sfruttando la necessità di ricevere aggiornamenti immediati. 

L’analisi degli hashtag mostra una presenza significativa di profili non autentici. Su X, il 30,2% degli account individuati nella conversazione #Manifestationdu17 è stato classificato come falso. La percentuale raggiunge il 25% nell’hashtag #GiletsJaunes. Circa il 27% dei contenuti analizzati nei due filoni è stato inoltre segnalato come contenuto d’odio, con una distribuzione che coinvolge sia account autentici sia profili falsi. 

Eppure, proprio la distinzione tra autenticità degli account e diffusione dei contenuti rappresenta il punto centrale della ricerca. Le immagini che hanno ottenuto la maggiore visibilità provenivano infatti da utenti reali: 28,5 milioni di visualizzazioni per i filmati da Marsiglia, 15,3 milioni per quelli relativi al municipio di Limoges e 9,9 milioni per i mezzi della polizia a Parigi. 

Anche l’Italia è entrata nel flusso della conversazione: i post sugli scontri in piazza Duomo a Milano hanno raggiunto 12,8 milioni di visualizzazioni, mostrando come le narrazioni della protesta potessero estendersi rapidamente oltre i confini francesi. 

Per Domenico Giordano di Arcadia, i risultati dell’analisi francese rappresentano un segnale d’allarme che riguarda direttamente anche il nostro Paese. “Anche in Italia siamo oramai nel pieno di una guerra ibrida e cognitiva, una strategia coordinata e pulviscolare che punta a destabilizzare l’ordine pubblico ingannando e manipolando le percezioni e l’opinione pubblica online”, afferma all’Adnkronos. 

Una minaccia che, secondo Giordano, non può essere contrastata affidandosi esclusivamente agli strumenti di verifica messi a disposizione dei singoli utenti o alle iniziative spontanee delle comunità digitali. 

“Questa sfida non può essere fronteggiata efficacemente lasciandola all’auto-regolamentazione delle comunità, alla capacità degli utenti di distinguere il vero dal verosimile, ma richiede uno sforzo più deciso e congiunto da parte dei governi e delle piattaforme per definire regole che nel rispetto della libertà di espressione e della privacy dei cittadini possano ridurre la portata dei contenuti inquinanti”. 

Il nodo, dunque, non è soltanto tecnologico, ma anche politico e regolatorio: individuare strumenti capaci di limitare la circolazione dei contenuti manipolatori senza comprimere i diritti fondamentali e la libertà di espressione. 

Per Cyabra e Arcadia, il problema non riguarda soltanto la disinformazione in quanto tale, ma le sue possibili conseguenze sulla sicurezza pubblica. Un’accusa infondata contro la polizia, la notizia falsa di un manifestante ferito gravemente o un presunto ordine di aprire il fuoco possono circolare tra persone già coinvolte in situazioni di forte tensione, prima che intervenga qualsiasi smentita. 

La ricerca individua quindi nella tempestività della verifica uno degli strumenti fondamentali per contrastare questi fenomeni. Monitorare gli hashtag durante le mobilitazioni, controllare rapidamente l’origine dei filmati e individuare gli account appena creati sono alcune delle misure indicate dagli analisti. 

Il rischio, spiegano nel rapporto, è che “un ordine falso o una presunta provocazione scatenino uno scontro prima che qualsiasi rettifica raggiunga la folla”. 

La conclusione è che la manipolazione delle conversazioni online non richiede necessariamente grandi eserciti di bot. Bastano pochi contenuti costruiti per suscitare indignazione, inseriti al momento giusto in una conversazione autentica e rilanciati da migliaia di utenti reali, perché una notizia falsa riesca a condizionare il racconto di ciò che sta accadendo nelle piazze. E, potenzialmente, a influenzare anche quanto accade fuori dagli schermi. 

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internazionale/esteri

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Verona, per EY 6 milioni di arrivi turistici nel 2025: il quadro provinciale tra Pil ed export

Secondo l’analisi EY-Parthenon presentata a Padova, la provincia di Verona registra 6 milioni di arrivi turistici nel 2025, il 17% in più sul 2019, e un Pil di 38,5 miliardi nel 2023. Il quadro veneto evidenzia il peso dell’export e il rallentamento della domanda europea.

Verona è la seconda economia provinciale del Veneto per il Pil 2023 riportato nell’analisi EY-Parthenon presentata il 20 ottobre a Padova: 38,5 miliardi di euro, dietro ai 39,2 miliardi di Padova. Seguono Vicenza, con 36,4 miliardi, Treviso con 35,8 e Venezia con 32,4. I dati sono quelli diffusi dalla società in occasione dell’ultima tappa dell’EY Private Roadshow 2026.

Il dossier, curato da Mario Rocco, responsabile italiano Valuation, Modelling & Economics di EY-Parthenon, legge il territorio veronese nel contesto di una regione con una forte specializzazione manifatturiera e una marcata apertura ai mercati esteri.

Verona nell’analisi EY: turismo e scenario economico

Per il turismo, EY indica 6 milioni di arrivi nella provincia veronese nel 2025, con una crescita del 17% rispetto al 2019. Il confronto regionale riportato nella nota colloca Venezia a 10,8 milioni di arrivi e Padova a 2 milioni. Belluno segna l’aumento più elevato rispetto al periodo precedente la pandemia, pari al 27%. Si tratta di arrivi nelle strutture ricettive, da distinguere dalle presenze, che contano i pernottamenti, e dal numero di visitatori giornalieri.

L’analisi stima per il Veneto una crescita reale del Pil del 6,3% fra il 2019 e il 2027, inferiore alle proiezioni indicate per il Nord, pari all’8,5%, e per l’Italia, all’8,1%. L’orizzonte comprende dunque anche anni futuri: la percentuale non descrive una crescita già interamente realizzata.

La società quantifica in circa 80 miliardi di euro le esportazioni venete di beni nel 2025. Il 58% è diretto verso l’Unione Europea: per EY il rallentamento della domanda europea resta uno dei principali elementi di attenzione. L’industria genera il 28% del valore aggiunto regionale, a fronte del 20% nazionale. Per i consumi delle famiglie il dossier prevede aumenti dell’1,2% nel 2026 e dell’1% nel 2027.

Nel corso dell’incontro di Padova sono stati premiati Barbara Beltrame di AFV Beltrame Group, Luigi Gorza di ARD Raccanello, Giannandrea Dubbini di Diemme Caffè e Matteo Fabbrini di FABA. I riconoscimenti hanno accompagnato la presentazione economica regionale.

Verona, 47 luoghi del Risorgimento in una mappa: sabato 24 la rievocazione a Porta Vescovo

Verona presenta “I Luoghi del Risorgimento”, itinerario tra 47 testimonianze della storia cittadina. Sabato 24 ottobre la mappa sarà con L’Arena; copie gratuite allo IAT e versione digitale nell’Archivio comunale. Alle 15.30 la rievocazione dei bersaglieri, da piazza Baden Powell a Porta Vescovo.

Una mappa per riconoscere nelle strade di oggi le tracce della Verona risorgimentale. Il Comune presenta “I Luoghi del Risorgimento – La città che risorge”, realizzata per i 160 anni dall’annessione della città e del Veneto al Regno d’Italia. Il percorso raccoglie 47 punti, tra monumenti, lapidi, edifici e luoghi trasformati o scomparsi.

La distribuzione con il quotidiano L’Arena è prevista per sabato 24 ottobre. La versione cartacea è disponibile gratuitamente anche allo IAT, al piano terra di Palazzo Barbieri, con ingresso sul lato rivolto verso l’Arena. La raccolta delle mappe storiche dell’Archivio comunale comprende il nuovo itinerario in formato digitale.

Il 24 ottobre la rievocazione a Porta Vescovo

Sabato, alle 15.30, il programma prevede una cerimonia che rievoca l’ingresso dei bersaglieri in città, con un percorso da piazza Baden Powell a piazza XVI Ottobre, a Porta Vescovo. Partecipano l’Associazione nazionale bersaglieri e le associazioni combattentistiche d’arma della memoria, come annunciato dall’assessore alla Memoria Jacopo Buffolo.

L’itinerario storico parte dal 1796 e dall’arrivo delle truppe francesi. Attraversa l’età napoleonica, la Restaurazione, i moti e le guerre d’indipendenza, per arrivare all’unione al Regno d’Italia e ai monumenti che ne conservarono la memoria. Fra i punti censiti figurano la lapide dell’ingresso di Napoleone in via Forti, Palazzo Canossa per il Congresso di Verona del 1822, le lapidi di Porta Vescovo sul 16 ottobre 1866 e l’iscrizione con i risultati del plebiscito a Palazzo Barbieri.

La ricerca mette insieme l’Archivio Generale, il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona con lo storico Giacomo Girardi, l’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, i Musei Civici e la Biblioteca civica. Il progetto si lega anche all’adesione di Verona al MUDRI, Museo Diffuso del Risorgimento.

Il consigliere comunale Pietro Trincanato lo presenta come una prima tappa per costruire itinerari dedicati all’Ottocento. La collaborazione con il Gruppo Athesis intreccia inoltre l’anniversario cittadino con i 160 anni del quotidiano L’Arena, nato il 12 ottobre 1866.

Parco della Provianda a Verona, recepite le proposte dei cittadini: servizi, verde e accessibilità

Il Comune recepisce il percorso sul Parco della Provianda: 320 partecipanti, 42 realtà e 21 contributi scritti. Il programma indica verde, accessibilità e servizi. Gli interventi richiederanno atti successivi entro risorse già impegnate: la delibera non aggiunge oneri al bilancio.

Il futuro del Parco della Provianda a Verona ha un nuovo riferimento amministrativo. La Giunta ha recepito il Documento di Indirizzo Partecipato e il Programma Operativo elaborati con il percorso “Veronetta. Il Parco che cresce”. La proposta porta le firme della vicesindaca Barbara Bissoli e dell’assessore alle Politiche di Partecipazione Jacopo Buffolo.

Il confronto, avviato nella primavera del 2026, riguarda un’area verde di circa 25mila metri quadrati affacciata sul campus universitario di Veronetta. Il parco rientra nella rigenerazione delle ex caserme Santa Marta e Passalacqua, che prevede complessivamente circa otto ettari di verde pubblico vicino alle mura e ai bastioni storici.

Secondo i dati comunicati dal Comune, hanno partecipato 320 persone e 42 associazioni o gruppi culturali, sociali e sportivi. Sono arrivati anche 21 contributi scritti. Alla mappatura iniziale delle realtà del quartiere sono seguiti quattro incontri pubblici, tra maggio e giugno, dedicati alle proposte, alle attività, alla gestione e alla restituzione degli esiti.

Parco della Provianda: le priorità e le risorse già impegnate

Le richieste confluiscono in schede operative che comprendono il potenziamento del verde e delle oasi climatiche, arredi, attrezzature per eventi, servizi igienici e accessibilità universale. Figurano inoltre segnaletica, area per cani, chioschi di presidio, un progetto pilota di unità di strada e inclusione sociale. Sono previsti una seconda fase di partecipazione e un tavolo con l’Università di Verona.

Il recepimento dei documenti non equivale all’avvio simultaneo degli interventi. La delibera non comporta nuovi oneri per il bilancio comunale: l’attuazione sarà affidata a successivi atti delle direzioni competenti, nei limiti delle risorse già impegnate. Tra queste il Comune indica il contributo di 499.690 euro del Programma regionale FESR 2021-2027 per “Vivere le mura di Verona: spazi verdi e cittadinanza”. La cifra è dunque una risorsa già prevista, non un nuovo stanziamento deliberato per l’intero programma.

La Direzione Promozione dei Diritti e Sussidiarietà seguirà gli adempimenti, insieme agli altri uffici coinvolti. Il percorso partecipativo è stato curato da EST-Educazione Società Territori di Venezia.

Iran, Pasdaran: “Tre petroliere contro mine nello Stretto di Hormuz, una è esplosa”

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(Adnkronos) –
Tre petroliere sono finite contro le mine nello Stretto di Hormuz. A dichiararlo sono stati i Guardiani della Rivoluzione iraniani. Due navi “che hanno contravvenuto alle regole” hanno preso fuoco e sono rimaste immobilizzate dopo aver urtato mine piazzate dalla marina dei Guardiani lungo una rotta considerata illegale, a sud dello Stretto, hanno precisato i Pasdaran in un comunicato pubblicato sul loro sito, Sepah News. Una terza petroliera “è esplosa e ha preso fuoco dopo aver urtato una mina a sud dello Stretto di Hormuz”, hanno riferito in seguito in una nota diffusa dalla televisione di Stato. L’imbarcazione trasportava “due milioni di barili di greggio e aveva disattivato tutti i propri sistemi radar e di navigazione”, specifica il comunicato.  

 

E’ stata intanto presentata una proposta che tiene conto delle richieste della parte Usa e della parte iraniana. Lo hanno detto ad Al-Araby Al-Jadeed fonti che vengono descritte come vicine al lavoro di mediazione portato avanti da Qatar e Pakistan per allentare le tensioni tra Usa e Iran. Secondo le fonti, rilancia anche il sito di notizie israeliano Ynet, l’obiettivo è prevenire una nuova escalation e spianare la strada al ritorno al tavolo dei negoziati. La proposta, hanno sostenuto, è stata trasmessa oggi agli iraniani dal capo dell’Esercito pakistano, Asim Munir, “gode dell’approvazione degli Stati Uniti” e aveva già “avuto una risposta preliminare positiva da parte iraniana”. 

I media iraniani hanno riferito stamani dell’arrivo di Munir a Teheran. E stamani fonti iraniane riferivano alla tv libanese Al Mayadeen, vicina alle autorità di Teheran, che l’Iran “ritiene ormai improbabile la mediazione di Pakistan e Qatar possa produrre risultati concreti” e, secondo l’emittente, starebbe “valutando canali di mediazione alternativi”. 

 

La pressione economica esercitata dagli Stati Uniti sull’Iran sta indebolendo pesantemente l’economia della Repubblica islamica, che potrebbe presto entrare in una fase di “collasso”. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, intervistato da 2Way Tv, rivendicando gli effetti dell’operazione ‘Economic Outcast’, la campagna di isolamento economico lanciata da Washington contro Teheran. “Pensate a un’azienda che sta fallendo: nessuno sarà disposto a prestarle denaro. E possiamo vedere, sia dalle dichiarazioni pubbliche che da quelle private dei funzionari eletti e dei Guardiani della Rivoluzione, che il panico sta iniziando a diffondersi”, ha affermato Bessent. 

“Stiamo osservando un’inflazione superiore al 100%. Riteniamo che l’economia possa raggiungere una contrazione a doppia cifra”, ha proseguito il segretario al Tesoro, avvertendo che le conseguenze delle misure americane potrebbero aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane. “Siamo all’ottava settimana dell’operazione Outcast. Non so se ci vorranno altre quattro settimane o altre otto, ma a un certo punto il deterioramento dell’economia iraniana subirà un’accelerazione non lineare”, ha concluso Bessent. 

 

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha intanto dichiarato di aver discusso più volte con il presidente americano Donald Trump della necessità di rovesciare il regime iraniano, sottolineando che la sua eliminazione rappresenta l’obiettivo principale di Israele. “Dobbiamo portare a termine l’eliminazione del regime iraniano: questa è la cosa più importante. Ne ho parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump più di una volta, anche l’altro ieri”, ha affermato Netanyahu, citato da Ynet. 

“Perché finché il regime sopravvive, anche se indebolito, è talmente fanatico che cercherà nuovamente di fare ciò che ha fatto un anno fa: produrre bombe nucleari e ricostruire l’asse – ha proseguito il premier israeliano, riferendosi alla rete di alleanze regionali di Teheran – L’unico modo per impedirlo è rovesciare il regime, e parallelamente arriverà anche l’eliminazione di Hezbollah”. 

 

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Manovra, Messina: “C’è accordo triennale con Meloni, ci ho creduto”

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(Adnkronos) – “Ci sono tantissime aziende in Italia che hanno degli utili ed è giusto allora considerare anche quelli. Se oggettivamente siamo in una situazione di difficoltà, non è solo un settore che deve pagare, peraltro a fronte di accordi già presi. Noi l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni. Io ci ho creduto”. Lo ha detto Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa SanPaolo, intervenendo XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, in corso a Roma. “Non è un mistero, mi ha chiamato Giorgia Meloni e l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo triennale. E adesso vuoi mettere lo stigma che noi non vogliamo dare il contributo – ha sottolineato – secondo me queste cose vanno gestite nell’equità e nel fare delle cose coerenti rispetto agli accordi presi”. 

“Ci ho creduto eccome” ha proseguito Messina a proposito dell’accordo precisando che “noi avevamo proposto di farlo annuale e ci hanno chiesto di farlo triennale per dare stabilità al bilancio pubblico e per dare stabilità alle banche che non avrebbero dovuto subire ogni anno questa campagna stampa che sembra che siamo i profittatori di questo Paese”. “Da quel momento sono aumentati i titoli di Stato soprattutto da parte delle banche, ricordo solo che oggi la Bce finanzia per 500 miliardi di euro il debito pubblico italiano e le banche per 400 miliardi e le assicurazioni per altri 300 miliardi. Banche e assicurazioni sono il principale sostenitore del debito pubblico di questo Paese”. 

“La manovra è complessa e indubbiamente ci troviamo di fronte a un momento complicato dell’economia europea e dell’economia mondiale. E’ evidente che io ritengo che l’approccio di Giorgetti nel tenere il più possibile il bilancio pubblico in sicurezza sia un approccio vincente perché stiamo entrando in scenari dove tra il debito pubblico degli Stati Uniti e il debito pubblico della Francia, l’effetto contagio rispetto al nostro debito pubblico può essere significativo”, ha spiegato Messina. “Oggi l’Italia è vista come un paese solido che non rappresenta elementi di debolezza, – ha aggiunto – peraltro dove la stabilità politica ha premiato, viene vista in modo politico. Però certo non si può escludere che effetti contagio e la crescita dei debiti in altri paesi, in particolare la Francia più vicina a noi, ma anche gli Stati Uniti, possano rappresentare dei punti di attenzione. Per questo oggi è necessario fare squadra, non dividersi e fare polemiche”. 

 

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economia

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Champions League, oggi Roma-Slovan Bratislava 0-0 – Diretta

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(Adnkronos) – Torna in campo la Roma. Oggi, martedì 20 ottobre, i giallorossi ospitano allo stadio Olimpico lo Slovan Bratislava in un match valido per la terza giornata della fase campionato di Champions League. Partita fondamentale per la squadra di Gian Piero Gasperini, reduce dalla sconfitta per 4-3 subita in rimonta dal Real Madrid nell’ultimo turno e che al momento ha un solo punto in classifica, ottenuto con il pareggio per 1-1 di Istanbul all’esordio contro il Fenerbahce. Nell’ultima giornata di Serie A invece la Roma ha battuto il Genoa per 2-0 grazie ai gol di Castro e Lulli. Gli slovacchi sono ancora a zero punti in virtù delle due sconfitte per 6-1 a Parigi con il Psg e 3-0 in casa con lo Stoccarda.  

Tra due settimane nella quarta giornata i giallorossi andranno a Old Trafford a sfidare il Manchester United, mentre lo Slovan sfiderà in trasferta gli austriaci del Lask.  

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sport

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Champions League, oggi Napoli-Bodo Glimt 0-0 – Diretta

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(Adnkronos) – Torna in campo il Napoli. Oggi, martedì 20 ottobre, gli azzurri ospitano al ‘Maradona’ il Bodo Gllimt in un match valido per la terza giornata della fase campionato di Champions League. Gli azzurri sono reduci dalle sconfitte contro Arsenal e Villarreal nelle prime due uscite europee e stanno vivendo un momento particolarmente negativo acuito dal ko di sabato scorso contro il Venezia, nell’ultimo turno di Serie A. I norvegesi arrivano invece dal successo per 1-0 contro il Borussia Dortmund nell’ultima gara di coppa, dopo il ko all’esordio contro il Bayern Monaco. 

Nella quarta giornata di Champions League il Bodo Glimt ospiterà il Lille, mentre il Napoli affronterà il Porto in trasferta.  

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sport

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Lotto, inaugurazione della nuova sala estrazionale di Milano

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(Adnkronos) – E’ stata inaugurata a Milano la nuova Sala estrazionale del Lotto, completamente rinnovata nell’ambito del programma di innovazione avviato con la nuova concessione del Gioco del Lotto, che Brightstar Lottery si è aggiudicata nel luglio 2025. Un percorso che interessa l’intero ecosistema del Lotto, dalle infrastrutture tecnologiche alla rete di vendita, fino alla valorizzazione degli elementi più iconici della sua tradizione. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i vertici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Federazione Italiana Tabaccai. La nuova sede di Milano comprende una sala di circa 200 metri quadrati, una regia tecnica dedicata, una sala test e spazi specializzati a supporto delle attività operative. Progettata per ospitare le tecnologie dedicate alle operazioni di estrazione, la struttura è soprattutto il nuovo sito nazionale di Disaster Recovery per le estrazioni del Lotto: in caso di necessità, può assumere l’intera operatività estrazionale, contribuendo a garantire continuità, sicurezza e resilienza del servizio.  

La Sala di Milano rappresenta una delle espressioni più visibili di un più ampio programma di trasformazione tecnologica avviato con la nuova concessione del Lotto e che ha interessato anche la rete di vendita. Nel documento di risposta al bando di gara per il rinnovo della concessione era stato assunto l’impegno di completare in 12 mesi il rinnovo tecnologico della rete. Il programma è stato completato in soli 8 mesi, con quattro mesi di anticipo rispetto alle tempistiche previste, portando alla sostituzione di 300.000 dispositivi presso i 35.000 punti vendita della rete del Lotto. Un intervento che testimonia la capacità di realizzare programmi di innovazione tecnologica complessi in tempi rapidi, mettendo a disposizione della rete terminali di ultima generazione e piattaforme tecnologiche evolute, efficienti e progettate per accompagnarne l’evoluzione. 

 

Parallelamente, è stata rinnovata l’infrastruttura tecnologica centrale attraverso una moderna architettura di Private Cloud articolata su due Region, Roma e Milano, con tre Data Center ciascuna, rafforzando ulteriormente l’ecosistema tecnologico a supporto delle attività del Lotto. “La nuova Sala Estrazionale di Milano è molto più di uno spazio tecnologico: rappresenta il percorso di trasformazione avviato con la nuova concessione del Lotto. Un progetto in cui l’innovazione permea ogni aspetto della nostra attività, dalle infrastrutture ai processi, dall’offerta di gioco alla valorizzazione della tradizione. Abbiamo realizzato un ambiente moderno, sicuro e resiliente, capace di guardare al futuro senza perdere di vista i valori che da sempre alimentano la fiducia dei giocatori: trasparenza, affidabilità ed eccellenza operativa. Perché in Brightstar l’innovazione non è solo una questione di tecnologia, ma soprattutto di persone, delle loro competenze, della loro passione e di cultura orientata al miglioramento continuo”, dichiara Alessandro Paciucci, SVP Italy Lottery Operations di Brightstar.  

Nel corso dell’evento è stata presentata anche la Nuova Smorfia, un progetto che rinnova uno dei patrimoni culturali più rappresentativi italiani e del Lotto mantenendo saldo il legame con la tradizione. Restano intatti i novanta numeri, mentre vengono rinnovati significati, immagini e linguaggio attraverso un nuovo universo visivo contemporaneo. Dal progetto è nato anche un libro dedicato alla Nuova Smorfia, che raccoglie i novanta numeri, le loro storie, i significati e il nuovo immaginario visivo. Il volume sarà distribuito nelle ricevitorie del Lotto a Natale. La nuova Sala estrazionale, il rinnovamento tecnologico della rete e la Nuova Smorfia raccontano così un percorso che guarda al futuro attraverso innovazione, tecnologia ed efficienza, preservando al tempo stesso l’identità e lo storico legame del Gioco del Lotto con la cultura italiana. 

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cronaca

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Nasce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione, cos’è e cosa prevede

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(Adnkronos) –
Nasce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione. La stretta nel decreto sicurezza varato oggi dal Consiglio dei ministri, un insieme di misure voluto dal governo per contrastare i fenomeni di violenza durante le manifestazioni dopo gli scontri nelle piazze degli ultimi giorni.  

Con il nuovo decreto, spiega la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video sui social dopo il via libera del Cdm, “nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione, tradotto: se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone e ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere e fino a 20mila euro di multa”. “Se avevi il volto coperto – aggiunge la premier – o se hai ferito qualcuno la pena aumenta, e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”. 

Nel secondo punto del decreto legge, “applichiamo un principio semplice: chi rompe paga, e se chi rompe è un minorenne pagano i suoi genitori”. “Come funziona? Se il danno è a un bene pubblico – una pensilina, un semaforo, una camionetta – il prefetto manda a casa l’ingiunzione di pagamento, se il danno è a un privato – una vetrina, un negozio, un’auto – il proprietario va dal giudice e ottiene un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo. Ci si potrà opporre, certo, ma intanto i genitori di quel ragazzo che si è divertito a spaccare tutto dovranno pagare, e chi ha subito il danno potrà rivalersi su tutto, sui beni di quella famiglia, anche sui soldi che lo Stato eventualmente le deve”, dice ancora la premier. 

“Terzo: i minorenni. Oggi per un ragazzo tra i 14 e i 18 anni lo Stato deve dimostrare ogni volta che era in grado di capire quello che stava facendo. Noi avevamo già approvato una norma che ribalta questo principio: si presume che fosse in grado di capire quello che stava facendo salvo prova contraria. Quella norma è in Parlamento, ma con il decreto di oggi diventa operativa immediatamente. E il fermo preventivo, che finora valeva solamente per gli adulti, si potrà applicare anche ai minorenni”, spiega la presidente del Consiglio. 

Nel decreto sicurezza varato oggi dal Consiglio dei ministri, dice il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, illustrando il decreto intitolato ‘misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile’, “vi sono degli aumenti delle pene quando il fatto è commesso da soggetti travisati, cioè mascherati o comunque in modo da impedire la loro identificazione, quando il lancio o l’utilizzo di oggetti atti ad offendere è diretto contro infrastrutture destinate all’erogazione dell’energia, servizi di trasporto eccetera, cioè elementi di pubblica utilità”. E poi “vi è una fattispecie autonoma punita da 4 a 12 anni per chiunque, anche mediante strumenti informatici o telematici, organizza o promuove la formazione di gruppi”. Si tratta di “una formulazione nuova di reato che riguarda gli organizzatori di manifestazioni violente. Organizzatori che agiscono anche attraverso strumenti telematici”. 

Ancora, nel nuovo decreto sicurezza varato oggi, “vi è una modifica al Codice di procedura penale che consente l’arresto differito. L’arresto differito – spiega Nordio – vuol dire che il reato viene commesso al di là della flagranza”. E aggiunge: “Vi sono casi in cui l’arresto in flagranza è obbligatorio e altri nei quali è facoltativo. In questi casi può essere anche differito. E, cioè, l’arresto può avvenire dopo la flagranza del reato e prima della emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, che dovrebbe invece essere quella normale per la quale una persona viene incarcerata prima del giudizio”. 

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politica

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