martedì, Settembre 8, 2026
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Tempo per le Famiglie a Verona: iscrizioni aperte fino al 12 settembre per bambini 0-3 anni

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Tempo per le Famiglie a Verona accoglie bambine e bambini dalla nascita ai tre anni accompagnati da un adulto. Le iscrizioni per l’anno educativo 2026-2027 scadono il 12 settembre; attività dal primo ottobre in quattro sedi cittadine, con una quota annuale di 50 euro.

Tempo per le Famiglie: gioco e sostegno educativo in quattro sedi

Il Tempo per le Famiglie a Verona riapre le iscrizioni per l’anno educativo 2026-2027. Il servizio è rivolto alle bambine e ai bambini dalla nascita ai tre anni, sempre accompagnati da un familiare o da un adulto di fiducia.

Le attività offrono occasioni di gioco, relazione e condivisione alla presenza di un’educatrice. L’obiettivo è permettere ai più piccoli di incontrare coetanei e agli adulti di confrontarsi sulle esperienze e sulle domande legate alla crescita.

Le quattro sedi si trovano a Ca’ di David, Porto San Pancrazio, Saval e Valdonega. Il servizio sarà attivo dal primo ottobre 2026 al 28 maggio 2027, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria dalle 9.30 alle 12.30.

La pagina dedicata al Tempo per le Famiglie raccoglie il modulo e le indicazioni operative. La domanda va inviata entro il 12 settembre insieme alla copia del documento di identità del sottoscrittore. Gli uffici dei Servizi Zerosei formeranno le graduatorie e comunicheranno gli inserimenti.

La quota annuale è fissata in 50 euro e viene proporzionata ai mesi di frequenza. Non sono previsti il servizio mensa né il riposo: l’esperienza è costruita come spazio condiviso tra bambini e accompagnatori, non come sostituzione del nido.

Le domande potranno essere presentate anche nel corso dell’anno educativo per gli eventuali posti rimasti disponibili. Per le famiglie interessate è comunque utile rispettare la scadenza di settembre, così da partecipare alla prima formazione delle graduatorie nelle quattro sedi.

La proposta favorisce una partecipazione graduale e rispettosa dei tempi di ciascun bambino, mantenendo costante la presenza dell’adulto accompagnatore.

Dalla “nonna Marisa” agli influencer, il Veneto prova a far conoscere le Case di comunità

Solo il 24% dei cittadini veneti conosce la Casa di comunità più vicina. Parte da questo dato la nuova campagna di comunicazione della Regione Veneto dedicata ai servizi sanitari territoriali di prossimità, con tre video che coinvolgono rappresentanti istituzionali, content creator e testimonial in cui si raccontano le case di comunità

Il progetto è stato presentato allo Spazio Regione Veneto dell’Hotel Excelsior del Lido, nell’ambito dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia.

L’obiettivo è spiegare ai cittadini cosa sono le Case di comunità, quali servizi offrono e quando rivolgersi alle strutture territoriali, promuovendo anche un utilizzo più consapevole dei diversi canali di accesso alla sanità.

Case di comunità Veneto, tre video per raggiungere i cittadini

Il fulcro della campagna è costituito da tre spot, realizzati con linguaggi e testimonial differenti per raccontare il nuovo modello dell’assistenza sanitaria territoriale.

Nel primo video il presidente della Regione Alberto Stefani dialoga con Barutz, content creator conosciuto sui social anche per il personaggio di “nonna Marisa”. Lo spot punta a spiegare, con un registro semplice e ironico, l’importanza di individuare la struttura sanitaria più adatta alle proprie necessità.

Il secondo vede invece protagonista l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa insieme a Mirko Bernardinello, primo paziente in Italia sottoposto a trapianto da donatore a cuore fermo dallo stesso Gerosa. Lo spot è ambientato all’interno di una Casa di comunità, dove Bernardinello si trova per una visita di controllo.

Nel terzo video compare Georgette Polizzi, artista e influencer, che racconta la propria esperienza con la sclerosi multipla per richiamare l’attenzione sull’utilità del Fascicolo Sanitario Elettronico nella gestione delle informazioni e dei percorsi di cura.

Solo il 24% conosce la Casa di comunità più vicina

A motivare l’iniziativa è soprattutto la scarsa conoscenza delle nuove strutture sanitarie territoriali emersa da un’indagine commissionata dalla Regione.

“Questa campagna nasce da un sondaggio che abbiamo fatto e da cui è emerso che i cittadini conoscono poco le Case di comunità“, ha spiegato Gerosa.

Secondo i dati illustrati dall’assessore, infatti, appena il 24% della popolazione veneta sa quale sia la Casa di comunità più vicina.

Per Gerosa, quindi, il problema principale non sarebbe convincere i cittadini dell’utilità di queste strutture, quanto fornire informazioni concrete “su dove si trovino e a cosa servano davvero”.

Dal 116117 al Fascicolo Sanitario Elettronico

La campagna vuole contribuire anche a modificare le modalità con cui i cittadini accedono ai servizi sanitari, distinguendo meglio le situazioni di emergenza dalle richieste che possono trovare risposta sul territorio.

Tra gli strumenti sui quali la Regione intende aumentare la conoscenza figura il 116117, numero unico per le richieste di assistenza sanitaria non urgente.

Spazio anche al Fascicolo Sanitario Elettronico e, più in generale, ai servizi che dovrebbero consentire di avvicinare l’assistenza sanitaria ai luoghi di vita dei cittadini.

La seconda fase sulle Case di comunità sarà dedicata ai territori

La campagna si svilupperà in due fasi. La prima, con i tre video e i rispettivi testimonial, punta soprattutto ad aumentare la conoscenza generale delle Case di comunità.

La seconda entrerà invece nel dettaglio dei singoli territori e sarà sviluppata attraverso le diverse aziende sanitarie, fornendo informazioni pratiche sulla localizzazione delle strutture e sui servizi disponibili.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è quindi passare dalla promozione generale del nuovo modello a indicazioni concrete che consentano ai cittadini di capire dove rivolgersi in base alle proprie necessità sanitarie.

Restiamo Umani a Montorio: musica e solidarietà per Medici Senza Frontiere ed Emergency

Restiamo Umani a Montorio torna questa sera al Circolo Primo Maggio con musica dal vivo, bar e cucina. L’iniziativa di Medici per Strada sostiene Medici Senza Frontiere ed Emergency e propone un incontro aperto alla città, confermato anche in caso di maltempo.

Una serata di musica per sostenere chi porta cure nelle emergenze

Restiamo Umani a Montorio prosegue domenica 6 settembre al Circolo Primo Maggio, in via Lanificio 60. L’iniziativa unisce musica dal vivo, convivialità e raccolta di sostegno per Medici Senza Frontiere ed Emergency, organizzazioni impegnate nelle aree colpite da guerre e crisi umanitarie.

La serata inizierà alle 18, mentre il programma musicale prenderà il via dalle 19 con l’Acoustic Street Band. Alle 21 sarà poi la volta dei Bloody Feel Groove. Durante l’appuntamento saranno disponibili il servizio bar e la cucina, per offrire al pubblico un’occasione informale di incontro oltre agli spettacoli.

L’evento è promosso da Medici per Strada APS nell’ambito di un patto di sussidiarietà con il Comune. Le band coinvolte riuniscono medici, personale sanitario e musicisti volontari, facendo della musica un modo concreto per richiamare l’attenzione sull’accesso alle cure e sulla condizione delle popolazioni più vulnerabili.

Il programma di Restiamo Umani conferma lo svolgimento dell’iniziativa anche in caso di maltempo. La scelta permette agli organizzatori di mantenere l’appuntamento e invita i partecipanti a raggiungere il Circolo Primo Maggio senza dipendere dalle condizioni atmosferiche.

La due giorni era cominciata sabato con i Flame e la Medici per Strada Official Band. L’appuntamento domenicale completa il fine settimana solidale, mantenendo al centro il lavoro delle associazioni sanitarie e umanitarie che operano nelle emergenze internazionali.

Per Montorio e per Verona l’iniziativa rappresenta anche un momento di partecipazione di quartiere. Il valore della serata non è affidato soltanto al programma musicale, ma alla possibilità di trasformare la presenza del pubblico in vicinanza verso chi presta assistenza sanitaria in contesti difficili.

Autovelox a Verona dal 7 al 13 settembre: le strade interessate dai controlli

Autovelox a Verona dal 7 al 13 settembre su sei strade cittadine, con telelaser e pattuglie della Polizia locale. Resta attiva anche la postazione fissa in tangenziale Nord. Nella stessa settimana l’Ufficio mobile di prossimità sarà presente nei mercati e nelle principali piazze.

Controlli della velocità e presidio dei quartieri

Gli autovelox a Verona saranno operativi da lunedì 7 a domenica 13 settembre in sei strade cittadine. Le pattuglie della Polizia locale utilizzeranno autovelox e telelaser per contrastare la velocità eccessiva e aumentare la sicurezza nei punti individuati per i controlli.

Le verifiche interesseranno via Palazzina, via della Libertà, via Valpantena, via Jacopo Bonfadio, via Fabbricato Scolastico e via Camillo Cesare Bresciani. Rimarrà inoltre attiva la postazione fissa installata sulla tangenziale Nord, prima dell’uscita di Santa Lucia.

Il calendario dei controlli della Polizia locale consente agli automobilisti di conoscere le aree interessate, ma l’obiettivo resta quello di favorire comportamenti prudenti su tutta la rete urbana. Il rispetto dei limiti è particolarmente importante nei tratti frequentati da pedoni, ciclisti e mezzi del trasporto pubblico.

Nel corso della stessa settimana prosegue anche l’attività dell’Ufficio mobile di prossimità. Lunedì il presidio sarà al parco San Giacomo dalle 7.30 alle 9.15 e poi in piazza Cittadella dalle 9.30 alle 13. Martedì sarà al mercato di Borgo Venezia nella prima fascia e quindi ancora in piazza Cittadella.

Mercoledì l’ufficio raggiungerà piazza Vittorio Veneto, giovedì via Domenico Mercante e venerdì il mercato tra corso Porta Nuova e piazza Arditi. In ciascuna giornata, dopo il primo appuntamento, il servizio continuerà in piazza Cittadella fino alle 13. Sabato il presidio sarà invece al mercato dello Stadio dalle 7.30 alle 13.30, mentre nel pomeriggio e nella giornata di domenica resterà sospeso.

Il servizio mobile offre ai cittadini un punto di contatto diretto nei quartieri e nei luoghi di maggiore passaggio. Controlli stradali e presenza di prossimità fanno così parte della stessa attività settimanale dedicata alla sicurezza urbana.

Ciclista a terra, si cerca un “pirata della strada”: dalle telecamere spunta un cinghiale

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In un primo momento si era pensato a un investimento da parte di un veicolo poi fuggito. A provocare la caduta di un ciclista di 55 anni, trovato gravemente ferito sulla carreggiata nelle prime ore di venerdì 4 settembre a Verona, sarebbe stato invece un cinghiale.

A chiarire la dinamica dell’incidente sono state le immagini di videosorveglianza di un’azienda della zona, acquisite dalla Polizia locale. I filmati avrebbero mostrato tre cinghiali attraversare improvvisamente la strada e uno degli animali entrare in collisione con la bicicletta.

Ciclista e cinghiale, l’incidente sulle colline di Verona

L’incidente è avvenuto intorno alle 6 nella zona collinare della città.

Il 55enne è stato trovato a terra sulla carreggiata e le circostanze iniziali avevano fatto ipotizzare il possibile coinvolgimento di un automobilista che si fosse successivamente allontanato.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del Suem 118, che hanno stabilizzato il ciclista prima di trasferirlo in ospedale in codice rosso.

Gli agenti del reparto Motorizzato della Polizia locale hanno quindi avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

Le telecamere chiariscono la dinamica dell’incidente

La svolta è arrivata grazie alla videosorveglianza presente nell’area. Dalle immagini è emerso che sulla strada erano comparsi tre cinghiali.

L’analisi dei filmati ha permesso così di ricondurre la caduta del ciclista all’impatto con uno degli animali, escludendo la prima ipotesi di un pirata della strada.

L’episodio riporta l’attenzione sulla presenza della fauna selvatica lungo le strade della zona collinare di Verona. Secondo quanto riferito dalla Polizia locale, gli incidenti provocati da animali selvatici sono in aumento, anche se finora nel territorio cittadino avevano causato prevalentemente danni ai veicoli.

Il Comune chiede interventi dopo l’incidente

“Purtroppo si è verificato quello che temevamo: un gravissimo incidente causato da animali”, ha commentato l’assessora alla Sicurezza del Comune di Verona Stefania Zivelonghi.

L’amministrazione ha annunciato l’intenzione di segnalare l’episodio alla Regione Veneto, alla Provincia di Verona e alle altre autorità competenti, chiedendo interventi urgenti per affrontare la presenza dei cinghiali.

Tra le misure indicate dall’assessora ci sono attività di cattura e abbattimento nel rispetto della normativa vigente e la creazione di una banca dati regionale delle segnalazioni e degli incidenti provocati dalla fauna selvatica.

Il comandante della Polizia locale di Verona, Luigi Altamura, ha inoltre richiamato i dati dell’osservatorio dell’Asaps: nel 2025 sarebbero stati registrati in Italia 205 incidenti significativi con animali, con 14 vittime e 238 feriti.

Saetta McQueen a Monza, la Safety Car celebra i 20 anni di Cars

Saetta McQueen a Monza per un giro d’onore durante il Gran Premio d’Italia. Anche la Safety Car Mercedes-AMG avrà una livrea speciale per i vent’anni di Cars.

Saetta McQueen a Monza per un giro d’onore nel Tempio della Velocità. Il personaggio Disney-Pixar sarà protagonista di un’iniziativa speciale durante il Gran Premio d’Italia 2026, mentre la Safety Car ufficiale della Formula 1 scenderà in pista con una livrea ispirata al film “Cars”.

Saetta McQueen a Monza: Formula 1 e Disney insieme

L’evento celebra il ventesimo anniversario del franchise animato, arrivato al cinema nel 2006. Come riferisce ANSA nella notizia del 5 settembre, Formula 1, Disney e Mercedes-AMG hanno preparato una collaborazione dedicata al pubblico del circuito e agli appassionati collegati da remoto.

Il sette volte campione della Piston Cup apparirà con un look inedito pensato per il mondo della F1. A condividere la scena sarà la Mercedes-AMG GT 63 PRO 4MATIC+, vettura utilizzata come Safety Car ufficiale della FIA, decorata con una grafica unica che richiama colori e stile del film.

L’iniziativa unisce intrattenimento e motorsport in uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario mondiale. Il Gran Premio di Monza conserva un forte valore simbolico per tifosi e squadre: rettilinei velocissimi, frenate impegnative e tribune affollate contribuiscono a renderlo una vetrina ideale per il progetto.

La collaborazione si inserisce nell’accordo globale tra Formula 1 e Disney, esteso fino al 2028. Per l’occasione sono stati preparati anche capi di abbigliamento, modellini die-cast e oggetti da collezione. Il legame tra immaginario cinematografico e competizione reale punta a coinvolgere in particolare le famiglie e gli spettatori più giovani.

La giornata sportiva resta però al centro dell’attenzione. Gli appassionati seguiranno qualifiche e gara dopo aver confrontato le prestazioni emerse nel weekend; sul fronte agonistico, il precedente di Monza ha visto anche una lotta serrata per la pole position.

Il giro d’onore di Saetta McQueen e la livrea speciale della Safety Car aggiungono così un elemento spettacolare al programma, senza sostituire il confronto in pista che decide il Gran Premio d’Italia.

Foliage nelle Tre Cime Dolomiti: laghi e sentieri da scoprire

Il foliage nelle Tre Cime Dolomiti colora laghi e sentieri tra Auronzo, Misurina e Antorno. Passeggiate semplici, percorsi in bici e consigli per vivere l’autunno in montagna.

Il foliage nelle Tre Cime trasforma i paesaggi del Bellunese in una tavolozza di gialli, arancioni e rossi. Tra settembre e l’inizio dell’autunno, i laghi di Auronzo, Misurina e Antorno offrono passeggiate, itinerari ciclabili e punti panoramici adatti a esperienze diverse.

Foliage nelle Tre Cime: itinerari tra Auronzo e Misurina

Il lago di Auronzo, conosciuto anche come lago di Santa Caterina, può essere esplorato con un anello pianeggiante di circa sei chilometri. Il fondo è in gran parte sterrato e ben battuto. Tra i punti più riconoscibili ci sono il ponte di Transacqua, decorato con bandiere, il ponte di legno che unisce le sponde e la diga di Santa Caterina.

Il vicino lago di Antorno si trova a 1.866 metri di quota ed è più raccolto. Il percorso completo misura circa 500 metri e attraversa ponticelli, passerelle e aree con panchine. Nelle giornate limpide l’acqua riflette le Tre Cime di Lavaredo, mentre da qui partono sentieri verso il Monte Piana, i Cadini di Misurina e le escursioni più impegnative dell’area.

Il quadro degli itinerari è descritto nel servizio pubblicato da Bellunopress il 5 settembre. La stagione resta favorevole anche per raggiungere alcuni rifugi, ma è consigliabile verificarne in anticipo l’apertura: l’autunno è un periodo di passaggio e diverse strutture anticipano la chiusura prima dell’inverno.

Chi preferisce la bicicletta può seguire il collegamento tra il lago di Auronzo e quello di Misurina. Il tracciato misura poco meno di 22 chilometri, con circa 923 metri di dislivello, e può essere affrontato anche in e-bike. La prima parte attraversa la Val d’Ansiei con una pendenza media contenuta, seguendo il corso del torrente e incontrando aree di sosta attrezzate.

In montagna le condizioni possono cambiare rapidamente: abbigliamento adeguato, controllo delle previsioni e rispetto dei sentieri restano indispensabili. La luce più morbida, la minore affluenza e il contrasto tra boschi colorati, rocce e acqua rendono però questo periodo particolarmente adatto a chi cerca paesaggio e tranquillità.

Trasporto scolastico nel Bellunese, chieste agevolazioni anche per le medie

Sul trasporto scolastico nel Bellunese GEL chiede agevolazioni anche per gli studenti delle medie e un confronto con Dolomiti Bus, Provincia ed Ente di Governo.

Il trasporto scolastico nel Bellunese torna al centro del confronto politico con la richiesta di estendere le agevolazioni agli studenti delle scuole medie. Generazione Europa Liberali e Democratici Bellunesi sollecita Dolomiti Bus, Provincia ed Ente di Governo ad aprire un tavolo sui costi e sulle condizioni degli abbonamenti.

Trasporto scolastico Bellunese: il nodo delle tariffe

La discussione riguarda in particolare “Investi Scuola Super Plus”, formula rivolta agli studenti delle superiori con una tariffa mensile di 42,60 euro o annuale di 349 euro. Il gruppo politico giudica utile la misura, ma contesta l’esclusione dei ragazzi delle medie e chiede quali criteri giustifichino la differenza.

La posizione è stata illustrata dal presidente di GEL, Jurgen Ismaili, e dal coordinatore Luigi Filippo Daniele, come riporta il servizio pubblicato da Bellunopress il 5 settembre. Secondo i promotori, per molte famiglie l’autobus non è una scelta accessoria ma uno strumento indispensabile per conciliare scuola, lavoro e distanze tipiche del territorio montano.

Per gli studenti delle medie viene segnalato anche un limite pratico: l’abbonamento sarebbe collegato al solo tragitto casa-scuola e non coprirebbe gli spostamenti legati ad attività sportive o ricreative pomeridiane. La rigidità del titolo di viaggio potrebbe quindi produrre ulteriori costi e difficoltà organizzative.

GEL collega la questione anche agli obiettivi di mobilità sostenibile. Incentivare l’uso dei mezzi pubblici, sostiene il gruppo, richiede tariffe accessibili e servizi compatibili con le esigenze quotidiane, soprattutto nelle aree dove le alternative all’auto privata sono limitate.

La richiesta non è una gratuità generalizzata, ma un sistema di sostegno più equilibrato tra ordini scolastici. Restano ora attese le valutazioni degli enti competenti, chiamati a chiarire costi, coperture e margini per una possibile revisione delle agevolazioni. Il confronto dovrà tenere insieme sostenibilità economica del servizio, diritto allo studio e condizioni specifiche delle famiglie che vivono nei comuni montani.

Regate sul lago di Santa Croce, 26 equipaggi per D-One e 470

Due regate sul lago di Santa Croce riuniscono 26 equipaggi da tutta Italia: in palio il titolo assoluto D-One e l’ultima prova interzonale della classe olimpica 470.

Le regate sul lago di Santa Croce portano nell’Alpago 26 equipaggi provenienti da tutta Italia. Dal 4 al 6 settembre lo specchio d’acqua bellunese ospita il Campionato italiano assoluto D-One e l’ultima prova del Campionato interzonale della classe 470.

Regate sul lago di Santa Croce: D-One e classe 470

In gara ci sono 14 D-One e 12 imbarcazioni 470. I D-One sono derive singole della categoria skiff: leggere, con un’ampia superficie velica e pensate per raggiungere velocità elevate. Il 470, invece, è una deriva doppia con tre vele ed è utilizzato anche nelle competizioni olimpiche.

Il programma e i numeri dell’evento sono stati riportati nel servizio pubblicato da Bellunopress il 5 settembre. La premiazione è prevista domenica alle 18 nella base nautica di Santa Croce del Lago, sede della sezione bellunese della Lega Navale Italiana presieduta da Sandra Deola.

Per la classe 470, l’appuntamento rappresenta la regata ufficiale con il maggior numero di iscritti a livello nazionale. Le condizioni del lago spiegano parte del richiamo: nel mese di settembre la brezza termica può soffiare tra 12 e 18 nodi, mentre gli spazi a terra e i mezzi di assistenza in acqua garantiscono una logistica adatta alle due flotte.

Il circolo locale è coinvolto anche sul piano agonistico. Il campione italiano D-One e i campioni interzonali 470 sono soci della Lega Navale di Belluno e affrontano quindi la difesa dei rispettivi titoli nelle acque di casa.

Il doppio appuntamento conferma la vocazione velica del lago di Santa Croce e si inserisce nel calendario degli eventi nautici del Veneto, che comprende anche la tradizionale Regata Storica di Venezia. Per il territorio dell’Alpago, la presenza di atleti e accompagnatori rappresenta inoltre un’occasione di visibilità turistica.

Il meteo favorevole del fine settimana ha permesso prove ricche di manovre e velocità. La classifica definitiva arriverà con le ultime regate e la cerimonia conclusiva di domenica.

Sicurezza in Veneto, 2 milioni per la videosorveglianza a Mestre

Sicurezza in Veneto, approvato il protocollo quinquennale con il Ministero dell’Interno: due milioni di euro per rafforzare la videosorveglianza a Mestre.

La sicurezza in Veneto sarà al centro di un nuovo protocollo d’intesa tra la Regione e il Ministero dell’Interno. La Giunta regionale ha approvato l’accordo, che prevede azioni integrate per prevenire la criminalità diffusa, rafforzare la legalità e migliorare la fruizione degli spazi pubblici.

Sicurezza in Veneto: due milioni per Mestre

Il Ministero metterà a disposizione due milioni di euro attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione. La priorità indicata è il potenziamento della videosorveglianza a Mestre, considerata un’area particolarmente complessa per i problemi di degrado e sicurezza urbana.

Il protocollo avrà una durata di cinque anni e potrà essere rinnovato. Secondo quanto riportato da Il NordEst Quotidiano nella notizia del 5 settembre, l’intesa punta anche a rafforzare la coesione sociale e la convivenza civile attraverso progetti specifici concordati tra amministrazione regionale e strutture statali.

Il presidente Alberto Stefani ha collegato la sicurezza alla capacità di prevenire, presidiare il territorio e intervenire sulle situazioni di degrado. L’obiettivo dichiarato è restituire ai cittadini aree pubbliche vive, curate e utilizzabili, affiancando agli strumenti tecnologici una presenza istituzionale coordinata.

L’accordo aggiorna un percorso di collaborazione già avviato tra le amministrazioni. Nel marzo 2025 era stato presentato un precedente protocollo tra Regione Veneto e Ministero dell’Interno, dedicato alla sicurezza urbana e al sostegno degli enti locali. Il nuovo stanziamento concentra ora risorse e interventi sulla specifica situazione di Mestre.

Perché la videosorveglianza produca risultati, sarà necessario definire con precisione aree, tempi e responsabilità operative. Gli impianti dovranno inoltre essere accompagnati da regole per la gestione dei dati, manutenzione costante e capacità di intervento delle forze dell’ordine.

I prossimi passaggi riguarderanno la sottoscrizione e l’attuazione dei progetti. La verifica dei risultati nel corso dei cinque anni permetterà di misurare l’efficacia delle misure e valutare un eventuale rinnovo.